giovedì 18 luglio 2013

TOT buoni motivi per adorare Georgette Heyer

Beh, questo non è il post 'definitivo' su Georgette Heyer che annuncio da mesi, mentre poco a poco ne divoro l'intera bibliografia. Però mi andava di scrivere qualcosina su di lei, anche perché è una delle autrici che negli ultimi tempi - e con 'negli ultimi tempi' intendo dire 'durante il tremendo periodo degli esami' - mi è stata più vicina, con i suoi libri così frivoli e leggeri che fanno quasi da massaggio rilassante al cervello. Mi sono sempre tenuta lontana da questo particolare genere, che diciamocelo, la Heyer è proprio rosa. Però non è di un rosa spento, molle, color porcello, anzi. La Heyer è di un rosa acceso, allegro, brillante e chiassoso, eppure pieno di stile. Forse suonerò un po' esagerata, ma secondo me una come lei riesce a nobilitare un intero snobbatissimo genere.



1. In Italia è tradotta da Anna Luisa Zazo, che oltre ad essere impareggiabile nell'adattamento, talvolta si lascia andare a esilaranti note commentative.

2. Un tipo di lettura per staccare, ma con stile. E che diamine.

3. Le edizioni Astoria sono meravigliose. D'altronde bisogna pure pareggiare con le vecchie edizioni, che sono parecchio trucide.

4. Sebbene i suoi romanzi siano di solito estremamente vezzosi e allegri al limite estremo del rosa, qualche volta è riuscita a fare sfoggio di una capacità narrativa eclettica e impeccabile. Mentre in La cugina Kate l'atmosfera inquietante e claustrofobica sembra un'eco della Rebecca di Daphne Du Maurier, in Belinda e il Duca (mai titolo fu dato più a caso, visto che Belinda è un personaggio assolutamente secondario) mostra le rocambolesche avventure di un giovane nobiluomo da sempre sottovalutato da una famiglia iperprotettiva. E nel particolarissimo La pedina scambiata, forse il mio preferito, scrive uno dei finali più inquietanti e riusciti che io abbia mai letto.

5. L'amore di Georgette per il tempo di cui narra si palesa in un'attenzione quasi maniacale fino ai più piccoli dettagli, raccontati quasi con gioia. Starei ore a leggere ciò che pensa del dandismo, dei colletti alti, delle cavalcature adatte alle varie occasioni.

6. Nonostante i suoi romanzi si possano ben definire 'rosa', in quanto ricalcano uno schema ben preciso, a volte è come se si prendesse gioco di quello stesso genere, esasperando e ridicolizzando i comportamenti dei personaggi. Quanto ho riso quando in Il gioco degli equivoci l'eroe della situazione si mette a dialogare col cane...

7. Il suo stile è semplicemente impeccabile.

8. Le sue pagine secernono ironia da ogni poro.

9. I suoi personaggi hanno dei difetti, sono umani e spesso caratterizzati con particolare maestria.

10. Deve aver amato Jane Austen almeno quanto la adoro io.

11. I suoi personaggi femminili, nonostante spesso si adeguino ai modi dell'epoca, sono quasi sempre forti, indipendenti e di un'intelligenza acuta che li rende saggi e risoluti.

12. A volte si sente il bisogno di letture zuccherose e Georgette fa in modo che sia zucchero buono e non squallido dolcificante.

17 commenti:

  1. Mi piace questo tuo scritto,anche se non conosco e non ho mai letto Georgette (che bel nome, tra l'altro); mi ricorda Oreste del Buono, quando scriveva dell'esigenza di liberare il romanzo rosa dal luogo comune di genere di serie B.

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    1. Eh, credo che il luogo comune del rosa sia ampiamente motivato dalla marea di 'brutti' libri rosa. E un po' certamente dal fatto che è una lettura leggera e interamente ludica e quindi malvista dagli snobboni. Però Georgette è <3

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  2. Per ora ho letto solo un romanzo della Heyer e mi è piaciuto molto, devo assolutamente procurarmene altri.

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    1. Oh, quale? Io ho iniziato a leggerla quasi per caso... non so perché abbia deciso di prendere un suo libro a un mercatino dell'usato, però è bastato quello per innamorarmene *w*

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    2. 'Matrimonio alla moda', ne avevo parlato velocemente qui: http://lalettricefelice.blogspot.it/2013/05/un-suggerimento-al-volo-matrimonio-alla.html

      P.s.: ho letto 'La scrittrice criminale' della Morpurgo, è molto divertente!

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    3. Oh, è vero, ti avevo anche commentata!
      Nella libreria dove fo' tirocinio - e in cui mi diverto da matti - ci stiamo preparando a ordinare uno stock di Astoria, specie La scrittrice criminale *w*

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  3. Anche se non so s lo recensirò mai ho letto di recente "Matrimonio alla moda" della Heyer e mi ha divertita molto.
    Leggerezza con stile, come dici tu.
    Personaggi particolarissimi, divertenti e sciocchi ma capaci di tirare fuori le unghie per difendere i loro interessi. Mai letto nulla di simile ^^

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    1. Matrimonio alla moda mi manca ç0ç Com'è?
      Sì, è un divertimento intelligente. Totalmente e immancabilmente ludico - a parte un paio di eccezioni, La cugina Kate è stato uno shock - però non da presa in giro. Cioè, so che è stupido, però non mi sono sentita sminuita o sottovalutata da Georgette, sembra quasi di ridere insieme mentre si legge.

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  4. Non ho mai letto la Heyer in italiano, ma mi piacerebbe sapere con che genere di termini o perifrasi la Zazo è riuscita a tradurre certe espressioni come Buck (Il dandy della reggenza è, in realtà, Regency buck e i significati dei due sostantivi sono un pochino diversi,) e Pink of the Ton etc.

    A proposito della Zazo, sotto lo pseudonimo Elinor Childe, ha scritto delle commedie di maniera dal vago sapore heyerano e stilisticamente molto strutturare (tende a imitare la scrittura dell'età georgiana.)

    So che tanti dei romanzi della Heyer sono spesso considerati rosa (all'epoca era persino pubblicata da Mills & Boon,) ma personalmente continuo a ritenerli più commedie di maniera romantiche (per non parlare, poi, di quelli in cui il romanticismo passa praticamente in secondo piano... e ne ha scritti.)

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    1. Forse in certi casi, più che cercare di tradurre in modo pignolo alcuni singoli termini, può essere meglio tentare di rendere il tono generale dell'opera, e secondo me la Zazo ci riesce benissimo.

      Ilaria

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    2. Ludo: Secondo me la Zazo è meravigliosa perché non si sente affatto la sua traduzione. Cioè, sembra scritto direttamente in italiano, però con un sapore così inglese... grazie mille per la dritta, cercherò Elinor allora.

      Ilaria: Ecco, ecco.

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  5. Motivi decisamente persuasivi v.v

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    1. Lo so u_u Non ricordo mai se già l'hai letta.

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    2. Ahimè, no. Ma punto "Il dandy della reggenza" da un po'!

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  6. Avevo giusto voglia di un po' di leggerezza estiva e quindi colgo al volo i tuoi consigli! Il genere "rosa" è sempre un po' snobbato ma io credo che occorra talento anche per scrivere con lievità. Non tutti ne sarebbero capaci.

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    1. Secondo me tanti confondono la leggerezza con la poca cura, per questo spesso i 'rosa' sono scritti/costruiti un po' da cani. Almeno, quei pochi che ho provato prima della Heyer. Lei sta attenta alla trama, la costruisce bella solida e poi racconta con un tono veramente impalpabile. Leggiadro, più che leggero.
      ... sì, si vede che son fanatica xD

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  7. Ottimo post! Ho letto la Heyer dopo "Nord e Sud" della Gaskell: un bell'antidoto di leggerezza!

    Anche per me è stata una bella sorpresa, e ho letto via via tutti i suoi romanzi regency, per lo più in inglese su ebook, ma anche in italiano in biblioteca. Consiglio "Una ragazza perbene", "Pecora nera" e "Uno scomodo erede".

    Se "La cugina Kate" ti ha tratto in inganno perchè più cupo degli altri, occhio anche a "Un contratto conveniente", altra storia bella e struggente ma "seria"!

    E un'altra scrittrice simil Heyer, almeno agli esordi, prima di scivolare nel genere harmony (secondo mia opinione) è Kasey Michaels, con la serie "alphabet regency", quasi tutta ancora non tradotta o in vecchie edizioni!

    Buona lettura
    Carla

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