lunedì 21 luglio 2014

Story-world permeabili, libri e universi alternativi

Stamattina mi hanno svegliata i tuoni e uno scrosciare intenso di pioggia. Il che sta a significare che da qualche parte c'è uno spirito elementale che mi vuole bene.
Ogni tanto mi chiedo se ci siano orizzonti che la scrittura deve ancora raggiungere. O guardare con sospetto, tenere a distanza, disprezzare MA riconoscere come possibili. Negli ultimi anni si sono assottigliate le differenze che i lettori sono soliti attribuire al rapporto tra romanzo e graphic novel. Non mi riferisco alla candidatura di Gipi al Premio Strega, che essendo il Premio Strega non può fare testo. Parlo piuttosto di quanto sia oggi normale sgusciare nel reparto fumetti in una libreria, o incontrare libri in una fumetteria. E degli sceneggiatori di fumetti che scrivono – o scrittori che sceneggiano fumetti, ecco.
E ancora,  mi interrogo sulle tendenze di quello che viene chiamato 'user generated content', ovvero i contenuti creati dai consumatori di un certo prodotto culturale su quello stesso prodotto. Per intenderci, fanart, fanfiction, fanvideo etc.
Ovviamente non è mia intenzione caracollare lungo un discorso serio e analitico, me ne mancano le competenze quanto le informazioni.
Quello che vorrei fare con questo post è lanciare il mio sasso in un enorme stagno e chiedere se, secondo voi, 'certi pattern' traspireranno anche nella narrativa come la intendiamo oggi.
Ad esempio, la struttura episodica di queste narrazioni, visive o letterarie, la vedremo prima o poi assimilata alle produzioni dei creatori stessi?
Voglio dire, prendiamo la serie di Hap e Leo di Joe R. Lansdale. È già episodica, ma ogni episodio prende un intero, e giustamente lungo, libro. Possibile che prima o poi Joe & Colleghi si metterano a scrivere storie brevi, lunghe una ventina di pagine, sui loro personaggi? Filler, spin-off, flash-forward o flash-back. Brevi racconti a sé stanti provenienti da uno stesso arco narrativo, che rispondano unicamente alla domanda 'come si comporterebbero questi personaggi in questa situazione?'. Putiamo caso, quale fan di Anne Rice non vorrebbe vedere Lestat, Louis e Armand giocare a D&D? Solo per il divertimento di vederlo succedere.
Un'altra cosa che potrebbe avvenire è l'Alternate Universe. Vedremo mai Hap e Leo prendere parte alle vicende di Game of Thrones, o alle vicende di un universo parallelo e alternativo, con un ambientazione politica e sociologica totalmente diversa? Anziché Hap e Leo, i duri che combattono la criminalità a cazzotti e battutacce, leggeremo mai di Hap e Leo – Adventure Time? Certo, mi riferisco a racconti che non avrebbero ripercussioni sulla trama principale, che non ne sarebbe neanche toccata.
Oppure.
Qualche tempo fa (qui) avevo chiacchierato degli universi narrativi. Ci sono autori che ne creano uno e continuano ad ambientarvi le loro storie, sviluppando l'universo libro per libro. Come il Mondo-Disco di Pratchett. Racconti su personaggi diversi in uno stesso story-world.
Ma, e se gli autori un giorno si telefonassero e si chiedessero se possono prendere in prestito quello story-world, ed eventualmente un personaggio? Non credo che l'effetto sia voluto, ma quando leggo Dimitri e Tarenzi ho l'impressione di trovarmi nello stesso posto, come se i loro cervelli avessero partorito lo stesso story-world. Non mi stupirei nel trovare Settala o Liàthan in un libro di Dimitri, e di certo mi farebbe piacere incontrare Temidoro o Dagon in un libro di Tarenzi. Sarebbe poi così inconcepibile, se i loro story-world scorressero in parallelo? Se uno scrivendo una storia iniziasse a tenere conto di quello che è successo nella storia scritta da un altro?
L'ultima cosa che mi chiedo se accadrà mai, è l'interazione tra personaggi di autori diversi. Sono cose che accadono spesso nello user generated content, e praticamente sempre negli universi Marvel e DC. Perfino un paio di volte tra gli universi Marvel e DC. Ci sono un paio di volumi di Deadpool in cui il bizzarro ed evidentemente psicopatico eroe passa dall'assassinare tutti i super-eroi Marvel al massacro dei classici della letteratura, da Moby Dick a Sherlock Holmes. Ha le sue ragioni, ovviamente, anche se non starò qui a spiegarle.
In sostanza, le barriere tra le diverse opere sono sottili, nel mondo del fumetto, e sono praticamente inesistenti nel mondo dei fan, dove il carburante è la fantasia dei consumatori.
Credete che la distanza tra le diverse opere finirà per mutare anche nel mondo più rigido e personale dei libri? Col tempo qualcosa inizierà a strabordare da un libro all'altro?
A ben vedere non so nemmeno io cosa mi auspico. Mi affeziono moltissimo ai personaggi che leggo, e ieri sono stata davvero contenta di ritrovare lo stesso Dagon di La ragazza dei miei sogni in Pan, come se mi fossi imbattuta in un vecchio – e irritante – amico in un posto in cui non mi sarei aspettata di vederlo. 
Quindi sì, sono cambiamenti che, fino a un certo punto, guarderei con favore. Fino a un certo punto, perché rimango convinta che la caratterizzazione dei personaggi così come è stata voluta dal legittimo creatore, dovrebbe essere sempre rispettata, e questo non è affatto condiviso dalla totalità dei fandom.
Voi che ne pensate?

8 commenti:

  1. La caratterizzazione dei personaggi dovrebbe SEMPRE essere rispettata, ma questo purtroppo non avviene spesso nemmeno dal passaggio tra diversi media {libro > film / fumetto}, figurarsi nel magico mondo mentale dei fan, purtroppo.
    Ora, sarebbe veramente fighissimo se - ho inteso bene? - esistessero delle opere che si incrociano tra di loro di diversi autori, e anche leggere di microgesta del nostro preferito; io leggendo GodBreaker mi sto chiedendo perché non posso leggere di altre cose che ha fatto Liathan, per esempio. A volte già si fa, ma sono casi molto rari e limitati o ai videogiochi o ai megaeventi che o vengono poi "annullati" nella continuity narrativa o sono proprio un evento generalmente piuttosto sul demenziale -soprattutto in Marvel-.
    Ora, io ho un'amica e "condividiamo" la stessa visione di generazione del nostro universo narrativo e sì, ogni tanto ci divertiamo a ipotizzare "questo si picchia con quello, quell'altra entrerebbe in scena così", ma penso che purtroppo in un contesto più grande e ufficiale fatto di marchi, case editrici, diritti... diventa piuttosto complesso da gestire. Basti pensare che anche se su carta gli X-men, Spiderman e gli Avengers si conoscono tutti, per diritti di altro genere non potremo MAi vedere Spiderman con gli X men e nei film Avengers non si può dire la parola "mutante".
    :3 spero di aver compreso bene il tuo post!

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    1. Sarebbe bello sì, adorerei leggere ancora di Liàthan&Co. Fossero anche storie brevi e ignorate dalla continuity, però... non so, alla fine ci sono personaggi divertenti con cui si vorrebbe passare più tempo.
      Più che di case editrici e diritti mi viene da dire che si tratta soprattutto di abitudine. Non la vedo tanto una cosa difficile da gestire, dopotutto, si tratta di contenuti culturali, non c'è nulla di 'materiale', ecco.
      Mi pare assurdo che non vedremo mai insieme Spidey e gli Avengers. Anzi, mi pare proprio impossibile. Come faranno, quando dovranno fare i film della Civil War, che mi pare se ne sia pure già parlato? O_o
      (Certo che hai compreso bene xD)

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  2. Sono del parere che alla fine non ci sarebbe nulla di male: ogni autore è unico, quindi se prendesse "in prestito" un personaggio non suo, in qualche modo finirebbe per renderlo una sua "creazione", anche inconsciamente.
    Molte persone si irritano, o peggio, quando di un romanzo (ciclo, saga, ecc) viene fatta la trasposizione per ottenerne un film o una serie: io sono convinta che sia un pregio rendere il materiale di partenza "altro". Per questo stesso motivo, non ho mai aspettative su un film, se ho già letto il libro da cui è tratto, oppure, se vedo prima il film (ebbene sì, faccio pure questo senza svenimenti o patimenti :P), non sono condizionata più di tanto, per esempio, dall'aspetto dei personaggi. Insomma, son molto duttile e cerco sempre di separare le cose.

    Ho apprezzato moltissimo l'idea di una scrittrice che adoro, Amélie Nothomb, che paragona i suoi libri a figli: lei dice di averli partoriti e di essere consapevole che in qualche modo essi poi diverranno autonomi. A quel punto, se un regista ne volesse trarre un film, per lei sarebbe come se il figlio-libro si sposasse, ed essere una buona madre equivale a non condizionarne le scelte.
    Be'... lei è una tipa davvero originale, ma in questo caso secondo me si rivela, piuttosto, saggia.

    Bel post!!! ^_^

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    1. Io mi arrabbio quando a una storia non viene data giustizia... cioè, quando non la si riadatta al media. Per fare un esempio, dei film di Harry Potter non me ne è piaciuto neanche uno, mi sono sembrati tutti dei riassunti scena per scena dei libri. Nessun tentativo di trasporre in qualche modo le risate, o l'ironia, l'atmosfera era... mah. Io le aspettative le avrei anche, ma di norma vengono disattese T_T Io sono anche duttile, vorrei che lo fossero anche i produttori/registi/sceneggiatori.
      Non sapevo di questa cosa della Nothomb... in realtà - mea culpa - devo ancora leggerla, non riesco a decidermi ò_ò
      Però sì, bel modo di pensarla.
      Grazie :D

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    2. In verità... non solo non ho visto i film, ma non ho neppure letto alcun volume della saga di HP :P
      Però, concordo con il fatto che spesso la versione cinematografica sia "sciatta" o bruttina, fatta magari per cavalcare il successo di un'opera o di un genere. E qui, infatti, sta il limite... non si tratta più di trarre o "creare" un prodotto artistico da un libro, ma molto più realisticamente, trarne un possibile guadagno.

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    3. Davvero? Mi permetto di consigliarlo con estrema possanza.
      (Once a PotterHead, Always a PotterHead)
      Coff, dicevo xD
      Io credo che quando una serie ha un certo impatto e il successo al botteghino è praticamente garantito, si finisce per dare poca importanza alla sceneggiatura, e di conseguenza, ci si ritrova con un film deboluccio. Alla fine, pur avendoli trovati davvero sciatti, sono sempre andata al cinema a vedere i film di HP >_>

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  3. Come è stato messo in luce, il problema principale, uscendo dal mondo dei fan, è il diritto d'autore. In linea di massima sono favorevole alla libertà A pensarci Sherlock Holmes contro Dracula mi faceva ribrezzo, poi l'ho letto e, caspita, era scritto bene, funzionava! A quel punto ho letto, edito sempre da Gargoyle, Sherlock Holmes e il morbo di Dracula ed ecco, no, proprio no.
    Quindi, fatto salvo il diritto d'autore, rimane la regola, credo, che in letteratura tutto si può fare, a patto di farlo bene.

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    1. Sherlock Holmes contro Dracula non ho avuto il coraggio di leggerlo xD Anzi, ben di rado riesco a leggere riadattamenti di questo tipo...

      >> in letteratura tutto si può fare, a patto di farlo bene.

      Vangelo!
      Io sinceramente spero che un giorno vorranno farlo, però. Non so quanto sia una questione di diritti d'autore e quanto di volerlo fare o abitudine al non farlo. Personalmente, appena noto nel libro di un altro qualcosa che anch'io ho inserito nei miei scribacchiamenti, comincio a pensare a come poterlo cambiare. Anche se in realtà mi piacerebbe se si creasse una specie di osmosi tra universi narrativi diversi... non so, sento che il mondo dei libri è molto più isolazionista rispetto a quello dei fumetti o alla fantasia dei fan. Però penso anche che la fantasia dei fan sia solitamente un preludio a quello che verrà dopo, quando magari i fan entreranno nell'industria culturale.
      ... forse. La sto lanciando un po' grossa, mi sa xD

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