domenica 17 agosto 2014

I diari del sottosuolo

Domani a quest'ora sarò nella casa di Prezzemolo. O nel Galeone dei Pirati. O in quella cosa strana che era nata come attrazione dedicata ai faraoni egiziani e che adesso fa molto 'teorie bislacche sul contatto tra alieni e popolazioni antiche'. Non so in che altro modo descriverlo, ma l'ultima volta che sono stata a Gardaland c'erano dei laser.
Dunque, l'altra sera ho finito di leggere I diari del sottosuolo, antologia di racconti urban-fantasy targata Speechless.
Possiamo prenderci del giusto tempo per guardare la copertina e sputare mentalmente su tutte le case editrici che risparmiano sulla grafica? Credo che sia una delle cover più belle che io abbia visto da un bel po' di tempo. Punto.
Dicevo che è un'antologia di racconti, e io non sono capace di recensire i racconti. Una cosa posso dirla, ed è che tutti hanno superato la mia soglia di gradimento, qualcuno più e qualcuno meno. Certi mi sono piaciuti un sacco, e un po' mi spiace che siano 'soltanto' racconti brevi e non storie più lunghe e articolate. Se i personaggi sono interessanti mi piace conoscerli bene, sapere come sono diventati le persone che sono, cosa si nasconde dietro un gesto o vedere come si comporterebbero in una pluralità di situazioni. E diverse ambientazioni mi sono sembrate davvero interessanti, mi sarebbe piaciuto saperne di più.
Difficile parlare di ogni racconto preso singolarmente. Ci sono fantasmi, streghe, elfi, supereroi, sirene. Ci sono suv posteggiati dove non dovrebbero, genitori luttuosamente morti, bacinelle, battaglie, biblioteche, nonne, consigli anarchici, strani artefatti... ecco, c'è un sacco di roba. Ogni autore ha interpretato diversamente il termine 'urban-fantasy'. Tra l'altro la post-fazione scritta da Luca Tarenzi è incentrata sulla definizione stessa di urban-fantasy, ed è assai interessante.
Certo, posso dire che compaiono nomi noti come Gisella Laterza - e il suo racconto mi è piaciuto tantissimo - e Laura Maclem, di cui avevo gradito assai L'incanto di cenere, anche se non mi è mai capitato di parlarne.
Non so bene che altro dire di questa pubblicazione. Se andassi a scavare più a fondo nei particolari dei racconti, finirei per incorrere in orrendi spoiler. E andare a spulciare i diversi stili degli scrittori mi pare un tantino fuori luogo, se tanto non chiacchiero diffusamente delle trame. Non posso certo definire questo post una recensione, al massimo una segnalazione. Un assaggio dei Diari, ecco.
Ovviamente lo consiglio. Moltissimo.
Tra l'altro non solo costa davvero poco, ma il ricavato va a Emergency. Quindi sì, consigliato doppiamente.
Già che ci sono segnalo pure che la Speechless ha da poco dato inizio a una nuova iniziativa chiamata Magic Mirror. A quanto ho capito dovrebbe essere più interattiva rispetto ai progetti precedenti, ma essendo che le mie ultime settimane sono state fagocitate da un misto di stage in libreria e inusitata vita sociale, non ho ancora avuto il tempo di immergermici a dovere. Ma essendo che Speechless è Speechless, ve la consiglio ugualmente, che non ho dubbi sulla possanza dell'iniziativa.
Ed ora è il caso che io mi metta a fare le valigie, che il treno è tra pochissime ore.

4 commenti:

  1. Non so, sono scettico su queste iniziative da quando sono rimasto mezzo deluso da Sanctuary, in cui pure c'erano nomi validi e racconti più che dignitosi. Bello che il ricavato (o il guadagnato? o le royalties?) vada in beneficenza, però boh. Mi sembra una trovata promozionale. Preferirei forse che l'editore mettesse un bollino da qualche parte dichiarando che con una parte dei guadagni supporta qualche ente, associazione o quant'altro, piuttosto che puntare su un singolo titolo. Ma questo così, in generale.

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    1. Come mai questo scetticismo? A me pare il sistema più logico, anche perché dal bollino sarebbe difficile evincere quanto, quando e come l'editore devolve. E poi sarebbe promozionale pure il bollino ò_ò
      Comunque non so come fosse Sanctuary, ma questa raccolta mi è piaciuta assai, per quanto la forma di racconto breve non mi sia congeniale. Certi racconti più belli di altri, due-tre mi sono piaciuti davvero parecchio. Io occhieggerei u_u

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    2. Perché preferisco acquistare libri che mi attirano, sapendo di dare quel centesimo a un'attività benefica, piuttosto che essere spinto ad acquistare un libro che magari non mi interessa - anche se è la soluzione più semplice al problema di spacchettamento di royalties infime per tanti autori. In ogni caso, non è da questo dato che sai quanto, quando e come l'editore devolve, lo fai se decide di rendicontare in qualche modo la donazione, pubblicando uno stralcio del bilancio, o se la donazione è in qualche modo certificata. Con o senza bollino, s'intende, che come scelta non mi piace ma pare che vada per la maggiore inserire due righe in fondo alla sinossi.
      :S

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    3. Rispondo in tempi biblici alla questione bollino, che non avevo visto. Abbiamo scelto di inserire il logo dell'associazione a cui destiniamo i proventi alla fine del volume, dove specifichiamo che tutti i ricavati, non solo le royalties degli autori, andranno a Emergency. Specifico anche che non è la prima volta che facciamo (cioè Diario) iniziative per il sociale. Nel 2012/3 ci siamo occupati di What women don't want, per aiutare la Casa delle Donne di Bologna, e in futuro replicheremo con altro ;)

      Un saluto

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