venerdì 1 febbraio 2013

L'amante di Lady Chatterley - David Herbert Lawrence



Beh, è un po' che non mi metto a scrivere una recensione. D'altronde è periodo di esami e io sto annaspando tra nozioni di cui non capisco metà degli elementi, quindi confido che riusciate a capirmi. Ancora pochi giorni e poi, a prescindere dal risultato – che comunque presagisco disastroso – potrò tornare a leggere come e quanto mi pare, così come a scriverne. Tra l'altro denoterei che il numero di follower è recentemente lievitato a livelli che onestamente non mi sarei aspettata ancora per un bel po' di tempo. Che è accaduto? 290. 'Solo' 10 e si arriva a 300. Che dite, dovrei fare qualcosa? Festeggiare in qualche modo? Tipo con un give-away o una catena di lettura o... beh, non so. Sono aperta ai suggerimenti, però.
Dicevo, L'amante di Lady Chatterley di David Herbert Lawrence, pubblicato per la prima volta a Firenze nel 1928 dopo ben tre stesure, tacciato di oscenità e censurato in Inghilterra fino al 1960. La mia edizione è quella di La biblioteca di Repubblica ed è stata ben tradotta da Serena Cenni.
Noto che anche su Wikipedia viene definito un libro erotico. Non sono del tutto d'accordo. Sicuramente il sesso è una componente rilevante, ai fini della trama, ma non ne è il fulcro stesso. Almeno, non per come l'ho letto io. Effettivamente il motivo per cui voglio parlare di questo libro, nonostante sia famosissimo e già noto a chiunque si avvicini ad una libreria, è che prima di leggerlo ero del tutto ignara del contesto, del sotto-testo sociale, delle implicazioni... ecco, io avevo sentito parlare di L'amante di Lady Chatterley abbastanza spesso, ma tutto ciò che ne sapevo era che la suddetta Lady Chatterley sfringuellava con qualcuno. Non sapevo altro, non mi erano giunte altre informazioni. Tempo addietro tale libro era al centro di una lettura di gruppo su Facebook e tutte le citazioni erano dedicate soltanto agli atti sessuali. La cosa un po' mi rattrista.
Ma vediamo di dare un po' di contesto, che qui la trama non l'ho neanche ancora abbozzata. Constance 'Connie' è sposata con Clifford Chatterley, un aristocratico che la guerra ha lasciato paralizzato dalla vita in giù e quindi impotente. La loro vita scorre sempre uguale, lenta, noiosa. Connie non è altro che un contorno della vita di Clifford, gli fa da infermiera, gli tiene compagnia, gli fornisce un pubblico per le sue sterili tirate filosofiche. Connie si sta spegnendo lentamente, tutta la vitalità le viene strappata via poco a poco dalla routine. Poi incontra il guardiacaccia, Oliver Mellors, che poi diventerà il suo amante. Taccio sul resto, che son contraria agli spoiler. Che poi non capirò mai quelli che ti svelano inizio-svolgimento-fine di un classico, come se fossero cose che dovremmo tutti aver già imparato per osmosi. Mi sono rovinata tanti di quei libri, solo leggendone la quarta di copertina...
Comunque!
Capisco che, detta così, la trama non si discosta molto dall'idea che mi ero fatta. Il fatto è che Connie e Clifford discutono spesso e animatamente, della situazione industriale, del diritto dell'uomo di governare su altri uomini, del socialismo, della supremazia della mente sul corpo e via dicendo. Connie ne discute spesso anche con Mellors, con la sua bizzarra filosofia anti-denaro, quel fatalismo, quella disillusione. Dopotutto L'amante di Lady Chatterley è ambientato in quel grigio e arido Nord industriale di Nord e Sud. Non lo si può definire semplicemente 'romanzo erotico'. È un libro sull'uomo, sulla sua confusione, sull'insicurezza portata dai generi che cambiano, sul cambiamento figlio dell'industrializzazione. Con 'romanzo erotico' si tira una riga su tutto questo. Non mi pare il caso, no?
E onestamente non l'ho trovato volgare. Esplicito sì, molto schietto. Ma non volgare. E ho trovato davvero realistiche le tranquille chiacchierate post-coito di Connie e Mellors, quelle intime e placide discussioni su loro stessi e sul mondo al di là delle lenzuola. Anzi, devo dire che non avevo mai letto 'bed-talk' così credibili.
E quindi mi sono pronunciata sull'argomento. Fatemi sapere cosa ne pensate, se siete d'accordo o meno. Frattanto, tornerò dolorosamente a studiare.

16 commenti:

  1. Ma infatti non è mai stato etichettato come erotico, fa parte da sempre del mainstream.

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  2. Mainstream sì, perché alla fine è uber-conosciuto, però io ne ho sempre sentito parlare soltanto in funzione di Connie che sfarfalleggiava con Oliver, non solo su Wiki ma pure per pagine Fb o blog... almeno, ho sempre avuto questa impressione ò_ò

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  3. un libro che ho amato fin da subito...
    forse perché era "proibito" e lo avvertivo nel leggerlo...

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  4. letto molti anni fa ma lo ricordo ancora come una lettura piacevole e tutt'altro che volgare. E' audace e indipendente, questo sì, ma non eccede mai nel porno-trash come molti (di solito chi non l'ha letto!) vogliono far credere!

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  5. Mainstream non significa 'famoso', ma 'corrente principale', quella più diffusa, non associabile alla narrativa di genere. Ci sono scene erotiche in ogni romanzo ormai, dal fantasy al mainstream, appunto, ma non per questo sono 'erotici' in senso stretto, di genere. Dipende dall’importanza, dal peso che viene dato a un aspetto piuttosto che a un altro, e in questo caso la bilancia pende verso l’indagine psicologica, la presa di coscienza e la formazione della protagonista. Nemmeno dalla funzione, perché la funzionalità o meno di una scena erotica va semmai a distinguere l’erotico dal pornografico, dove lo scopo è semplicemente l’eccitazione del lettore/spettatore ed è fine a se stesso (indipendentemente dal cattivo o dal buon gusto), mentre nel mainstream serve per caratterizzare i personaggi e sviluppare la trama. Poi, certo, se un romanzo è sciatto e scritto male, che sia un erotico o un pornografico, un thriller o un fantascientifico, sempre spazzatura rimane. Ma non è certo il caso di Lawrence. Comunque consiglio anche “La ragazza perduta” e “Figli amanti”.

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  6. Mh, maledette quarte di copertina, come sono d'accordo con te! E concordo anche per quanto riguarda l'etichettare un libro dal titolo o poco più: "L'amante di Lady Chatterley" parla "anche" di sesso, ma definirlo romanzo erotico, manco fosse il nonno di "Cinquanta sfumature di grigio", dai!
    Credo sia malcostume diffuso trattare il titolo come fosse l'estremo sunto del testo: c'è la parola "amante" nel titolo? Come potrebbe non essere un romanzo erotico, allora!
    Pensa che ho trovato chi era convinto che fosse un romanzo erotico persino "Leggere Lolita a Teheran" solo perchè nel titolo si menzionava Lolita... Figurati!

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  7. Non sono convinta che dicendo "romanzo erotico" si tiri una riga su tutto il resto. E' come dire che un "romanzo sentimentale" non può parlare di guerra. O uh "thriller" d'amore :) L'erotico si associa a romanzo, che poi nella maggior parte dei casi l'erotico copra tutto perché il livello è scadente e si punta sul pubblico, ehm, "arrapato" e senza pretese è un altro discorso :)
    Basti pensare a L'amante della Duras :) (e in generale penso che il romanzo di Lawrence sia decisamente erotico, solo che... d'altri tempi)
    L'ho letto e non mi piacque granché, ricordo, anche se sono passati davvero molti anni. Forse lo trovai troppo rosa o troppo classico "AAA Guardiacaccia Figo Cercasi" (solo che è stato lui ad aprire la scia agli altri, non a seguirla) che nell'era moderna potrebbe essere declinato come "pompiere", nell'immaginario femminile :P

    [390 follower più quelli come me, che seguono tramite altro - wordpress nel mio caso - e non vengono conteggiati ;D]

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  8. Patalice: Pure a me è piaciuto fin da subito... però non credo fosse per il 'proibito', anche perché ormai il 'proibito' è d'obbligo xD

    Margherita: No, anzi. Ammetto che un po' paventavo si rivelasse una specie di De Sade all'inglese, invece è rimasto sempre, non so, 'dignitoso'.

    Irene Vanni: Oh xD E dopo anni, mi è più chiaro il concetto di 'mainstream'.
    La mia osservazione dipende dal fatto che credo di non aver mai letto discussioni su questo libro che non fossero improntante perlopiù sul lato sessuale. Giusto oggi sono incappata in un articolo di Finzioni - che mi piace, eh, sia chiaro - con titolo 'Lady Chatterley insegna: dieci cose da non dire dopo aver fatto sesso'. Pure secondo me questo non è un romanzo erotico, perché dopotutto il sesso non è il fine né il centro, ma solo uno dei vari fattori. Però ovunque io lo veda citato si parla quasi soltanto di quello ò_ò Lì sta la mia perplessità.

    Viviana: Brrrr, non nominare quella roba in mia presenza >_>' E' la mia criptonite. Di peggio c'è solo Geronimo Stilton.
    Immagino che venga considerato particolarmente hard per via della censura o per lo scandalo fatto all'epoca... però per i nostri canoni è ormai più che rispettabile. Forse più intimo, personale e credibile di tanti altri libri in cui compare il sesso. Anzi, sicuramente.
    (LOL per il Leggere Lolita a Teheran xD)

    LePagineStrappate: Uhm. Io personalmente non lo vedo come un erotico perché il sesso ne fa parte, ma non ne è il fulcro. Almeno, secondo me. Credo che sia un indicatore della distanza tra le persone, del vincolo della mente sul corpo, della rispettabilità, del rapporto tra uomini e donne... però credo che sia più importante il contesto sociale. Cioè, se togliessimo le scene di sesso, rimarrebbero le cave di carbone, le discussioni sugli operai con Clifford, la distanza sociale tra Connie e Oliver, i dubbi, la messa in dubbio dell'aristocrazia. Secondo me un romanzo è erotico se il fattore sessuale è 'necessario', come ad esempio Il risveglio della Bella Addormentata di Anne Rice - che anzi, mi pare vada verso il porno perché è pesissimo ò_ò' - o Volevo uccidere Johnny Fry di Mosley. Altri non ne ho letti perciò non saprei dire, però ad esempio sfarfalleggiano parecchio pure nella Trilogia di Kushiel di Jacqueline Carey, però non lo definirei comunque erotico perché la trama non si appoggia sul sesso.
    ... non so se ho spiegato bene come la penso ^^' Comunque, ribadisco, secondo me u_u
    (Davvero non conteggia wordpress? O_o Oh.)

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  9. Diciamo che la letteratura erotica ha subito un brutto colpo dalla spazzatura librica che circola in questi libri, per cui etichettare come "letteratura erotica" ormai assume la connotazione di svalutare un romanzo. Citi benissimo Anna Rice, che per me ha scritto pornografia, ad esempio.
    La saga della Carey non l'ho letta, ma son d'accordo, non è che sia erotico perché "sfarfalleggiano" (LOL XD), così come Cent'anni di solitudine ha una componente sessuale fortissima ma non per questo è un romanzo erotico.
    La distinzione tra letteratura erotica e pornografia per me è piuttosto precisa, e alla fine è aleatoria e categorizzante, ma nel mio pensiero la seconda è un ravanare nei pruriti dei lettori, una masturbazione narrativa. Detto senza veli XD
    Nella letteratura erotica, invece, non è la "quantità sessuale" che fa il genere, potrebbe pure non esserci manco una scena di sesso. E' la tensione che guida la narrazione.
    Per me ne L'amante di Lady Chatterly ad esempio la sessualità è proprio un fulcro: questo non significa che non possa essere un mezzo per comunicare qualcosa, o che sia qualcosa di dispregiativo. Un secolo fa parlare di piacere femminile era un atto rivoluzionario, più ancora che parlare di risveglio culturale e sociale, più ancora che fare una narrazione che raccontasse i disagi delle classi più povere. :) Mi piace sempre ricordare quanto ci siamo dovuti sudare quello che abbiamo oggi... persino il diritto all'orgasmo.
    (sai che penso di no? Nei lettori GFC ovviamente non sono... !)

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    1. *che circola di questi tempi
      (lapsus!)

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    2. Uhm ò_ò La tensione erotica che guida la narrazione, quindi. Uhm. Ammetto che io non ne ho sentita granché, mi sono sentita più focalizzata sul contesto. Ma per come intende l'autore o come la avvertiamo noi? Perché nel secondo caso non si rischia di rendere la definizione un po' troppo nebulosa? ò_ò

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  10. Concordo pienamente , rinchiudere questo romanzo nel genere erotico è una vera castroneria!
    Lawrence è uno degli intellettuali più importanti europei del primo novecento , tu hai colto alcuni punti cardine del romanzo ! Lawrence è uno scrittore di denuncia verso gli effetti nocivi dell'industrializzazione sull'uomo, denuncia delle regole sociali artificiali dell'epoca che rendono falsi i rapporti tra esseri umani che lui vorrebbe più naturali , liberi da certe convenzioni avvilenti, indaga sul rapporto psicologico uomo/donna ...ecc
    Augusta

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  11. Chissà perché, Lawrence è uno di quegli autori "classici" verso cui non ho mai provato molta curiosità. Ma da come ne parli qui... sembra decisamente più interessante di quel che credevo. Mi sa che dovrò provare a leggere "L'amante di Lady Chatterley.

    Ah, adoro le chiacchierate che nascono dai vostri commenti :)

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  12. E' una lettura di diversi anni fa perciò commento su ricordi un po' sfocati. Non l'ho trovato volgare, neppure classificabile come erotico, ma un po' deludente. Tutte le vostre chiacchiere mi hanno fatto venire voglia di rileggerlo. Che non l'abbia apprezzato come dovevo? Lo sfoglierò per sicurezza :-)

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  13. ciao, sto scrivendo una tesi su The Lost Girl di D.H.Lawrence e vorrei sapere se potresti consigliarmi dei libri per approfondire l'argomento.. grazie.

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