mercoledì 30 maggio 2018

Intervista a CasaSirio


Che dire? Di CasaSirio mi capita di parlare spesso; ho chiacchierato dei loro libri qui, qui, qui, qui e qui. Sono andata a rompere loro le scatole durante il Salone dell'Oca. Ho seguito le pubblicazioni della casa editrice fin dalla sua nascita, e con questa intervista vorrei riuscire a farvi capire com'è che ne parlo sempre. Mi ha risposto Martino Ferrario, direttore editoriale.
Enjoy.


    Come prima cosa narrateci: chi è CasaSirio? E che vuol dire essere una casa editrice POP?

Sai che è la domanda che ci hanno fatto di più in questi anni? Per spiegarla abbiamo fatto un upgrade di motto, “Storie che non puoi smettere di raccontare”, e qual è una storia che non puoi smettere di raccontare? Una storia fighissima, con un plot che non ti fa staccare e un sacco di livelli di lettura, qualcosa che sia così fruibile da doverla raccontare a tutti i costi a qualcun altro.
    Da dove viene il nome CasaSirio”?

Siamo un gruppo di amici, e molti di noi studiavano assieme. A Torino. (Purtroppo) troppi anni fa. Quattro di noi vivevano anche assieme, e visto che i nostri cognomi non stavano sul citofono (che era il tipico citofono piccino e un po’ scassato che hanno le case degli studenti), abbiamo pensato di mettere quello dell’unico abitante full time della casa, Sirio, il nostro gatto. Così, quando qualche anno dopo abbiamo deciso di fondare la casa editrice dei libri che amavamo, beh, siamo stati quasi costretti a darle il nome del luogo che abbiamo più amato.

    Le vostre pubblicazioni spaziano in un'ampia varietà di generi, avreste voglia di raccontarci le vostre collane?

Certo! Innanzitutto bisogna dire che le nostre collane sono nomen-omen.

Abbiamo i RIOTTOSI, che è la nostra collana di genere. Thriller, noir, quel tocco di fantascienza e western che non guasta mai. Sono riottosi, quindi ti prendono a pugni, nei libri che racchiudono la gente muore (spesso male) e non ti permettono di mettere giù il libro nemmeno nei momenti di emergenza.

Poi ci sono gli SCIAMANI, storie di formazione, di quelle che ti porti dietro finché non tiri le cuoia. Spesso i protagonisti sono ragazzi, devono avere un percorso di crescita, sono romanzi tosti e che ti stringono lo stomaco.

La terza è la tua, i MORTI&STRAMORTI. Classici inediti in Italia, pietre miliari di altre culture che noi portiamo qui e godiamo un sacco a farlo. 

(sia messo agli atti che ho adorato libri anche di altre collane. N.d. Leggy) 

La quarta - e ultima ufficiale - sono gli eXtra. Siamo nati come editori di narrativa, ma siamo sempre stati sicuri che pure nella non fiction ci fossero storie che non si potevano smettere di raccontare (quindi POP). Biografie illustrate di presidenti americani, tautogrammi e, molto presto, il mio amatissimo calcio.

Poi ci sono pure i DieciQuindici (i tascabili economici dei nostri libri più venduti), gli eBook in libreria (il primo modo di vendere eBook come libri) e i PendolariQR (racconti gratuiti in formato biglietto da visita). Sì, siamo sempre dietro a combinarne una.

    Come avete scoperto, per dire, quella meraviglia che è Raffles?

Dal titolo di un altro libro. Qui ci sarebbero da raccontare i mille salti che faccio di solito quando cerco un libro straniero, ma non sono interessanti quindi li zompo. Fatto sta che dopo tutti sti salti trovo un libro con un titolo fighissimo DEAD MAN TELL NO TALES. Leggo il libro pensando sia una figata, lo butto via poco dopo perché, beh, per il motivo per cui si mollano i libri, ma penso che uno che scrive titoli così belli non può non aver scritto qualcosa di fighissimo. Lì scopro Raffles. E esulto tipo Grosso dopo il gol contro la Germania.

    Siete ganzi, ma di misura ridotta, molto giovani e molto indipendenti: com'è andata che siete nati?

Visto che sono due metri per novanta chili buoni mi commuovo sempre quando qualcuno mi dice che sono di dimensione ridotta, quindi grazie <3 (profondo astio nanico. N.d. Leggy) Per quanto riguarda CasaSirio, siamo nati perché volevamo pubblicare a tutti i costi storie che amavamo. Se la domanda successiva è: che peso specifico ha l’abuso di birra nei pub nel periodo della scelta, la risposta è: parecchio.

    CasaSirio pare essersi impegnata in una battaglia per integrare librerie, ebook, cartaceo e digitale. Raccontateci il progetto eBook in libreria, orsù.

Più che in una battaglia per far integrare tutto, una battaglia per arrivare ai lettori in tutti i modi che ci vengono in mente. Non è chi legge a dover arrivare al libro, secondo me, è molto di più il contrario. Io ho un lavoro oggi perché quando ero un piccolo testa di cazzo che pigliava denunce e veniva portato in varie questure, avevo sempre un libro in mano. E avevo un libro perché qualcuno mi aveva convinto a leggerlo, non perché “leggere è importante e apre la mente e tutte le blablablate che si dicono”. Noi cerchiamo di fare questo, e eBook in libreria è solo l’ultimo dei progetti.

Sono taccuini iperpersonalizzati all’esterno in forma di libro che si vendono esclusivamente in libreria e contengono un QRcode (e un link). QR e link portano a una pagina di invio diretto dell’eBook a qualsiasi eReader (o Ipad, telefono, etc) in trenta secondi netti. Noi giochiamo dicendo che abbiamo reso cartaceo il digitale, e ne siamo tanto contenti.

    Come sono i vostri rapporti col magico e variegatissimo mondo dell’editoria?

Guarda, sembra una cazzata di posa, ma belli. Sia i rapporti con gli editori più grandi - che spesso ammiravamo prima di diventare editori (e, sia chiaro, ammiriamo e leggiamo ancora) e non si sono mai fatti problemi a darci consigli e pure una spinta quando c’era bisogno - sia con quelli più giovani e piccolini. Con la maggior parte di loro più che colleghi siamo amici, ed è fighissimo. Lavoriamo un sacco assieme, ci aiutiamo quando c’è bisogno, ci sbronziamo, facciamo festa e ci incazziamo come le iene.





    E coi lettori?

Per me questo è un jolly. Io sono sempre in giro e ne ho conosciuti a migliaia, con cui spesso mi sono fermato a bere birra o caffè e chiacchierare. Faccio un lavoro meraviglioso, quindi spesso parliamo assieme di libri (miei, degli altri, chissenefrega, cazzo: quanto è bello poter parlare di libri?) e di un sacco di altre cose. Pure sui social e via mail riusciamo ad avere un gran rapporto. Noi siamo avidi di storie, e ognuno ne ha una da raccontare.

    Momento gossip becero: un'esperienza buffa da editori? Chessò, un aspirante autore stalker, un quasi acquirente pazzo in fiera…

Una volta, mentre ero in uno dei giri pazzi che mi capita di fare, mi ha fermato la Finanza. Avevo la macchina conciata come quella del famigerato scafista, ma quando hanno letto EDITORE sulla carta d’identità mi hanno lasciato andare senza perquisa (una volta è successo pure mentre avevo in macchina Doug Johnstone - che ha documentato tutto con centinaia di foto).

    Com'era il mondo editoriale che vi eravate immaginati, e come l'avete trovato?

Ecco. Non ce l’eravamo immaginati granché. Per lo meno non io. Io agisco prima di pensare, poi metto le pezze alle cazzate. Di sicuro ci sono un sacco di leggende del menga (per esempio che gli editori non si danno una mano a vicenda), ma ci sono anche parecchie cose vere tra le “voci di corridoio” (tipo che si scrive quasi quanto si legge), però, in ogni caso, ci divertiamo. Si gioca anche spessissimo a calcio e si beve un sacco di birra, cose che non guastano mai.

    CasaSirio ha un modo tutto suo per comunicare coi lettori, - durante i giorni del Salone vedevo in home page su facebook più dirette tue che post di mia madre. Vi va di raccontarci perché e per come?

Mi fa piacere tu abbia assisto al mio lento disfacimento fisico durante il Neverending Tour (è che mi sento ancora un ventenne ma, mannaggia, non lo sono più). L’idea di iniziare a comunicare così è nata con quella di “storie che non puoi smettere di raccontare”. Raccontiamo storie. Su carta, in video, dal vivo.

    Se dovessi consigliare un libro del vostro catalogo per dare un corretto sunto della casa editrice, quale sarebbe?

Questa domanda ha un tasso d’infamia molto solido. Chi offenderò e chi renderò felice? Dirò una paraculata tipo “Il prossimo?”. Bisserò dicendo “tutti”? Farò il generalista dicendo che abbiamo scoperto degli italiani incredibili, portato in Italia degli stranieri fantastici o trovato morti di cui siamo orgogliosi?
Scherzi a parte, non saprei consigliare in generale, ma in particolare sì. “Cosa ti piace leggere” è la domanda che faccio a tutti quelli che mi consigliano un libro. Dovessi consigliarlo a te, oltre al già supercitato Raffles (che il correttore automatico continua a correggermi in superdotato, non so perché ma immagino non sia un’offesa), ti dico aspetta febbraio che esce una super Morta&StraMorta. E leggiti Cingo.

    C'è qualcosa che non vi ho chiesto ma di cui vorreste chiacchierare?

Sinceramente sono un po’ offeso che tu non mi abbia chiesto come faccio ad essere così bellobelloinmodoassurdo e, nonostante lo stereotipo, fare anche il direttore editoriale. (devono aver cancellato la domanda, il file è corrotto! N. d. Leggy)

    Quando esce la nuova raccolta di racconti di Raffles?

Tra non molto. Promesso.

    (Sono dipendente. Ho un problema. Lo so.)

Anche noi ;) È per questo che stiamo scegliendo il momento adatto :)

    Grazie mille per esservi prestati all'interrogatorio :D

Grazie a te!



2 commenti:

  1. Questa intervista mi ha fatto ridere di gusto e sentire ancora più vicina a questa casa editrice che ho preso realmente a cuore; perché passione, impegno e amore sincero si leggono in ogni parola, si vedono in ogni video...questi ragazzi hanno i libri stampati sul cuore e si vede in tutto. COMPLIMENTI.

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  2. anche io l'ho trovata divertente e molto poco editoriale:)

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