giovedì 9 febbraio 2012

Jane Austen

Tempo addietro ho ammesso di aver cominciato solo recentemente a leggere classici. È una mancanza terribile e una lacuna spaventosa per chiunque si voglia prendere la briga di creare blog che sia, seppure umilmente, letterario. Tuttavia, mi sto rifacendo in fretta. Non so come mai un tempo fossi tanto sicura che i classici fossero tutti, senza eccezione, pesanti e noiosi. Forse per lo snobismo di alcuni lettori appassionati, che guardano con sufficienza qualunque opera abbia meno di cent'anni e per la pomposità con cui certe persone affrontano discorsi sulla letteratura, disprezzando l'intrattenimento come fosse peccato mortale. Non dico che ce ne siano molti, di lettori di questo genere. Però ci sono. Ed è difficile dimenticarsene. A volte a certe opere rimangono appiccicate le persone che ce le hanno consigliate o nella cui libreria li abbiamo intravisti. Mi capita, anche se di rado, di storcere il naso e ritrarmi davanti a libri contro ai quali non ho nulla e che anzi potrebbero potenzialmente piacermi, se non fosse che li ricollego a persone alla cui compagnia preferirei ingurgitare sterco di cammello.
Ad ogni modo, seppur divagando, veniamo all'argomento di oggi.
Jane Austen.
Qualche giorno fa, quando ero in visita da un'amica con altri amici, stavo leggendo seduta in poltrona, coperta da un plaid e un sorriso soddisfatto sulle labbra. Leggevo 'Emma' – ancora non l'ho finito, perciò vi prego, niente spoiler. Non ho letto neanche il retro della copertina per evitarli – e un amico mi ha domandato come mai leggessi quei romanzi 'da donna'. Ora, lì per lì mi sono stizzita, perché non apprezzo questo genere di etichette. Romanzi da uomo o da donna. Ma bisogna anche capire che tra me e questo amico si discute spesso di letture assai differenti, da George R. R. Martin a Joe R. Lansdale e quant'altro, perciò gli faceva strano vedermi intenta in una lettura effettivamente poco consona alla mia 'vivace' natura. E, dopotutto, bisogna ammettere che non sono molti gli esponenti di sesso maschile che si seggono in poltrona a leggere Jane Austen. Fioccano siti e blog che la esaltano e l'adorano, ma tutti gestiti da donne. Perché?
Ed ecco il motivo del mio post. Questa domanda. E la mia risposta.
Jane Austen è nata a Steventon, un villaggio dell'Hampshire, il 16 Dicembre 1775, figlia di un pastore anglicano e penultima di otto figli. Il padre si occupa con cura e costanza dell'educazione di Jane e della sorella Cassandra, rifornendo la biblioteca di casa, premurandosi d'insegnare loro il francese e le basi dell'italiano, mandandole poi a studiare lontano da casa. Jane è quindi una ragazza la cui cultura è stata coltivata e sviluppata, in grado di osservare e analizzare dall'interno l'ambiente in cui vive.
Spesso si guarda alla situazione femminile dell'epoca Georgiana da due punti di vista diametralmente opposti: il matrimonio come una compravendita di schiave socialmente accettata oppure un pugno di donnine che sorseggiano tè sorridendo, un delizioso quadretto di pizzi e musica. L'apporto di Jane Austen alla nostra conoscenza della situazione della donna – della classe alta, beninteso – è quindi oltremodo prezioso. Lei la vive dall'interno, quella condizione e ce ne parla con cognizione di causa, con intenso acume e con una prosa aggraziata ma non affettata. Nelle sue parole c'è spesso dell'ironia verso l'eccessiva attenzione alle piccolezze tipico delle donne dell'epoca e una certa insofferenza per la chiusura sociale che innalza alcune famiglie per affossarne altre. Ricchezza, successo e nobiltà non sono incoronati ma anzi guardati con occhio critico, così com'è guardato con severità il modo in cui questi aspetti possono influire gravemente sui rapporti umani tra i suoi personaggi.
È vero, i suoi romanzi mancano d'azione. I capitoli si susseguono intorno a riflessioni, interpretazioni, aspettative, lunghi dialoghi educati e qualche ballo. Le sue opere si sviluppano attorno ad un personaggio e alla sua famiglia, sempre una ragazza giovane, intelligente e analitica, in quell'epoca il matrimonio è l'elemento centrale della vita di una ragazza e, realisticamente, è anche il tema centrale delle sue opere. Tuttavia, non c'è quell'incanto illusorio che ci si potrebbe aspettare e che io, onestamente, paventavo prima di leggerla. Jane ci racconta della sua epoca, di come la vive e di come viene vissuta da altri. Parla d'illusioni, di sogni che si spezzano e di cuori che si ricompongono. Parla della falsità dietro la leziosità, dell'insopportabilità della mancanza di educazione, della spocchia derivante dal denaro e di come l'orgoglio renda ciechi.
Ma ancora, perché sono – quasi – unicamente donne quelle che leggono Jane?
Per quanto mi riguarda, credo che sia perché certe cose non sono mai cambiate. Donne nello spazio, donne al governo, donne che combattono. E ancora ce ne sono alcune che si riuniscono in sparuti circoli di pettegolezzo e leziosità, che si sorridono l'un l'altra desiderando d'azzannarsi, che ordiscono e mentono e sbavano desiderio su vestiti e gioielli. Un uomo non può capire fino in fondo. Proteggi le tue orecchie delicate e innocenti, tu che non sei mai stato ad un tè per signore.
Sociologicamente parlando, anche l'uomo – soprattutto l'uomo – ha contribuito a creare quest'ambiente misterioso e a tratti malevolo, in cui le donne hanno affinato le uniche armi a loro disposizione. Lacrime, sorrisi e sussurri. Eppure, l'uomo non lo capirà mai fino in fondo. A un uomo non è concesso di entrare in questo circolo. È riservato. Una ragazza del dato circolo non dimostrerà mai davanti ad un ragazzo quanto sa essere abietta o maliziosa, altrimenti che ne sarebbe delle sue armi? Oggi si può scegliere se entrare a far parte di quel club o restarne al di fuori. Certo è che, prima o poi, tutte noi vi abbiamo avuto a che fare, dall'interno o dall'esterno o, più spesso, da entrambi i lati delle barricate.
Perciò, forse è vero, i libri di Jane sono 'da donna'. Di sicuro offrono una chiave di lettura storicamente attendibile di come vivevano le donne all'epoca, di come funzionasse il rapporto tra i sessi e di come si vivesse all'interno di una famiglia.
Inutile che io stia ad elencare le sue opere, i suoi meriti o stralci della sua biografia. È così ovvia o facilmente reperibile che non sarebbe che un inutile tedio. E visto che questo post è già abbastanza lungo, credo che eviterò. Mi limiterò a consigliarla, in quanto della pesantezza e della pomposità che mi aspettavo da lei non c'è traccia. I suoi libri si divorano. Con 'Orgoglio e Pregiudizio' mi è bastato un pomeriggio. Un lungo pomeriggio durante il quale sono uscita dalla mia camera solo per nutrirmi e andare in bagno, ma pur sempre un pomeriggio.
Buona lettura, qualsiasi cosa stiate leggendo :)

15 commenti:

  1. Brava, hai detto bene, certe cose non sono mai cambiate. Scusa per il tuo amico ma la penso esattamente come te! Come se le ferite delle donne, la loro rivoluzione sociale, il loro arduo e infinito (e non ancora finito!) percorso siano sempre e solo da sottovalutare. Stizzita è poco! E la Austen è una grande, con i suoi pro e i suoi contro.

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  2. Io invece ho sempre adorato i classici. Ho imparato a conoscerli al liceo per poi approfondirli all'università! Francesi, inglesi, tedeschi, russi, tutti splendidi! Come Jane Austen, una delle autrici che amo di più.

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  3. Io ho conosciuto Orgoglio e pregiudizio grazie ad un'amica che aveva fatto il classico e li aveva letti per la scuola: la prima estate che ci siamo frequentate ha scoperto la mia passione e mi ha proposto di prestarmi qualche romanzo, da lei quasi tutti odiati, e tra questi c'era Orgoglio e pregiudizio. Mi è piaciuto così tanto sin da subito che me l'ero portato in spiaggia, e mentre lei messaggiava con un tipo che le piaceva e che voleva raggiungere al chiosco più avanti, e aveva sperato nel mio sostegno in questa sua mossa (perché lui non doveva capire che lei era stracotta), io non ho sollevato il naso dal libro per tutto il pomeriggio, incurante del caldo, della sabbia, delle sue richieste di consiglio quando lui non rispondeva all'istante al messaggio, dei suoi commenti sul fatto che la mollavo da sola in quel frangente!! Io ero altrove.
    Ho smesso di frequentarla proprio per via di quel "circolo" femminile di cui parli, che si nutre di pettegolezzi, di frasi o episodi distorti apposta per creare motivo di chiacchiera, di preoccupazione o invidia per abiti capelli accessori.
    Io pensavo ad altro: il mio problema era che non avevo fatto il liceo, negli istituti tecnici non danno da leggere libri, mi sentivo indietro dal punto di vista letterario, e pensavo a quanto sarebbe stato bello se io avessi "dovuto" leggere così tanti romanzi già a scuola (a parte che per la scuola i miei genitori me li avrebbero senz'altro comprati senza batter ciglio).

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  4. @Valentina: non ne faccio una colpa al mio amico, il suo commento non sottintendeva nessuna discriminazione di sorta... anche se gli è uscita un po' male, dopotutto è normale che un ragazzo non pensi a queste piccolezze. La situazione femminile non è una problematica immediata, perché per tanti ragazzi la discriminazione sessuale è un capitolo infelice ma concluso. Non è una questione d'insensibilità o stupidità, è che non semplicemente non ci pensano.

    @Chiaretta: noi non abbiamo mai studiato classici stranieri, se non proprio un paio e di striscio appena... meglio così, comunque, visto che non riesco a leggere nessuno scrittore tra quelli che mi hanno fatto studiare T_T

    @Elle: Eh, mi trattengo dal parlare delle mie esperienze col 'circolo' perché ne avrei troppe e perché non mi sembra il caso di narrarle su un blog... ma devo dire che sì, ci sono state situazioni veramente assurde e paradossali. E sì, Orgoglio e Pregiudizio rapisce come pochi libri sanno fare. Per quanto riguarda le letture scolastiche, secondo me non è una sfortuna che non vi abbiano fatto leggere classici. Una lettura imposta e una lettura cercata sono così totalmente diverse... io ringrazio veramente tantissimo chi non mi ha fatto vedere manco di sfuggita né Jane né le sorelle Bronte a scuola, sennò magari non riuscirei a sopportarle ora..

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  5. In effetti è stato più facile aprire "Delitto e Castigo" piuttosto che andare a vedere l'ultima versione cinematografica (!) di "Orgoglio e pregiudizio".
    Invito a considerare che "da donne" non è necessariamente dispregiativo. Al più è un pregiudizio, e come tale può essere stigmatizzato, ma qualche volta ci prende. Non avendolo letto, non saprei dire!

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  6. Non aver mai letto i classici non è una colpa..ma non averli letti per 'colpa' altrui si! Ancor più grave se si tratta di una piccola perla come Jane Austen.
    Comunque secondo me è molto riduttivo parlare delle sue opere solo dal punto di vista femminile, per vedere la condizione della donna. Non le si rende giustizia. La sua grandezza non sta in questi temi di per sè banali e frivoli, ma nel modo in cui li ha scritti: il modo in cui ha saputo rendere interessante la quotidianità della vita di campagna. Come molti altri scrittori inglesi ha usato l'ironia/arguzia/wit in maniera esemplare: si vede moltissimo nell'incipit di "Orgoglio e pregiudizio". Il tema della donna non c'entra quasi niente per me perchè Jane Austen non fa nessuna denuncia di stampo femminista, anzi, lei si trova bene in quel mondo (lo dimostrano alcuni appunti trovati dopo la stesura di uno dei romanzi). Non si deve leggere Jane Austen guardando tanto alla storia come hanno fatto i film (che aborro, sopratutto l'ultimo), perchè allora si che si penserà che sono libri da donne. Si deve leggere Jane Austen leggendo come ha scritto, i ritratti che fa dei personaggi, le scene corali, i momenti drammatici: c'è sempre quel che di divertimento dietro, che trasforma una scena banale in una scena intellettualmente divertente, da gustare. Una raffinata risata.

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  7. (D'accordo con Silvia)
    Grandissima Jane Austen, tra i libri che ho preferito nell'adolescenza e che rileggo sempre volentieri.
    I quali mi hanno regalato una visione del tutto anacronistica dei rapporti umani e ancora mi fanno rimpiangere di vivere in quest'epoca.

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  8. @Solomon: ecco, appunto, statisticamente Jane Austen pare essere letteratura 'da donne' xD

    @Silvia: beh, che le qualità di Jane non si fermino affatto alla descrizione della condizione della donna è ovvio, io ho parlato solo di quest'aspetto perché tutto il post mi nasceva dalla domanda 'Perché viene letta quasi solo da donne?'. Vero anche che non è affatto un manifesto femminista, i miei sproloqui sono ben separati dal contenuto delle sue opere. Semplicemente, i romanzi di Jane offrono uno scorcio attendibile e dettagliato della vita delle donne dell'epoca, tralasciandone i giudizi posteri che sono tutti nostri. Tra l'altro ho appena finito di leggere Emma e l'ho adorato, soprattutto l'evoluzione della protagonista e di un paio d'altri personaggi *__*

    @mezzatazza: io invece li ho scoperti così da poco... neanche un anno, credo, da quando mi sono innamorata di Orgoglio e Pregiudizio.

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  9. Ma che bella questa conversazione! Bellissima riflessione nel tuo post, cara Leggivendola, e ottimi commenti delle Lettrici!
    La letteratura "al femminile" è sempre oggetto di pregiudizio, esattamente come la condizione femminile in sé e per sé. E' purtroppo vero che gli uomini e moltissime donne inconsciamente sono intrisi di questi pregiudizi - ma qui ci vorrebbe una trattazione sociologica che non mi compete. Posso soltanto provare anch'io, nel mio piccolo, di far conoscere il più possibile queste realtà letterarie che esprimono così bene la realtà femminile (e maschile: gli uomini austeniani sono un meraviglioso esempio per i Signori!) e sperare di contribuire ad una piccola rivoluzione di velluto nella cultura, mella mentalità, nei rapporti umani.
    Uh, scusate lo sproloquio!
    Grazie per avermi regalato questa ricca lettura!

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  10. Ma al di là della Austen, che è venuta quando ero un po' più grande, da piccola bivaccavo in libreria e leggevo a sbaffo tutti i classici per ragazzi mondadori.
    Il vero trauma è crescere con la May Alcott: i suoi libri sono un bibitone di buonismo ed etica incredibile.
    Li ho amati moltissimo, letti e riletti fino a che un giorno sono diventati troppo mielosi per me.
    Ma se a volte dico che a rendermi strana è stata l'educazione cattolica mento sapendo di mentire: sono state le sorelle March.
    E poi la Austen e quelle cacapalle Bronte e via andare.
    Ma di classici che non smetterò mai di amare - per quanto zero complessità, libri elementari - ricorderò sempre "Una ragazza fuori moda", "Il giardino segreto", "La piccola principessa" e l'inimitabile "Papà Gambalunga".
    Peccato non essere più bambina.

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  11. Cara Leggivendola, ho scoperto il tuo blog grazie alla pagina Facebook di "Il club italiano di Jane Austen", e lo trovo molto ben fatto, complimenti! E' bello sentire che anche chi non è particolarmente appassionato di classici abbia trovato Jane Austen così leggera e meravigliosa da leggere... La bellezza delle sue opere è universale, perché disegna il mondo così com'era alla sua epoca, e individua caratteristiche della natura umana che sono ben presenti ancora oggi. E anche se è vero che le protagoniste sono sempre donne, in ogni storia c'è sempre un contraltare maschile a ciascuna di loro, e i nostri uomini d'oggi - a patto di abbandonare un certo orgoglio virile e pregiudizio letterario - troverebbero che le storie di Austen non sono altro che uno specchio della realtà. Con attenzione ai suoi pregi, ma soprattutto, ai suoi deliziosi difetti!
    Se ti va, ho dedicato una pagina a Jane nel mio blog: http://ipsalegit.blogspot.com.

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  12. @Sylvya66: grazie a te per aver contribuito :) Sì, di pregiudizi è pieno il mondo... ammetto che la cosa mi è molto più fastidiosa quando è una donna ad averne... dopotutto una donna ha sempre vissuto come una donna e dovrebbe rendersene conto, non ha la scusante dell'ignoranza ò_ò
    Comunque sì, gli uomini Austeniani sono esempi perfetti e meravigliosi ù_ù specie Mr. Kightley.

    @Mezzatazza: Bronte cacapalle? Codesto è vilipendio al mio stesso cuore ù_ù
    Io ho letto Piccole Donne e seguito quando ero alle elementari e non ne ricordo granché, solo che all'epoca mi erano piaciuti un sacco ò_ò Gli altri non li ho mai letti, invece, forse è tempo di cercarli...

    @Mara: beh, grazie a te ho scoperto la pagina fb che citi, direi che l'Internet funziona bene da collegamento xD Jane merita tutti i nostri spassionati elogi, sì ù_ù

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  13. emma???? appena finito! devo dire che forse tra tutti quelli che ho letto di austen è forse stato quello che mi è piaciuto un filino di meno, però merita comunque. ciao

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  14. @Elena: a me è piaciuto moltissimo, ma l'inizio è stato davvero lento, rispetto agli altri.. forse quello che mi è piaciuto appena appena meno è stato L'Abbazia di Northanger.

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  15. Ahahahah, per me il termine "Cacapalle" è usato con rassegnazione: mi piacciono seppure vorrei poter negare l'attrazione per romanzi simili.

    Sono tornata in questo post perché ho appena finito di leggere Emma, ed è straordinario come un libro in cui non accade mai nulla, possa risultare tanto coinvolgente!

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