lunedì 1 ottobre 2012

Urgono sangue e violenza, lode a James Ellroy e lamentele sparse.


Sarò sincera, ho passato il pomeriggio ad augurare le peggio disgrazie al nugolo d'incompetenti che popolano le segreterie universitarie di tutta Italia. Tra informazioni sbagliate, dimenticanze e documenti persi, trovo curioso che suddetto personale riesca a trovare le sedie su cui posare le terga senza l'ausilio dell'FBI.
Ad ogni modo, essendo dominata dall'ansia e da una cospicua voglia di sangue inetto, mi sono recata tosto nella libreria dell'usato di cui ogni tanto favello e in cui spesso cerco rifugio. Mentre vagheggiavo tra gli scaffali, nonostante avvertissi già l'odio placarsi, realizzo che mi ci vorrà qualcosa di forte con cui sfogarmi. Un po' di quella violenza gratuita, di quel sangue vischioso, di quell'umanità melmosa e oscura che da diverso tempo ho smesso di andare a trovare. Passo dallo scaffale dei classici a quello di thriller-gialli-noir et similia e mi trovo davanti uno dei miei libri preferiti di sempre, Il Grande Nulla di James Ellroy. Mio, mi dico subito.
E poi, tornando verso casa, mi rendo conto di non aver mai parlato degnamente di Ellroy, qui. Sono tanti gli autori di cui finora non ho parlato granché, cui sento di dover dedicare un lungo e adorante post. Ci sono Terry Pratchett, Joe R. Lansdale, Chuck Palahniuk, Diana Wynne Jones, Walter Moers, Chaim Potok... voglio dire, sono tanti gli scrittori che adoro e di cui ancora non ho fatto parola, un po' per ragioni di tempo e un po' perché sento che non è ancora il momento. Però l'incontro con Ellroy è stato importante, forse decisivo nella mia vita di lettrice. Perché prima di incappare nel suo L'angelo del silenzio non avevo mai letto thriller, gialli o noir né intendevo farlo. Proprio non mi interessavano, non mi dicevano nulla. Indagini, misteri, assassini... non erano per me. Poi, mi pare fossi in seconda superiore, mi trovavo a vagare per la biblioteca senza sapere cosa prendere. E mi cadono gli occhi su quel titolo, su quella copertina... lo soppeso, lo prendo, lo porto a casa e comincio a leggerlo. E puff, cado innamorata della scrittura di Ellroy. Dei suoi personaggi, del loro marciume, di quello che hanno dentro, che sa essere tanto orrendamente puro e li spinge a commettere delitti inenarrabili.
Da Ellroy passo a Jeffery Deaver, a Ruth Rendell, a Edward Bunker, a Elizabeth George... se non fosse stato per lui forse non sarei andata a cercarli o forse sarebbe passato molto più tempo. Ma ecco, per quanto adori tutti questi autori appena menzionati, devo ammettere che James Ellroy tra loro spicca, fulgido e inquietante.
Conoscete la sua storia? È uno che ha provato tutta la confusione e la rabbia di cui parla. La madre strangolata quando lui non aveva che dieci anni, l'ombra della mancanza di un colpevole, droga e carcere... voglio dire, Ellroy è uno che sa di cosa parla. Ha toccato con mano quel mondo gelido e metallico di cui tanti parlano.
Che dire? Questa non è una recensione, non è un post dedicato ad un autore... non è molto, si discosta appena dal nulla. Diciamo che è un appunto. Devo assolutamente recensire Ellroy. Glielo devo. Soprattutto se grazie alla rilettura di Il Grande Nulla riesco a trattenermi dal fare strage degli inetti che ostacolano il mio trasferimento di facoltà...

8 commenti:

  1. Ah, ah, ah ... bella questo placare (ma anche placcare), la rabbia con James Ellroy. Dentro libri, detti di genere, c'è più vita di altri dei cosiddetti autori.

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  2. Ellroy mi affascina, da cinefila-bibliofila quale sono mi pento di non averlo mai avvicinato. Certo ho visto Black Dahlia e L.A. Confidential, ma non mi sono mai addentrata nelle sue pagine (e dire che sono stata pure al Festival del cinema noir, dove Ellroy è acclamato come un dio!)
    Dalle tue parole si percepisce una grande stima nei confronti di questo autore e il tuo modo di parlarne è...contagioso!
    Penso che reperirò presto qualcosa di suo!
    Grazie per la dritta =)

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  3. Attenzione, in realtà gli addetti alle segreterie universitarie non sono inetti, ma fingono abilmente di esserlo per scoraggiare gli studenti e lavorare il meno possibile.
    Ho visto L.A. Confidential e mi era piaciuto, poi però ho provato a leggere la Dalia Nera ma non mi ha appassionato. Sono invece una grande fan di Lansdale.

    Ilaria http://lalettricefelice.blogspot.it/

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  4. bellissimo anche il blog da fumettara! non abbandonarlo! :)

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  5. Alligatore: Se continua così mi ci vorrà ben più di Ellroy T__T Sono d'accordo, comunque, non ho mai capito perché ci sia gente che snobba la letteratura di genere ò_ò

    Francesca: Io ammetto di non aver mai visto i film... sono parecchio impressionabile >_>' Posso leggere di tutto, ma la mia sopportazione per la violenza visiva è davvero bassa... comunque ribadisco che lo consiglio tantissimo *w* Specie 'Il grande nulla' e 'Le strade dell'innocenza'.

    Ilaria: Voglio un mondo privo di segreterie T__T Ho passato la giornata a mandare fax, mail e telefonare senza ottenere nulla. Uff...
    Uhm, se non ti ha appassionata la Dalia Nera... uhm... bom, io ti consiglio gli stessi che ho scritto a Francesca più sopra, se poi non ti prendono neanche quelli, si vede proprio che non è 'tuo' u_u
    ... Lansdale *w*

    Cawarfidae: Non è proprio abbandonato, diciamo che ci scrivo solo quando me la sento xD Però forse mi è venuto in mente un nuovo post, via ù_ù dopo secoli.

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  6. Ti capisco, anche io delle volte leggo dei libri che mi faranno sfogare, per evitare di essere sommersa dalla rabbia xD

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  7. Per placare questi stati d'animo durante tutto un corso di laurea credo che non basti nemmeno l'opera omnia di Ellroy.E quando dall'università si passa al lavoro, che te lo dico a fà

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  8. Gianni Diaz Ciarlo6 ottobre 2012 08:33

    Per empatia tuo blog molto bello letto Ellroy,Auslander,Dexter.Storiella ebraica,barzelletta,witz : Ausl
    ander = rap,pubblicità, videoclip : Ellroy.Trovato Dexter molto tipico,forse troppo etnico.Quali corrispondenti in italiano?Proporrei il Brizzi di "Bastogne" per James,Achille Campanile per Shlomo e un siculo per Pete,Sciascia,Camilleri,Consolo o Bufalino a decrescere.

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