mercoledì 23 settembre 2015

Copia-e-incolla di Danny Wallace

Ordunque, a mesi di distanza dalla lettura mi accingo finalmente a scribacchiare di Copia-e-incolla di Danny Wallace, edito da Feltrinelli nella traduzione di Alice Pizzoli. Un libro che mi ha sempre attirata moltissimo, ma che soltanto dal Libraccio mi sono finalmente decisa ad agguantare. Che poi mesi fa ho regalato a mio padre un altro libro dello stesso autore, La ragazza di Charlotte Street, di cui ricordavo di aver letto ottime recensioni, ed è da allora che aspetto che si decida a leggerlo per poterlo prendere in prestito. E diamine, padre, datti una mossa.
È un libro carino, senza troppe pretese, da buon umore. Lo dico in senso molto positivo, anche se la mia reazione sembra tiepida. È uno di quei libri che funzionano ottimamente da motivational, per nulla impegnati ma non per questo stupidi, con una trama interessante, plausibile ancorché machiavellica. Ganzo, sì.
C'è il protagonista, Tom, che lavora in radio. Orari fortemente notturni, che lo costringono in una vita monotona, ad andare a letto presto per non arrivare al lavoro assonnato. Ha trent'anni, vive a Londra con la sua ragazza, Hayley. Non è la felicità fatta persona, ma non è neanche infelice. Solo che un giorno Hayley gli lascia un biglietto orrendamente enigmatico. “Tom, me ne vado, ma non ti lascio. Tu continua pure come sempre. Con amore, Hayley”, e coerentemente lui va nel panico. Non capisce cosa sia successo, se Hayley abbia intenzione di tornare, per quale motivo se ne sia andata. Cerca segni della sua fuga ovunque, dai genitori, dagli amici, finché finalmente non trova l'indizio decisivo, che lo porta in un hotel fuori città, a una riunione di “copiatori”.
Scopre che Hayley faceva parte di un gruppo che, seguendo i dettami di un filosofo che andava forte negli anni '60-'70, copiava le persone. La prassi consta nel scegliere una persona che sembra interessante, seguirla per imparare e poi copiarla. E poi ripetere quando lo stile di vita di quella persona viene a noia. E via così.
È quello che Pia, una ragazza del gruppo, insegna a Tom, dopo averlo seguito all'uscita dal gruppo. È quello che Tom, poco a poco, impara. Impara qualcosa su di sé, sulla propria vita, sull'approccio che ha al lavoro. Cambia, sì e no.
Ovviamente c'è anche il contorno della vita di Tom. Il suo lavoro in radio, i suoi colleghi, uno scandalo bizzarro che ha a che fare con la marmellata, tirocinanti terrorizzati.
Un difetto che riesco a trovare al libro è che inizia davvero tardi. La trama si mette in moto, secondo me, nel momento in cui Tom trova effettivamente l'indizio sul gruppo dei copiatori. Peccato che lo scopra quando siamo già intorno alle 80-90 pagine. Quello che c'è prima è un po' divertimento e un po' attesa. Quello che viene dopo, invece, scorre meravigliosamente.
Lo consiglio moltissimo. È, ribadisco, una lettura da buonumore, di quelle che ogni tanto ci vogliono. E mette curiosità, ed è costruita con intelligenza. Quindi sì. Consiglio.

5 commenti:

  1. Io avevo letto La ragazza di Charlotte Street e direi che gli si addice la stessa definizione che hai dato di questo: "È un libro carino, senza troppe pretese, da buon umore".
    Spero di leggere presto anche questo! :)

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    1. Oh, plausibile che l'abbia preso per averne letto da te, allora xD

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  2. La tua recensione mi ha incuriosito parecchio! Per La ragazza di Charlotte street, fai come fa mia madre con i libri che devo ancora leggere: appropriatene per qualche giorno e leggilo per prima, non credo che il tuo papà se ne avrà a male ;-p

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    1. Non ce la faccio, avendoglielo regalato mi sa troppo di opportunista xD
      Con gli altri libri di solito lo faccio tranquillamente u_u

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  3. Ogni tanto queste letture per staccare ci vogliono...

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