domenica 15 febbraio 2015

Intervista a Las Vegas Edizioni

Era da un po' che non pubblicavo un'intervista, il che è un gran peccato, perché si tratta di quei pochi post di cui posso dirmi davvero fiera. Un enorme valore aggiunto ai miei sproloqui lamento-letterario-editoriali.
In questo caso l'intervistato è Andrea Malabaila di Las Vegas Edizioni, una casa editrice cui girello intorno da diverso tempo e con ben indirizzato interesse. Difficile spiegare a che tipo di pubblicazioni si dedichino, quindi, direttamente dal loro sito:
"Las Vegas evoca peccato, gioco d’azzardo, luci al neon e spogliarelliste – tutte cose che c’entrano poco con i libri.
Ma è anche il posto in cui tutto è possibile e i sogni possono diventare realtà.
Abbiamo una visione anti-snob della letteratura. Crediamo che uno dei compiti di un editore sia quello di avvicinare la gente ai libri, non di allontanarla facendole credere di non essere all’altezza. A Las Vegas tolleriamo tutto, ma non le torri d’avorio."
E allora andiamo a incominciare. 


1) Una breve presentazione per i lettori?

Las Vegas edizioni è una casa editrice nata a Torino nel 2007. Ci occupiamo di narrativa e siamo distribuiti nazionalmente.

2) Come ha iniziato a formarsi il progetto di aprire una casa editrice? E quand'è che ha preso la forma di Las Vegas?

Dopo alcune esperienze come autore, io (Andrea Malabaila) ho pensato di provare a passare dall’altra parte della barricata. Dopo aver frequentato il Mip (Mettersi in proprio) e aver elaborato un business plan, è nata la casa editrice a cui ho deciso di dare un nome lontano dai soliti schemi.

3) Avevi già avuto esperienze nel campo dell'editoria? 

Soltanto come autore, sia con un editore piccolo sia con un editore di un grande gruppo.

4) Quali sono i libri del vostro catalogo che sentite più “vostri”? 

Fare dei nomi sarebbe fare un torto a tutti gli altri, ma è chiaro che ognuno di noi ha i suoi preferiti. E il fatto che diversi nostri autori abbiamo pubblicato più di un titolo dimostra che l’affetto è reciproco.
Ma comunque in questi casi si dice che il migliore è sempre il prossimo!

5) Ti va di parlarci della vostra formazione come lettori e dei vostri gusti in campo di libri? Magari potreste consigliarci qualche titolo.

Personalmente prediligo la narrativa realistica americana. Autori come Fitzgerald, Salinger, Steinbeck, Yates... Ma ho una passione neanche troppo segreta per Proust, che sto facendo leggere anche a Carlotta. Lei invece preferisce le storie fantastiche, anche se ci sono titoli che ci mettono d’accordo come Revolutionary Road...

6) Credo che Las Vegas abbia una sua voce riconoscibile e un'immagine ben precisa. Credete che l'identità sia un fattore importante per una casa editrice?

Sono contento che tu ci dica questa cosa! È ovvio che sia molto importante, ma questo vale per ogni marchio, che si occupi di libri o di scarpe o di spaghetti. Fin dall’inizio abbiamo puntato anche su una riconoscibilità grafica, proprio per differenziarci dall’enorme quantità di proposte editoriali.

7) Domanda dolente. Cosa ne pensi dell'editoria in Italia?

Credo che si pubblichino tanti bei libri, molti più di quanti non si creda, ma che siano sommersi da proposte che tentano di acchiappare il lettore mediamente distratto e disinteressato. Col rischio di perdere per sempre lui e molti altri. In un paese di non lettori dovremmo pianificare azioni più produttive, anche a lungo termine, invece molti editori puntano sul consumo immediato e “di moda”, con i risultati che vediamo.

8) La mia domanda preferita, quella che faccio sempre: da editori, quali sono state le vostre esperienze più bislacche?

Le fiere sono ricche di esperienze bislacche, perché molta gente si avvicina ai libri senza avere alcuna idea del lavoro che ci sta dietro. Alcuni li guardano come oggetti strani, o peggio ancora inutili, perché tanto che ci vuole a scrivere un libro? Secondo loro lo possono fare tutti. Figuriamoci poi che cosa ci vuole per pubblicarlo: l’editore è solo il capitalista brutto e cattivo che si approfitta del talento altrui. In un mondo del genere, in cui il lavoro degli altri non è valutato come dovrebbe, non stupisce che gli editori a pagamento continuino a prosperare nonostante tutta l’informazione che si è fatta grazie a Internet.

9) Qualche anticipazione sulle prossime uscite?

La prossima uscita è il secondo titolo della collana tra fiction e non fiction. Si intitola Ho sposato mia suocera, l’ha scritto un autore torinese che si presenta sotto lo pseudonimo di Stefano Grimaldi, e sono sicuro che vi divertirà.

10) Avete degli editori di riferimento, qualcuno cui vi siete ispirati?

A Torino c’è una lunga tradizione editoriale. Il nome di riferimento per me è sempre stato Einaudi, un editore che ai suoi tempi prediligeva titoli che avrebbero irrobustito il catalogo rispetto ai casi del momento. Se si sfoglia il catalogo Einaudi, è stata una scelta lungimirante, ma purtroppo oggi un po’ tradita dai suoi successori. In tempi più recenti guardiamo con attenzione a chi ce l’ha fatta, come ad esempio Minimum Fax.

11) Che rapporti avete con le librerie e coi vostri lettori?

I nostri lettori preferiti sono quelli che si fidano di ciò che proponiamo di volta in volta, che seguono il nostro percorso senza pregiudizi e che magari trovano il filo tra una storia e l’altra – il filo che costruisce la storia Las Vegas. Spesso li rincontriamo alle fiere, di anno in anno, e il nostro obiettivo è che questo gruppo cresca sempre di più.
Le nostre librerie preferite sono quelle che tengono i nostri libri, che li espongono, che li consigliano. Non con tutte abbiamo rapporti diretti, perché preferiamo che la parte logistica venga coperta dal distributore, però sappiamo bene che i librai possono fare la differenza.

12) C'è qualcosa che non ti ho chiesto ma di cui vorresti chiacchierare?

Vi invitiamo sul nostro sito www.lasvegasedizioni.com e sulle nostre pagine social. Seguiteci e leggeteci!

Grazie del tempo e dell'attenzione che mi avete concesso, vi porterò un caffè al Salone :)

Grazie a te, ti aspettiamo a Torino!

6 commenti:

  1. Mi sembra una bella casa editrice, non la conoscevo per niente. Che si ispiri a Minimum Fax e alla prima Einuadi, e che abbiano come libro accomunante Revolutionary Road sono punti a loro favore ... andrò a leggermi il catalogo.

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    1. Proprio per nulla? Allora mi sento utile xD

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  2. Io li conosco principalmente grazie a te, non avendo letto nulla di loro. Buona la scelta di Revolutionary Road, ma è una capitolazione di Carlotta! :)

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    1. Mi sento utile a'bbestia u_u
      ... io in realtà Revolutionary Road l'ho abbandonato a poche decine di pagine. Non riuscivo a sopportare i personaggi.

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  3. @Salomon Andrea si è dimenticato di citare un altro mio grande amore cioè Jennifer Egan. Però ad esempio mi piace molto anche Gaiman, King e sono un appassionata di Doyle (i suoi racconti del terrore e del mistero non sono affatto male).
    Però sì, è vero che da quando leggo per lavoro tanto 'non di genere' il fantastico l'ho un po' perso per strada :)

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    1. Gaiman <3 (sì, anche Doyle e King, ma Gaiman è Gaiman.)
      Sarei più che lieta di fare aggiunte, e pure di corsa u_u
      (anche perché il fantastico è un po' il mio genere diletto, coff)

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