giovedì 18 aprile 2013

Piccoli scorci di libri, ovvero recensioni assai brevi e poco impegnative #18


La principessa sposa di William Goldman – traduzione di Massimiliana Brioschi – Marcos y Marcos, 2007

Non so se avete presente il film La storia fantastica. Io sì, l'avevo visto anni fa, che andavo ancora alle superiori e mi era piaciucchiato abbastanza. Invece il libro da cui è tratto – che poi sarebbe questo – l'ho adorato oltre misura. Tanto per cominciare perché è ironico e parodistico a livelli Pratchettiani. E poi perché racconta una storia assurda, inframezzata dalle considerazioni di chi la racconta, popolata da personaggi estremizzati ma incredibilmente coerenti. E soprattutto, interessanti.
Inizia con un prologo di cui sinceramente avrei anche fatto a meno, una cornice in cui l'autore racconta di un libro che il padre gli aveva letto quando aveva dieci anni e che adesso vorrebbe regalare al proprio figlio. Solo che, una volta trovato il suddetto libro, lo scopre diverso, decisamente più lungo, non improntato all'intrattenimento di un ragazzino ma una specie di accozzaglia di considerazioni caricaturali sulla nobiltà dell'epoca, che il padre del tizio aveva accuratamente saltato durante la lettura, tagliando pagine su pagine a beneficio del figlio.
Ora, io questa cornice non l'ho gradita moltissimo. C'è qualche riflessione interessante sulla lettura, su quello che rende divertente un libro etc, ma non è proprio essenziale. Tra l'altro il narratore è simpatico come un callo.
Poi arriva finalmente la storia vera e propria, quella della principessa sposa, accuratamente tagliata dal narratore. E qui parte la presentazione della giovane e vivace Buttercup, dei litigiosi genitori, del garzone Westley... e, ecco, non è che posso andare troppo avanti con la trama, perché fila spedita e incontrollata, un parossismo di favola. È leggera, divertente e crudele allo stesso tempo, ma non di una crudeltà cupa e reale. È quella delle favole per bambini, che non si sofferma sulla cruda sofferenza,  ma piuttosto sulla fantasia di un piano malvagio.
E la fantasia qui scorre a fiumi. È una parodia e uno scherzo, eppure anche una storia meravigliosa.
E l'ho adorata. È un libro che si legge col sorriso.

La banda degli invisibili di Fabio Bartolomei – Edizioni E/O, 2012

Io adoro Bartolomei e il modo in cui si mette a dipingere la nostra Italia ruvida e allegra, tesa tra risate e disperazione. Questo libro è particolarmente amaro, perché tratta di una situazione che non ha alcuna speranza di rivalsa, nel mondo reale. E punge la consapevolezza di cosa succede al di fuori delle pagine. E fanno rabbrividire di rabbia certi ricordi, che ho ancora il groppo in gola e voglia di urlare.
Questo libro è fortemente politicizzato. Non in senso lato, che qualunque cosa è intimamente politicizzata. Questo libro ha una precisa coscienza di sinistra. Che io condivido e approvo. Ogni capitolo inizia con una boiata detta dall'esimio ex-premier nel corso dei suoi squallidissimi e inconcepibili anni di operato. Un paio mi mancavano, devo dire. Tipo 'Perché pagare gli scienziati quando facciamo le scarpe più belle del mondo?'. Ma cosa si può rispondere a una minchiata di queste proporzioni?
Noterete un cenno d'irritazione. C'è. Non ve lo state immaginando, è proprio lì, a fare da sottotesto a questo scampolo di recensione. Politicamente parlando, sono incacchiata come una iena. E se mai aveste votato quell'orrido omuncolo, sappiate che vi denigro e disdegno.
Ma andiamo al libro, va'.
Il narratore e protagonista è l'ottantacinquenne Angelo, vedovo ed ex-partigiano. Grazie al centro anziani è riuscito a farsi qualche amico, Osvaldo, Ettore e Filippo. È innamorato di Lauretta, coetanea che tuttora si sforza d'imparare il francese, l'uso del computer, legge e sorride. Sono tutti poveri, chi più e chi meno, con le arci-note pensioni da fame, amareggiati dal mondo che li circonda e dimenticati dalle famiglie, a parte Filippo che ha un nipote d'oro.
Un giorno a questi quattro vecchietti – non troppo – arzilli viene in mente di rapire Berlusconi. La storia si dispiega nella narrazione delle loro giornate, dei loro discorsi, dei ricordi di Angelo. Il suo pensiero che corre al tedesco ucciso durante la Resistenza mi fa pensare a MIO NONNO - lo metto maiuscolo perché di solito, quando ne parlo mi sale la voce di un'ottava, mi ergo in tutta la mia altezza e butto il petto in fuori dall'orgoglio - e ai suoi racconti partigiani.
È un libro che fa male, questo sì. Ci si dibatte tra un tonfo al cuore e un sorriso. È un bel libro e basta e io ve lo consiglio, ma ve lo prescrivo lontano dai momenti brutti.

17 commenti:

  1. "La banda degli invisibili" mi ispira tantissimo e se ne finisce dritto dritto in wish list! (La boiata da te riportata non me la ricordavo nemmeno io!)

    "La principessa sposa", invece, non so se mi convince...

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    1. La banda credo proprio che ti piacerebbe, effettivamente il secondo non so se rientra nelle tue corde ò_ò
      (Di boiate ce n'erano pure altre che non ricordavo, ma ho preferito ometterle per decoro >_>)

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  2. La principessa sposa è lì ad occupare un posto d'onore tra i miei scaffali ormai da anni. Neanch'io sapevo fosse la storia del film, e anch'io l'ho scoperto leggendolo... che poi dopo averlo letto, mi sono andata a cercare il film per rivederlo, e che cosa strana! così... così naif! In ogni caso con questo libro Goldman si è guadagnato la mia stima, la marcos y marcos il mio amore, e il libro tutto il mio affetto. (tra l'altro di Goldman poi ne ho letto un altro, Io sono Raymond, pure molto bello ma per niente affine a questo).
    La banda degli invisibili voglio leggerlo già da un po', ma nell'unica libreria che c'è da me i libri E/O sono cosa rara e perciò dimentico sempre la sua esistenza. Ma ora mi appiccico un post it da pc e non lo dimentico più

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    1. Ti capisco, fino a qualche tempo fa pure io ero abituata a librerie estranee a case editrici indipendenti tipo e/o... figurati che ho scoperto dell'esistenza della MyM solo all'università, quando mi sono trasferita a Milano xD
      E La principessa sposa è stupendo *w*

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    2. La principessa sposa, che titolo delizioso!

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  3. Me ne aveva parlato un'amica - della banda, intendo. Chissà, magari...

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    1. Credo che potrebbe piacerti, forse perché tratta di argomenti che alla fine interessano un target bello ampio... almeno credo ò_ò

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    2. Guarda che leggo libri non di genere, ogni tanto! :P

      Comunque credo di aver visto "La storia fantastica". Ok, uno di quei casi in cui il Malvagio Consiglio dei Titoli Italiani ha colpito pesante... Non è il film con quel tizio che sembra Zorro?

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    3. Inigo Montoya! Non ho visto il film, ma conosco la sua battuta iconica.
      Quella riportata da Inanna qui sotto, per intenderci ;)

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    4. Salomon: Pardon u_u' E' che temo di consigliare libri che poi non piacciono.

      Camilla: No? Guardalo *w* Anzi, leggi il libro, prima. Il film non è neanche la metà della metà della metà del libro.

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  4. Non credo esista ancora la grande avventura. Nessuno al giorno d’oggi sguaina una spada e grida: “Hola. Il mio nome è Inigo Montoya. Tu hai ucciso mio padre, preparati a morire!”

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    1. Il tuo tono nostalgico mi ha fatto seriamente venire voglia di fermare un passante a caso e declamargli la suddetta frase xD

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  5. Uh. Allora, devo ringraziarti due volte. Una perché mi hai fatto ricordare il titolo di quel dannato film che vidi da bambina e di cui ogni tanto ho ancora sbuffi di ricordi, ma di cui non ricordavo più il nome T_T seriamente, grazie. Devo rivederlo *-*
    E due perché non sapevo che il film fosse stato tratto da un libro, quindi anche questo finisce nella chilometrica wishlist.
    In realtà anche l'altro finisce dritto dritto nella lista desideri. Direi che mi ispira parecchio. Visto che hai già letto diversi libri di questo autore ti chiedo consiglio: con quale titolo potrei cominciare?

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    1. Ma prego :)
      Però ti consiglio di leggere prima il libro, perché magari il film ce l'hai ancora un po' sfumato in testa e... e beh, il libro è millemila volte meglio. Mi sembra che ne sia recentemente uscita una versione economica, ma non ne sono sicura...
      Di Bartolomei ho letto tutto quello che c'era da leggere T^T Il che è sinonimo di sofferenza perché 'ne voglio ancora'. Io ho preferito We are family, che secondo me è veramente divertente, progettato bene, originale e dolce a amaro al tempo stesso e... e boh, mi fermo qui xD Però è anche l'unico a non essere ancora uscito in economica. Diciamo che dipende un po' dalle tematiche che ti interessano, sia Giulia 1300 e altri miracoli che La banda degli invisibili sono fortemente politicizzati, ma il primo è ancora leggermente acerbo - secondo me, eh - e vagamente idealista, un po' a sfondo mafia, mentre il secondo è più amaro e disilluso.

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    2. A questo punto, vada per "We are family". Ho appena controllato sul sito del sistema bibliotecario e per fortuna c'é :) aspetto un attimo per tutti e due, però. Ho ventordicimila libri ancora da leggere e avrei fatto un buon proposito quest'anno, sul comprare nuovi libri. Proposito che mi accorgo di rielaborare man mano che passano i mesi xD vedrò come si evolve la cosa. Hem hem. In ogni caso grazie del consiglio. Dalla mia wishlist non se ne vanno :)
      P.S.: ah, beh, quando si legge tutto il leggibile di un autore/autrice che ci è piacuto/a molto e non rimane nient'altro...ahi ahi, arriva l'inevitabile sindrome da distacco xD

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  6. La Principessa Sposa conferma la regola che un buon libro per ragazzi anche un buon libro per adulti! I romanzi a volte non dovrebbero avere target!

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  7. We are family l'ho letto. Sì, mi è piaciuto! Appena ho finito Finchè le stelle saranno in cielo (stupendo!) mi leggo La banda degli invisibili, mi attira un sacco.Ciao. Marianna

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