giovedì 8 settembre 2016

Ma che lettore sei?/Che lettore ti credi di essere? - Polemica sterile

Sto finendo di leggere Radio Libera Albemuth di Philip K. Dick. Per quanto possa suonare assurdo, è il primo libro di Dick che leggo, anche se non è esattamente il titolo che stavo cercando; in realtà mi ispirava parecchio Mr Lars, sognatore d'armi, che avevo adocchiato in libreria il giorno prima della spedizione in biblioteca, ma non trovandolo mi sono affidata al titolo che mi pareva promettere meglio. So che si tratta di romanzi abbastanza misconosciuti, rispetto agli uber-celebri capolavori di Dick, La svastica sul sole e Ma gli androidi sognano pecore elettrice?; invero preferisco approcciarmi agli scrittori più famosi partendo dai lati, dalle produzioni un po' meno osannate. Forse perché se non dovessero piacermi potrei poi riprovare dal capolavoro, che magari a non piacermi è stata l'opera meno riuscita, il necessario passo falso in una vasta produzione letteraria. Invece se a non piacermi fossero proprio i capolavori, ecco, lì che si può fare?
Dicevo che sto finendo Radio Libera Albemuth – e mi sta piacendo, pure se con qualche appunto da fare all'esimio Dick. Dicevo, soprattutto, che è il primo libro di Dick che leggo. E finora, quando dicevo di non aver mai letto Dick, capitava spesso quella reazione che se istintiva mi pare più che plausibile, ma che se protratta e ragionata mi fa fare un carpiato alle gonadi.
Com'è possibile che tu non abbia mai letto Autore-X?”
Che volendo la si può leggere in due modi; se la fantascienza fosse il mio genere di riferimento, sarebbe effettivamente una ben bislacca mancanza. Un po' come se non avessi mai letto Dracula, visto che sono una cultrice della letteratura vampirica – per quanto sia ben lungi dal definirmi un'esperta.
Solo che c'è pure l'altra lettura della domanda.
Che lettore sei, se non hai mai letto Autore-X?”, che trovo irritante oltre ogni dire.
Da lettori ci formiamo una lista piuttosto personale di autori imprescindibili; li peschiamo un po' da quelli che abbiamo amato, un po' da quelli più celebri e che ci sembrano tali per giusta ragione; certi ci sembrano tappe inevitabili di un sentiero, e che qualcuno decida di saltarle può anche fare strano. Per dire, pure io mi stupirei se un noto adoratore del fantasy ammettesse di non aver mai letto Tolkien, magari aggiungendo di non avere alcuna intenzione di recuperarlo. O se un amante dei classici inglesi non avesse mai aperto Cime tempestose, né L'amante di Lady Chatterley, o Orgoglio e Pregiudizio. Mi stupirebbe, perché credo che si tenda a voler conoscere sempre più a fondo ciò che si ama, e certi libri hanno influenzato così profondamente un data letteratura da fungere come vere e proprie chiavi di lettura. Questo non significa però che il lettore che sceglie di non leggerli sia “meno appassionato” o “meno lettore”. Per dire, io adoro il fantasy, ma la saga di Elric proprio non mi prende. Leggerla sarebbe come fondere insieme studio e lettura, e poiché per me la lettura è puro piacere e voglio che le cose rimangano così... no, grazie. Non sei tu, Moorcock. Sono io.
Sono arrovellamenti che tornano ad affacciarmisi alla mente con una certa regolarità, anche se finora ne ho sempre chiacchierato da tutt'altro punto di vista. Qui e qui confessavo le mie varie mancanze di lettrice, alcune recuperate nel frattempo, altre che permangono tuttora – alcune che certamente non verranno colmate. Ecco, non sto parlando ora della stessa cosa. Non mi riferisco al senso di inadeguatezza del lettore cui mancano alcuni titoli fondamentali. Parlo dell'Altro Lettore. Del Lettore Snob. Del Lettore che “Come fai a non avere ancora letto Autore-X?”, che continua con “Proprio tu che leggi tanto!” e prosegue enumerando capolavori.
È una cosa che non sopporto. È un'impressione che spero di non dare mai, quando chiedo a qualcuno se abbia già letto un dato libro, o se insisto perché lo faccia – che magari ne conosco i gusti abbastanza da sapere che sarà il suo prossimo libro preferito. Mi chiedo soprattutto se chi si pone in questo modo sia consapevole del livello di presunzione sottintesa dal rimprovero per la mancanza e di quanto sia assurdo ergersi a giudice del percorso letterario di una persona. Specie considerando che non esiste al mondo un solo lettore che possa vantare una biblioteca priva di falle, anche solo per una mera questione di tempo. Se si riesce a recuperare tutta la letteratura di un dato genere, sarà difficile trovare il tempo per leggere tutto ciò che di prezioso un'altra letteratura avrà da offrire. Mentre esaurisco la bibliografia di London, per dire, staranno uscendo gli ultimi libri di Franzen, di McEwan, di Coe. Non si può recuperare tutto. Non si può leggere tutto. Non esistono i lettori perfetti o le biblioteche complete. L'eternità non basterebbe.
Sarebbe bello, eh. Ma no.

Quindi davvero, 'sta sicumera lasciamola lì dov'è. O meglio ancora, smembriamola e diamo fuoco ai resti su una pira funebre preparata appositamente allo scopo.

9 commenti:

  1. Credo che il lettore "snob" esisterà sempre, ed è presente in ognuno di noi anche in piccola parte. L'amante di un genere, di un autore, di una casa editrice ecc farà sempre la fatidica domanda a un altro lettore perché, in buona fede, non può non consigliare un romanzo che ha amato, non può non parlare di personaggi che gli sono rimasti nel cuore :) O almeno io così interpreto la domanda: "Come fai a non avere ancora letto XY?"
    Nella lettura, così come in tante altre cose, si segue il mood del momento, il desiderio di evadere o di approfondire un argomento, ognuno ha i propri tempi e compie le proprie scelte, ma non è male confrontarsi con altre persone che hanno gusti diversi dai nostri ^^ Ovviamente tutto fatto in modo "civile" XD

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  2. bah, il "come fai a non conoscere X" mi ha sempre dato ai nervi. non credo ci siano libri obbligatori e leggere per me è un piacere, uno svago, un passatempo, una cosa che mi piace, non che devo.
    la cosa però non mi infastidisce più di tanto quando viene rivolta a me, a meno che non venga da quelle pochissime persone che possono dire di conoscermi abbastanza bene da essere certi che X è un libro che mi piacerà veramente tanto, e allora colgo il suggerimento.
    altrimenti invito ad andare a quel paese e ciao, non sto ad arrovellarmici più di tanto.

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  3. Non ho di solito a che fare con la tipologia, meno male :D Però... temo che chi si comporta così in realtà millanti letture mai fatte ;) Perché chi ama leggere SA che adorare un libro/autore è occasione per scambiare opinioni, e sì anche sfracellare le scatole altrui perché "quanto è bello, devi leggerlo!", ma con altro intento e altro tono. Dunque io che son cinicona, sospetto della categoria snob :D

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  4. Più ancora del lettore snob, mi irritano i finti lettori, quelli che si danno delle arie per aver letto grandi libri ma poi scivolano, dimostrando di vantarsi di letture mai fatte o conosciute solo per stralci. In ogni caso non ci si deve vergognare di non aver letto questo o quello, che si sia appassionati di un dato autore o genere oppure no: la lettura è una scoperta e il pensiero di avere sempre davanti a noi delle aree inesplorate (o anche volontariamemte evitate) rende più consapevoli le scelte e, se da un lato può mandarci in crisi (una crisi del tipo "troppi libri, troppo poco tempo"), dall'altra ci garantisce che continueremo a navigare in quello stato di attesa e incompletezza che è l'unica garanzia di poter nutrire aspettative e gioie ad esse legate. Un po'alla Leopardi, insomma. ;)

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  5. Hai toccato un tasto dolentissimo! Perchè da una parte è una cosa che mi infastidisce quando lo fanno gli altri, probabilmente perchè spesso sono quelli che hanno letto un classico uno, in genere russo, e credono così di essere a posto per tutta la vita ("Ma come, non hai mai letto Delitto e Castigo?"), ed è una cosa che mi mette ansia quando lo faccio io con me stessa :) Io sono quella che ha una lista di libri da leggere lunga modello Treccani, e ogni volta che le dò un'occhiata sono lì "Ma come, non ho ancora letto tutta Joan Didion, tutta Jeannette Winterson, Patrick Modiano che ha pure vinto il Nobel, la poesia, la POESIAAAAAAA!!"
    Ora sono arrivata a un punto di maturità (??) per cui leggo quello che mi pare, abbandono i libri che mi annoiano senza remore, e se qualcosa non l'ho ancora letto è perchè sono un essere umano con una vita sociale e il tempo non è infinito!
    Insieme a questo, anche il fatto che vorrei leggere tutte le nuove uscite, un po' per tenermi al passo anche per il blog, ma sono sempre indietro perchè se le leggi tutte le nuove uscite che ti interessano non leggi i mille mila libri in Lista... insomma, non se ne esce più!
    Comunque, iniziato ieri l'ultimo di McEwan in lingua originale (lui lo amo talmente tanto che voglio leggere le parole che ha scritto davvero lui, non quelle tradotte) ed è, ovviamente, bellissimo.

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  6. A posto! Io sono una di quelle che non hanno letto. Potrei farmici la targhetta da appuntate in bella vista sul petto! Alla fine ho smesso di rispondere sul perché non ho letto e, qando mi si pone la classica domanda, inspiro profondamente e altrettanto profondamente espiro assuendo la beata espressione di una beota... Lasciando l'interlocutore a decifrare che vorrà dire. Nel caso di snob logorroico le mie orecchie si chiudono e intercettano solo blablabla... Si campa meglio, fidati! 😝 Simo

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  7. Riassumendo, come disse Massimo Troisi: io sono uno a leggere, loro sono miliooooni a scrivere, mentre leggo un libro ne hanno già scritti altri milioni...
    Inutile dire che sono d'accordo con te, anche se spesso vengo preso dalla frenesia di colmare le lacune. Mi confronta pensare a un grandissimo insegnante che, una volta in pensione, mi ha parlato con entusiasmo della sua ultima scoperta "Le confessioni di un Italiano" che aveva sempre desiderato leggere senza averne il tempo o l'occasione. Ho capito grazie a lui che la lettura non è un percorso da completare, anzi non lo completeremo di certo, ma tanto vale divertirsi lungo la strada.

    P.S. scusa il pasticcio per editare... :-)

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  8. Ormai ho rinunciato a leggere tutto. Non mi basterebbero dieci vite. In compenso, mi sforzo di leggere, magari in lingua originale, quello che riesco a procurarmi, in versione kindle, anche autori fuori moda, come Max Pemberton o François Mauriac. Penso che anche gli autori più distanti da noi possano insegnarci qualcosa, in positivo o in negativo. Qualcosa di Philip K Dick l'ho letto, ma non ho mai affrontato Tolkien, né Coe, né Ewan o Modiano. So che non mi devo disperare. Prima o poi magari troverò in biblioteca qualche libro degli autori ancora per me sconosciuti e lo leggerò, in traduzione. So anche che molti scrittori alla moda mi deluderanno, ma so che leggerli è quasi un dovere. Purtroppo mi capita spesso di vedere i difetti di opere celebrate, anche quando le apprezzo nel loro insieme, e di trovare insoliti meriti in testi sottovalutati. Spero che non sia sintomo di un precoce invecchiamento.

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  9. Concordo con te; ognuno è libero di scegliersi il percorso letterario che vuole, approfondendo le cose che ama, l'importante è leggere. Tuttavia, proprio perchè non tutti i libri sono uguali, credo anche che esistano dei libri che definiscono il "canone" della letteratura, perlomeno per come la intendiamo in occidente.
    Si può non leggerli, ma tali rimangono; perchè indipendentemente dal gusto personale segnano il modo di scrivere e di intendere la letteratura.

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