lunedì 1 aprile 2013

Consigli, suggerimenti, case editrici e qualche vago chiacchiericcio. Mi date una mano?

E dunque, buongiorno! Io sono ancora lietamente in pigiama, giustamente satolla di cioccolato e lietamente ricolma di libri da leggere. Mia madre mi ha regalato L'ultimo lupo mannaro di Glen Duncan, appena uscito in economica per la Isbn. Che adoro. Poi mi sono golosamente presa Il lottatore di sumo che non diventava grosso di Eric-Emmanuel Schmitt della E/O.
Pensavo, ultimamente, a quanto il fattore casa editrice sia diventato importante per me nell'acquisto di un libro. Un po' perché so di essere orrendamente pignola come editing e traduzione e so che certe case editrici sono puntigliose quanto me, mentre altre sembra che facciano correggere le bozze a un babbuino reduce da una bella serata piena di oppio. Ma ancora più fondamentale, immagino dipenda dal fatto che credo nel linguaggio dei soldi. Cioè, non fraintendetemi, non credo nei soldi. Non li amo, non li idolatro, non li desidero. Però so che sono l'unico linguaggio universalmente riconosciuto che ci è stato fornito per comunicare con le aziende. Una casellina per dire 'No, non mi piace quello che stai facendo' o 'Sì e intendo sostenerti' che si risolve nell'acquisto o nel mancato acquisto di un dato prodotto, in questo caso il libro. E ho notato infatti che sto comprando quasi unicamente libri di case editrici indipendenti, affidabili, rispettabili. MinimumFax, MarcosyMarcos, Isbn. E qualche Neri Pozza, che non è proprio indipendente, ma rispetta ampiamente tutti gli altri criteri che ho elencato.
Sono curiosa. Sono l'unica che mette il fattore casa editrice ai primi posti, quando si tratta di comprare un libro? Poi non è che io non prenda mai nessun Mondadori/Einaudi/etc, eh. Però è diverso. Storco un po' la bocca, mentre vado alla cassa.
Che altro? Oh, già, auguri di Buona Pasqua! Come l'avete passata? Io ottimamente. Cioè, ho mangiato
come un maiale, che madre ha fatto le lasagne col sugo di seitan. Buonissime. E poi le torte di verdura delle zie. E i dolci. E le uova di cioccolato. Cristo, quanto cioccolato. Ero così piena che appena arrivata dai nonni mi sono addormentata. Come un vecchietto.
Oh, e poi! Qui arriva la parte importante del post, che mi pento di non aver messo all'inizio...
L'altro giorno sono stata in libreria, la solita. Il terzo luogo. Dai, lo sapete di quale sto parlando. O no? Forse no. Anzi, a pensarci bene è davvero narcisistico ed egocentrico pensare che si possano tenere a mente tutto quanto è contenuto nei miei post o che si possano anche soltanto leggere tutti. Ho bisogno di rileggere L'errore di Glover, forse? Uhm.
Dicevo, sono stata a Il terzo luogo. Con mio padre, che si è giustamente innamorato del suddetto luogo. La suddetta libreria è un po' una riserva di ossigeno. O una miniera d'oro. Anzi, a me l'oro non piace, facciamo che è una miniera di libri. O di storie. Una grotta buia piena di pipistrelli che raccontano favole, rimpallandosi la storia gli uni agli altri.
… ma perché divago sempre così? Non sto dicendo niente e ci sto mettendo mezzora.
Dunque, sono stata in questa libreria che adoro. Con questa libraia che adoro ugualmente, perché... ecco, il fatto è che sento scorrere in lei lo stesso amore per i libri che anima i miei arti. Quando vado lì resto sempre mezzore a ciacolare di case editrici, libri, autori, iniziative, presentazioni. E appunto, le iniziative.
Volevo chiedere un paio di consigli, già che c'ero, anzi, già che c'è questo blog.
Cosa ne pensate dell'idea della libraia di creare un servizio di noleggio libri? Cioè, visto che costano sempre di più e magari rischiano di non piacere – e visto che la biblioteca locale, ecco, 'nsomma... - che ne pensate? E a che prezzo? Fisso? Un canone mensile? O una percentuale del prezzo del libro? Tra l'altro, in vista del servizio noleggio libri, me ne sono stati dati tre da leggere, perché li potessi recensire e vedere le mie recensioni esposte, per fare da guida ai lettori che entrano in libreria. No, per dire. Libri. A me. Da recensire.
Tra l'altro due MinimumFax su tre, eh.
Occhi miei malandati, fatevi spugne e dinosauri.
E poi volevo anche chiedere qualche consiglio. Ora, se guardate lassù in alto, troverete la pagina 'Cose
strane da fare', no? Ecco, lì ci sono elencati alcuni propositi, più o meno tutti un po' assurdi e imbarazzanti. Sono le cose che mi piacerebbe fare, prima o poi, un po' per divertimento e un po' per avvicinare emeriti sconosciuti alla lettura.
Negli ultimi tempi ho ricominciato a pensarci molto. Interrompere le tranquille e preimpostate giornate di tanti passanti, diventare l'imprevisto che li confonderà per qualche ora. E dare un indirizzo, sempre quello, che è leggere.
Lo so che non sono molto chiara, ma non è facile spiegare esattamente quello che ho in testa. Il fatto è che ho trovato in libreria un 'Ok'. Un 'Pensiamoci', a cui non posso non rispondere con serietà, oltre che con entusiasmo.
Quindi. Consigli? Preferenze? Io qualche ideuzza già ce l'ho, ma preferisco darci ancora una ripassata prima di esporla. Nel frattempo... suggerimenti? Pareri?
Oh, comunque L'ultimo lupo mannaro mi sta piacendo un sacco. Non c'entra niente, ma mi piaceva ricreare un qualche legame con l'inizio del post, prima di salutare.

21 commenti:

  1. Molto originale e bella l'idea del noleggio libri ... argh ... Io che vivo in mezzo ai lupi, in mancanza di una libreria seria, ho ceduto e compro esclusivamente in internet. E mi dispiace di non poter avere un luogo del cuore nel quale rifugiarmi :(

    L'altra riflessione che fai ... riguardo ai libri che si acquistano è serio, merita osservazioni ponderate. Io compro un po' di tutto. Sono soprattutto colpita dalla personalità degli scrittori e questo mi porta di conseguenza a vedere come scrivono. Non ho mai fatto distinzioni sulle case editrici e di conseguenza a volte, compro di tutto, col rischio d'incappare nel prodotto vero e proprio dettato puramente dalle leggi di Marketing. Se potessi disporre di una risorsa illimitata di soldi da spendere, credo che sarei più esigente.

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    1. Lo so, sono fortunata da fare schifo xD
      Beh, io credo che se avessi risorse finanziarie illimitate, finirei per comprare intere librerie senza farmi troppe domande, altroché >_>

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    2. pure io :) L'altra sera parlavo con una mia amica e mi ha detto che vorrebbe avere uno stipendio decente per provare l'ebrezza di uscire da una libreria con almeno 6 libri acquistati ;) ahahahahahah

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  2. Oddio, non lo so. costoro avevano implementato un servizio di noleggio, almeno all'inizio, ma nonostante ci sia ben visibile la ricerca per "noleggio" trovo solo 12 risultati e non mi è chiaro se esista ancora - e comunque si parla di ebook. Sinceramente però non so quanto pagherei per un ebook noleggiato. Per il libraio dev'essere proporzionale al prezzo di copertina, dato che comunque lui/lei lo paga, ma non troppo alto perché potenzialmente può noleggiarlo più volte e guadagnarci non poco. Consiglierei una prova con pochi titoli, bene in evidenza - ovviamente c'è il problemino di dare una garanzia che sarà restituito. Magari con una tessera? Magari potrebbe essere una tessera, non so, da 10 euro per un certo numero di noleggi?
    Ci sono molte formule, ma questa libreria deve vendersi bene altrimenti rischia di essere l'ennesimo sfacelo.

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    1. Riguardo agli editori, devo ammettere che sta diventando importante. Qualche anno fa facevo caso solo al titolo e all'autore, oggi anche all'editore. Cosa è cambiato? Innanzitutto, sono entrato in contatto con un altro tipo di editoria, quella americana. Robe come giveaway, blog e caccia al refuso sono prese abbastanza sul serio. E poi ho conosciuto piccole realtà indipendenti. Tu ne hai citate alcune. Questo non mi fa comprare solo i loro libri, intendiamoci, ma sono molto più aperto. E da un po' ammetto di essere "infastidito" da alcuni grandi nomi proprio per le loro scelte editoriali.

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    2. Uhm, io per la prima parte - restituzione del libro preso in prestito - pensavo a qualcosa di vagamente inquietante... cioè, il paese è piccolo. Veramente. Fotocopia della carta d'identità e se cerchi di fregarmi tappezzo la città della tua foto.
      ... o almeno la minaccia di una cosa del genere. O anche solo appostarsi sotto casa del furfante u_u
      ... sì, lo so, temo possa rivelarsi illegale >_> coff.

      Neanch'io compro soltanto libri di case editrici che apprezzo anche da un punto di vista etico o professionale, eh. The Help è della Mondadori e questo non mi ha impedito di prenderlo. Però sì, se devo scegliere cosa prendere, di solito è tutto un altro tipo di casa editrice. E' una cosa nuova, un tempo non me ne poteva interessare di meno ò_ò

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  3. Ciao Leggivendola,
    dove vivo io ogni paese ha la propria biblioteca, di conseguenza non credo funzionerebbe un "noleggio" a pagamento di libri presi da una libreria. Per contro può essere una buona idea in paesi dove le biblioteche non sono presenti.

    Ho letto la lista di cose strane da fare, bè la numero 8 è fantastica. Mi ci vedo in piazza Maggiore, con un pigiama ad hoc, in un letto, stracolmo di libri, a leggerne uno e poi un altro con le persone che magari si avvicinano e mi chiedono consigli! :)
    Il punto 14 diciamo che lo metto in pratica abbastanza spesso. Se uno mi dà 1 a McEwan io non posso proprio stare zitto!

    Sulle case editrici non ho pregiudizi, ad esempio gli ultimi due libri che ho letto sono della Adelphi!

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    1. No beh, la biblioteca c'è, però è sfornitissima, quindi...
      Io la 8 l'ho sempre pensata, non so perché, a Milano davanti al Castello Sforzesco ò_ò
      Comunque la Adelphi è oltremodo rispettabile. Impeccabile, proprio. Non è tra le mie preferite, più che altro per una questione di gusti, ma la apprezzo veramente un sacco come editing e traduzioni.

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  4. Nella mia città c'è una sola grande biblioteca, statale, sita in un bellissimo edificio storico, purtroppo di libri di narrativa ne ha pochi e non è mai aggiornata, i bibliotecari lamentano di non avere fondi per acquistare, mi son sempre chiesta perché lo stato non faccia pagare una quota annuale agli iscritti e non la usi per aggiornare gli scaffali. Mi sento quasi una ladruncola quando chiedo a mio figlio che frequenta l'università in una bella e grande città di prendermi in prestito i libri nelle biblioteche di quella città. Ecco, quello che tu proponi io lo proporrei per le biblioteche pubbliche, poi il profumo del libro della biblioteca non è quello a noleggio di una libreria o quello di scambio di un bookcrossing. Non mi attira l'idea e non vorrei mai vedere un povero tavolinetto con cartello"libri a noleggio" accanto a lunghi, profumatissimi e curatissimi tavoli dove i libri sono lì per essere acquistati.E poi quali libri mettere a noleggio? I classici ormai li compri a pochi euro, in ebook li scarichi gratis perché ci sono lettori a cui interessa la parola e non la materia su cui è stampata. Forse si potrebbero mettere a noleggio soprattutto i libri nuovi, quelli con cui il lettore sa di rischiare, e se poi ti piace tanto il libro noleggiato? Che fai, lo compri nuovo? Bè, siccome pensiero tira pensiero...credo che metterei a noleggio soprattutto i nuovi libri, quelli per i quali in biblioteca ti fanno aspettare un mese o due prima che tocchi a te leggerlo. Ma ai librai conviene? Certo sarebbe una novità!!Ma mai dare l'idea che sia un'idea di ripiego per leggere!! La cosa, se fatta, va fatta in grande!! Comunque io punterei sul potenziamento delle biblioteche, sono un'inguaribile adoratrice delle biblioteche. Marianna

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    1. Oh! Ma ciao, quanto tempo :)
      Ma che peccato, una biblioteca grande e sfornita T_T
      Dalle mie parti una biblioteca che fa pagare 5 euro all'anno c'è e infatti è mediamente fornita. Mediamente, eh, niente di vagamente paragonabile alle meraviglie di Milano o Emilia Romagna, però via, qualcosa si trova.
      In realtà mi piace molto com'è stata pensata la posizione del noleggio, separata dagli altri libri, dietro la cassa. Immagino si tratterà soltanto di prime edizioni, che sono pure piuttosto costose. Cioè, ci sono libri che smanierei per leggere non appena escono, ma si tratta di venti euro e passa @_@ piuttosto noleggio di 2-3 euro.
      L'idea è dell'immane libraia, quindi immagino che converrebbe, almeno per portare gente in libreria ò_ò
      Poi beh, il potenziamento delle biblioteche >_> Campa cavallo.

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    2. Cosa significa dietro la cassa? I libri devono essere super accessibili...a volte io sbircio soltanto ciò che sta nei pressi immediati della cassa...non so perché. Insomma bisogna dare l'impressione che sia un'operazione di pari importanza della vendita,nulla di serie B. Devono avere uno spazio separato rispetto agli altri libri? Bè, non sarei molto d'accordo, accanto al libro nuovo, in vendita, mettiamo una targhetta, UN LOGO! che segnali la possibilità di"noleggio". Ciao Marianna

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    3. Uhm, l'idea che ho in mente io - e che mi è parso avesse pure la libraia - è un po' diversa... cioè, dietro la cassa ci sono degli scaffali, le copie noleggiabili sarebbero piazzate lì. Anche perché alla fine se la copia è a noleggio, tecnicamente dovrebbe trovarsi pure in vendita, quindi il lettore non avrebbe comunque difficoltà ad andarsela a guardare tranquillamente.

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  5. Concordo con il tuo discorso sul denaro come modo per esprimere il proprio apprezzamento a una determinata realtà. In fondo, a parole possiamo essere tutti a favore di lavori di qualità e così via, ma se non sosteniamo anche economicamente quelle imprese che ci danno ciò che richiediamo, beh, le condanniamo al fallimento.
    Comunque, anche io ho cominciato a fare attenzione alla casa editrice di un libro, ma ammetto che non è il mio primo criterio di scelta. Prima di tutto dev'essere il libro in sé a convincermi, e in questo fattore rientrano la trama, le prime pagine (cui do sempre un'occhiata) e spesso l'autore. La casa editrice arriva dopo.
    Certo, se leggo 3-4 libri di una determinata CE e sono tutti curati male e pieni di refusi, la trama può essere bella quanto vuoi e l'autore può anche piacermi, ma dubito che comprerei il libro :)

    La Pasqua sta passando bene, piena di cibo e futuri sensi di colpa per la ciccia, ma bene.

    Oooh, libri da recensire! Grande! :D
    I libri in prestito mi sembrano un'idea carina ma da realizzare con determinati parametri. E' brutto da dire, ma i furbi esistono ovunque e in qualunque ambito... quindi io organizzerei una cosa del genere ma mi farei dare un numero di cellulare e un acconto pari al prezzo del libro che viene preso in prestito. Quando poi il libro sarà restituito, posto che sia in buone condizioni, sarà sufficiente ridare parte dell'acconto (diciamo, su un libro da 18€, ridarne 16€). Così il libraio può dormire sonni tranquilli e il lettore sa che potrà riavere il suo denaro.
    Che ne dici?
    Aggiungo anche una cosa simile ad altre che ho letto nei commenti qui sopra, ovvero che secondo me un servizio del genere può funzionare solo se le biblioteche vicine sono poco fornite. Io, onestamente, non credo lo sfrutterei mai, proprio perché ho a mia disposizione tante biblioteche e tutte piuttosto fornite (uno dei vari motivi per cui amo Milano).

    Sulle Cose strane da fare, sai che ti appoggio u.u Ma su tutta la linea, proprio! Tu avvisami e io mi faccio viva U.U

    Per il resto, il libro di Duncan è uno dei ventordicimila che vorrei leggere, quindi attendo la tua opinione.

    E chiudo qui questo papiro :)

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    1. Nuoh, papira, papira ulteriormente ç0ç
      Beh, la casa editrice non è il primo criterio neanche per me, intendiamoci. Prima ci sono trama e autore, poi la casa editrice.
      Uhm, non saprei per la proposta sul controllo del prestito... cioè, alla fine ci si deve sempre separare, anche se temporaneamente, da 18 euro. E' tanto, io non lo farei. Però, essendo il paese veramente uno sputo - no, veramente, è piccino - tenderei alla vaga minaccia u_u O al recupero porta a porta. Tch.
      E va' che ti prendo in parola per le Cose strane, neh! Uff, me ne è venuta una in mente >_>' Quella sì che... arrrrgh.
      (Duncan l'ho finito poco fa e mi è piaciuto un sacco *__*)

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    2. Beh, se è così piccolo in effetti un'amichevole *minaccia* verbale potrebbe bastare... Il recupero porta a porta sa tanto di malavita xD

      Prendimi in parola, davvero u.u Dai cosa cosa cosa? Sono curiosa *___*

      (Evviva! :D)

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    3. Ti dirò, mi sa che i tempi sono ormai maturi per organizzare qualcosa. Però va anche documentato e sparso. E bisogna essere abbastanza concordi nel modo di agire, non che uno arriva senza pigiama, eh u_u *coffcoff*
      Credo che per il momento la più fattibile sia la riunione di lettori in pigiama. Magari si potrebbe fare tra qualche settimana, magari a Milano - che è dove l'avevo pensata all'inizio... - e... uhm. Mapperchénno.

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  6. Se non c'è una bella biblioteca il noleggio libri è un'idea graziosa. Anche se io, personalmente, se spendo anche solo un euro il libro preferisco averlo (mercatini, ad esempio, dove si trova a poco). Però capisco, se il discorso è l'assenza di una biblioteca, appunto.

    Einaudi comunque io non la snobberei affatto. ANZI. Pubblica tra le cose migliori in assoluto. Io non acquisto un mondadori da circa un anno. Acquisto ogni mese supercoralli einaudi, minimum fax, isbn. Spesso marcos y marcos. Qualche sellerio e case editrici ancora minori (voland, nuovefrontiere, ecc...).
    Per me la casa editrice fa il 50% nella scelta :) a volte di più

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    1. Eh, pure io preferisco avere i libri - infatti non mi bastano più le mensole >_> - però ci sono anche quelle prime edizioni da venti euro che non ci si può permettere ma che si smania per leggere... e specie se non si conosce l'autore, l'investimento è un po' azzardato. Personalmente credo che ne farei uso, di questo noleggio.
      L'Einaudi... guarda, sono un po' combattuta. Prima mi irritava appena, soltanto per una questione di prezzi, pur essendo sempre estremamente soddisfatta della qualità delle sue pubblicazioni. Poi hanno fatto una mezza presa in giro facendo passare un libro come quello che aveva ispirato una serie, quando invece non c'entrava niente. Poi ho letto la terza parte 1Q84, che è il cimitero dei congiuntivi sballati. Una cosa tremenda, per l'Einaudi. Poi... beh, sempre la politica dei prezzi. Cioè, io come scelte editoriali non posso non apprezzare l'Einaudi. Lansdale, Winslow, Bunker, DBC Pierre, Pete Dexter... da questo punto di vista è una casa editrice innegabilmente meravigliosa. Però...
      Mi consiglieresti qualcosa della Sellerio e della Voland? Che le vorrei provare da un po', ma non so da dove cominciare ò_ò

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  7. Per ora è solo un'idea: http://quandospuntanoipapaveri.blogspot.it/2013/04/idee-improvvise-e-gruppi-di-scrittura.html
    ;)

    Sul serio ti hanno preparato tutte queste cose buone e "verdurose"? Fortunata... oppure siete tutti vegetariani in famiglia, e allora sei doppiamente fortunata!

    Sono puntigliosa anch'io, non sopporto di trovare refusi e "cosi strani" sulle pagine dei libri, infatti ultimamente li segno a penna per l'orrore; tanto meno traduzioni terribili/imbarazzanti.
    L'idea del noleggio non è male.
    Scappo via, non ho ancora pranzato.
    Fammi sapere! ;)
    Ciao!

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    1. Oh, vado a sguardicchiare!
      Ehm, beh, diciamo che ho infettato madre e sorella, una zia mi sopporta amorevolmente e l'altra non passa pranzo che non me le faccia un po' girare, ma vabbé, faccio finta di niente >_> Sono comunque fortunata, via.
      A volte a me scoccia essere così pignola, perché vedo gente a cui dopotutto non frega niente che si gode beatamente la lettura, mentre io rabbrividisco e a volte devo proprio mettere giù il libro ò_ò Uff.

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  8. Ciao! L'idea di un prestito da parte di una libreria per recensire dei testi non mi sembra male, anche se non sarei in grado di stabilire un prezzo, quanto alla puntigliosità sull'editing, mi trovi completamente d'accordo!
    Ti lascio qui un breve avviso: ho pensato di assegnare al tuo blog il premio "Blogger simpatico"; trovi la menzione al link http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2013/04/blogger-simpatico-e-non-e-un-pesce.html
    Un saluto! Cristina

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