venerdì 26 settembre 2014

On writing di Stephen King

A ben vedere non è che io abbia letto moltissimo di Stephen King, anzi, giusto una manciata di libri. Certo, mi sono piaciuti un sacco, ma sempre una manciata restano, e trattandosi di un autore sorprendentemente prolifico, si tratta della proverbiale goccia nel mare. Ha senso, dunque, leggere On writing prima ancora di leggere It, Shining, la serie de La torre nera e gli altri capolavori del Re?
Forse no. Però lo cercavo e l'ho trovato. Conseguentemente l'ho letto e, com'è giusto che sia...
Sì, On writing di Stephen King, tradotto (meh) da Tullio Dobner e edito da Sperling e Kupfer nel lontano 2001. E fuori catalogo.Saggia scelta editoriale, visto che c'è mezzo mondo che lo cerca. Quando l'ho chiesto in prestito a un'amica ho visto qualcosa spezzarsi nei suoi occhi, mentre mi pregava di averne cura. Da brava Lettrice ho avuto pietà e ho ritratto la richiesta, prendendolo in biblioteca. E... beh, ora ne voglio una copia mia. Da risfogliare ogni tanto. Sento che ne avrò bisogno.
On writing non è un manuale di scrittura, anche se è pieno di consigli utili. È un po' autobiografia, un po' libro sui libri in generale. In sostanza King ha risposto alla domanda che nessuno gli ha mai posto, perché sono domande che si fanno a scrittori di letteratura seria, d'alto calibro, passabili di Nobel. E non sono certa che questa parte sia stata tradotta al meglio, perché King parla di domande 'sul linguaggio'. Ma via, presunzione di innocenza e andiamo avanti.
King parla della sua infanzia, della sua famiglia, di quanto amasse leggere. Del suo amore per i film dell'orrore di serie Z, del chiodo sulla parete della sua stanza al quale appendeva le lettere di rifiuto che gli arrivavano dalle riviste cui sottoponeva i suoi racconti. Parla dei suoi studi, dei suoi tentativi, di quando ha vissuto con la moglie e tre figli piccoli in una roulotte, la stessa in cui ha scritto Carrie, il grande best-seller, il suo primo romanzo. Parla anche di come arrivano le idee, o meglio, di come le cose si mescolano nelle teste degli scrittori per diventare situazioni dalle quali si sviluppa una storia. Parla della sua Musa, che è un tizio burbero e silenzioso. Della sua avversione – a mio dire eccessiva – per gli avverbi, della sua preferenza per un'esposizione cronologicamente lineare, opposta all'inizio 'in media res' che oggigiorno usa tanto, e che personalmente preferisco.
King è preparato e onesto. Ammette la fatica, ammette il bisogno di un pubblico, di un riscontro. Ha trasformato la moglie Tabitha nel costrutto semiotico del Lettore Ideale. Riporta esempi, correzioni, ancora esempi.
E dice che l'unico modo per diventare scrittori è scrivere, leggere e allenarsi. E che non è un lavoro per tutti. Lo definisce un lavoro, un lavoro amato, ma sempre un lavoro. Non tenta di scrollarsi di dosso la nomea di mestierante che certi critici gli hanno affibbiato, preferisce vestirla come una giacca scomoda. Similitudine che gli farebbe storcere il naso, stando a quanto ho letto.
Chi non conosce King farebbe bene a leggersi almeno Carrie. E chi già lo conosce, non può non leggere anche On writing. Soprattutto chi è rigonfio di velleità letterarie. Davvero, è utile forte. Ma buona fortuna con la ricerca...

23 commenti:

  1. Che destino inglorioso e immeritato che Stephen King sia, seppur con questo solo titolo, fuori catalogo!

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    1. Vero? E non è neanche un libro che cercano solo gli appassionati di King. A me piace molto, ma non è uno dei miei preferiti, solo che è un gran bel libro sulla scrittura e... mah. Rinuncio a capire come certe chicche possano finire fuori catalogo. Su internet l'ho visto in vendita a 200 euro >_>

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  2. On Writing è bellissimo, ricordo ancora l'azzeccatissima metafora sulla cassetta degli attrezzi.
    Sempre di Stephen King ed anch'esso purtroppo fuori catalogo, vi è anche il saggio sull' horror anni '50 - 80 in tutte le sue forme, una vera chicca.
    Athenae, purtroppo On Writing non è l'unico libro di King fuori catalogo.
    In questo triste catalogo vanno inseriti anche Ossessione, Unico Indizio La Luna Piena e Danse Macabre. :-(

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    1. E sui fossili :D
      Ora voglio anche il saggio T_T
      ... tristezza per gli altri libri fuori catalogo.

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  3. È fuori catalogo!? E io che confidavo di comprarlo alla prima occasione! Certo, in fatto di non averne mai vista una copia in libreria poteva essere un indizio...

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    1. Io l'ho cercato per un annetto buono, ogni volta che passavo per una libreria. Poi ho provato a capire perché non riuscissi a trovarlo e, ehm.

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  4. Amo King e ho amato questo libro *__* Purtroppo, come te, ho dovuto prenderlo in biblioteca dopo averlo a lungo cercato e vorrei tanto possederne una copia mia ç__ç Ricco di spunti e utili consigli per ogni scrittore, è anche una raccolta di esperienze di vita e aneddoti che ogni amante di King dovrebbe possedere, mannaggia!

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    1. La rabbia espressa con un 'mannaggia' ha tutto un altro sapore xD
      Sì, è uno di quei libri che ci vorrebbe e basta, non da tenere in casa, ma proprio a portata di mano.

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  5. Molto bello, cose come il chiodo a cui appendere le lettere dei racconti rifiutati mi sono rimaste parecchio impresse.
    E' sicuramente un must per chiunque si interessi alla scrittura

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    1. Quella delle lettere è famosa, una delle poche cose di King che già conoscevo. Non sapevo che avesse fatto l'insegnante o della sua infanzia disgraziata. O del suo odio per gli avverbi xD
      E dire che a me piacciono ;__;

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  6. Ciao,

    ho conosciuto "On writing" per puro caso qualche anno fa, avendo la fortuna che un mio amico me ne prestasse la versione in lingua originale.

    Mi ha lasciato sensazioni contrastanti. La prima parte, quella strettamente autobiografica, mi è sembrata troppo lunga e autocelebrativa (ok, Stephen: ce l'hai più lungo) mentre ho apprezzato gran parte della sezione dedicata alla scrittura.

    C'è da dire che i saggi sulla scrittura in lingua inglese vanno presi con le molle, in quanto a volte si riferiscono a costruzioni linguistiche che non trovano corrispondenza in italiano (ad esempio, da noi si condannano gli avverbi, mentre negli USA la gogna sembrerebbe destinata più ai gerundi, come sostiene il celebre Elements of style).

    Di certo ho apprezzato il fatto che King non abbia illuso l'aspirante scrittore, sebbene i metodi di preparazione da lui consigliati implicherebbero almeno sei ore di tempo libero al giorno, cosa altamente improbabile per un pinco pallino con un affitto da pagare.

    Alcune conclusioni mi son sembrate un po' troppo superficiali (il 20% da tagliare?!) altre, come la condanna dell'abuso di forme verbali passive, dovrebbero essere stampate a chiare lettere e posizionate accanto al computer/quaderno di lavoro.

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    1. Ciao :D
      Io ho apprezzato assai la parte autobiografica. Non la vedo come un mero - e molto americano - 'ce l'ho più lungo' ma come una spiegazione del perché ha iniziato a leggere, perché ha iniziato a scrivere, quanto di schifo ti può andare mentre tenti etc. Poi deh, è King, ha un sacco di buoni motivi per tirarsela. L'unica parte che non ho gradito è quella dell'incidente. Quella sì che l'ho trovata un po' troppo auto-celebrativa. Ma d'altronde è la sua vita, e sceglierà ben lui quali parti sono importanti.

      Ho apprezzato un sacco anch'io il fatto che non abbia voluto illudere nessuno. Ho apprezzato pure una buona parte dei consigli, dal 'cancella ciò che ami' al 'piazza il culo sulla sedia' al 'usa la prima parola che ti viene in mente', anche se in realtà non è sempre attuabile. Che poi King specifica anche che questi sono i suoi metodi, e ogni scrittore alla fine ha il suo. Però come linee guida ci stanno.
      E ora voglio una scrivania apposita ù_ù

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  7. Uh, è da un po' che non leggo King, ma questo mi interesserebbe. Ho appena visto che, per chi conosce l'inglese e ha un ebook reader, l'ebook si trova.

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    1. Pure io non lo leggevo da un sacco di tempo, Le notti di Salem l'avrò letto quattro anni fa, più o meno. Però è anche uno degli scrittori di cui mi ricordo le opere con più chiarezza, sarà la strizza che mi fa prendere ogni volta >_>
      L'ebook sì, 'cidenti. Io auspico un cartaceo.

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  8. Comprai On writing anni fa e devo avere ancora la copia cartacea da qualche parte in casa. Adoro King e non lascio mai passare troppi mesi tra un suo libro e un altro, ora aspetto l'uscita di Mr. Mercedes, prevista per il 30 settembre. Comunque, se qualcuno fosse interessato, potrei vendervi la mia copia di On writing.

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  9. Anch'io ho letto poco di King (It, Misery e 22/11/'63), ma ne ho sempre ammirato l'inesauribile vena creativa! On Writing forse potrebbe spiegarmi come fa a scrivere così tanto e così bene! Mi piacerebbe leggerlo, ma forse è più facile se prima recupero Carrie ;)

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  10. Non ho mai letto King. Vedo che On Writing è tra i libri più letti fra gli aspiranti scrittori, ma forse come autobiografia interessa poco, se non trova spazio sugli scaffali - e di King si trova praticamente tutto. Posso solo osservare come mi è già capitato di trovare il "discorso" di un autore più formativo di un manuale propriamente redatto. Non so se questo è il caso. Forse ciò vale fino a che non si scende sul tecnico; è probabile che ogni scrittore si soffermi troppo sul proprio approccio, che è necessariamente personale e non adatto a tutti.
    Fortunatamente in inglese si trova! ;)

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  11. Spero di non attirarmi colpi d'accetta addosso ma King scrittore non mi ha mai preso. Due volte ho provato a leggere qualcosa di sui (Shining e IT) e due volte ho lasciato perdere, però On Writing sembra proprio interessante! Proverò a procurarmi la versione inglese sperando non sia troppo difficile per me >.<

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  12. Ciao, leggo solo ora questa recensione, e mi cospargo il capo di cenere..
    Io sono uno di quelli che lo comprò appena uscito, all'epoca compravo qualsiasi cosa scrivesse il Re. Mi piacque una esagerazione, e quando, quasi 10 anni dopo, mi misi a scrivere il mio primo romanzo, la prima cosa che feci fu rileggerlo.
    Amo tutto di quel libro., ed a volte lo consulto quasi come un breviario.
    Trovo quasi sacrilego che sia fuori catalogo..
    Ciao.
    P.s.: la mia copia, al giusto prezzo, potrei anche venderla...
    Sai, ho tre figli che mi asciugano il sangue.... :)

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    1. Ciao Fabrizio, invero possiamo smettere di flagellarci per il sacrilegio, è stato ripubblicato da pochi mesi da Frassinelli :D
      Io non lo leggo da quando ne ho parlato qui, ma ogni tanto mi saltano in mente alcuni dei suoi consigli. E' davvero roba potente, anche se in teoria dovrebbe essere "solo" un manuale di scrittura.

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    2. Si ma un manuale di scrittura scritto dal Re.. :)
      Sono felice che abbia ano smesso il sacrilegio!!

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