giovedì 24 maggio 2018

Vogliamo leggere (qualcosa di nuovo) #BlogNotesMaggio


Il Maggio dei Libri sta volgendo al termine, e così l'iniziativa BlogNotes – recapiti a fine post. Un po' mi mancherà, mi piaceva cadenzare le pubblicazioni del blog di settimana in settimana, anche se magari ci sono state volte in cui trovare il tempo per scrivere qualcosa oltre le normali recensioni è stato un po' un calvario. È stato divertente, però.
Ma che sto a fare la nostalgica, manca ancora una settimana alla fine di BlogNotes. E diamine. Oggi il tema è Vogliamo leggere.
Così vago che potrebbe dare il via a qualsiasi tipo di post; potrebbe svilupparsi in una lista delle letture dilette o di quelle in attesa sul comodino, nella descrizione del libro perfetto o dell'angolo della lettura preferito. Vogliamo leggere, ma vogliamo leggere cosa? Potrebbe essere un genere, un tema, un tipo di personaggio, l'aspirazione a un finale con determinate caratteristiche, la speranza di scoprire prima o poi cosa succederà a Westeros.
E invece alla fine propendo per la ricerca di qualcosa di diverso.
Voglio leggere, certo, ma qualcosa di nuovo.
Qualcosa di nuovo per me, non nel senso di novità universale.
Fino a qualche anno fa non leggevo classici. Hai voglia di farmi consigliare Cronin e Llewellyn da mia madre, io non riuscivo proprio ad approcciarmici. Frequentavo più o meno il secondo anno di università, quando mi sono trovata a casa senza nulla da leggere se non un volume mezzo stracciato dal tempo di Cime tempestose. Non è stato subito amore, ma quasi, anche se in seguito a Emily ho preferito Charlotte. La porta ai classici, però, è stata Emily ad aprirla, e di questo le sarò sempre immensamente grata.


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Un paio di anni dopo ho scoperto che esisteva una fantascienza anche per me. È stato quando Giorgio di Zona 42 mi ha proposto in lettura Desolation Road di Ian MacDonald, una fantascienza letteraria, dai toni talvolta un po' onirici, poetici, un pianeta lontano che diventa subito vicino, perché abitato da umani, - e gli umani sono gli stessi ovunque.


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Al Salone del Libro dell'anno scorso ho fatto un meraviglioso errore, portandomi a casa una raccolta di racconti che pensavo essere un romanzo. Martin il romanziere di Marcel Aimé, edito da L'Orma Edizioni. Credevo che la forma breve non facesse per me, eppure ho adorato ogni singolo racconto. Istintivamente mi dirigo ancora verso il romanzo, che più pagine ci sono, meglio mi aspetto che siano resi i personaggi, ma non sbatto più la porta in faccia al racconto. Di solito, almeno.


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E la letteratura latino-americana che avevo evitato tutta la vita e mi si è spalancata davanti da quando ho letto Umami di Laia Jufresa, cui sono seguiti Gabriel Garcia Marquéz, Mario Vargas Llosa, Nona Fernandez, César Aira, Roberto Arlt. Anche ciò che non ho amato, sono contenta di averlo conosciuto, e la mia lista di lettura prevede vagonate di Borges e Saramago.


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A pensarci bene, tornando assai più indietro nel tempo, ricordo che non ho sempre letto scrittori italiani. Giusto Stefano Benni, Giuseppe Culicchia, Enrico Brizzi, fulgide eccezioni. Non so perché, non avevo fiducia letteraria nei miei conterranei, ed è un atteggiamento che vedo spesso in altri lettori. Non so dire da cosa derivi. Bastano poche ricerche e pagine sfogliate per rendersi conto che la varietà interna alla narrativa italiana è ineffabile. Vai a sapere.


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Dunque, Vogliamo leggere e voglio leggere, - ho qualche ora libera, oggi, e credo che la dedicherò con tutto il cuore a Jane di Lantern Hill di Lucy Maud Montgomery. Sarà bellissimo.


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Questo post forse risulterà troppo svelto, raffazzonato, ma vuole essere una lieve spinta, una piccola esortazione a uscire dai binari di ciò che sappiamo di apprezzare, per scoprire qualcosa che potremmo adorare. Ci sono generi e letterature che non avrei mai considerato e che ora riempiono i miei scaffali e la mia lista desideri. Leggerò più Philip K. Dick, lo alternerò alla terza Brontë Anne, che non si fila nessuno – e poi tornerò a immergermi nel realismo magico della letteratura latino-americana.
Cerco consigli, se voleste lanciarmene. Non li seguo quasi mai, ma li accetto sempre volentieri. Fatemi scoprire roba, gente.
(c'è da dire che le foto prese dal mio profilo Instagram sono in buona parte tremende, su questo siamo d'accordo. penso sia pacifico affermare che non sarò mai una grande fotografa, ah-ehm).
Qui la lista dei blog aderenti a Blog Notes.

2 commenti:

  1. Love sorella...anche se hai ingrossato un po' la mia lista dei desiderata!

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  2. Personalmente credo sia uno dei motivi per cui è bello leggere: è bello restare nella propria confort zone, a coccolarsi con ciò che si sa di amare... ma è anche bello uscire, spaziare, scoprire nuove storie, nuovi stili, nuove narrazioni, nuovi mondi, e scoprire quanto può essere grande la nostra mente, quanto si possa parlare di umanità se cose scritte dall'altra parte del mondo, da persone con esperienze di vita a noi incomprensibili, o secoli, millenni fa, ci raggiungono.

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