sabato 31 gennaio 2015

Italia sì

Ammetto che non mi sono mai sentita particolarmente predisposta alla letteratura italiana. Se proprio dovessi dare una connotazione regionale al mio sentire bibliofilo, adotterei come patria l'Inghilterra senza neanche pensarci troppo. Non saprei spiegare perché e per come, è solo che la sento più mia.
C'è stato un periodo, piuttosto lungo, in cui sono stata non dico proprio allergica ai libri figli di autori italiani, ma poco ci mancava. Diciamo che di fronte a uno scrittore nostrano nicchiavo, ponderavo, storcevo il naso, mi ripromettevo di informarmi meglio. Non si trattava di una mera questione di gusti, ma di sfiducia. Ero un po' vittima – e carnefice – del peso di tutti quei “in Italia si pubblicano solo i soliti noti che ormai non hanno più nulla da dire”, dei “in Italia gli editori pubblicano solo aria fritta”, “in Italia non si va più in là di Volo e D'Urso” etc. Probabilmente la sensazione mi era stata instillata da ripetute delusioni, da scelte poco avvedute. Ciò non toglie che fosse un'accozzaglia di vergognose boiate, e che sarebbe bastato voltare appena il viso da uno scaffale all'altro per trovare eccelse perle. Ma, dicevo, era una sensazione che non riuscivo a togliermi di dosso quando si trattava di scegliere la mia prossima lettura.
E quindi?
C'è che da qualche tempo mi sono ritrovata a leggere un bel po' di autori nostrani, e a puntare l'occhio con sempre maggiore attenzione sulla sezione Letteratura Italiana della biblioteca. Sul mio comodino, nella mia lista di libri da leggere, nella pila traballante accanto al computer figurano un sacco di scrittori made in Italy. Oddio, magari non proprio “un sacco”, ma la percentuale è ben rilevante, confrontata al quasi nulla di pochi anni fa.
E dunque in questo post vorrei riuscire a elencare, seppure coi miei modi un po' spiegazzati, quegli autori che sono riusciti a invertire la rotta delle mie scelte bibliografiche. Scrittori che consiglio, insomma, non proprio al di là della provenienza geografica. Qualche nome per ricordare che un po' di spacciaparole buoni ce li abbiamo anche noi, via. Risolleviamo l'amor patrio, almeno letterariamente.
Di Stefano Benni parlo regolarmente, quindi mi limito soltanto a farne il nome.
Elena Ferrante l'ho scoperta da poco, e sto facendo del mio meglio per non gettarmi sul suo ultimo libro, il capitolo finale della quadrilogia iniziata con L'amica geniale. La meraviglia. Punto.
La settimana scorsa ho divorato I romagnoli ammazzano al mercoledì di Davide Bacchilega, e mi pare giusto farne cenno. Non l'ho ancora recensito, quindi cercherò di tratteggiarlo brevemente: pochi personaggi che si rimbalzano la palla della narrazione, uno più fuso dell'altro, i fili della trama che li avvicinano poco a poco, prima impercettibilmente e poi tutto di colpo. Un po' Guy Ritchie, se mi si vuole passare l'analogia cinematografica.
Ormai dei Wu Ming parlo un giorno sì e l'altro pure. Perdonatemi l'assidua ripetizione, ma anche se ho letto soltanto due dei loro libri, ormai li adoro. Senza scampo. Qui e qui per le recensioni.
Nonostante l'abbia letto già da un mesetto, non ho ancora trovato il momento giusto per recensire Morte di un uomo felice di Giorgio Fontana, senza dubbio una delle letture migliori dello scorso anno. Il fatto è che si tratta di un libro che merita una certa concentrazione, e che gli si dedichi quel po' di tempo che adesso non saprei dove trovare. Un magistrato che indaga sulle brigate rosse all'inizio degli anni '80. Un uomo e basta. Una meraviglia di libro, veramente.
Poi ci sono i tre cavalieri dell'urban-fantasy italico, di cui chiacchiero assai spesso, e di cui trovate le interviste più in alto nell'apposita sezione, corredate dei link alle varie recensioni. Aislinn, Luca Tarenzi, Francesco Dimitri. In tre a sostenere e dare dignità a un intero genere.
Francesca Diotallevi ha pubblicato soltanto un libro, finora, ma non vedo l'ora di ritrovarmi innanzi un suo titolo in libreria, a sorpresa, che Le stanze buie mi era piaciuto un sacco.
Virginia de Winter, il cui pseudonimo potrebbe invero trarre in inganno, e della cui (meravigliosa) quadrilogia Black Friars ho chiacchierato qui e qui.
L'immancabile Fabio Stassi, di cui giusto oggi cantavo le lodi a mio padre. Autore per
Sellerio di L'ultimo ballo di Charlot e Come un respiro interrotto, e per minimum fax di La rivincita di Capablanca. Ne ho chiacchierato pure qui, dopo aver avuto la tachicardica gioia di presentarlo durante un festival letterario.
Fabio Bartolomei è un altro di quegli scrittori che tengo costantemente d'occhio, non sia mai che mi possa sfuggire una sua pubblicazione, fosse anche la dichiarazione dei redditi. Sta per uscire un film tratto dal suo primo libro, Giulia 1300 e altri miracoli – il film si chiamerà Noi e la Giulia, e io lo attendo trepidante – e spero che la stessa sorte tocchi anche a La banda degli invisibili e We are family, letture meravigliose.
E poi? E poi basta. Non che non ci siano altri scrittori italiani che mi piacciono, solo che certi dovrei andare troppo indietro a cercarli, e mi sembrerebbe di barare, visto che è un post dedicato a un cambiamento di rotta piuttosto recente. Ho lasciato fuori anche un sacco di autori che mi sono piaciuti ultimamente, ed è stata una cernita feroce e dolorosa. Non volevo che il presente post diventasse un'accozzaglia disordinata di “libri che mi sono piaciuti”, volevo scrivere una lista di titoli che “Ah, non ti piacciono gli scrittori italiani? Sicuro? Con questi ti ricredi. Vai, mi ringrazierai poi.”
Una lista così, insomma. Che poi ne sia scaturita comunque una disordinata accozzaglia è un altro discorso.

8 commenti:

  1. Forse l'avevo già accennato in qualche mio commento, già sono ripetitiva XD, ma io ho un grosso problema di diffidenza verso la letteratura italiana, contemporanea e non....per questo non leggo neanche romanzi di autori esordienti, lascio stare prima di far rimanere male qualcuno.
    Eccezione però per Francesca, ho avuto anche io il piacere di leggere il suo libro, l'ho amato *-*, abbiamo gusti molto simili da lettrici e mi ha fatto un sacco piacere farlo!
    Mi è piaciuto Il deserto dei tartari di Buzzati, Sostiene Pereira di Tabucchi e Io non ho paura di Ammaniti, ho letto anche Eco ma non è che mi faccia impazzire....insomma letture molto comuni...
    Certo la Ferrante e Wu Ming sono nella mia wishlist e ho altri libri da leggere ma faccio davvero fatica ad avvicinarmici.
    Quest'anno farò lo sforzo di leggere di più ma sarà dura, io leggo principalmente letteratura inglese e insomma..è quello il mio posto ecco.!

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  2. Come ti capisco, anch'io ignoravo gli autori italiani fino a qualche anno fa, ora invece ho imparato a fidarmi e ho trovato delle vere perle! Oltre a quelli che hai citato tu ho amato Michela Murgia (soprattutto "L'incontro"), Fabio Genovesi di cui per ora ho letto solo "Esche viva" ma progetto di leggere altro, Loregana Limone con la saga iniziata con "Borgo Propizio", e poi Giorgia Roggeri con "il profumo selvatico del ginepro"! Per ora non me ne ricordo altri ma di sicuro ci sono, spero di fare altre belle scoperte quest'anno.

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  3. Io mi sono aperta agli italiani da poco, un paio di anni, ma devo dire che la lista degli autori che mi piacciono è sempre molto corta, soprattutto se la confronto con quelle degli altri Paesi... diversi nomi li hai già citati tu, Benni, Stassi, i Wu Ming, vorrei leggere Elena Ferrante ma c'è qualcosa in tutta la faccenda che mi blocca... staremo a vedere... :-)

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  4. Anch'io in genere sono abbastanza titubante nei confronti degli autori italiani contemporanei (o quasi): troppi libri sul mercato, pochi quelli veramente interessanti (e difficile trovarli, in mezzo al mucchio.)

    C'è un autore però che adoro: Dino Buzzati. Mai letto niente di lui? Nel caso ti consiglio La boutique del mistero (è stata prima recensione che ho pubblicato sul mio sito, se ti interessa la trovi qua) :)

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  5. Io ho sempre adorato la letteratura italiana contemporanea e, a differenza di quanto scrive Alessandro Cocco qui sopra di me, sono riuscita a trovare nel pentolone alcune opere veramente valide. Mi piacciono molto i gialli metropolitani (Biondillo, e Cassani), mi piace Ammaniti e, per cambiare genere, sto apprezzando moltissimo l'astro nascente Valentina D'Urbano, secondo me bravissima. Ma potrei citare molti altri autori validi: Paolo Giordano, Melania Mazzucco, Silvia Avallone (anche se il secondo romanzo non mi è piaciuto molto) e, fra i "mostri sacri", Pinketts, Benni (che tu stessa hai nominato) e l'ormai onnipresente Andrea De Carlo, con i suoi personaggi odiosi ma lo stile impeccabile. Italia sì, quindi. Anzi, parlando di letteratura, Europa sì! :)

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  6. Io non ho mai avuto particolari pregiudizi sugli autori italiani, quindi sono felice che anche tu ora gli stia dando una chance :D Anche io apprezzo molto Benni, ad esempio; e molti degli autori di cui parli sono nella mia lista "da leggere" :)
    E anche io attendo impazientemente il nuovo libro di Francesca Diotallevi *-*

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  7. Fino a qualche anno fa snobbavo la nostra letteratura, ho partecipato ad un challenge che prevedeva la lettura di libri italiani. E lì mi sono dovuta ricredere. Oggi leggo in prevalenza italiani. Abbiamo autori e scritture di grande qualità.

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  8. Ma come non parlare dei Wu Ming? Che tra l'altro sono persone stupende. Come? Hai citato un sacco di roba bellissima (: La Ferrante, beh, io ho letto "I giorni dell'abbandono" e sinceramente non mi è piaciuto moltissimo, però una chance alla quadrilogia la do assolutamente. Comunque io segnalo ance volentieri Mari, Tabucchi e De Luca!

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