venerdì 26 dicembre 2014

Libriomancer di Jim C. Hines

Forse dovrei smettere di introdurre ogni recensione con una serie di chiacchiere preliminari su quello che leggo e quello che faccio. M'immagino uno che cerca informazioni su un dato libro e si trova a leggere le mie lamentazioni sullo studio, o sul mio cronico bisogno di caffè. Però è appena passato Natale, e sotto il mio albero c'erano così tanti bei libri, non posso mica omettere l'argomento come fosse poca cosa. È stato un Natale estremamente proficuo e sto adorando L'amica geniale della Ferrante.
Oh, mi sento meglio, ora che l'ho detto. E aggiungo anche che spero stiate passando delle buone vacanze, che dai vostri pacchetti siano emerse quintalate di libri e che il pranzo di Natale non vi abbia sminuzzato il fegato.
E ora posso incominciare a parlare di Libriomancer di Jim C. Hines, tradotto da Marcello Nicolini e pubblicato da La Ponga Edizioni.
Di questo libro avevo sentito parlare per la prima volta da Tarenzi durante l'educational di Lucca dedicato all'urban-fantasy. So che sto rischiando di puntare l'attenzione più sull'amara condizione del fantasy in Italia piuttosto che sul libro cui dovrei dedicarmi, ma non credo sia possibile parlare dell'edizione nostrana di Libriomancer senza fare cenno al fatto che, per estremamente figo e commerciabile che sia questo libro, sia stata una casa editrice piccola e giovane ad accaparrarsene i diritti, perché le altre... beh, si vede che c'avevano da fare. Per dire, la pochezza dell'editoria di genere italiana.
E dunque, è bastato che sentissi Tarenzi abbozzare la trama di questo libro perché mi partisse la sbregola. Perché Libriomancer è un libro assurdo e nerdacchioso e librosamente potente... e soprattutto estremamente contemporaneo. Impossibile non partire dalla premessa meravigliosa su cui si fonda la storia: esiste la magia. E la magia prende forza dall'immaginario collettivo, e quali sono le porte più ovvie per l'immaginario collettivo? I libri. Libriomancer è un urban-fantasy che fonda la propria magia sui libri. Il mago è colui che può inserirsi nel libro e portarsene via un pezzetto, che sia la bacchetta di Harry Potter o un qualsiasi altro oggetto. Alcuni, per la loro pericolosità, sono stati 'bloccati' da colui che secoli fa ha avuto l'idea di imbrigliare la magia alla carta: Gutenberg. Chi altri? Gutenberg che ha saputo rendersi immortale e che domina il mondo dei maghi e di cui sembrano essersi perse le tracce, mentre scoppia una pre-guerra tra i vampiri e i Libromanti.
I vampiri. Ce ne sono di 'reali', e ce ne sono ancora di più nati dall'uso sconsiderato o involontario della magia. Magari qualcuno è scivolato senza accorgersene in Dracula o in un libro della serie di Anita Blake ed è stato morso, e si è ritrovato ad essere un vampiro con le esatte caratteristiche che hanno quelli raccontati nel libro che stavano leggendo, il che rende nemici quasi imbattibili quelli nati dall'incontro tra lettore e Twilight, che non possono essere uccisi né col sole né col classico paletto, sono super-forti e velocissimi e... beh, così via.
Immagino si sia ormai capito che il mondo creato da Hines mi è piaciuto un sacco, per le sue regole bislacche e per come è riuscito a mantenerlo sempre coerente, nonostante qualche tiro un po' troppo lungo. È un mondo costruito da un Lettore ossessivo, e lo dico con un caloroso senso di fratellanza. Mi verrebbe fino da creare l'hashtag #HinesUnoDiNoi.
La storia narrata è invece abbastanza semplice e lineare, forse pure troppo. Il protagonista, Isaac Vainio, un bibliotecario Libromante sospeso dal servizio attivo, riceve la visita di tre vampiri che, non troppo cortesemente, gli ingiungono di dare loro informazioni su certi attacchi avvenuti ai danni dei vampiri. Sono convinti che qualcuno abbia cominciato a dare loro la caccia, nonostante la tregua raggiunta dopo secoli di tentativi tra maghi e vampiri. Isaac non sa nulla e ovviamente rischia grosso. Fortunatamente giunge in suo soccorso Lena, una creatura nata da una serie fantascientifica e rimasta nel mondo 'reale'.
Libriomancer diventa una specie di road-trip inframezzato da discussioni sui libri, sulla natura della magia, sul modo in cui è gestita da Gutenberg. Lena e Isaac devono scoprire chi ci sia dietro gli attacchi ai vampiri e dietro la sparizione di Gutenberg, prima che scoppi una nuova guerra tra non-morti e maghi.
E così via.
È un libro che ovviamente mi è piaciuto un sacco, tra il mondo creato e la tematica di cui è pregno. Avrei preferito che Hines avesse optato per una narrazione meno lineare, ma considerando la complessità nella spiegazione coerente dell'universo di cui stava scrivendo, direi che posso capire la scelta, se di scelta si è trattato. Va da sè che attendo gioiosamente i seguiti e che lo consiglio violentemente ai malati di libri e di magia.
Tuttavia ci sono due pecche, cui non posso non fare cenno, la presenza di refusi e la traduzione in certi punti un po' 'alla buona'. Ho trovato diverse 'false friends' e di certe frasi si poteva vedere chiaramente la sintassi inglese sotto la traduzione in italiano. C'è anche da dire che, quando ne ho parlato all'editore, che peraltro me l'aveva mandato a'ggratis, si è detto deciso a portare la  cosa in riunione, oltre che davvero gentile nella reazione, quindi c'è da sperare che gli errori vengano corretti nelle prossime edizioni.
Quindi... beh, che se aggiungessi altro, questa diventerebbe la recensione più lunga che io abbia mai scritto. Quindi mi limito a un 'buone letture' e a un più classico 'buone feste'.

4 commenti:

  1. L'ho adorato - letto in inglese, e divorando subito dopo anche Codex born. Ce ne fossero di più di libri così!
    Buone feste! ^___^

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  2. Ma... rispetto a Player One? Perché quello è un altro libro di cui ho letto pareri entusiastici, che però mi ha deluso prima di farlo rientrare nei binari di uno young adult. Sono scettico.

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    1. Non ti è piaciuto Player One? O_O Ci rimango malissimo. Non mi sento più di consigliarti niente. Non per ripicca, è evidente che non ho capito i tuoi gusti. Che smacco. Che smacco terribile.
      ... coff, dicevo.
      Uhm, è molto diverso da Player One, non saprei in che modo contrapporli ò_ò

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    2. Aspetta. Mi è piaciuto ma mi ha anche deluso, rispetto a ciò che ne dicevano. Sono contento di averlo letto e lo consiglierei, tuttavia l'ho trovato uno young adult con tutti i limiti del genere, non eccezionale. E' proprio per questo che lo accosto a Libriomancer, che da qui sembra proprio uno YA in cui i personaggi interagiscono con i libri anziché con un revival anni '80. Non voglio sminuirlo, mi chiedo solo quanto siano realmente vicini questi due libri (ho trovato pareri di segno opposto).

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