venerdì 10 maggio 2013

Una sentenza così assurda che neanche trovo un titolo.


Vi dirò, non credevo che oggi avrei scritto un dibattito. Un po' perché domani mia sorella scende dalla Germania e devo mettere a posto casa, che sembra di stare in un porcile. Un po' perché devo studiare un sacco e un po' perché ho passato la mattinata all'AltroLuogo – sì, la libreria del mio cuore ha cambiato nome – a discutere e organizzare la Pigiamata. Una prima versione, piccina, di prova. Sarà quel che sarà, no?
Insomma, oggi avrei da fare. E l'impegno cerebrale mattutino mi ha lasciata col cervello spappato, flaccido, molle, incapace di reagire al minimo stimolo.
Tranne all'indignazione. E all'incazzatura. E al 'No, ma dai, ma su, ma un minimo!'. Ecco, quello stimolo mi è arrivato come una martellata tra capo e collo, un coppino infame da parte del fato. Non che la questione mi riguardi in prima persona, ma permettete che mi indigni?
Avete presente Writer's Dream? Un forum dedicato agli aspiranti scrittori cui invito ogni wannabe-scrittore ad appropinquarsi. Un tempo lo frequentavo abbastanza spesso, negli ultimi mesi me ne sono un po' allontanata, forse perché questo blog mi impegna un sacco di tempo... ad ogni modo, mentre sguardicchiavo Twitter, mi capita davanti quest'articolo, Un forum non è un giornale. Una sentenza senza senso. Sento immediatamente tintinnare il mio senso di 'In questo mondo ha appena avuto luogo una scempiaggine*' e vado alla ricerca di ulteriori informazioni. Trovo questi altri due articoli, Tizio diffama Caio, condannata Sempronia e Sentenza choc aVarese: blogger condannata.
La condannata, come avrete capito se bazzicate per il WD, è Linda Rando, ventunenne, fondatrice del Writer's Dream. Una ragazza che da anni si batte contro l'editoria a pagamento – che è il Male – e che col suo sito ha creato un porto sicuro per tutti quegli aspiranti scrittori che non sanno a chi rivolgersi per questioni di qualsiasi genere. Dai problemi tramistico-letterari alle bagarre con le case editrici, tutto. Non solo, si tratta anche di un forum estremamente moderato. Il che, essendo Internet un ameno ritrovo di esseri umani ed essendo gli esseri umani notoriamente e in larga parte rimbambiti, è un'ottima cosa. Necessaria, anche.
Non ho ancora ben chiaro in quale delle migliaia di discussioni Chi abbia detto Cosa. L'unica cosa certa è che, in mezzo a quel sito immenso, un Tizio ha insultato una Casa Editrice. Che ha fatto causa alla proprietaria del Forum, Linda. La quale, contrariamente ad ogni logica, è stata condannata.
Ora, avrete probabilmente presente la vicenda Boldrini, quindi proseguo nel mio umile ragionamento facendo affidamento su una vostra conoscenza pregressa della questione. Io credo nella necessità di moderazione di Internet. Un mondo virtuale in cui non puoi difenderti dalle offese né dalle minacce non è un mondo libero né giusto. Punto.
Ma punire chi non ha fatto nulla non ha alcun senso. Se c'è qualcuno da punire – e magari c'è, non ho idea di Chi abbia detto Cosa, so solo che questo 'Chi' non è Linda – allora che venga punito il Colpevole, non il padrone di casa.
È una sentenza ignobile. Sono delusa, disgustata, sbalordita e indignata.
Non è giusto e basta. Però è giusto che lo sappiate.
Così magari in caso voleste denunciarmi, sappiate che basta scrivere un tot di insulti nei commenti rivolti un po' a chi volete e attendere che la suddetta persona venga a riscuotere.
Davvero, non è giusto. Mi dispiace. Non so che altro dire.

*No, inizialmente non avevo scritto 'scempiaggine'. Lascio alla vostra immaginazione.

20 commenti:

  1. Non ha il minimo senso... secondo quale logica, o legge, il proprietario di un blog è legalmente responsabile dei commenti anonimi?

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    1. Se ti rispondessi seguirei Linda nel suo sentiero di denunce. Quindi ti lancio uno sguardo virtuale moooolto significativo.

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  2. Non so ancora se questo fatto mi faccia più ridere o piangere. Sì, sono una persona abbastanza strana, rido piangendo v.v
    Il fatto è che siamo in Italia. Alla fine, tutti i problemi hanno un'unica radice: l'Italia.
    Sto insultando la società, adesso verrai condannata a causa mia?
    Chiedo scusa in anticipo per la tua prossima condanna xD
    Solo perché una persona ospita delle opinioni altrui nel proprio blog, questo non fa di lei la responsabile di ciò che gli utenti scrivono. La differenza tra democrazia e dittatura, sta proprio nella libertà, ma mi rendo conto che nella nostra società anche quella è diventata un optional. La libertà di pensiero e la libertà di stampa sono andate insieme a fare un giretto al parco. E ovviamente a farne le spese sono i blogger che non hanno alcuna colpa. Sempre più schifata e delusa..

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    1. Ma io proprio non capisco la logica ò_ò Cioè, perché il proprietario del blog? Perché?
      Cioè, se io mi assentassi da casa per due giorni e per due giorni non venissi a controllare i commenti e qualche allegro bontempone venisse a scrivere *Nome Cognome puzza!' io sarei condannabile ò_ò Secondo questa fantasmagorica logica.

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    2. Ciao LaLeggivendola, complimenti per il tuo blog. Riguardo la questione, chi parla dovrebbe essere responsabile delle proprie parole. Ma se cerco di far luce sulla motivazione, la base credo sia che il proprio blog è un po' come la propria casa. Il padrone, la padrona di casa stanno attenti per non far andare le discussioni su derive strane. Al di là di ciò - non è tanto il mio pensiero, ma un tentativo di spiegare anche a me stessa quello che è successo - piena solidarietà con la blogger di Writer's dream, che anch'io ho consultato spesso con giovamento. E un saluto a tutte/i le/i blogger

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  3. Altro che caso Ruby... questo è un vero scandalo!
    E anche questa Casa Editrice... no comment *_* (non ho fatto il nome, anche perchè non lo so, non mi possono denunciare, vero?)

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    1. Be', è un luogo pubblico. Non so quali siano gli estremi per una denuncia per diffamazione... nel caso evitiamo di inguaiare Leggy!

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    2. Ahahahah direi che un 'no comment' è abbastanza scaltro xD

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    3. xD speriamo, perchè ormai uno respira e rischia una denuncia per esalazioni tossiche...

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  4. Io ci vivo in provincia di Varese, ti lascio immaginare l'eco che questa vicenda ha avuto qui; purtroppo non posso far nulla se non manifestare, anche attraverso queste mie parole sul tuo blog, la mia solidarietà a Linda, la quale rientra suo malgrado nell'italica nutrita schiera dei "cornuti e mazziati".

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    1. Io sono proprio cascata dal pero, neanche sapevo che fosse in corso un processo... cioè... bah. Umanità, madonna quanto mi deludi T_T

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  5. Avevo sentito della cosa. Pensa che c'è una causa in ballo contro Wikimedia Italia per quattro milioni di euro, per un articolo comparso su it.wikipedia.com
    Non sarà sfuggito che Wikimedia non è Wikipedia, ma una sorta di "fan club" nonché associazione culturale che ha la sfiga di avere un nome simile e di essere affiliati non-so-in-che-modo alla Wikimedia Foundation. Il succo è che Wikimedia non è in nessun modo responsabile degli articoli comparsi sul sito, proprio perché questo è gestito dalla comunità e non da un ente esterno a essa. Si può dire quello che si vuole sul merito (non ho ancora letto nulla) ma la mentalità (e la legislazione) italiana è ancora molto arretrata.
    Detto ciò, vado a leggermi di cosa si tratta.

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    1. E poi, ribadisco: non è un caso se ogni due per tre si discute una legge tipo SOPA o ACTA. A certe cose bisognerebbe stare più attenti anche in casa nostra!

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    2. Madonna che irritazione...
      Non capisco perché non si possa applicare la stessa logica della vita reale. Se uno entra in un bar e prende a ceffoni uno sconosciuto, dubito fortemente che venga denunciato il titolare del bar. E' veramente assurdo e irritante. Non dico che in casi di diffamazione/minaccia/offesa non si debbano prendere provvedimenti, ma che cacchio, che siano verso le persone giuste ò_ò

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    3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    4. Mi hai ricordato lo scontro tra Soffici e i futuristi! :D

      Comunque un qualche tipo di responsabilità c'è. Non mi piace, perché io sono per la libertà sul web, ma perlomeno si può imputare mancanza di sorveglianza, la stessa cosa che imputarono a un noto politico - solo che lì era un pochino più grave la cosa. Purtroppo non puoi scrivere ciò che vuoi, perché questo luogo ha un bacino di visite potenziale molto più ampio di un bar.
      Nel dubbio, cerca di essere moderata... o estremamente generica quando offendi qualcuno.

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    5. Ops... volevo dare il buon esempio, ma ho sbagliato! Si trattava di un noto giornalista, non politico.
      Mi ricorda (e 2!) quando un mio amico ha ricevuto una diffida per aver condiviso su una pagina facebook da lui gestita un articolo di un quotidiano che conteneva un errore di scambio di persona. La colpa, in questo caso, era dell'articolista (e della cache di facebook) ma la diffida l'ha comunque ricevuta!

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  6. E' davvero una cosa ignobile! Hai proprio ragione a riportare il paragone con una rissa da bar: il colpevole non è certo il gestore del locale se qualche stolto molla un pugno ad un cliente! D'altronde non mi sembra la prima volta che Writer's dream subisce delle iniziative/minacce (se non ricordo male, ebbe delle polemiche anche per la decisione di segnalare, in modo del tutto chiaro e onesto, le case editrici a pagamento): dimostrazione che le accuse sono tutte strumentali, per danneggiare chi compie un sevizio disinteressato e limpido. Sono sconcertata!

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  7. Il fatto è che invece che punire i colpevoli, la legge punisce troppo spesso in modo random. Forse solo perché trovare il proprietario di un forum è più facile che trovare un commentatore... e tutto questo è triste. Io modero una parte di un forum e so quanto sia difficile stare dietro a tutto. Cerco di moderare il più possibile e tenere calmi i toni, mi ritengo responsabile moralmente se non riesco a farlo bene, ma non posso nemmeno imbavagliare il mondo per non rischiare una denuncia! Sono davvero basita...

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  8. Il sito/blog/forum nasce come sito che pubblica le liste dei “falsi editori”, dei “finti editori”, degli editori “che truffano” (sono parole della Rando stessa). In queste liste gli editori sono stati classificati spesso senza uno straccio di informazione, mediante il mero arbitrio della Rando (nessuna verifica). Dal 2008 ad oggi Writer’s Dream e la Rando hanno diffamato non solo la casa editrice che le ha fatto causa, ma moltissimi altri editori; hanno insultato, schernito, invitato alla pubblica gogna. Gli utenti che non erano d’accordo con questo modo di agire erano bannati senza possibilità di replica, scherniti, vilipesi. La Rando, inoltre, era ben consapevole di queste sue scorrettezze: ha distorto e manipolato le pagine del proprio sito dando a intendere di non averlo mai fatto, ha dichiarato spesso e volentieri il falso, ha sfidato gli editori a querelarla... alla fine questo è avvenuto.
    Una prova di tutto questo potete trovarla negli screen in questo sito: http://editoriaedintorni.blogspot.it/2013/07/arrow-22_5.html (più di 70 documenti che dimostrano il modo di procedere della Rando e del suo staff).
    Detto questo, appare in modo evidente come tutto ciò non abbia in alcun modo a che vedere con forme di "bavaglio alla rete" o di "limitazione della libertà di parola". Un saluto a tutti.
    Antonio

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