venerdì 11 gennaio 2013

Il seggio vacante - J. K. Rowling


E dunque, ho finito di leggere Il seggio vacante di zia Row, che per me è un po' la vera Regina d'Inghilterra. Che dire? Una montagna di critiche negative avevano livellato le mie aspettative, perciò non l'ho iniziato con l'entusiasmo potteriano che distingueva le mie letture di origine rowliana. Già molto prima di iniziarne la lettura, sapevo che sarebbe stato un libro molto volgare, per adulti, totalmente diverso dalla saga di Harry. Però non credevo così tanto.
L'impatto con lo squallore dei personaggi è stato improvviso e inaspettato. È stato come tuffarsi nell'acqua gelida, uno shock termico. Di Harry Potter ricordo la luce che scaldava il cuore di tutti i personaggi, esclusi giusto i Mangiamorte. Perfino Dudley quando dice addio a Harry. Perfino Draco che non vuole uccidere. Perfino Narcissa. Quelli che non splendono sono pazzi, rotti, feriti. Invece ne Il seggio vacante l'unica luce forte e genuina si spegne alle prime pagine. Era quella nel petto di Barry Fairbrother, che muore per un aneurisma lasciando il proprio seggio nel consiglio scoperto, una famiglia e una città spiazzata.
È difficile riassumere la trama di Il seggio vacante. È un discreto mattone, ma gli avvenimenti sono pochi, leggeri, privi di svolte risolutive. Sembra che per tutto il libro ci si prepari per le ultime cento pagine, che sono una corsa impazzita di angoscia. È un romanzo corale, tipologia che prediligo. E conosciamo bene tutti i personaggi implicati nelle vicende. Una cosa che mi ha stupito è che non ho fatto alcuna fatica nel tenermi a mente i nomi di tutti i personaggi, i legami tra una famiglia e l'altra. Ci sono Howard e Shirley, genitori di Miles, che è sposato con Samantha e lavora con Gavin, che frequenta Kay, la cui figlia Gaia va a scuola con Andrew ed è amica di Sukhvinder, figlia di Parminder Jawanda, che è amica di Tessa, che è madre di Stuart 'Ciccio' e moglie di Colin. E comunque Shirley è amica di Ruth, sposata con Simon e madre di Andrew, che è il migliore amico del già citato Ciccio, che 'esce', diciamo, con Krystal, la cui famiglia è seguita dall'assistente sociale Kay. E tutti questi personaggi li conosciamo bene, entriamo comodamente a sbirciare nelle loro teste, anche se spesso sono testoline in cui eviteremmo volentieri di mettere piede.
L'umanità al suo peggio. Ciccio che si trincera nell'egoismo, che ferisce e ridicolizza il mondo, Parminder che disprezza la figlia, Simon che maltratta la famiglia e la moglie, Ruth, che non fa nulla per impedirlo. Samantha che scivola piano piano lungo una scia d'alcol e odio, Shirley che guarda il mondo dall'alto in basso e gioisce alla morte di Barry, Howard che farebbe di tutto per far chiudere il centro di disintossicazione di Pagfort... un miscuglio di vigliaccheria, falsità, indifferenza, debolezza. Certo, zia Row non manca di farci capire come abbiano fatto a marcire così. Però fanno impressione lo stesso.
Vediamo, se proprio dovessi fare un sunto della trama credo che ne evidenzierei alcuni snodi principali. Primo, la morte di Barry Fairbrother. Secondo, la battaglia combattuta da decenni perché la malfamatissima zona chiamata Fields passi dalla giurisdizione di Pagfort a quella di Yarvil, in quanto considerata dispendiosa e covo di criminalità. Quindi la comparsa di 'Il fantasma di Barry Fairbrother' come utente del sito di Pagfort, una presenza che pubblicherà i segreti più tremendi e reconditi di alcuni membri del consiglio o aspiranti tali. E le vicende di Krystal, che si collegano al centro di disintossicazione frequentato dalla madre Terri.
Non posso dire molto altro, se non che ho adorato dolorosamente questo libro. Non posso etichettarlo come 'perfetto', in quanto ho notato qua e là un paio di imperfezioni, come certi punti un po' troppo esplicativi sulla psicologia dei personaggi. Secondo me zia Row avrebbe fatto bene a lasciarci gli indizi perché potessimo ricomporre il puzzle, in quei punti, piuttosto che mostrarci l'immagine finita. Ma accade giusto un paio di volte, non vi preoccupate.
Dicevo, all'inizio, che ho letto moltissime critiche a questo libro. Non riesco a togliermi dalla mente il pensiero che, se sulla copertina vi fosse stato un altro nome, le critiche sarebbero state molto meno aspre, se non assenti.
Non somiglia  alla saga di Harry Potter. Per nulla. Credo che zia Row abbia voluto mettere più distanza possibilie tra sé e il suo maghetto e che proprio per questo abbia scritto un libro pieno di melma e ipocrisia, avidità e sorrisi mascherati. Se cercate Harry, fareste meglio a non leggerlo. Oppure abituatevi all'idea. A me, comunque, è piaciuto un sacco.

15 commenti:

  1. Concordo sul fatto che se ci fosse stato un altro nome in copertina le critiche sarebbero state molto più blande. Anche perché, nonostante io personalmente abbia fatto un bel po' di fatica all'inizio a ricordarmi tutti i personaggi e le loro relazioni, non si può' dire che il romanzo non sia ben scritto e ben strutturato.
    Ho trovato un po' eccessiva la violenza e la volgarità, come se la usasse per dare un taglio ancora più netto al passato potteriano... però nel complesso è un buon libro!

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  2. Beh, ma si sapeva che era un altro genere di romanzo. Questo è per adulti. Vorrei prenderlo, ma sono indeciso se in italiano o in originale.

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  3. Concordo con tez la Rowlings ha volutamente creato un libro che fosse il più possibile distante da Harry Potter e tutto sommato direi che non se l' è nemmeno cavata troppo male.

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  4. Blogger oggi mi mangia i commenti...
    Dicevo: mi serviva la tua recensione (positiva) che così mi sprono a leggerlo anch'io :p
    Una domanda: compro o biblioteca?

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    1. Mi permetto di rispondere per Leggy. "Se biblioteca, quando piove ricordati l'ombrello!"

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  5. Mi rincuori, dato che anch'io avevo letto critiche oltremodo negative. Al momento non è in coda di lettura, magari ne riparliamo tra un po'. Spero che riesca a ricavarsi uno spazio, sono molti gli autori (e artisti) che ritornano alle origini perché non riescono più a raggiungere lo stesso successo.

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  6. Mi sa che ora che ho letto la tua recensione me lo leggo! :)

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  7. Probabilmente ciò che rende "grande" uno scrittore è anche la capacità di variare, di non restare indissolubilmente legato al personaggio o allo stile di narrazione che gli hanno dato notorietà. "Zia Row", come la chiami tu, evidentemente ha questa dote - non da tutti - di svincolarsi dai precedenti successi per osare percorrere nuove vie. La tua recensione mi ha incuriosita, sai? Magari va a finire che me lo leggo, questo romanzo. ;-)

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  8. Io, io, io non lo so se voglio leggerlo o no. Sicuramente adesso non è il suo periodo, non è ancora la sua ora. Mi sento emotivamente troppo attaccata a Harry, se lo leggessi adesso non farei che incrementare il numero di aspre critiche. Magari più in là, magari fra un anno.

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  9. Elisa: Ecco, neanche secondo me si può negare che sia comunque scritto bene e ben progettato. Capisco le aspettative altissime, però non ci si può lasciare guidare soltanto da queste. E' un libro a sé stante, dopotutto...

    Daniele: Uhmm... la traduzione non era malaccio, però neanche eccelsa. Niente errori, però secondo me poteva essere resa molto meglio. Non so cosa consigliarti, dipende dalla facilità con cui leggi in inglese ò_ò

    Nick: No, anzi, se l'è cavata benissimo. Considerando che il 'difetto' dell'eccessivo squallore dipende - secondo me - appunto dal voler prendere le distanze da HP...

    TheBestVillain: Uhm! Beh, sono 22 euri. Che per me è un prezzo aberrante. Io me lo sono fatto regalare per Natale perché dopotutto è zia Row, però... ecco, l'avesse scritto un altro forse non sentirei il bisogno di possederlo. Non che siano soldi buttati, eh. Però... boh, non lo so T^T

    SalomonXeno: Coff. Oppure avvolgere amorevolmente i libri in un sacchetto di plastica impermeabile u_u'
    Comunque credo che zia Row ce la farà. E' zia Row, mica pippoli ò_ò Secondo me il più è fatto, ovvero questo romanzo di stacco. Ho fiducia nel futuro ù_ù/

    Barbara: Ohohoh, fammi sapere *O*

    Viviana: Assolutamente. Non mi vengono in mente altri esempi di scrittori che siano riusciti a dare un taglio così netto tra un loro così eclatante successo e le opere successive... cioè, Harry Potter ò_ò

    Nereia: Eeeh... sì, consiglio di attendere un po'. Lascia calare le aspettative. Quando il nome di zia Row non ti farà più l'effetto di uno Stupeficium, allora leggilo u_u
    ... Come mi manca HP ç_ç

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  10. Cara Leggivendola, non ho letto la tua recensione finchè non ho finito il libro, non volevo condizionamenti di sorta.Mi è piaciuto moltissimo,mi ha tenuto sulle corde, mi ha commosso e alla fine c'è scappata la lacrima. Man mano che proseguivo la lettura alimentavo la speranza, per alcuni dei suoi personaggi,in particolare per Kristal e per Andrew, in una svolta, in un riscatto. Non ho trovato un'esagerazione le parolacce; "gli ultimi" , quelli che hanno subito violenze,spesso non sono persone educate, non hanno avuto la possibilità di conoscere una comunicazione aggraziata. Tanti sono i personaggi che si portano dentro contraddizioni, ambiguità e malesseri, persino Barry, il simbolo della speranza e del riscatto, ha dei conti in sospeso con Mary. Certo non tutte le famiglie sono così complicate, ma
    nel romanzo della Rowling non c'è spazio per le famiglie inesistenti del mulino bianco. Brava signora Rowling!

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  11. Ciao! Non ho mai letto Harry Potter (e no, non ho vissuto gli ultimi 30 anni perduto in una giungla vietnamita), e questo libro mi attira molto, ancora di più dopo questa bella recensione. Probabilmente il mio prossimo acquisto (prima devo abbassare un po' il livello delle giacenze...)

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  12. adoro il seggio vacante!! anche per me è stata un pò dura leggerlo inizialmente, per colpa dei giudizi negativi ma dopo averlo letto devo dire che il libro è stupendo...la trama è articolata, collegata in ottimo modo...io l' ho appena finito di leggere, si ci ho messo un pò ad iniziarlo a leggere ma in tre giorni l'ho divorato!!

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  13. non l'ho ancora letto....ho visto la miniserie HBO.......e mi e' piaciuta, mi ha commosso e immalinconito......ma e' una storia che vale la pena leggere :)

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  14. Io lo ritengo un libro proprio brutto è una "riunione" di luoghi comuni. Sembra che tutti i mali del mondo risiedono nel piccolo paese, nessuno è felice sono tutti cattivi o permettetemi la parolaccia, stronzi, sembra che le brave persone e soprattuto la speranza non sia mai passata da quelle parti.

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