lunedì 9 dicembre 2013

Di zombie e credibilità

Ieri ho letto Apocalisse Z di Manel Loureiro. È un libro sugli zombie di cui credo ciacolerò presto più nei particolari, però oggi volevo chiacchierare d'altro. Ieri ho letto anche questo articolo di Ludus su Penna Blu – blog che spero conosciate perché l'è ganzo forte – e le due cose insieme mi hanno fatto pensicchiare più di quanto non faccia solitamente all'Apocalisse Zombie. Che è un po' una di quelle cose verso cui la mia allegra testolina scivola più spesso in gioiose fantasticherie.
Dicevo, ieri ho letto Apocalisse Z, libro che ha un bel po' di difetti ma che tutto sommato non è male, dopotutto l'ho pure letto tutto in un giorno. Però non mi ha presa come speravo. Leggendo mi sono resa conto di una distanza incolmabile tra me e il romanzo, una barriera altissima tra me e la finzione.
Ecco, io agli zombie non riesco più a crederci. Fine sospensione dell'incredulità.
Non è che io ne abbia letti tantissimi, di libri sugli zombie, né mi sono sorbita l'intera filmografia dedicata. L'alba dei morti viventi, Dead Set, Shaun of the Dead e il mio preferito, Welcome to Zombieland e poco altro. Qualcosina qua e là, tra una lettura e l'altra. Non è che mi sia stancata per indigestione, anzi.
Ecco, c'era stato quel bell'incontro al Lucca Comics con Luca Tarenzi e Francesco Dimitri, durante il quale avevano parlato della tecnologia e di come questa abbia influenzato il genere fantastico e la scrittura in generale. L'avvento dei cellulari, dicevano, ha massacrato il romanzo di avventura, ed effettivamente è vero.
Come si ricollega questo con la questione zombie? Col fatto che non puoi scrivere una storia ambientata ai giorni nostri senza tenere conto dell'enorme cambiamento tecnologico che ha avuto luogo negli ultimi decenni. Tralasciare il fattore social-network in un'epidemia zombie mi fa l'effetto di un'epidemia di peste a NY nel 2000. Non ci si crede.Il problema è che una trama sull'invasione zombie ormai si basa soprattutto sull'idiozia umana. Sulla cecità del governo, sugli errori fatti dalla gente. Sulla totale ignoranza del problema fino alla sopraffazione, sul fatto che nessuno comunichi agli altri come si debba agire, sulla mancanza di tattiche militari efficaci. Cioè, al giorno d'oggi uno vede un cadavere ambulante che gli passeggia in cortile, tempo due secondi e la foto ha già fatto il giro del globo via Internet. Non siamo più isolati o impreparati, l'ambientazione è cambiata completamente.
Oggigiorno poi la tesi scientifica-realistica va per la maggiore. Mutazione nucleare o cavie infette fuggite dal laboratorio, di solito è una delle due. La genesi soprannaturale è ormai stata accantonata. Il che mi va più che bene, ma se la tesi vuole essere scientifica-realistica, che sia realistica, la mia credibilità non può restare appesa alla dabbenaggine del genere umano, su.
Se domani avesse luogo un'invasione zombie, davvero saremmo così inermi? Perché, siamo seri, gli zombie sono davvero troppo facili da fare fuori. Non sono in grado di pensare, né di muoversi velocemente, figuriamoci verso l'alto. Non possono piegarsi o strisciare né nuotare. Ora, ci vuole tanto a passare tutte le strade di corde di piano ad altezza collo di zombie? Si decapitano da soli, non devi manco fare fatica. O robot radiocomandati pieni di lame rotanti. E poi, se sono attirati dal rumore, ci vuole tanto a confonderli con delle schifosissime radio accese per permettere alla popolazione di scappare in silenzio? E che si fili immediatamente a trincerare i campi coltivati e le centrali elettriche, che diamine.
E poi come potrebbero spargersi così in fretta? O si tratta di un attacco estremamente ben congegnato che vuole spargerli stile armi batteriologiche in punti diversi del pianeta, o il problema rimane relativamente localizzato. E a 'sti punti barrichi tutto e fai esplodere dentro, che ci vuole?
Per non parlare del ruolo che avrebbero Twitter e Facebook, sarebbe inestimabile. 'Ci sono zombie in zona San Babila?' 'Ce ne sono un paio, passa piuttosto per via X che è vuota'. Bom, fine.
Rimando velocemente al lollosissimo post 7 Ragioni per cui un'epidemia zombie fallirebbe velocemente, che ho letto diverse settimane fa e che mi è rimasto particolarmente impresso. Che poi su alcuni fattori ci si può anche passare sopra, intendiamoci, però altri...
Cioè, non so. Abbiamo troppa tecnologia per poter considerare gli zombie una minaccia seria. Non dico che non farebbero danni, ma azzerare il genere umano lasciando poche manciate di superstiti sparsi per il mondo mi pare un po' eccessivo. Io non riesco proprio più a crederci.
Il che, ricollegandomi al post di Ludus, non vuol dire che io pensi che la narrativa zombie sia finita. C'è ancora un sacco da dire sui morti viventi antropofagi, una miriade di roba da raccontare. Già è tutta un'altra cosa la chiave ironica di Shaun of the Dead e di Welcome to Zombieland. E poi c'è la chiave 'gli zombie sono secondari, vogliamo vedere che fanno le persone in questa situazione' di Dead Set e (a quanto mi hanno detto perché ho visto solo le prime puntate, che proprio non mi entusiasma) The Walking Dead. Ce ne saranno altre, in futuro, un sacco di chiavi finora impensate da inventare ed esplorare. Ma la chiave 'classica' delle creature che spuntano come funghi fino a invadere il pianeta e non ci se ne accorge finché non è troppo tardi, dei governi che non si sa perché mettono tutto a tacere piuttosto che addestrare la popolazione, della fuga tra un nascondiglio e l'altro in un rapida decimazione... ecco, questa chiave sarebbe anche un tantinello venuta a noia.

No, che poi se davvero la popolazione umana si lascia schiacciare così facilmente da una massa di cannibali zoppi e senza cervello, dai, l'invasione zombie un po' se la merita.

9 commenti:

  1. Anche The Horde, anche se lì ci sono gli zombie veloci. Io comunque potrei credere abbastanza, se non a una apocalisse, a una pandemia, ovvero alla diffusione rapida e incontrollata degli zombie. Credo molto meno allo zombie in sé, ma questo è un altro discorso.

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    1. Anche in Dead Set mi pare di ricordarli belli mobili... anche se è una cosa che di per sé non mi convince molto, la morte un po' dovrà pure irrigidire ò_ò
      Io posso credere a una diffusione rapida e incontrollata in un certo contesto, tipo in un paese piccolo e raggruppato, ma ancora di più mi viene da credere a una risposta rapida e possente. Gli zombie dopotutto non sono vampiri, sono degli esseri totalmente incapaci di pensare, quindi fregabili a livelli altissimi.
      Poi beh, non capendo nulla di scienza, mi viene facile credere a qualsiasi genesi-boiata dello zombie xD

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    2. Il punto è che con la facilità di viaggio, l'epidemia può fare "balzi" più lunghi. Ricordi l'allarme per l'aviaria, o pandemie analoghe? Il modello si chiama proprio diffusione a "balzi" (jump diffusion) e... non è come la descrivono nei film sugli zombie, ma come ti ho detto ho più dubbi sugli zombie che sulla loro diffusione.

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    3. Quello sì, però a un certo punto dovrebbero anche chiudere le frontiere e/o eseguire controlli più accurati sui passeggeri. Putando anche caso che uno zombizzi mezzo areo prima dell'atterraggio, il pilota avrebbe comunque modo di allertare l'aeroporto e verrebbero accolti a fucilate ò_ò
      Cioè, anche ricordando la mucca pazza, non è che c'han detto 'nono, va tutto bene, nutritevi che non è niente!', hanno subito fatto sapere cosa bisognava evitare.

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    4. Ma c'è stato il rischio non trascurabile che la pandemia si diffondesse. Il fatto che non sia successo, significa che qualcosa funziona... ma dipende da molti fattori, per esempio ala rapidità con cui si sviluppa la malattia, o il periodo di incubazione, o ancora come si trasmette. Fermo restando che è proprio lo zombie l'anello debole del ragionamento, non mi sento di dire che l'umanità è al sicuro da una pandemia di portata globale.

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    5. Beh, dipende sì da come si diffonde, fosse tipo batterio già sarebbe più difficile. Se restiamo sui libri, la vedo possibile pure coi vampiri di King, perché sono pur sempre intelligenti e in grado di infiltrarsi nelle macchinazioni umane. Gli zombie li freghi con una radiolina, è per questo che non mi viene di crederci. Poi se parliamo di altri tipi di pandemie, nemmeno io mi sento di non crederci.
      ... che brutta cosa ò_ò

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    6. Infatti. Applichi il "metodo Dracula" (morso) a creature con mobilità limitata e scarso intelletto... è chiaro che non funziona! E' quello che intendevo con: "non credo tanto agli zombie in sé".

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  2. Ma dunque, il tuo punto di vista è interessante e largamente condiviso, da me almeno. In effetti l'unico modo in cui la popolazione umana potrebbe estinguersi in favore degli zombie potrebbe essere per via di un'epidemia causata da un batterio che zombizza chi muore. Allora così ha un senso. Altrimenti be', sì, diciamo che quello che dici sull'idiozia umana è il motivo per cui mi trovo sempre a insultare i pesonaggi di The Walking Dead ("Cretina! Dopo 4 serie ancora non hai capito che non puoi andare in giro saltellando per boschi disarmata? Te la sei cercata la morte!" o anche "Imbecille, che ti pensavi che in un sottopasso buio e pieno di piante non si nascondessero zombie? Bene, che ti abbiano strappato un braccio te lo sei meritato!" e così via).
    E comunque uff, adesso voglio anche leggere Apocalisse Z, per capire quanto poco credibile è.

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    1. Ecco, col batterio ci sta perché dopotutto è più difficile da evitare... ma belin, arrivare così vicini da farsi mordere... certo, se parliamo del classico zombie lento.
      Se vuoi te lo presto col piegolibri xD

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