martedì 24 febbraio 2015

Confessioni librose* #2

Ebbene, buongiorno.
Nella foto che potete ammirare qui a destra – mio padre mi ha passato un suo vecchio telefono comprensivo di fotocamera. Il progresso tecnologico è nelle mie mani da un paio di giorni e già ho la memoria piena di foto di gatti scattate ovunque. Tremate, felini. - ho voluto rappresentare la pila di libri finiti nei mesi scorsi di cui ancora non ho chiacchierato qui sul blog. C'è di tutto, da Anne Rice alla Ferrante, a St. Aubyn ai Wu Ming, da Neri Pozza a Einaudi, da gotico a graphic novel. Di tutto.
E io che faccio, se non rimandarne ulteriormente la disquisizione?
È passato, quanto?, un anno e mezzo da quando mi sono “confessata” per la prima volta, con un post intitolato Confessioni librose. Ho forse rimediato ad alcune pecche, nel frattempo? Manco per idea. Niente recupero dei classici italiani, tutt'altro. Ancora niente Joyce nella mia libreria, niente Foer, né Dickens ad adornarmi gli scaffali.
In compenso ho scoperto nuove “pecche”, o per meglio dire, allergie da ammettere. Perché non esiste il lettore perfetto, né l'autore perfetto. Non possiamo amare indistintamente tutto ciò che è meritevole, e questo l'ho dimostrato abbandonando Rumore bianco di Don DeLillo, autore americano che io stessa avevo proposto per il gruppo di lettura dal quale sono vergognosamente sgusciata via.
Ordunque, vediamo.

Virginia Woolf, siediti accanto a Joyce e insieme fate spazio a Proust. Non siete voi, sono io. Io che non ho interesse a scavarvi dentro, che non sopporto il flusso di coscienza, che ai moti interiori prediligo la trama, che leggo per disfarmi della miseria umana e non per annegarci. Scusatemi, voi tre, teste coronate di una letteratura che mi addormenta. Spero che le cose cambino col tempo, che i miei gusti si affinino, che la mia mente si faccia acuta e permeabile, spero un giorno di aprire un vostro libro per poter scandagliare con gli occhi a capocchia di spillo le vostre parole, e trarne piacere.
Per adesso, mi spiace, credo sia il caso di non vederci più.

Classici americani. Oh, i classici americani. Hemingway, London, Steinbeck. Voi tre. Curioso che vi tiri in ballo, perché ho letto un libro di London e uno di Steinbeck, e sarebbe assurdo negare che dopotutto li ho grandemente graditi. Eppure c'è qualcosa che mi respinge. Quel senso di affaticamento, di scoramento, la perdita della speranza, l'assenza di prospettive. La sconfitta, ecco, il senso di sconfitta che traspira dalle pagine. Il “non c'è nient'altro”. Forse viene dalla Grande Depressione, ma proprio non riesco ad approcciarmi a quei libri che, lo so benissimo, meritano di essere letti. Spero di riuscirci, in futuro, lo spero davvero.

Quei temi di cui non riesco a leggere perché fanno di me frattaglia piangente. Non sono molti, ma davvero mi respingono. La seconda guerra mondiale, in particolare il tema dell'Olocausto. La schiavitù dei neri in America. Qualsiasi libro che abbia a che fare con una gravissima emarginazione, con la repressione violenta, con razzismo e omofobia, mi inaridisce dentro. Il che mi è assai problematico, perché vorrei davvero leggere Manituana dei Wu Ming, solo che parla dei nativi americani, e io conosco bene la storia dei nativi americani, abbastanza per sapere che la lettura mi farebbe un male tremendo. Dilemma, tremendo dilemma.

E poi? Non mi viene in mente nient'altro, ma direi che questi punti possono ben bastare. Spero di leggere confessioni parimenti esplicite e letterariamente invalidanti nei commenti. Chessò, qualcuno che ammette di non riuscire a leggere scrittori francesi perché gli ricordano con disgusto di baguette sotto l'ascella.

*Sono a conoscenza del fatto che il termine "libroso" abbia tutto un altro significato. Ebbene, ho coscientemente deciso di infischiarmene, perché mi piace di più usato in questo modo. La semantica non è statica, se ne farà una ragione.

40 commenti:

  1. Ooook. Dunque, parto con DeLillo. Proposto anche io per il gruppo di lettura, uno di quegli autori che ero SICURA che mi sarebbe piaciuto, tanto che a occhi chiusi ho comprato Underworld. Ebbene, com'è finita? Che le prime 35 pagine di Rumore bianco le ho lette 3 volte, e dico 3, e non sono andata oltre. La prima volta ho letto senza prestare attenzione, la seconda ho cercato – invano – di rimediare alla prima lettura distratta e la terza? La terza ho capito che non faceva per me, sbadigliavo di continuo. E poi, confesso, non ho mai finito la lettura di Emma della Austen. L'ho sempre lasciato a metà, seppur conosca bene la storia.
    E poi, che dire? Ho odiato con tutta me stessa Sostiene Pereira di Tabucchi, ma questo lo avevo detto già da altre parti e quindi non è una vera confessione, e non mi è piaciuto per niente La casa degli spiriti della Allende. Che ci posso fà? Non ho visto l'ora di terminarlo, una noia senza pari. Forse ho anche saltato delle parti, leggendolo, dato che ricordo pochissimo della trama.
    E poi vabbè, mi ero ripromessa (nel 2014) che avrei recuperato alcuni classici che ho voglia di leggere e di riprovarci con Emma ma... Nulla è cambiato. E a questo punto nel 2015 faccio un po' come mi pare, tanto i buoni propositi non li rispetto mai. Sic.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A me viene da pensare che in un altro momento DeLillo mi sarebbe piaciuto. E' un po' il rischio dei gruppi di lettura, dopotutto.
      ... a parte il fatto che io e te l'avevamo proposto e io e te ci siamo defilate xD Smacco smacchissimo.
      Peccato per Emma, è il mio preferito, ma ammetto che parte lentissimo, non sono in pochi ad abbandonarlo.
      Tabucchi mi è proprio un "boh" °^°
      Io non mi sono data grandi propositi, spero giusto di leggere qualche "imprescindibile" e soprattutto di ampliare la conoscenza di autori che già gradisco, tipo McEwan o Roth.

      Elimina
  2. Io già dissi la mia all'epoca. E mi sa che sono rimasto quanto prima pure io! XD https://ilmeleto.wordpress.com/2013/07/09/confessioni-libresche/

    RispondiElimina
  3. Vediamo, le mie confessioni librose... Mi vergogno molto, ma non sono mai riuscita ad andare oltre le dieci pagine di Anna Karenina, sebbene sia sempre nella mia top list dei classici da leggere XD. Non ho mai finito nemmeno Cent'anni di Solitudine, per quanto lo ritenga bellissimo, dopo un po' mi respinge: mi viene il mal di testa per il suo sperimentalismo stilistico, anche se penso rappresenti una svolta per la letteratura post-moderna. Altre cose, Ulisse di James Joyce, sebbene abbia letto più volte gente di Dublino e Il ritratto dell'artista da giovane, Ulisse non l'ho ancora letto e non mi viene mai voglia di leggerlo. E, anche io ho una certa repellenza per la Woolf. Ho letto parecchi libri e non mi convince: non sa costruire una trama, è molto brava a mostrare situazioni, ma una trama in sé non è in grado di portarla avanti.
    Ecco le mie confessioni =)
    Ciao!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anna Karenina mi è stato spoilerato proprio sulla scena finale, non so se riuscirò mai a leggerlo. Non ho mai letto nemmeno Cent'anni di solitudine, credo che finirà nelle prossime Confessioni.
      Non so se sia una questione di capacità, per quanto riguarda la Woolf, ho letto soltanto un suo libro e non è che mi sia spiaciuto, però l'ho trovato "tutto lì", proprio per la preminenza dell'interiore sulla trama.
      ... a Joyce sono proprio allergica, invece T_T

      Elimina
  4. Ciao credo che la lista di persone cha abbiano letto tutta la Recherche senza problemi sia davvero corta detto questo...io amo lo stile di Proust ma non sono mai andata oltre a "Dalla parte di Swann" perchè tutte le volte vengo colta da riflessioni un po' come l'autore con quella benedetta tazza di te e le sue dannatissime madeleine. Prima o poi ce la farò anche se credo che cercherò un'altra edizione e forse se ritenterai te lo consiglio...Non ricordo più le parole esatte del commesso della Feltrinelli riguardo alla Bur ma l'espressione di certo mi è rimasta impressa...e dato che Proust tende a non essere troppo scorrevole conviene scegliersi una bella traduzione. O leggerselo in lingua originale ( oddio forse ho esagerato!)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi sa che ne farò ampiamente a meno del tutto xD
      (O forse tra qualche anno mi vergognerò di aver parlato in questi toni di Proust, chissà. Per adesso, non mi attira per niente.)

      Elimina
    2. La lettura è un piacere...fanne serenamente a meno di Proust! Io ho amato alla follia "Ulisse" di Joyce perciò nel suo caso non riesco proprio a dirtelo ehehehe

      Elimina
  5. Paco Roca! Mi sento vicino a te, avendo quello delle sabbie sul comodino. E qui chiudo l'off topic, perché la mia grande vergogna è di avere lasciato a metà (ma con il segnalibro ancora dentro) Gormenghast di Peake. Un libro bellissimo, scritto benissimo, ma che procedeva a a 10 pagine alla settimana, quando andava bene.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Le strade di sabbia mi è piaciuto tantissimo, pure più di Rughe *__*

      Elimina
  6. Beh dai...direi che non sono proprio confessioni tragiche!!! ^^ Tranne DIckens...ok, scusa ma io lo amo e quindi lo consiglio sempre a tutti *-* (sono andata a leggere la puntata prima e ho visto che ti hanno consigliato Grandi Speranze, non so se ti è piaciuta o meno la sua prosa ma io non te lo consiglierei...meglio Oliver Twist che è un po' più leggero se sei all'inizio, io però amo David....).
    Le mie confessioni??Oh...ci sono un sacco di romanzoni che non ho ancora letto tipo Guerra e Pace, Via col vento, Il conte di Montecristo ma arriverà per tutti il loro momento, non mi preoccupo più di tanto!!La mia challenge personale di quest'anno ne comprende molti!! ^^
    Ah..però una confessione ce l'ho da fare: non mi piace Dostoevskij...ho letto Delitto e Castigo anni fa e purtroppo niente, mi hanno detto di riprovarci anni dopo e ora mi sto torturando con I fratelli Karamazov, per fortuna con un gdl, e faccio veramente fatica....lo trovo terribilmente pesante!!!
    Concordo sulla Woolf, ho preferito i suoi saggi rispetto ai romanzi!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dickens ancora non l'ho approcciato ma rimane in lista. Più che a Grandi Speranze, pensavo al Circolo Pickwick. Speriamo, via.
      Non ho ancora letto nemmeno Tolstoj, Via col vento mi respinge perché la Mitchell racconta la storia dal punto di vista del sud schiavista e onestamente mi sta un po' tanto sulle scatole. Montecristo è in listissima *__*
      Dostoevskij non lo sopporto. Ho tentato Delitto e castigo e l'ho mollato a metà, ho letto Le notti bianche giusto perché era breve... cioè, scrive bene, niente da dire, ma cheppalle. E non è un "cheppalle" letterario, è proprio per i suoi personaggi che son sempre a lagnarsi e lamentarsi. De gustibus, però veramente...

      Elimina
  7. Confessiamoci dai.
    L'ho letta in qualche commento precedente e rincaro la dose, odio Isabel Allende.
    Odio molte scrittrici donne in realtà: Oriana Fallaci, Elsa Morante, ... Odio è una parola grossa, diciamo che mal sopporto la cosiddetta "scrittura al femminile". Amo Agota Kristof però, e me l'ha confermato da poco. Anche Magda Szabò potrebbe piacermi, ma non vorrei che mi deludesse.
    Poi... Una decina di anni fa non ho apprezzato Il giovane Holden, ma forse potrei ricredermi.
    D'Annunzio e Wilde non li sopporto e li ho malamente abbandonati, mentre non ho mai letto Jane Austen. Ebbene sì.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono io quella della Allende! Abbracciamoci.

      Elimina
    2. Io la Allende prima o poi voglio provar... no, che dico, l'ho letta! Me n'ero dimenticata xD Giusto Eva Luna e Eva Luna racconta, però. Vorrei provare qualche romanzo, magari.
      Io non riesco a concepire l'amore per la Fallaci, anni fa ho preso in mano un suo libro a casa dei miei nonni, ho iniziato le prime pagine e l'ho richiuso appena sono arrivata alla parte delle bombe sulle moschee. Grazie, Oriana. Magari no.
      Wilde mi piace, a D'Annunzio non m'azzardo ad avvicinarmi. Il giovane Holden mi è piaciucchiato come libro, ma cristo quanto non sopporto Holden xD
      Non ho chiarissimo cosa si intenda qui per scrittura al femminile °^° tipo chick-lit o tipo... boh?

      Elimina
    3. Yeee, abbracciamoci.
      Mmh boh, io l'associo a delle tematiche più che altro: amori a lieto fine, gelosie e rivalità, invidia e vendetta... Cose da latte alle ginocchia.
      La Fallaci era un po' isterica per i miei gusti e parlava prima di pensare, solo per esercitare il suo diritto alla libertà, soprattutto negli ultimi anni...

      Elimina
  8. Dai una chance a Manituana! È doveroso. Sei la prima persona che sento dire che ha abbandonato DeLillo, io devo ancora provarci!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sicuramente finirò per leggere Manituana, proprio senza dubbio. Però starò malissimo T_T

      Elimina
  9. La darei una possibilità alla Woolf, però. :))))

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho letto La signora Dalloway, e non è che mi abbia fatto schifo... però non è stata neanche una lettura che mi abbia invogliata a riprendere altra Woolf. Non fa per me, temo.

      Elimina
  10. Tutti abbiamo le nostre preferenze, e aggiungerei per fortuna, altrimenti il mondo sarebbe di una noia mortale! Ad esempio io ho percepito un fastidioso senso di vuoto leggendo Il grande Gatsby ed i personaggi di Lolita mi hanno irritata da subito.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io Gatsby ce l'ho sul comodino che mi aspetta, spero mi piaccia.
      Lolita non sono proprio riuscita a finirlo, mi dava i brividi.

      Elimina
  11. Non toccatemi la Woolf che la amo troppo per non mettermi a cianciare di lei! XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non oso, tranquillo xD
      Ma guarda, ne riconosco il valore letterario, solo che proprio non mi attira.

      Elimina
  12. Se dovessi confessare tutto come dice anche Nereia, potremmo star qui dei mesi. Quello che ci accomuna è che dopo "la casa delle bambole" scritta da una prigioniera ebrea, letto a quindici anni, mi sono detta "No grazie, non me l'ha prescritto il medico, saprò tutto dell'olocausto senza per questo dover leggere altri resoconti". Concordo che ci sono dei libri che proprio non servono al lettore, ma ti consiglio, come accenni anche tu nel post, di lasciare per alcuni la porta aperta. Con l'età e l'esperienza potresti ritrovarti ad apprezzare alcuni dei titoli che oggi non ami. Buona serata,
    Simona

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La porta è meglio lasciarla sempre aperta, però forzarsi su libri che non piaceranno mai, o di cui ancora non è arrivato il momento... io un po' ci spero, che prima o poi mi vengano a piacere certi scrittori che qui dileggio. Però fino ad allora non mi ci avvicino, ecco.

      Elimina
  13. ah, figurati, sai quanti must io non riesco proprio a mandare giù? a parte che sono esattamente come te, quando vedo libri che l'olocausto, il razzismo, la miseria, il dolore, la guerra, la morte, blabla io non ce la faccio. non mi interessa proprio se sono capolavori, io non li sopporto. i classici mi mancano praticamente tutti, lolita mi ha fatto orrore, ho dato via memorie di adriano, la versione di barney e tenera è la notte. e ho praticamente tutto quello che è stato pubblicato della kinsella, e mi piace parecchio.
    diciamo che più che confessarmi, lo ripeto, leggo perché mi piace e leggo quello che mi piace, come diceva qualcuno il verbo leggere non sopporta l'imperativo ^^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io ci sto malissimo con quei libri T_T Cioè, è giustissimo sapere e conoscere, è anche un segno di rispetto nei confronti di chi ci è passato, però immergersi nelle dirette sofferenze di un personaggio... madonna, non ce la faccio proprio.
      La versione di Barney mi è piaciuto un sacco ç0ç però moltissimi si fermano all'inizio perché per la prima parte Barney è insopportabilissimo.
      Se posso azzardare un consiglio, non mi chiuderei troppo ai classici, certi meritano un sacco e sono meravigliosamente leggeri. Tipo I tre moschettieri, ecco.
      Ma giustissimo leggere ciò che piace u_u/

      Elimina
    2. ah, dumas l'ho letto! e mi è anche piaciuto! e non solo lui, diciamo che non precludo mai nulla, di classici un po' li ho letti, ma mi manca tanto ancora...

      Elimina
  14. Carinissime queste confessioni!
    Anch'io non sono fatta per il trio Proust, Woolf, Joyce o, ancora peggio, non ho mai avuto il coraggio di accostarmici. A scuola non mi hanno obbligata a leggerli (al liceo ho fatto francese, ma di Proust abbiamo letto solo qualche brano) e il terrore del flusso di coscienza mi ha tenuto mille miglia lontano.
    Per i tre americani invece non saprei, il loro stile mi piace assai, di London ho letto parecchio, invece gli altri due... Se devo leggerli li leggo, anzi, "Colline come elefanti bianchi" di Hemingway è tra i miei racconti preferiti di sempre, però... Non è che senta l'esigenza di rileggerli. Non mi è mai capitato di tornare a casa alla sera e dire "Ho proprio voglia di riprendere in mano Addio alle armi". E un po' me ne vergogno.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' un trio evitato da tanti xD
      Mah, la Woolf non mi è proprio dispiaciutissimissima, però non è neanche che mi piaccia. Joyce mi ha addormentata come non mi era mai successo prima. Una cosa impressionante.
      Ma perché vergognarsene? A parte il fatto che almeno li hai letti xD
      Non so come mi accosterò a Hemingway. Di Steinbeck ho adorato La valle dell'Eden, però non mi viene da leggere altro di suo... cioè, sono così deprimenti T__T Mi tolgono veramente la gioia di vivere.

      Elimina
  15. Proust l'ho letto, a fatica (ha dei periodi chilometrici che ti costringono a riprenderli da capo per ricordarti di quale fosse il punto di partenza).
    Sono passato a L'uomo senza qualità di Muisl che mi ha mostrato la totale inadeguatezza nel tentare la lettura di un romanzo (?) che presuppone delle basi (filosofiche?) e una capacità di decifrazione che non ho.
    Ora, per completare il tutto, sono all'Ulisse.
    Il flusso di coscienza non è semplice da seguire (uso un eufemismo), ma se riesci a "entrarci" ha un che di affascinante.
    Flusso a parte, vi sono alcuni capitoli del libro complicatissimi da comprendere (anche le innumerevoli note al testo mi hanno aiutato solo in parte).

    p.s. il prossimo sarà un Topolino Disney :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Uhh Joyce e Musil T_T
      Immagino sia un mio limite, però proprio non mi riesco a concepire l'immersione in una lettura faticosa, a meno che non la si approcci con spirito di studio.

      Elimina
  16. Quanta verità! E quanto sarebbe più stimolante la scuola italiana ( e lo dico da figlia di una prof. di italiano.. ahi ahi ahi... ;-) ), se anzichè sviscerare pezzo a pezzo i testi si leggessero tutto d'un fiato e poi si chiedesse ai ragazzi di esprimere LIBERAMENTE la loro opinione.
    Concordo pienamente con te: si può non amare Virginia Woolf o Hemingway, senza per questo voler sminuire la portata del loro valore letterario a livello mondiale. Semplicemente, gli scrittori scrivono per un'esigenza loro di raccontare qualcosa, e noi leggiamo.
    Quello che noi percepiamo dipende non soltanto dal valore di ciò che è stato scritto, ma da come siamo noi, dalle nostre diecimila sfaccettature, da quello che stiamo vivendo in quel momento esatto.
    Può darsi che rileggendo un libro a distanza di anni, lo troviamo improvvisamente "nostro" anche se prima era stato classificato come indigesto.
    Possiamo amare incondizionatamente un autore e poi restare con l'amaro in bocca perchè una delle sue storie stranamente non ci ha trascinato come le altre.

    E' il bello della scrittura e della lettura, presumo.

    Io sono una gran divoratrice di libri (classici inclusi), e tanto per citare un pilastro della letteratura italiana quando lessi al liceo Il Fu Mattia Pascal mi piacque da morire. Inutile dire che quando poi, parlando con un amico assolutamente digiuno di letture (uno che se legge un libro in cinque anni è grasso che cola) gli sentii dire che aveva adorato Uno Nessuno Centomila la mia prima reazione è stata: DEVO leggerlo.

    Morale della favola, giace nella mia libreria da quindici anni, accantonato tre volte dopo altrettanti tentativi di lettura. :-(

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Guarda, se dovessimo inoltrarci sui metodi di insegnamento della letteratura in Italia, credo che non basterebbero mille post per sbrogliare la questione. Sarebbe bello se si avesse almeno la possibilità di apprezzare l'opera, prima di doverla studiare. Sarebbe bello se i programmi potessero sfaccettarsi e andare incontro ai diversi studenti, e magari essere ampliati qui e tagliuzzati là. Tant'è.
      Io credo che dietro al gradimento di un libro - o di un tipo di musica o di film - ci sia sempre una risonanza interna. Cioè, ci piacciono i libri che riescono a farci suonare dentro determinate corde, che se ce le abbiamo bene, altrimenti niente, sarà per un altro libro. Banalmente.
      Mi spiace essermi rovinata dei libri scoprendone i finali prima di scoprire che mi sarebbero anche potuti piacere. Ora sono più attenta in questo senso. Sigh.

      Elimina
  17. Hemingway sarà pure stato un genio, ma se avesse dovuto basarsi sui miei acquisti per campare sarebbe morto di fame: non mi piace per nulla e "Verdi colline d'Africa" è l'unico libro che, pur avendolo preso e ripreso in mano diverse volte, non sono mai riuscita a finire. Una noia mortale! London invece mi piace, pure nella sua veste meno nota di esperto di boxe. E scavando nella memoria, mi pare proprio di non aver mai letto nulla della Woolf. Di Joyce, invece, ricordo persino alcuni passi dell'"Ulysses" in lingua originale fin dai tempi delle superiori: credo che uno psicologo non esiterebbe a definirlo trauma irrisolto... :-D
    Vado un pochino meglio coi classici italiani: da "I Promessi Sposi" alla "Commedia" (che adoro in ogni sua parte e concordo nel definire Divina), passando da "Uno, nessuno, centomila" e le altre opere pirandelliane (che mi piacciono moltissimo) agli scritti di Sciascia, ho adorato "Il nome della rosa" di Eco - che mi è piaciuto molto di più del pur bellissimo film - e letto con interesse alcuni libri della Fallaci. Sono una lettrice piuttosto "onnivora", devo dire, anche se forse la mia predilezione - almeno a giudicare da ciò che poi recensisco sul blog - va alle storie autobiografiche di donne dalla vita incasinata, con spiccata propensione ai temi sociali (guerra in Cecenia, schiavismo... Sto sul leggerino insomma!).

    RispondiElimina
  18. Confesso: non ce la faccio con la Nemirovsky. Tutto questo analizzare la sua famiglia mi viene a noia, è più forte di me. Condivido la tua opinione sulla Woolf, ho letto "La signora Dalloway" per conoscenza personale ma non mi ha comunicato nulla. Secondo me a volte poi bisogna anche trovare il periodo giusto per leggere certi libri, io ho iniziato tre volte "Anna Karenina" a distanza di tempo prima di riuscire a finirlo (e la terza volta l'ho amato)... ma penso anch'io che se un libro non ci fa risuonare niente sia inutile intestardirsi.

    RispondiElimina
  19. Ecco i miei imperdonabili cestinamenti: Herman Hesse e il suo Siddharta , non immaginavo che un libro così piccino potesse essere così noioso, non sono proprio riuscita a finirlo!! Anche io con la Woolf non ho avuto grosso feeling: ho finito Le onde solo perchè era parte di un programma di esame. Dai romanzi russi rifuggo perchè temo di non reggerli, ma in effetti non c'ho mai provato!
    Ah, ho mollato anche Il rosso e il nero di Stendhal e Douglas Adams con la sua improbabile guida galattica! :(
    Siate clementi con questa povera peccatrice!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ah, ho anche trovato Stoner di una inconcludenza snervante (ma almeno lui l'ho letto fino alla fine!)

      Elimina