lunedì 2 novembre 2015

Maschi, femmine e altre cose. Generi e degeneri nel fantastico moderno - Educational tenuto da Aislinn e Luca Tarenzi a #LUCCACG15

Ormai si sarà anche capito che sono stata al Lucca Comics, e che come ogni anno mi sono divertita un sacco. Non ho fatto molti acquisti, non ho granché girato per i padiglioni. Più che altro ho visto amici, ho mangiato schifezze e cantato e ballato al concerto di Cristina D'Avena, un'esperienza catartica. Ah, e ho fatto una foto con Lupo Lucio e Fata Lina. E ho spaventato una fumettista. E ho perso la battaglia contro una porta.
Tralasciando tutto il resto, la mattina del 31 ho partecipato a un educational che mi ispirava un sacco, e che attendevo trepidante da settimane. Trattasi di Maschi, femmine e altre cose – Generi e degeneri nel fantastico moderno, tenuto da Luca Tarenzi e Aislinn, creature che adoro in forma sia umana che autoriale e di cui non cesserò mai di consigliare i libri.
(Come si può non adorarli, in veste di fauno e di - ipotizzo - Morrigan?)
L'argomento mi sta a cuore. Mi sta moltissimo a cuore, specie in questo periodo, in cui una branca della sociologia è diventata uno spaventevole spauracchio chiamato “teoria del gender”, in cui un triste onanista con una scatola addosso richiama consensi (qui) e nessuno, me compresa, si prende il disturbo di devastarlo fisicamente. La questione di genere è mia, e ho sempre cercato di portarmela addosso, con risultati che oggi mi perplimono. Quindi figuriamoci la gioia nel vederla affrontata in relazione alla letteratura fantastica, che rimane il mio genere (lol) preferito.
Dunque, vediamo. L'educational è stato sommamente interessante, è questo è chiaro. Purtroppo non sono altrettanto chiari i miei appunti, come si può evincere dalla foto in cui li sfoggio insieme all'attestato di partecipazione. Farò del mio meglio per interpretarli, ecco.
Ha iniziato a parlare Tarenzi, pregandolo di bastonarlo in caso fosse caduto nella trappola del sessismo suo malgrado, e tentando poi di indicare una genesi precisa di quello che viene oggi indicato come “letteratura fantastica”. Scelta che è ricaduta sui racconti d'appendice degli anni '20 e '30, che hanno formato la generazione successiva di scrittori, e in cui la donna era rappresentata come oggetto del desiderio, come sostegno, come donzella da salvare.
Nel 1934 giunge una figura che spezza quella raffigurazione, ed è Jirel di Joiry, personaggio creato da Catherine L. Moore ispirato al Conan di Robert E. Howard. Una guerriera forte e possente, che rifiuta ogni riferimento alla femminilità e giura di concedersi soltanto a un uomo che sarà in grado di sconfiggerla. E qui il discorso ha iniziato a farsi ulteriormente interessante, tra i riferimenti alle Amazzoni, al modo in cui erano viste allora, in netto contrasto con l'attuale visione. Il succo è che all'interno della letteratura fantastica primordiale una donna, per essere un personaggio principale, forte e combattivo, essenzialmente non doveva più essere una donna.
Si è passati poi a Tolkien, oggi percepito come padre del fantasy, e alle sue donne. Ora, io lo ammetto: non ho ancora finito di leggere Il signore degli Anelli. Disprezzatemi pure, non posso farci nulla. I film mi frenano dal recupero letterario, che posso farci? Ad ogni modo, anche grazie ai film, abbiamo tutti ben presente le donne di Tolkien. Anche perché non è che ce ne siano moltissime da tenere a mente, ecco. Durante l'educational, contestualmente all'argomento della rappresentazione della donna, Tolkien è stato definito “un grande passo falso nel cambiamento”. Perché le cose avrebbero potuto cambiare da lui in poi all'interno del fantastico, e invece sono rimaste com'erano fino a tempi ben più recenti. Ci sono stati riferimenti alla dichiarazione tra Faramir e Eowyn, che letta ad alta voce mi ha fatto venire i brividi. Al fatto che Eowyn, per andare a combattere, si sia portata dietro un Hobbit, forse perché secondo Tolkien una donna che combatte è aliena e impossibile quanto un Hobbit in battaglia. Il nome di Galadriel, che è stato cambiato rispetto a quello che le avevano dato i genitori in seguito al matrimonio.
La discussione si è spostata su Marion Zimmer Bradley, autrice che mi è stata sommamente importante durante l'adolescenza, al punto che non riesco ad affrontare del tutto i fatti di cronaca che la riguardano. Quindi, ipocritamente, soprassiedo. E faccio cenno al suo giuramento delle Amazzoni, a una donna guerriera che non vuole più impedirsi di avere rapporti con un uomo, ma che rifiuta le catene del matromonio.
Poi gli appunti si interrompono, compare uno scarabocchio di Aislinn e Tarenzi seguito dalla parola CONGA. Credo di essermi lievemente distratta durante discussioni sull'interpretazione di alcuni reperti etruschi. Ho delle perplessità.
C'è stato poi un salto che tende verso l'epoca attuale. Quand'è che le eroine diventano la norma? La risposta, all'interno dell'urban-fantasy che è poi l'ambito in cui sono più presenti, è contestuale. Per prima cosa, elenca Tarenzi, già ai tempi della Bradley sono soprattutto le donne a leggere fantastico. Dunque coloro che hanno passato la loro giovinezza a identificarsi con personaggi maschili, oggi scrivono libri in cui personaggi femminili si appropriano di ruoli che prima erano soltanto maschili. La seconda ragione dipende dai cambiamenti avvenuti nel mondo. Dai dettagli. Dalla pistola che, sostituendo la spada, ha reso molto più paritario uno scontro tra individui di sesso opposto.
Si è quindi chiacchierato di un libro che ora bramo profondamente, La mano sinistra delle tenebre di Ursula Le Guin, in cui l'androginia viene affrontata in modo geniale, partendo comunque dal nostro punto di vista fermamente binario. Narra di un ambasciatore che giunge in un pianeta in cui non è semplicemente il genere ad essere fluido, interscambiabile e labile, ma anche il sesso biologico. Il sesso degli abitanti è determinato dagli ormoni, e può cambiare di mese in mese. L'ambasciatore vive con stranezza la situazione, e colei che l'ha preceduto nella sua mansione se ne diceva sconvolta. Si era resa conto che in una società in cui i sessi sono fissi e immutati, è il sesso biologico a determinare il modo in cui ci poniamo di fronte a una persona, a regolare le nostre movenze, il nostro tono di voce, la nostra espressione. Dovendo trattare con individui il cui sesso poteva cambiare così drasticamente, non sapeva come gestirsi, e cadeva nella confusione.
Ecco. Io voglio questo libro.
Il tempo stringeva, e la discussione si è affrettata su lidi quali il genere e l'omosessualità nei vampiri. Nel caso dei vampiri donne, dalla Christabel di Coleridge fino a Carmilla e alle vampire di Dracula, si assiste a personaggi caratterizzati da un saffismo predatorio, presenti in letteratura fino dalla fine del '700. Per quanto riguarda invece i vampiri maschili, quelli sono rimasti inalterati, predatori fermamente eterosessuali da Lord Ruthven a Dracula.
Fino a Anne Rice, la mia sacra e adoratissima Anne Rice. Essendone una fervida ammiratrice, denoto quanto la questione della rappresentazione di genere le stia a cuore. Quanto i suoi personaggi maschili si lascino andare a pianti, crisi isteriche, vanità e romanticherie, come i suoi personaggi femminili sappiano essere fermi e sessualmente liberi. Dalle Cronache dei Vampiri, con Lestat e Louis che “adottano” la piccola Claudia, fino alla saga delle Streghe Mayfair, con le disinibite Mona e Rowan.
Si è passati velocemente, poiché il tempo era davvero agli sgoccioli, alla rappresentazione dei transessuali nella narrativa, ponendo l'attenzione sul fatto che veniva raccontata come una caratteristica perturbante e analizzata nel dettaglio nei casi in cui a scriverne è un cisgender, e con assoluta tranquillità quando a scriverne è un transessuale.
Aislinn ha raccontato con brivido la domanda posta da un ragazzino durante una conversazione, “Come hai fatto a rappresentare Rafael come se fosse normale?”. Rafael, per chi non avesse letto Angelize, è un ragazzo omosessuale. Gli anni '50 sono tra noi.
C'è stata una breve ma sentita discussione sull'ipotetico maschilismo insito in George R. R. Martin, dal quale potentemente mi dissocio, che secondo me Martin è femminista all'osso e lo dimostra nei propri libri dando voce e carattere alle molteplici possibilità offerte dall'essere donna. Non ci sono solo Arya e Brienne, che per diventare forti e guerriere rifiutano la femminilità. Ci sono anche Asha e Danaerys in ruoli battaglieri e di comando, e Catelyn a incarnare con dignità il ruolo tanto bistrattato della madre. E diamine.
Poi è rimasto giusto il tempo per intristirci del panorama del fantastico italiano, in cui non vengono pubblicati né tradotti libri in cui la sessualità e l'identità di genere vengono raccontati in modi che si discostino dalla norma. Siamo indietro, essenzialmente. Il problema è che gli editori non si fidano del loro pubblico, lo sottovalutano.
Quindi, beh. L'educational non si è chiuso su una nota editorialmente allegra. Ma è stato interessanterrimo almeno quanto speravo, pieno di informazioni, collegamenti e interpretazioni che solo in parte sono riuscita ad appuntarmi. Spero di averne dato un resoconto almeno comprensibile. Personalmente, mi sono divertita un sacco. Attendo con ansia l'educational dell'anno prossimo, ormai è un must di Lucca.

16 commenti:

  1. 1- Hai ipotizzato giusto, meno male che qualcuno l'ha capito ^^'
    2- I disegni sono bellissimi e il post altrettanto!
    3- Ti lovvo as always <3

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    1. 1. In realtà ci ho messo un po' a capirlo, ma la corvitudine era abbastanza chiara xD
      2. Macché. Il post però mi è venuto intelligibile, dai. Spero. Credo. Mi auguro.
      3. Uhhh. Ho letto questo commento poco prima di uscire per fare la spesa. Spero vivamente di non aver saltellato durante il tragitto.

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    2. Considerato che una ragazza ha scambiato Luca per un CERVO, tu potresti anche essere l'unica ad aver colto il collegamento tra la maschera da corvo e la Morrigan XD

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    3. Per un cervo? Ma considerata l'entità delle corna, al massimo per un daino. Ma poi col pelliccione? °^°

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  2. roba interessantissima, odio non esserci stata nemmeno sta volta, ma l'ho detto troppe volte e non voglio dirlo più.
    ah. quel libro lo voglio anche io. diamine.

    *tira cuoricini*

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    1. ... non posso negare quanto fosse interessante ;__; Dai, l'anno prossimo vieni. Dai. Dai. Dai.
      *affetto cuoricini*

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  3. CONGA!
    Educational molto interessante, davvero. Mi ha dato tanto da riflettere, su un paio di comportamenti che ho visto in fiere di questo tipo, l'ultimo anno. E sul tipo di società permea la letteratura fantastica. Mi sono anche sentito tremendamente in colpa...

    Mi è anche tornato in mente lo steam fantasy di Ekaterina Sedia, in cui la protagonista femminile era letteralmente un oggetto (era un automa). Non so se lo steampunk sia d'avanguardia come la fantascienza o tradizionalista come il fantasy classico, ma la problematica lì si vedeva e non a caso, forse, l'autrice era appunto una donna.

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    1. Perché in colpa? Sei savio °^°
      Interessanterrimo, comunque. Onestamente non so se la società attorno alla letteratura fantastica sia sotto o sopra al livello del volgo di cui sopra. Buona parte dei miei amici si nutre di fantastico, ed è gente abbastanza sana dal punto di vista "gIender". Ma non so quanto facciano testo, visto che se così non fosse non sarebbero miei amici.
      Non so per lo steampunk, ne ho letto davvero poco. Però in entrambi libri, Codex Gilgamesh e Ultima - La città delle contrade, c'erano personaggi femminili veramente ganzi e fatti bene.

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  4. Sì è stato carinissimo e voglio bene a tutti ;_; (a parte me in ritardo e che faccio casino, scusate).
    Per i "reperti etruschi" colpa mia D: non m iricordo come ci sono arrivata (credo fosse per il collegamento greci 'machi' > gli altri barbari per il ruolo che la donna aveva, ci sto lavorando in questo periodo).
    Comunque se non trovi 'La mano sinistra delle tenebre' posso prestartelo...
    ;_; scusate di nuovo ho fatto casinissimo

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    1. Ma no, la parte sugli etruschi non è stata fastidiosa, era il mio cervello che si stava sovraccaricando e rifiutava tutto ciò che non era sostanzialmente libresco ;__; Però di per sé era interessante. Non volevo dire che. Ecco. Quello. Oh.
      La mano sinistra delle tenebre ho già una mezza idea di dove cercarlo, ma se non dovessi trovarlo terrò malvagiamente presente, grazie *w*

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  5. Ti ringrazio molto per il reportage! A Lucca, con una bimba al seguito, abbiamo dovuto limitare molto conferenze, incontri e firme copie. Questo è stato uno degli eventi che mi è spiaciuto perdere, per fortuna ci sei tu.
    PS: lo sai, "La mano sinistra delle tenebre" è il MIO libro. Possibile che non ci sia un'edizione italiana al momento in commercio? Cioè nella prima libreria francese in cui sono entrata, in paesello di provincia, l'ho trovato e qui è come cercare il sacro Graal???

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    1. Oh, lieterrima di essere stata utile :D
      Spero di trovarlo in giro, ho presente un paio di posti in cui cercare. Però sui negozi online non è disponibile, il che non mi fa sperare benissimo.

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  6. Sorpreso dal fatto che tu non conosca La mano sinistra delle tenebre, ma allo stesso tempo invidioso per il fatto che tu debba ancora leggerlo... :)

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    1. Guarda, faccio sfoggio di tutta la mia ignoranza sulla fantascienza, è un genere che ho iniziato ad apprezzare veramente da pochissimo tempo. Mi mancano ancora le basi.
      Speriamo di riuscire a trovarlo, piuttosto >_>

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  7. È stato davvero un educational molto interessante e ne hai tirato fuori un post molto bello!

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  8. Leggo solo ora questo post e ne rimango estasiata: non solo per l'educational (l'anno prossimo dovremo assolutamente andarci insieme) e per l'argomento di cui parlava, davvero interessante, ma anche perché, proprio in questi giorni, ho acquistato "La mano sinistra delle tenebre". Ebbene sì. E' stata dura trovarlo, era uscito dal catalogo un po' ovunque, ma alla fine comprovendolibri.it ha salvato la mia santa ingordigia libresca. Poi te lo passo :-) comunque ho letto ottime recensioni e punteggi davvero alti, quindi non vedo l'ora di leggerlo. Della Le Guin ho anche "I reietti dell'altro pianeta", ma non l'ho ancora iniziato. Sono piena di libri pronti per essere letti, ma che attendono da settimane. Mesi. Anni.
    Diavolo.
    A parte ciò: pensa che proprio la settimana scorsa avevo annunciato sulla mia pagina FB il fatto che vorrei scrivere un post sul blog in cui parlerò della presenza del genere femminile (ma io parlavo soprattutto delle autrici, non dei personaggi) in generi letterari quali fantascienza, horror, fantastico et similia! Non vedo l'ora di mettermici, ma sono contenta di essere incappata in tempo in questo tuo interessantissimo articolo, perché prima di azzardarmi a parlare dell'argomento voglio ampliare il più possibile le mie conoscenze in merito. E' una di quelle tematiche che mi sta particolarmente a cuore e che non vorrei mai affrontare con leggerezza.

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