martedì 12 marzo 2013

Newton Compton, decrescita editoriale e, come sempre, una giusta tirchiaggine

E così, qualche giorno è arrivata nelle librerie nostrane la nuova collana Newton Compton, quella a 99 centesimi. Non ho ancora avuto il tempo di andare a dare una sbirciata, anche se molto probabilmente finirò per comprare Lady Susan, l'inedito di Jane Austen, in barba alle varie critiche. Che comunque sia mi sto accingendo a muovere pure io, assai coerentemente.
Qualche giorno fa ho letto questo articolo su Dusty Pages in Wonderland, apertamente contrario alla nuova collana Newton Compton, per il semplice fatto che una concorrenza del genere è spietata, i prodotti saranno molto probabilmente di dubbia qualità e finiranno per abituare il pubblico ad una spesa minima per quello che in teoria dovrebbe valere molto di più.
E io sono anche d'accordo, fino a un certo punto. È vero che le politiche commerciali della Newton Compton sono deleterie per il mercato editoriale in generale, in particolare per quanto riguarda le librerie. Per chi ancora non sapesse cosa si intenda per 'decrescita editoriale', ecco, sarebbe l'auspicabilissima soluzione per risolvere il problema del sovraffollamento di libri, che ne decreta l'incresciosa morte per dimenticanza.
Per farla breve, negli ultimi anni le case editrici hanno cominciato a sfornare sempre più libri, abbassando i propri standard qualitativi, sia come scelta dell'opera, che come editing nel senso più ampio, che come traduzione, correzione di bozze, un po' tutto. È per questo che spesso ci troviamo davanti a delle immani ciofeche, cosa che, secondo me, fa anche calare notevolmente la fiducia del lettore nei confronti dei libri in generale. Cioè, se due volte su tre mi capita tra le mani una schifezza, conseguentemente diventerò assai più parca negli acquisti e diffidente verso i 'casi editoriali'. O i libri in generale.
Altro problema legato a tutta quest'esuberanza di pubblicazione è, ovviamente, l'esagerato ed esorbitante numero di libri che arrivano in libreria. Non c'è abbastanza spazio per tenerli tutti o per tenere una copia invenduta più di un paio di mesi, massimo tre. Tralasciamo il catalogo – che, come dice qui Marino su Cronache dalla Libreria, non se la sta comunque passando benissimo – ma un'opera appena pubblicata, fresca, nuova, magari anche piacevole, ha davvero poche occasioni per essere notata e acquistata. Il suo futuro viene deciso nel giro di poche settimane, e rischia di essere precocemente stroncato in mancanza di una costosa e impegnativa campagna pubblicitaria.
Quindi, la soluzione più ovvia sarebbe smettere di pubblicare così tanto. Fermarsi, fare un bel respiro, mettere a fuoco la situazione, alzare gli standard e ricominciare. Non sono poche le case editrici che hanno cominciato a seguire questa politica, cito giusto la MarcosyMarcos e la MinimumFax e già che ci sono vi linko anche l'articolo di Marco Cassini su MinimaetMoralia.
Tornando alla Newton Compton, beh, è evidente che stiamo parlando di una delle case editrici che invade con più prepotenza le librerie con vagonate e vagonate di opere, alcune, mi spiace dirlo, non proprio all'altezza della pubblicazione.
Però non è la sola. Entriamo in libreria e contiamo gli editori. La Newton Compton fa compagnia alla Mondadori, alla Garzanti, alla Giunti. La differenza sta nel prezzo. E qui sta il segreto del suo successo. Sono contraria alla sua politica editoriale, ma credo che prima di tutto dovremmo chiederci anche cosa stiano facendo gli altri editori, per tenere a galla il mercato del libro. Fatemi un fischio, se trovate una risposta soddisfacente.
Ogni tanto, su Cronache dalla Libreria, mi metto a discutere animatamente sulla questione dei prezzi. Ad esempio in quest'articolo di Marino, Panino, insalata o... libro?. Date un'occhiata, che non sono in grado di darvene un riassunto degno di questo nome.
Il fatto è che, secondo me – come avevo già spiegato qui – i prezzi dei libri sono troppo alti. Può capitare che io spenda più di venti euro in libreria, ma non sarà mai per un unico libro, per il semplice fatto che un prezzo del genere mi fa sentire presa in giro. Nel momento in cui ci sono case editrici che pubblicano edizioni rilegate a 9, 12, 15, facciamo anche 17 euro per le edizioni con materiali buoni, perché un altro editore deve chiedermi invece un esborso così esoso? A quale titolo? Con traduzioni sempre più scadenti, editing da ridere... cioè, perché dovrei pagare una tale somma se già so che il prodotto finito è costato all'editore tanto quanto quello che me lo fa pagare 5, 6, 10 euro in meno? Perché?
La particolarità della Newton Compton sta nel fatto che, pur essendo una BIG, segue le regole del mercato. Se un prodotto non viene venduto, per prima cosa riduci il prezzo. Se funziona, vuol dire che il prezzo precedente era troppo alto.
Non è che io non dia valore alla cultura. Ma è per la cultura che voglio pagare, non per il sostentamento di politiche editoriali cieche e malate.
Tempo addietro mi ero lamentata per la Legge Levi – adesso non ricordo bene dove – ma adesso credo anzi che sarebbe il caso di irrigidirla, renderla più dura e invalicabile. In mancanza degli sconti, le case editrici abbasserebbero naturalmente i prezzi e sarebbe la fine di quell'ingiusto vantaggio tra librerie indipendenti e librerie di catena.
Prima di chiudere sottolineo soltanto che non intendo attaccare le politiche editoriali di tutte le case editrici medie o grandi, ma solo di alcune. Diciamo quelle che ti fanno pagare lo sterco a peso oro, ecco. Non posso certo negare che alcune, pur avendo prezzi altissimi che non mi sentirei mai di pagare, offrono traduzioni eccelse e un'impeccabile assenza di refusi che compensa almeno in parte il costo del libro.
Questo però non cambia il fatto che non comprerò mai un libro che, da solo, corrisponde a più di un decimo del mio mensile. Il sangue ligure non mente, specie di 'sti brutti tempi. Voglio dire, io posso anche adorare le Harley Davidson e avere fiducia nella loro eccelsa qualità, ma col cacchio che vado a comprarmene una, con quello che costano. No?
E voi che ne pensate? Da che lato della barricata vi siete infilati?

40 commenti:

  1. Io credo che se vogliamo far salire le vendite dei libri ( e anche il numero dei lettori) glineditori dovrebbero forse cambiare l' intera politica dei prezzi, un altro esempio: se io compro un libro in edizione originale,magari cartonato, da Amazon o se me lo faccio spedire da mio cugino da Londra finirei per pagare comunque molto meno se comprassi lo stesso volume tradotto da cani,stampato su carta igienica e in edizione brossurata da un editore italiano.
    Finchè la politica dei prezzi italiana sarà così è ovvio che le vendite diminuiranno.
    Poi è ovvio che io ho fatto un caso limite però ci.sarebbe tanto da riflettere.
    Sulla Netwon ammetto che fino a qualche anno fa non mi dispiaceva, cioè pubblicavano tante cavolate, ma almeno per quanto riguarda il fantastico che è poi il mio campo d' adozione anche tante cose interessanti come i volumi dei migliori racconti horror dell' anno.

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  2. Cercherò di essere breve e non scrivere un papiro. Dunque, il prezzo del libro è storia vecchia... Non so più con chi parlarne, ho praticamente fatto sanguinare le orecchie a chiunque ne abbia almeno uno funzionante xD
    Dunque, dicevo. Il prezzo del libro, unito al marketing, è cosa brutta. È il male. Il marketing soprattutto. Perché succede che mi faccia abbindolare da una bella copertina e dal prezzo, basso, del libro. Non è raro che io ci sia cascata in pieno, soprattutto con la Newton Compton che ha un catalogo così vasto che davvero vien da pensare chi diavolo li traduca quei libri... Google Translate? Può darsi. Liceali con la conoscenza dell'inglese scolastico che fanno i traduttori per hobby? Può darsi anche questo (non è impensabile, molti si dilettano con i sottotitoli delle serie tv, quindi...). Il problema, però, si pone quando qualcuno mi fa un cartonato della stessa dubbia qualità a 18 euro che, anche per me che non sono ligure, è una spesa non indifferente e che non faccio da veramente molto molto molto tempo. Perché, abituata a prodotti scadenti a 18 euro, poi va a finire che questa stessa cifra non la spendo nemmeno per la Marcos y Marcos (che amo in modo spassionato e penso ormai lo sappiano pure loro) o per la Neri Pozza (che ammiro molto).
    Non so, la situazione è controversa. La soluzione sarebbe nel ridurre il quantitativo di libri pubblicati ma ricordo una discussione avvenuta su Twitter dove questa mia posizione non era condivisa da chi lavorava nell'editoria. Mi è stato fatto presente che il prezzo alto dei "casi editoriali" serve per rientrare nelle spese fatte per i libri invenduti. E però, dannazione, se al posto di pubblicare 10 mila titoli ne pubblichi 6 mila (comprese le ciofeche che però vanno molto tra i lettori occasionali, vedi i numerosi cupcake, zenzero e gioielli) magari le spese le ammortizzi, no? Ma io sono "emotiva" (mi è stato detto) e l'emotività bisogna farla da parte per far spazio al marketing e all'occhio "economico".
    E quindi, insomma, ho fatto un intervento dicendo che? Non lo so nemmeno io xD

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  3. Io spendo soldi in libri solo quando sono CERTA della qualità di ciò che sto per comprare, per questo compro libri che ho già letto. Non acquisto quasi più d'impulso perché rimarrei fregata: titoli affascinanti, copertine intriganti che nascondono il nulla, il contenuto non è spesso all'altezza della promessa, spesso ci sono storie banali, scritte in qualche modo (tanto che a volte mi domando: ma l'editor esiste ancora?)
    Sulla newton compton non so...non è il mio genere, però vedo che ha il suo seguito, se quel seguito e disposto a pagare 10€ per quello ben vengano quelle politiche editoriali allora...una casa editrice secondo me deve individuare il suo target e tenerselo stretto.
    Cmq io sicuramente comprerò quei libricino a 1€, in questo la NC è stata brava, potrebbe aver trovato una possibile nuova lettrice.
    Poi beh io sono per de-sacralizzare la cultura, tutti devono poter accedervi, non solo chi ha i soldi e chi ha una laurea. Che palle questa storia della "alta-cultura", la cultura ha un prezzo, ed è giusto che esista in tutte le sue gamme.
    Poi boh, qua in Italia non so dove si inceppi il meccanismo...in Francia lo sconto massimo applicabile è 5%, e i libri costano davvero poco e sono di qualità: libri illustrati dai 6-8 in su, qua dai 15-20 in su. Possibile ???

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  4. I prezzi dei libri nuovi sono troppo alti. Ma se si ha la pazienza di aspettare qualche mese, le edizioni economiche hanno prezzi più che abbordabili. Certo, bisogna decidere prima di tutto quanto siamo disposti a pagare per un libro. Io ho una mia soglia limite, oltre la quale dico "aspetto il tascabile". La politica fatta dalla Newton però secondo me ha qualcosa di quasi morboso... anche perché sì, attira lettori, ma quanti lettori forti leggono i libri della Newton e quanti invece sono i lettori che li comprano solo ed esclusivamente perché costano poco? La Newton rende davvero la cultura accessibile a tutti o con le sue pubblicazioni così massive un po' la svilisce?
    Certo, è sicuramente in buona compagnia (sto attuando un boicottaggio notevole verso alcune case editrici per via delle loro pubblicazioni) e non è certo colpa di questa casa editrice se il mercato del libro non se la sta passando tanto bene. Però sicuramente sta aiutando e favorendo, almeno secondo me, parte del declino.
    Oltre a creare una concorrenza sleale, perché ci sono case editrici che pubblicano cose di indiscussa qualità ma che davvero non possono permettersi di vendere libri a 0.99 centesimi o a 9.90 con la copertina rigida (che poi davvero mi piacerebbe sapere quanto vengono pagati traduttori/editor/impaginatori/grafici etc etc...).
    Lo so che siamo in tempi di crisi e io stesso vivo con la logica del "meno si spende meglio è" (al limite del patologico nel mio caso quasi :P). Però ci sono mille altri modi per avere accesso a libri a basso prezzo... senza rischiare di distruggere tutto un mercato.

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    1. >>quanti lettori forti leggono i libri della Newton e quanti invece sono i lettori che li comprano solo ed esclusivamente perché costano poco?

      La Newton Compton ha un grande seguito. Certo non è il seguito dell'Einaudi o di Bompiani, ma c'è gente che in quei libri si trova benissimo, quindi che male fa? Chi compra i libri di quella casa editrice dubito fortemente comprerà i libri di Bompiani, sono generi troppo diversi (anche se potrebbe benissimo succedere).
      Cosa vuol dire "svilire la cultura"? Se una persona ama le storie che hanno sempre la stessa trama perché deve sentirsi "inferiore" rispetto a chi legge l'autore consacrato mezzo-sconosciuto? Una persona deve leggere quello che può permettersi di leggere. Se in futuro quella persona si sentirà di avere bisogno di qualcosa di più, farà il passo, a sua scelta.
      Se poi questi lettori hanno certe possibilità economiche, allora la NC fa benissimo a fare quello che fa.
      Io spero che la NC spinga i grandi editori a farsi delle domande, non si può vivere di rendita e gloria contando sempre sui soliti noti (noi, lettori forti). In questo momento è più che mai vitale tenersi stretti i propri lettori e la NC lo sta facendo bene. Distruggere un mercato ? Forse merita di essere distrutto, o almeno certe logiche, ovvero libri mediocri presentati come il capolavoro del secolo.

      Un'altra soluzione sarebbe allargare la base dei lettori, ci sarebbe abbastanza mercato per tutti, ma questo non dipende dal mercato editoriale purtroppo.

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    2. Ma non fa assolutamente nessun male. Ci mancherebbe altro! Né ho detto che debba sentirsi inferiore! E se l'immagine che ne è passata è quella mi dispiace molto.

      Sarà che io non leggo i romanzi Young Adult, Paranormal o Fantasy, né i romanzi "troppo rosa" e quindi non riesco davvero a vedermi di comprare un romanzo della Newton che non sia un Mammut.

      Sui libri mediocri presentati come il capolavoro del secolo che meritano di essere distrutti sono completamente d'accordo con te e io sto portando avanti un boicottaggio verso questo libri che tu nemmeno immagini... sono stufa di leggere le segnalazioni o le recensioni sempre degli stessi libri sui blog, stufa di venire bombardata su twitter o su facebook da questi romanzi con titoli e copertine tutte uguali.
      Il problema è che per me, ma ripeto PER ME, la Newton sta facendo esattamente la stessa cosa.

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    3. poi, io sono sicuramente un po' snob. Ma non riesco a far rientrare sotto la parola CULTURA sia i libri a 9.90€ della Newton (o tutte le "fantastiche" nuove uscite di garzanti o di pseudoerotici) sia autori come Philip Roth o Paul Auster o mille altri nomi.

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    4. Avevo capito che il termine "svilire" non fosse riferito alle persone che si trovano bene a leggere i vari Tiffany (per un motivo o per un altro, sia per il prezzo che per le possibilità che per quello che vuoi, poco importa)... Ho inteso che il tuo commento fosse riferito alla scarsa qualità (per forza di cose, altrimenti non ci rientri con il prezzo di vendita del libro) dei prodotti finiti.
      Certo, non fa male se "acquisti" un lettore in più che, magari, prima non leggeva affatto e con i libri a basso prezzo comincia a farlo (ad esempio i lettori da metro, che leggono solo sui mezzi pubblici), ma fa male (mettiamola così) a chi invece legge un po' di più e incappa in ORRORI di traduzione. A me, ad esempio, arriva una pugnalata al cuore quando vedo certi orrori di traduzione. E io non sono proprio una cima in inglese, per cui se me ne accorgo vuol dire che è davvero palese (ricordo ancora un bel "maglietta a T" per indicare la T-shirt).

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    5. E invece secondo me bisogna un po' de-sacralizzare la parola CULTURA, o per essere più precisi dobbiamo farlo noi, lettori e tutti i personaggi di questo mondo, perché gente come la NC l'ha già fatto da un pezzo, e c'è il rischio che diventino l'unico punto di riferimento per gente che non sa come avvicinarsi al mondo del libro (un po' come ha fatto la BUR all'epoca).
      Bisogna guardare un po' oltre la cerchia di chi è più o meno simile a noi, lettori forti.
      Perché il rischio è di ottenere quello che vogliamo, ovvero solo romanzi di indubbia alta qualità, ma che leggiamo solo noi, che li capiamo e apprezziamo.
      E' giusto ? Per me no. Che senso avrebbe un mercato del genere ?
      Perché il solito romanzo d'amore non può essere definito cultura ? E' un libro, una persona per leggerlo compie un atto intellettuale, la stessa cosa che fa uno quando legge un saggio.
      Certo lo sforzo intellettuale è diverso, e poi non sarà certo il romanzo che rimarrà nella storia della letteratura, ma intanto è stato letto e goduto, ha avuto senso di esistere.

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    6. Credo di intendere la cultura in modo diverso, non come semplice "intrattenimento", ma come qualcosa di più profondo.
      E ne abbiamo tutti la stessa possibilità di accesso. Perché se posso comprare un libro della Newton a 9.90, posso comprare anche un ET Einaudi a 10, un feltrinelli tascabile a 8 o 9, no?
      Certo, dipende da cosa cerco in un libro. Cerco una storia che non mi richiede sforzo intellettuale, una storia che non mi faccia pensare più di tanto, che si ripeta sempre uguale. Bene, buon per te. Ma sul serio. Per me ognuno è libero di leggere quello che vuole. E ogni tanto io stessa ne leggo, perché non si possono leggere sempre e solo libri impegnati.
      Però non vedo perché io debba adattarmi a questa cosa, se i romanzi d'amore tutti uguali non li sopporto o se non riesco più a leggere libri che hanno una faccia di donna in copertina. Ho sviluppato un mio spirito critico e lo sviluppato proprio così, leggendo. Devo cancellarlo per "de-sacralizzare" una cultura che è già alla portata di tutti, se solo questi tutti la volessero raggiungere davvero? No, mi spiace, non mi pare molto giusto.

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    7. ... mi sento lasciata indietro ò_ò
      Uhm.
      Beh, ma ci sono vari tipi di cultura, no? La cultura alta e quella bassa. La cultura popolare. Io non mi impelagherei tanto sulla definizione di 'cultura', è troppo variegata perché si possa essere tutti d'accordo. Più che altro ci sono troppe culture. E sottoculture.
      Io comunque non dico che la collana da 9.90 della NC sia 'brutta' perché non gradisco il genere, ci mancherebbe. Finora l'unico chick-lit che ho letto è stato Bridget Jones, ma ammetto che mi è piaciuto. E non ho mai letto la Kinsella, ma visto che me ne parlano così bene, immagino che meriti. Quando parlo di libri 'brutti' o 'ciofeche' mi riferisco a libri che dovrebbero essere scartati quando vengono inviati alle case editrici e che di solito lasciano insoddisfatto il lettore. E mi pare che almeno parte della suddetta collana NC sia ascrivibile al tipo, visto quello che ho provato a leggere - mollato prestissimo, traduzione pessima - e un paio di commenti trovati qua e là.
      Sul discorso degli editori... ecco, non si può impedire loro di pubblicare al prezzo che ritengono più opportuno. Così come non sta a noi impedire a Tafazzi di colpirsi ripetutamente i testicoli con una bottiglia. Però è una cosa che sconcerta, come mettere una Panda sul mercato al prezzo di due Ferrari.
      Nei commenti sull'articolo di Finzioni sull'argomento una tizia ha paragonato l'industria del libro con quella della moda, dicendo che nessuno va a lamentarsi da HM se la qualità della stoffa è mediocre. Benissimo, ma se io mi trovo della merce fallata - e credo che traduzione urfida e refusi, giusto per non impelagarsi nel discorso 'qualità dell'opera' rientri nella definizione - allora col cavolo che non mi lamento.

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    8. Scusami... ogni tanto mi lascio prendere un po' la mano in questi dibattiti XD

      di quei libri della newton ne ho letto solo uno, abbandonato a metà perché illeggibile. E la cosa forse ancor più grave è che non si trattava di una traduzione. E so anche di altri che ne hanno letto altri ritrovando sempre le stesse problematiche che evidenzi tu. Quindi non mi viene nemmeno da comprarli. E va bene la politica dei prezzi bassi per vendere, ma se mi vendi un prodotto di bassa qualità, a me fa girare le balle anche darti 9.90 euro.

      Sui prezzi delle case editrici sono d'accordo, alcuni sono assurdamente alti. Però sappiamo anche che basta aspettare per avere le edizioni economiche, allo stesso livello di editing e di traduzione.
      Sembra quasi che uno che vuole spender poco sia obbligato a rivolgersi ai Newton, ma non è così!

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    9. >>Credo di intendere la cultura in modo diverso, non come semplice "intrattenimento", ma come qualcosa di più profondo.

      Ho mai detto che è intrattenimento?
      Leggere in sé è un atto intellettuale, a dispetto di qualunque libro tu legga. E credo che a ogni libro corrisponda un lettore. Chi si avvicina al libro per me ha diritto di farlo nel modo in cui crede.
      Cos'è la cultura? Si può definire cultura solo quello che è mortalmente importante ? Per me no, perché la cultura in cui viviamo oggi non è fatta solo di Leopardi, Pascoli &co, quella di cui ci vantiamo, ma anche di tante Liala, Guido da Verona...hanno caratterizzato un certo modo di pensare...fanno parte della nostra cultura, che ci piaccia o meno. [si ok, sono OT]

      >>non vedo perché io debba adattarmi a questa cosa,
      Beh credo che se a te, come a me, i NC non piacciono non è che puoi far molto, puoi solo non comprare, cosa che già fai credo.
      Credo che spetti alle case editrici fare qualcosa. Non dovrebbero fare la stessa cosa perché credo fallirebbero [ma in Italia si copia sempre], ma domandarsi cosa fare per recuperare quei lettori che sono stati rubati; oppure rafforzare l'identità della casa editrice offrendo ai lettori la sola di cui possono vantarsi, libri di qualità. Cosa che ultimamente non fanno

      >>Devo cancellarlo per "de-sacralizzare" una cultura che è già alla portata di tutti, se solo questi tutti la volessero raggiungere davvero?
      Non è vero. Tanta gente si sente erroneamente (per altri forse il contrario) non all'altezza. Attorno al tipo di libri di cui parli si è creata talmente tanta "aura" da intimidire molti aspiranti lettori. Già portarli in biblioteca è una fatica -eppure i libri sono gratis!- figuriamoci poi dargli libri di cui hanno sentito parlare come libri importanti da leggere con impegno e serietà: scapperebbero. A quei libri per me ci si arriva per gradi, l'importante è essere entrare in questo mondo.
      Dopo un po' , credimi, c'è chi si stufa dei soliti libri della NC e viene -fortunatamente- a cercare altro.

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    10. PORCACACCA. Ero arrivata alla fine di una lunga e compita risposta. Poi l'ho cancellata per sbaglio. GRAUR.

      Elisa: Dicevo xD No beh, figurati, il fatto che una discussione vada avanti senza bisogno di me fa anche piacere *w*
      Io capisco che la NC non cambi, perché è evidente che la sua tattica stia funzionando. E' l'immobilità delle altre case editrici che mi confonde, visto che arrancano faticosamente ò_ò
      Che poi non tutti i libri escono in economica. Immagino che escano quelli che hanno avuto un tot di successo, non saprei. Ma non è tanto questo a stupirmi, il fatto è che vedo proprio un lucrare sfacciato. Che poi certe edizioni economiche costano quanto una prima edizione >_> Oggi ho dato un'occhiata a un Einaudi. 14 euro. Economica.
      Per quanto riguarda il pubblico cui si rivolge quella particolare della NC, ammetto che non riesco a inquadrarlo ò_ò

      Silvia: ... vabé, è inutile che ti risponda, sono d'accordo >_> Soprattutto sulla seconda parte.

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  5. Nick Parisi: Eh, tra l'altro in questa situazione di crisi/abbassamento dei salari... Mah. Non so, è che mi sembra proprio una scelta stupida mettere prezzi così alti. Sembra quasi che non interessi, che il libro venga venduto o meno O_o
    Comunque io ho sentimenti contrastanti per la Newton. Adoravo la collana Vertigo, e poi i Mammut... cioè, sono quelli che pubblicano Dan Rhodes. E quando pubblicano libri 'buoni' li vendono a prezzi più alti rispetto alle ciofeche che tirano dietro a 9 euro. Quindi credo che in un certo senso siano consapevoli della scarsa qualità di certe loro opere ò_ò Cioè, non sono stupidi. Altri invece sembra proprio non abitino neanche questa galassia >_>

    Nereia: MarcosyMarcos e Neri Pozza <3 Stazionano immutabilmente nell'Olimpo del mio ammmore. Insieme a Isbn e MinimumFax *__* Lo dicevo pure alla libraia che stalkero dalle mie parti, che il giorno che troverò un refuso in un libro di questi editori, soffrirò orrendamente. Cioè, sì, se devo spendere dei soldi in un libro non lo farò se non sarò certa che sarà perfetto. Non pago 20 euro per una schifezza in cui rischio di trovare 'Maglietta a t' e 'Nonostante me stesso', che cavolo.
    Però non sono d'accordo col marketing. Cioè, per me il marketing buono è quello che non mente. Dopotutto è marketing anche il convincere le persone a leggere, in un certo senso ò_ò E' la menzogna che schifa.
    E riguardo alla discussione avuta su Twitter, una cosa è vendere a prezzo alto casi editoriali (mossa comunque miope, perché io Zafòn me lo sarei comprato pure in prima edizione, se non fosse costato un rene e mezzo...) ma tutte le altre centinaia di pubblicazioni non celebri? ò_ò Mah.

    Silvia: Anch'io ho smesso di darmi all'acquisto istintivo. Se vedo un bel titolo in giro, prima sbircio le prime pagine, poi torno a casa e cerco recensioni. Ma ancora più spesso capita che io legga prima le recensioni e poi vada in cerca del libro.
    L'editor esiste a sprazzi, credo. Mi chiedo se la situazione dello sfruttamento nell'editoria valga una simile mancanza di cura... Ho ancora negli occhi intere frasi di cui non riuscivo a estrapolare il senso compiuto.
    La Newton Compton... non so, per me ne esistono due. Cioè, una che cura decentemente i libri 'seri' e un'altra che mira a lucrare gioiosamente. Che poi, ci fosse chi propone libri 'belli' allo stesso prezzo, bom, il gioco è fatto.
    Credo che il meccanismo s'inceppi nei grandi gruppi editoriali che non hanno bisogno di seguire le regole di mercato, perché tanto lo possiedono. Però mi sa che la cosa cambierà presto, almeno mi viene da pensarlo guardando come stanno crescendo le medie case editrici indipendenti.
    Poi beh, immagino c'entri qualcosa anche il fatto che alla fine il potere decisionale è sempre in mano ai soliti incompetenti. E' un po' una legge di Murphy italiana, se c'è un incompetente in un'azienda, sarà sempre il capo.
    Geniale anche mettere libri per bambini a 20 euro, comunque. Ai tempi mi ci sarebbe voluto un mese per comprarmene uno, checcavolo...

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  6. Elisa: Beh, sì, ma una casa editrice dovrebbe mirare a vendermi un libro, al prezzo più alto possibile, che però non dovrebbe andare verso l'assurdo. Cioè, se io fossi Madama Salani mi chiederei 'Ok, qual è il mio target? Quanto sono i miei costi di produzione? Quanto conto di rifarci? E soprattutto, quanto può spendere il lettore?'. Io un po' mi irrito perché non posso permettermi certi libri, ma un po' mi stupisco perché questo va contro i loro interessi. Cioè, ci fosse una logica dietro, tipo appunto Newton Compton... invece no, sembra quasi vadano a caso ò_ò
    Poi ci sono edizioni economiche di prezzo assurdamente distante, ma vabé.

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  7. avevo letto il tuo post stamattina dal cellulare, e manco a dirlo mi sono saltata i commenti. e devo farlo anche adesso perché sono devastata e i miei occhi non reggono tutta questa roba (pardon, ho leggiucchiato qua e là saltellando).
    sparo la mia (chissenefrega dite voi... beh...) newton non è male come editore. voglio dire, se escludiamo le migliaia di pubblicazioni in stile cupcakes e zenzero come dicevano sopra, rimangono i classici a prezzi davvero convenienti.
    ovvio che preferirei la bella e curata edizione einaudi o simili, ma non posso permettermela, quindi o me la prendo usata o mi butto su newton. e fin qui...

    però in effetti il prezzo dei libri è davvero troppo alto, e non per sminuirli, però siamo seri, io faccio parte della fetta di lettori che sceglie tra il libro o i panini (non uno, che non mi ci prendo neanche un newton se salto un pasto). va bene che spesso scelgo il primo, però davvero, non si possono pretendere la media di 16/20 euro per un libro. non in questo momento. non da tutti. io capisco tutte le difficoltà possibili e immaginabili che hanno gli editori, però se la smettessero un minimo con le edizioni ultralussuose, a me il brossurato va benissimo. basta che leggo. d'accordo che dopo un tot di tempo esce l'edizione economica, ma ormai per economica intendono un'edizione da minimo 10 euro. e scusate, ma non è affatto economica e devo pure aspettare secoli prima di vederla in libreria.
    ben vengano i libretti a un euro che attirano il lettore casuale che "lo prendo tanto costa poco", ben vengano perché non è mai male che qualcuno legga qualcosa, ben vengano perché magari con la scusa del costa poco scopri un autore nuovo (tipo la némirowsky per me) che ti piace tanto.

    insomma, alla fine volevo solo dire che per me cartonati e sovracoperte, iridescenze e glitterini se li possono tranquillamente risparmiare, usino pure la carta grigiastra però scendete i prezzi in modo che la gente possa di nuovo comprare un libro senza doversi sentire in colpa verso il portafogli!

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    1. Ahahaha, ultimamente ho notato che nel mio blog la zona commenti è assai più interessante del post stesso xD
      ... sigh.
      Comunque, io mi pongo in zona intermedia sulla NC. Perché non pubblica solo quella particolare collana rabbrividevole, ma ha anche portato in Italia Dan Rhodes, poi ci sono i Mammut ed effettivamente è comodo poter leggere i classici a poco, visto che i diritti sono scaduti e non costa nulla.
      Forse questa nuova edizione a 99 centesimi porterà qualcosa di buono, chissà. Speriamo. Tanto credo che saranno in un apposito dispenser vicino alla cassa e non ingombreranno ulteriormente gli spazi già risicati delle librerie xD

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    2. >>Tanto credo che saranno in un apposito dispenser vicino alla cassa e non ingombreranno ulteriormente gli spazi già risicati delle librerie xD

      L'altro giorno in una libreria a Como, oggi a Milano - sono incappata nella Mondadori- e non le ho trovate [ho cercato ovunque perché avevo giusto il resto del panino, 1,50€]. Te pensa. Non voglio pensare male.

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    3. Io ieri ho chiesto in libreria se ne sapessero qualcosa e hanno detto di no ò_ò
      Io comunque della Mondadori tenderei a pensare male.

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  8. Ho evitato di leggere i commenti, la cui lunghezza mi spaventa.
    Dato che su questo argomento i discorsi solitamente girano a vuoto, riassumerò per punti.

    1) Decrescita. Interessa solo a te e alla MyM. No, seriamente! Se decrescita deve essere, ci vuole un impegno dai grossi gruppi. Che non c'è.

    2) Prezzo. Se dici "alto" è perché non dai il giusto valore al libro, se dici "basso" stai criticando la Newton Compton. Qua non stiamo parlando di mele a prezzi diversi, i libri non sono uguali.

    3) Libri a un euro. 'Mbeh? Io ho qui un paio di vecchi 1000Lire (e un 2000Lire e un 3000Lire, forse) sempre della NC. Se non era un dramma prima, non lo è adesso.

    4) Qualità-prezzo. Ma chi prendiamo in giro? A nessuno interessa, basta vedere le classifiche di vendita. La gente compra ciò che dicono i giornali o vede in televisione.

    Infine, esprimo la mia amarezza per alcune posizioni che ho letto in questi ultimi mesi. Io ho in somma antipatia chi fa ricadere l'origine di tutti i mali sui lettori. Lettori di cui i non sono l'esponente tipico, dato che più della metà dei libri che leggo sono non italiani (per lingua ed editore) o usati e non più ristampati. Mi dà comunque fastidio. Io qualche spicciolo l'ho dato a validissimi editori che chiudevano perché le librerie erano zeppe di robetta e non c'era spazio sui trafiletti che qualcuno chiama "recensioni".

    E scusa, Leggy, se sono stato anch'io lungo. Dev'essere l'argomento! ^^

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  9. Salomon: Ma come, guarda che i commenti sono ben più power del post eh!
    1) Beh, e alla MimimumFax. E alla E/O. E alla Iperborea. E alla Voland. In realtà a un buon numero di case editrici medio-grandi.E a un po' di blogger. Quando arriverà l'impegno dei grossi gruppi, yeah. Ma dubito che vedremo presto questo giorno...

    2) I libri non sono uguali, ma il loro prezzo di realizzo sì. A seconda delle varie edizioni, dico.

    3) Invero ciacolavo della polemica nata in seguito alla nuova collana, che appunto il problema non è la NC ma tutto l'ambientone.

    4) Sì che interessa. Se una delle poche case editrici in attivo è la NC, che ti lancia i libri a prezzi irrisori, pur essendo in buona parte ciofeche (mi riferisco alla collana 9.90) mentre le altre case editrici annaspano, vuol dire che c'è un problema nei prezzi. Lasciamo stare l'influenza televisiva, certo che 'i lettori della Domenica' vanno a prendersi quello che consiglia l'ultimo presentatore. Ma non ci sono solo loro.

    La colpa ai lettori? Dove? Quando? Io se non fosse per la biblioteca non riuscirei a leggere un decimo di quello che faccio >_>'

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    1. 1) Ok, a piccoli editori. E a gente la cui forza si è provata fallace, si diceva. Crederò alla decrescita quando la vedrò.
      4) Ci sono prevalentemente loro, a quanto vedo nelle classifiche di vendita.

      Comunque non mi riferivo a te per quanto riguarda le accuse ai lettori. Sono cose che, più o meno velate, si leggono in giro. "Se la situazione è così, è anche colpa vostra!" Cose del genere. È il marketing che fa il mercato, non i lettori. (Altrimenti non si chiamerebbe marketing...)

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  10. Proprio ieri ho visto al supermercato ho visto i libri della NC a 0.99, non li ho presi perché una paio di titoli non mi interessano e un paio ce li ho già, anch'io in una vecchia edizione da 1000 o 2000 lire.
    Mentre ho letto recentemente "Il Ballo" di Irène Némirovsky, che per quanto mi sia piaciuto sono contenta di averlo preso in biblioteca e di non aver dovuto pagare 8.00 euro per un libricino della Adelphi (che non mi piace molto), se avessi dovuto comprarlo avrei preferito pagarlo 0.99, non posso però dire se queste uscite siano o meno di qualità.
    Io abito in canton Ticino, e qui da noi oltre al prezzo alto di copertina, viene applicato anche un cambio schifoso, del 1.50, nel senso che un libro di 15 euro al posto di pagarlo Fr. 16.-- lo paghiamo Fr. 22.50 , per questo visto che leggo moltissimo ho deciso di usare al massimo la biblioteca cantonale, completamente gratuita, e di far circolare i miei libri, dando il via con parenti ed amici a mega rotazioni.
    Compero poco e seleziono cosa comperare, anch'io come te adoro la Neri Pozza, ma il sistema che uso io (Biblioteca+prestiti) gioca proprio a sfavore delle case editrici, possibile che non si rendono conto che se i libri costassero meno ne compreremmo di più?

    Una cosa che mi da molto fastidio però sono le solite beghe da lettore di serie A, B, e C.
    Leggere é leggere.
    Per me é una lettrice mia nonna che legge Harmony, mia figlia che legge libri che parlano di cavalli, mia sorella che ama gli scrittori nordici, la mia amica Franca che legge solo libri che parlano di Santi e di Chiesa.
    Ognuno ha il suo genere, le sue motivazioni, io leggo spaziando fra diversi generi, mi piacciono i classici, ma anche i vari zenzeri, mi piacciono i thriller, ma anche le storie d'amore, dipende dal momento, dall'umore e dal contesto.
    Di solito non seguo le tendenze, mi lascio ispirare da amici che hanno già letto, da lettori con gusti simili ai miei.

    Vorrei scrivere ancora molte cose ma mi sa che é meglio se ci faccio un post.

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    1. Se ti riferisci al mio commento, io non ho mai parlato di lettori di serie A, B e C. Ho parlato di lettori diversi, che cercano cose diverse nella lettura.
      E il discorso non era assolutamente incentrato sui lettori ma sui libri: perché un Harmony non è la stessa cosa di un romanzo di un premio Nobel. Poi io non leggo né l'uno né l'altro magari, ma non si può direi che tutti i libri siano uguali.

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    2. Non era riferito al tuo commento, che per sicurezza sono andata a rileggermi, ma un po' all'opinione generale che se leggi un certo genere di libro sei di una certa "serie", come dicevo a volte entra la passione, o anche la capacità di concentrazione (es. nel caso di mia nonna).
      Purtroppo non penso nemmeno che sia giusto dire che i libri che costano meno sono quelli che valgono meno, sarebbe difficile stabilire cosa vale o cosa no, anche restando consapevoli che un Harmony e un premio Nobel non sono la stessa cosa. (anche questo non riferito ai tuoi commenti)
      Tra l'altro ho visto la tua lista degli imprendibili, 6 li ho amati molto, 5 li ho nella mia lista dei desideri e gli altri non li conosco ancora.
      Mi sono permessa di mettere il tuo blog nel mio blog roll perché ho visto parecchie belle recensioni.

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    3. No beh ma certo, non è giusto dire che i libri che costano meno sono quelli che valgono meno. Non è sempre così... anzi, purtroppo ci sono tante ciofeche che costano più di 15 euro. Ciofeche non tanto a livello di trama, che lì son gusti, ma di editing, di traduzioni e di queste cose qui.

      Ora vengo a vedere anche i tuoi blog! :)

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    4. Leyla: Attenderò il post, eh :)
      Devo dire che su molte cose ci troviamo d'accordo, soprattutto il non capire il comportamento delle case editrici. Nella discussione sull'articolo di Finzioni c'è chi risponde difendendo l'operato delle CE come se il problema fosse dei lettori che non si possono permettere un certo libro e che non dovrebbero pretenderlo. Ma nessuno lo pretende, solo che è assurdo vedere dei prezzi fuori da ogni logica commerciale, che poi vanno a ledere proprio le case editrici stesse ò_ò Mah.
      C'è anche da dire che la Neri Pozza come editing e traduzione è ineccepibile. E le sue edizioni sono veramente belle, pure quelle economiche da 12 euro. Io posso anche capire che la Neri Pozza mi chieda un prezzo un po' alto, anche se credo che la cosa vada a suo discapito.
      Pure io non so che farei senza biblioteche, peccato che molti dei libri che vorrei non li abbiano. E peccato anche che, visto il ricambio dei titoli velocissimo, di rado li trovo in libreria e mi tocca ordinarli quasi ogni volta.
      ... ma perché divago? xD
      Uhm.
      Io credo che nessuno dovrebbe mai vergognarsi di quello che legge. I gusti son gusti e basta. Però mi lamento per la qualità di certe opere, che non nego che possano piacere, però vengono trattate veramente con sciatteria, con traduzioni scadenti o editing assente o anche solo con una storia tirata via. Credo che la qualità di un'opera non dipenda soltanto alla sua gradevolezza, ci sono parametri oggettivi che permettono di capire se un libro è 'buono' o meno, a prescindere dal suo genere o dalle sue pretese artistiche.

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    5. Forse Leyla si riferiva al mio commento, dove parlo di lettori occasionali e ciofeche come i vari zenzero e gioielli. Forse, però, mi sono espressa male... Così, dato che non ho molto da fare cerco di chiarire il mio punto di vista. Non credo esistano lettori di serie A, B o C. Con lettore occasionale mi riferisco a coloro che non sono "lettori forti" ma che leggono qualche libro l'anno, non so, facciamo 5 e prevalentemente al mare o durante le vacanze, ad esempio mia madre. Adesso, purtroppo (o per fortuna, dipende dai punti di vista), non conoscete mia madre e quindi devo dilungarmi per forza. Mia madre legge ciò che le capita, se un romanzo la attira per la trama lo legge, che sia un Harmony, un Faletti, uno dei vari zenzero e gioielli. Le piace? Lo compra e lo legge. Non sto certo qui a dire che mia madre legga ciofeche per ciò che riguarda le trame dei libri, anche perché lei potrebbe dire lo stesso di me che leggo Gaiman. Quando parlo di ciofeche non intendo il libro in sé, che piaccia o non piaccia dipende esclusivamente dal gusto personale, ovviamente. A me gli Harmony non piacciono, ma non giudico chi li legge. Con ciofeche indico quelle opere che costituiscono uno scarso prodotto finito per impaginazione, qualità di carta, qualità di inchiostro scelto, pagine incollate male, progetto grafico scadente, traduzione fatta da un passante, refusi, no editing. Queste sono le ciofeche. E, per forza di cose, spesso le ciofeche sono proprio i vari zenzero perché costano poco, perché sono quei libri che la NC stessa (o chi per lei) tiene in commercio per un anno e basta, perché sono libri stampati appositamente per fare introiti "subito" e non nel lungo termine, come un Murakami, per intenderci. Infatti i vari zenzero, non so se ci avete mai fatto caso, cominciano a fioccare nelle librerie in determinati periodi dell'anno: primavera inoltrata/estate e, guarda caso, Natale.
      Spero di essermi spiegata meglio adesso. ^^

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  11. Ciao cara, ho un premio per te sul mio blog ^^
    http://emozioni-ben.blogspot.it/2013/03/liebster-blog-award.html

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  12. Alla fine ho dovuto scriverne ancora anch'io :P
    [Ti ho citata nel caso volessi saperlo ]

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  13. Io ho cominciato a comprare libri usati.

    Ilaria http://lalettricefelice.blogspot.it/

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  14. ciao, guarda, io negli anni 90 facevo incetta di newtonini a mille lire, penso di aver riempito la libreria della cameretta.adesso che sono una vecchia e leggo un certo filone ti dirò che ho rivalutato quei newton che mia mamma non vedeva l'ora mi portassi via appena sposata, per far spazio in casa...e che bellezza ritrovarmi un amleto,un ibsen, un goethe così, gratis, magari un po' impolverati ma comunque gratis!...madonna ne ho una marea, poi erano uscite un sacco di versioni, c'erano quelli tipo STORIA DELLA LETTERATURA AMERICANA, storia del cinema...boh..tantissimi! e ora me li ritrovo lì e li trovo così comodi in borsa, nei viaggi in treno, sul bus..ho comprato 4 titoli della collana 0,99 e li ho letti tutti, uno per serata, e li ho apprezzati, per praticità e prezzo.compro tanti libri e di tante case editrici, non mi piace discriminare e oltretutto sono una grandissima fruitrice dei mercatini dell'usato e delle bancarelle e amo comprare libri usati e quasi nuovi o a volte nuovissimi a prezzi shock! in alcuni negozi vintage trovo gli urania a 4 euro e puzzano di ammuffito e allora li lascio lì.. ma gli stessi li ho trovati ieri ad un mercatino in città a 1,50 e ne ho fatto la scorta! amo la neri pozza, la universale economica feltrinelli, gli oscar mondadori, ma nulla mi vieta di comprare un newton a 0,99 all'ipercoop.leggere è leggere. poi se uno cerca una particolare edizione per i motivi più disparati fa bene.mia mamma ha letto gli harmony e analoghi per anni e anni..ultimamente si era un po' bloccata nella lettura, e non leggeva più neanche quelli..grazie a quei libri dello zucchero e cannella,o i diamanti di tiffany come dite voi,l'ho riportata a leggere, e se li sta divorando..a 5,99euro ogni tot appena ne escono di nuovi glieli compro e le piacciono!e io sono felice perché lei, che non ha mai comprato un libro in vita sua tranne appunto questi harmony(che oltretutto prendeva usati al mercato del lunedi e ogni settimana andava a scambiarli), adesso si sta riempiendo la mia vecchia libreria nella mia ex-cameretta ed è fiera della sua collezione di romanzi d'amore, diamanti e cannelle!^.^

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  15. Kedi: Grazie mille cara!

    Silvia: Argh, appena ho tempo vengo a dare un'occhiata *w*

    Ilaria: Io quello l'ho sempre fatto xD

    StrawberryGirl: Vorrei avere tempo per risponderti decentemente T_T
    Sono lieta che tua madre apprezzi suddetta collana, come ho detto più sopra credo che chiunque debba leggere quello che vuole senza alcun imbarazzo. Anche se continuo a pensare che qualitativamente quella precisa collana della NC sia un po' poca roba xD
    Ma il fatto è che almeno te la tirano dietro a 5.90/9.90 euro, invece che piantarti un prezzo doppio.

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  16. Sono pienamente d'accordo con te, anzi ti dirò di più: mi unisco alle nutrite fila di seguaci che hai :) all'istante!
    Il tuo blog è decisamente interessante e me lo sto leggendo con calma!

    Un saluto affettuoso!!

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    1. Ma grazie mille e benvenuta :)

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    2. Grazie a te per esserti unita al mio blog!
      Sono lusingata!!!

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  17. Informazione di servizio: Lady Susan non è inedito in italiano. Prima ancora dell'edizione 2011 della Newton & Compton, in cui era pubblicato insieme a Sanditon e I Watsons, lo si trovava almeno in due altre raccolte: quella che comprendeva La storia d'Inghilterra, edita da Robin nel 2003, e quella che conteneva sempre i due incompleti sopra citati, edita da Theoria nel 1990. Più recentemente (2010), la Robin ha pubblicato Lady Susan, come opera singola. Sbirciand su Amazon, ho appena visto che è ancora disponibile un'edizione di La vita felice con testo inglese a fronte.
    Ludo.

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    1. Oh, grazie mille per l'informazione! Allora mi correggo, diciamo che non è stata pubblicata né pubblicizzata da case editrici maggiori, ecco :)

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