sabato 14 marzo 2015

Sir Terence David John Pratchett (e la Salani.)

Terry Pratchett. Cristo, Terry Pratchett. Sir Terence David John Pratchett. Quell'autore meraviglioso, mai abbastanza prolifico, che ha lasciato orde di lettori piangenti un paio di giorni fa. Quel genio che ci ha regalato il Mondo Disco, quel tipo col cappello strano cui va il record di scrittore più rubato nelle biblioteche inglesi. Il fiero proprietario di un cervello meraviglioso cui pochi anni fa è stata diagnosticata una forma rara e aggressiva di Alzheimer precoce.
È uno dei miei autori preferiti, lo dico senza dubbi. Gravita sul mio personale Olimpo degli eletti insieme a Neil Gaiman. È un sentimento diverso da quello che porto a Jane Austen, perché adoro lei e le sue storie, ma non vorrei mai abitare i mondi che racconta. Non vorrei mai vivere in Inghilterra tra '700 e '800, anche se può essere divertente ricreare qualche situazione. Piuttosto passerei la vita nella mente di Pratchett e di Gaiman, per poter assistere alla nascita di ogni nuova idea brillante, vederla lottare per acquisire una forma definita e utilizzabile, diventare luogo, personaggio, regola dell'universo.
La notizia della morte di Terry è stata un colpo pesante, e non credo che riuscirò a guarirlo senza due-tre teglie di biscotti. Almeno. È il mio modo di affrontare i problemi, fare i biscotti. Credo sia un misto di profumo, consistenze e bei ricordi. Dovrò trovare qualcuno cui rifilarli, perché questo è un colpo da tre impasti.
Ma non mi sto neanche avvicinando al tema del post. Tentenno, e ne ho ben donde.
È brutto che un lutto sia sporcato dall'offesa. Ma Terry Pratchett è un autore cui non è stata resa affatto giustizia, in Italia. I suoi libri sono stati pubblicati a sprazzi, senza alcuna promozione, negli ultimi tempi con copertine orrende, quasi di nascosto dai lettori.
Pubblicazioni discontinue, volumi ultimi di una saga spacciati per romanzi singoli, e giustamente incomprensibili per chiunque non abbia letto le puntate precedenti. Secoli di distanza gli uni dagli altri, una decina di pagine mancanti in Streghe all'estero (le ragioni sono ancora ignote), un'edizione piena di errori e sbavature in All'anima della musica!. In ultimo, la mancanza di una comunicazione degna alla morte dell'autore. La scomparsa di Pratchett è stata trattata con un ritardo di ore sui profili facebook e twitter della Salani, e in modo assolutamente insufficiente. Una foto dell'autore, data di nascita, data di morte, citazione, fine. Nessuna spiegazione, una lista di opere, una descrizione del genere, la citazione dei premi e della perfezione che ha saputo raggiungere. È strano incolpare un'intera casa editrice, però in questo caso non so esattamente con chi prendermela. Con chi ne gestisce i social media o con chi ha scelto di affidare questi strumenti importantissimi a qualcuno che evidentemente non è in grado di gestirli?
In realtà non ha molto senso prendersela per una cosa del genere, è anche parecchio volgare additare l'altrui reazione – anche quell'altrui si riferisce a un'impresa – alla morte di qualcuno. Però è stata una reazione così scarna e insufficiente che mi è sembrata la perfetta continuazione del rapporto che la Salani ha deciso di intraprendere con Terry Pratchett. Uno degli scrittori più famosi al mondo, in cima alle classifiche dell'universo, decine di romanzi... sprecato. Così orrendamente sprecato. Ne avevo già chiacchierato nel lontano 2013, nel post Ma che vi ha fatto Terry Pratchett?, perché non sono mai riuscita a trovare un senso al comportamento della Salani. Che senso ha tenere i diritti per Pratchett, se poi non lo pubblichi, o se lo pubblichi male? Sembra quasi un cosciente tentativo di disaffezionare i fan di Pratchett.
E mi rendo conto che io non mi sto comportando meglio. Terry Pratchett era un genio e a due giorni dalla sua morte io sto dando addosso alla sua casa editrice italiana, piuttosto che puntare l'attenzione sui suoi libri, che pure per me hanno significato così tanto. E se penso alla voce secondo cui stava scrivendo una continuazione alla serie di Tiffany – che comunque qui è stata tranciata al terzo volume. Grazie, Salani. - mi viene da piangere, e da evocare il Signor Porta per chiedergli spiegazioni.
E poiché non sto rendendo minimamente giustizia né all'uomo né allo scrittore Terry Pratchett, mi riprometto di scrivere più avanti di ciò che ha scritto. Sento quasi di averlo usato come pretesto per parlare male della grande editoria nostrana. Eppure... non lo so. Vorrei che la casa editrice cui i suoi lavori sono stati affidati lo trattasse degnamente. Le sue opere, se non lui, se lo meritano. E se lo meritano pure i lettori che lo adorano, e quelli che non l'hanno ancora incontrato tra le sue pagine.


11 commenti:

  1. Ho scoperto Terry Pratchett nei miei anni formativi, quando ormai grandicella cercavo qualcosa al di fuori della famiglia per definirmi, per capire chi ero. E ho trovato Mondo Disco, che è un disco su quattro elefanti che stanno sopra una tartaruga, la Grande A'Tuin. Ho assimilato molto della filosofia di Pratchett: che il mondo è molto peggiore e molto migliore di quello che crediamo, che il modo migliore per affrontare un problema è rimboccarsi le maniche, che non ci sono eroi ma ci sono persone che fanno del loro meglio, che non bisogna avere paura della morte, che bisogna credere nelle cose che non esistono per renderle reali, che le storie aiutano a vivere ma bisogna vivere nel mondo vero.
    Quando tutti mi dicevano che dovevo crescere perchè alla mia età non si possono leggere i fantasy come se fossero un libro vero, mi ha insegnato che non si è mai troppo grandi per amare quello che si ama.
    Mi ha aiutata a diventare la persona che sono, e per questo la notizia della sua morte mi ha colpita tantissimo anche se sapevo che sarebbe successo più prima che poi.

    E concordo sull'atroce comportamento della Salani nei suoi confronti.

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    1. Ti chiedo il permesso di utilizzare parte del tuo messaggio quando condividerò il post su fb. Davvero, è perfetto. E' quello che spero di riuscire a esprimere nel post che dedicherò a Terry e non al modo in cui è stato trattato. I suoi libri sono così pieni e profondi che possono dirsi veramente etici e filosofici, eppure pieni di risate. Terry ha insegnato così tanto e a così tanti, e in così tanti modi diversi...

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    2. Asslutamente, non c'è nessun problema. Ci ho messo due giorni prima di riuscire a tirare fuori un pensiero di senso compiuto, perchè mi sento davvero come se fosse morto qualcuno che conoscevo di persona. Suppongo sia una delle innumerevoli prove del suo genio.

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    3. Penso che sentirsi colpiti così intimamente dalla morte di qualcuno che non si è mai visto dica tanto.
      I biscotti mi hanno un po' guarita, però... cristo, Pratchett.

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  2. Non mi sono neanche curata di guardare come Salani abbia gestito la notizia della scomparsa. Ovviamente male come ha gestito i suoi libri. Ma i lettori sapevano. È successa una cosa strana, a poche ore dalla scomparsa i lettori sapevano, lettori inglesi che avevano informato quelli italiani, in un tam tam veloce che si arricchiva ad ogni passaggio di ricordi e citazioni.
    Forse è la prova che quando un autore è Grande arriva al cuore dei lettori. Nonostante tutto. Nonostante persino il pessimo trattamento dell'editore.

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    1. Ammetto la mia malafede, avendo già il dente avvelenato sul trattamento di Terry sono andata a controllare la sera stessa, trovando quel minimo che ho trovato. Pure tornando su fb adesso, non si trova altro sul tema.
      I lettori hanno saputo subito, sì. Ero su fb e ho visto la sua foto e ho capito ancora prima di leggere la notizia, che è rimbalzata ovunque, dalla pagine della BBC a quella del Corriere a quella di una radio inglese a quelle di case editrici che non hanno nulla a che vedere con la Salani, ma di cui fanno parte persone cui interessano i libri.
      Difficile che Terry manchi il bersaglio, una volta che hai il libro in mano. Però quel libro deve arrivarci, e c'è pure il rischio che sia il libro sbagliato. Se avessi letto All'anima della musica! senza aver letto i libri prima, considerando che non era indicato da nessuna parte che è un seguito, probabilmente l'avrei giudicato incomprensibile e non mi sarebbe piaciuto. Come prendersi a calci nelle rotule da soli, dal punto di vista editoriale.

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  3. Quoto ogni singola parola. Secondo me in Salani non l'hanno mai letto davvero o se l'han fatto non l'hanno mai capito.
    Non riesco a darmi nessun'altra spiegazione al loro atteggiamento, che per chi ama i libri di Pratchett è del tutto incomprensibile.

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    1. Mah, dubito pure io che quelli che ci stanno adesso l'abbiano mai letto. Pare che peschino a caso un libro dalla pila per pubblicarlo, le poche volte che lo pubblicano. Ed è un continuo, enorme, insoluto punto interrogativo.

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  4. Autore di culto, non sapevo della sua scomparsa e di come si era comportata la Salani. Mi dispiace.

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  5. Sono d'accordo con te.
    Su tutti i fronti.

    Non sono ancora riuscita a dedicargli un post, ancora non me ne capacito!
    C'era ancora così tanto da scrivere e da scoprire!

    Qualche biscotto mi farebbe bene..

    Camilla

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  6. Nella notte tra il 12 e il 13 marzo scorso mi è capitato questo, che copio dalla mia pagina FB:
    " Mah... stavo sistemando i miei libri e mi sono resa conto che ho lasciato a metà la divisione per ciclo del grande Terry, quindi ho sistemato alcuni libri lasciati lasciati in giro e volevo raccogliere quelli del ciclo delle Guardie e per comodità ho aperto google per trovare la bibliografia velocemente (c'è tra i miei files, ma chissà dov'è)... e mi sono trovata a leggere la notizia della morte del Maestro... Lo rileggerò, come omaggio al suo genio! Mi auguro che la Grande A'Tuin raccolga i suoi atomi e la Magia delle Ramtop lo faccia reincarnare su Mondodisco... così che si possa divertire per l'eternità nel suo mondo preferito!"
    Questo appena letta la notizia... e sono tuttora affranta perchè per poter leggere le opere che non conosco ancora devo aspettare che una casa editrice si decida a farle tradurre e magari mettere in circolazione oltre al cartaceo anche il digitale (visto che siamo su Terra nell'anno 2015!)...
    Mi consola un poco sapere che sono in buona compagnia e che c'è chi riesce con grande vigore a dire quello che va detto ai dirigenti attuali della Salani: anch'io sono convinta che nessuno di loro abbia letto e/o capito Terry Pratchett!
    Ti saluto e ti ringrazio per quanto hai espresso, riportando due tra le citazioni di Terry Pratchett che ho trovato significative:
    Stories of imagination tend to upset those without one.
    Fantasy is an exercise bicycle for the mind. It might not take you anywhere, but it tones up the muscles that can.
    E, ovviamente, quella che ho nel cuore:
    "So much universe, and so little time."
    e la sua parafrasi "Così tanti libri, così poco tempo".

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