domenica 19 gennaio 2014

Ciò che adoro in un libro - L'interazione non necessaria

Buongiorno!
Credo di aver scoperto – invero diverso tempo fa, ma non credo di averne già parlato qui, quindi mi predispongo a farlo – ciò che più amo in un libro. O in una qualsiasi opera di narrativa, dalla serie televisiva al film. A pensarci bene, da qualche parte avrò finito sicuramente per scriverlo. Su Facebook sicuramente. Ma via, dovessi averlo già detto, eventualmente ridonderò un po'.
Trattasi, dicevo, di una caratteristica capace – quasi – da sola di rendermi gradita un'opera di narrativa, con l'ovvio presupposto di personaggi ben caratterizzati, che dopotutto sono due aspetti che si costruiscono a vicenda.
L'interazione non necessaria. Ecco cosa adoro sopra ogni altra cosa. Mi rende lievi i buchi nella trama, mi distrae dagli eccessivi artifizi, mi fa 'OMMIODDIO guarda là!' quando mi imbatto in un'incoerenza potenzialmente fastidiosa.
Ora, per 'interazione non necessaria' mi riferisco ai dialoghi che non servono a nulla ai fini della trama, sono solo chiacchiere e divagazioni. Hanno la meravigliosa funzione, trovo, di farti conoscere meglio il personaggio, di spiegarti chi è attraverso il modo in cui si pone in una data situazione e con gli altri. Una cosa che mi fa spesso storcere il naso è trovare un personaggio descritto in un certo modo per poi vederlo agire in maniera del tutto opposta quando si trova in compagnia di altri personaggi. Mi viene in mente Charlie Asher, protagonista di Un lavoro sporco di Christopher Moore, un tizio incessantemente descritto come 'maschio beta', la cui timidezza e codardia vengono ribadite spesso ed esplicitamente e che tuttavia in più occasioni si mette a sputare in faccia al pericolo, a ribattere a serie minacce di morte con battute argute che gli varrebbero lo spappolamento delle rotule. Quale pusillanime reagirebbe così?
Poi penso ad Hap e Leo, protagonisti dell'adorata serie di Joe R. Lansdale. Due personaggi che si strutturano a vicenda, l'uno che mette in risalto i tratti caratteriali dell'altro, attraverso dialoghi divertenti e brillanti. A volte un po' ripetitivi, talvolta inutilmente volgari, ma that's the way I like it, perciò mi guardo bene dal lamentarmene. Senza tutte quelle chiacchiere immotivate non sapremmo quanto Hap disdegni in realtà la violenza, né potremmo gradire il lato analitico di Leo. Sarebbero due tizi badassi che sparano ai cattivi e nient'altro. Del tipo che potrebbero anche comparire in un film decente e tutto sommato guardabile, ma che non arriveresti a conoscere, figuriamoci affezionartici.
L'interazione non necessaria, dicevo, sono i dialoghi sul Mc Royal, sui massaggi ai piedi in  Pulp Fiction, la filosofia della mancia discussa all'inizio de Le Iene. In effetti Tarantino è maestro nell'interazione non necessaria. O nell'arricchimento di fattori non necessari ma 'santoddio quanto ci stanno bene' in genere nella trama dei suoi film.
In termini di serie TV, credo che la presenza/assenza di interazione non necessaria sia la motivazione principale che mi spinge ad adorare Sherlock (BBC) e a non reggere mezza puntata di Doctor Who.
Sì, lo so. Non mi piace Doctor Who. Non dico che sia male, non nego la fantasia di cui le storie sono intessute, non lo sto affossando... ma proprio non mi garba. Ho provato a guardare diversi episodi provenienti da diverse serie ma nisba, niet, nothing. C'è poco da fare. Spero di riuscire a reggere il fango che questa rivelazione getterà sulla mia reputazione.
Dicevo, Sherlock e Doctor Who. Non so se ne siete a conoscenza, ma i creatori sono gli stessi, Steven Moffat e Mark Gatiss. Eppure, adoro uno e mi annoia l'altro. Come mai? La risposta è di una semplicità disarmante, visto che è ciò di cui sto parlando da infiniti capoversi e che non avrebbe senso porre la suddetta domanda se la risposta non ricalcasse il tema del post.
In Sherlock l'attenzione è puntata in equilibrio fragilissimo sulle indagini e sul rapporto tra i personaggi. Anzi, nella terza serie il focus è il rapporto tra Sherlock e Watson. Ho amici che hanno disprezzato violentemente la cosa, io personalmente non posso fare a meno di apprezzarla. Per quanto mi riguarda, personaggi>trama. Sempre.
In Doctor Who, al contrario – per quello che mi ricordo, ma visto che ho guardato poche puntate e diverso tempo fa, possibilissimo che mi stia sbagliando – l'attenzione è puntata più sul sistema-ambientazione e sulle leggi che lo governano. Ricordo i dialoghi come fortemente contestuali, qualche apprezzabile scena sulla famiglia di provenienza di Rose e... beh, nient'altro che potesse farmi luce su 'chi' stesse vivendo quelle esperienze. Il fatto è che non riesco ad appassionarmi dell'assurdità di un particolare pezzo di universo, se non sono entrata in sintonia coi personaggi che lo stanno visitando. E senza dialoghi a caso... ecco.
Dicevo – chiedo venia per la lunghezza del post – che l'interazione non necessaria serve a costruire il personaggio, a caratterizzarlo, a farlo conoscere più a fondo. Però c'è un'ulteriore funzione, cui ho già fatto cenno. Non si tratta soltanto di delineare un personaggio, ma di raccontare implicitamente il rapporto tra i personaggi, che talvolta può essere il fulcro di un libro. È attraverso l'interazione che capisci come si sente un personaggio in presenza di un altro, cosa pensano l'uno dell'altro, se ci sono delle tensioni, sentimenti ed emozioni contrastanti... sono aspetti che se esplicitati in un 'X si sentiva in imbarazzo in presenza di Y per il fatto Z' non rendono niente, ma che in qualche battuta e in pochi gesti possono suggertirti il disagio e piantarti in testa la curiosità per quello che l'ha provocato.
Quindi... sì, interazione non necessaria.
Voi siete d'accordo? Quale altro aspetto trovate importante? Vi pare che io abbia messo insieme una sequela di banali scempiaggini?
Ho la netta sensazione che la risposta all'ultima domanda sarà un 'sì'.

Beh, buon compleanno di Edgar Allan Poe!

15 commenti:

  1. Capperi! Ora mi verrà di notare meglio questa cosa nei prossimi film che guarderò!
    Penso a un altro motivo per questo genere di interazione: rende i personaggi più verosimili e credibili, non esistenti in funzione della trama; ma ti dà anche il tempo di "digerire" la trama stessa, come la punteggiatura in un discorso che altrimenti sarebbe senza pause! Dimmi se sbaglio, è un'impressione...
    Carla

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    1. Sono d'accordissimo, i dialoghi 'casuali' possono farti tirare il fiato lungo la narrazione, magari abbassando la tensione.

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  2. Io adoro il Dr Who, come adoro Sherlock. C'è da dire, però, che la prima serie del Dr Who (quella che immagino abbia visto tu, che infatti parli solo di Rose che è fissa fino alla seconda serie) non mi ha convinta granché. Ho terminato la prima serie perché mi era stato suggerito di non dare un giudizio senza prima aver conosciuto Tennant.
    E infatti mi sono dovuta ricredere. Con Tennant –non subito però eh, non dalla prima puntata per intenderci– si scopre qualcosa sul Dottore. Chi è, da dove viene, perché agisce così, perché non possiede armi se non un cacciavite sonico. E con lui vengono poi approfonditi anche gli altri personaggi (anche se Rose resta sempre ai margini, se così vogliamo dire). Dalla seconda compagna del dottore in poi (in particolar modo con Amy Pond delle serie 5-7 ma adesso che mi ci fai pensare anche con Donna –4 serie– ci sono delle bellissime puntate che approfondiscono il suo carattere e il suo rapporto con il Dottore) le puntate cambiano radicalmente.
    C'è da dire, però, che è un tipo di serie tv completamente diverso da Sherlock, sebbene i creatori siano gli stessi. Cioè, io le guardo entrambe e no, non si possono proprio comparare anche per il target a cui sono rivolti.
    Anyway, sì be', chiaro che i dialoghi inutili siano importanti altrimenti ogni libro potrebbe essere composto da almeno la metà delle pagine. Se non ci sono azioni/reazioni in più rispetto a quelle strettamente necessarie allo sviluppo della trama i protagonisti sarebbero senza spessore, senza profondità. Credo.
    Questo vale per ogni cosa, anche per i film e le serie, ovviamente. Solitamente, serie tv quasi prive di trama che si sviluppa orizzontalmente (i mille Csi ad esempio o i Law and Order) puoi vederle quando vuoi, non devono necessariamente essere un appuntamento fisso. Io le vedo quando non ho nulla da fare, perché comunque il poliziesco è un genere che mi sconfinfera –ma solo nelle serie tv.
    E adesso scusami ma quando si parla del Dottore parto a manetta e per fortuna Blogger ha un limite di caratteri xD

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    1. Non so perché, ma ero certa che ti piacesse il Dottore ò_ò
      In realtà avevo visto qualche puntata della serie del 2005, poi visto che non mi piaceva mi è stato consigliato di guardare quella con Tennant. E non ha funzionato >_>' Che poi non dico che Doctor Who sia il male, solo che ho bisogno di tantatantantanta caratterizzazione per gradire una qualsiasi opera. E' il motivo per cui non mi piace nemmeno Guida Galattica per Autostoppisti. Forse è la possanza dell'ambientazione a rendere difficile il mostrare i personaggi come piace a me, non saprei...
      Ma se vogliamo discuterne oltre, dilungati quanto vuoi xD Apprezzo.
      Però... non so, non mi è facile trovare - specialmente nei film - dell'interazione non necessaria. O della 'buona' interazione non necessaria. C'è chi tenta di fare il verso a Tarantino inserendo dialoghi orridi e finto-badasso, ma l'interazione non necessaria non deve essere stupida o riempitiva.

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    2. Capisco se a qualcuno non piace il Dottore (nemmeno a mia madre piace), dico eh de gustibus, ci mancherebbe. La serie del 2005, comunque, credo sia la più brutta. Considera che volevo abbandonarla, l'ho terminata solo perché una ragazza che lavorava con me di cui ho immensa stima (insomma, cioè, Melania è una fottuta nerd, in fissa con Tolkien e Martin e Gaiman e i fumetti e va', io la lovvo) mi ha detto con sguardo scoiattoloso "Continua, a metà seconda serie ne riparliamo". E sì, be', forse dipende anche dal mio carattere. Nel senso che lei, conoscendomi, sapeva che mi sarebbe piaciuto. Comunque, il target inglese del Dottore è composto da tantissimi bambini. A quanto pare in Inghilterra è molto sentito, mi dicevano che gli attori che fanno il Dottore devono firmare un contratto particolare (tipo dove giurano solennemente di non farsi beccare ubriachi o a party discutibili mentre occupano il posto del Dottore) e per cui non mi stupisce che sia più leggera la caratterizzazione dei personaggi. Che poi, ecco, dipende. Sia dal Dottore che dalla compagna. E poi, va bene che io sono una dalla lacrima facile che si commuove per qualunque cosa, ma dalla metà della seconda serie in poi ho iniziato a commuovermi anche con il Dottore perché, alla fine, tra una puntata riempitiva e l'altra, ci sono delle puntate sulla vita passata del Dottore che... Cioè... Lacrimuccia.
      Ma, a parte ciò. Nei film l'interazione non necessaria (io li chiamo dialoghi inutili anche se non sono inutili) non ci sono (almeno non spesso) e temo dipenda dal tempo della narrazione. In effetti già in 2 ore scarse devi farci entrare tutto, se ci metti anche i dialoghi non strettamente necessari allo svolgersi della trama... Non so. I film puntano più alle immagini. Però forse in alcuni film di Woody Allen c'è qualche esempio di interazione non necessaria. Mi documenterò :D
      Le serie di cui parlavo (Csi e Law and Order), invece, non hanno dialoghi inutili perché sostanzialmente servirebbero davvero a poco. Forse prima non s'è capito perché le abbia tirate fuori xD Ne parlavo perché quelle sono serie dove non hai bisogno di essere affezionata al detective di turno, spesso per puntate e puntate e puntate non si scopre nulla di nessuno di quelli della scientifica. Cioè, ricordi i nomi giusto perché si chiamano ogni 30 secondi ma altrimenti... E infatti lì i personaggi sono spesso piatti. In poche parole, se non lo trasmettono non ne sento la mancanza, ecco. E se anche un personaggio va via, chissene.
      Solo che non tutti sono esigenti come me, come te. Basta pensare che libri come Uno splendido disastro hanno 5 stelle anche da lettori maturi e ti assicuro che Uno splendido disastro non possiede nemmeno le descrizioni fisiche dei protagonisti, pensa quelle emotive o caratteriali -.-

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    3. Tramite interazioni non necessarie che non siano "passami il sale" mentre sono a tavola poi? Insomma, per quelle tocca essere scrittori veri, mica pizza e fichi. Scusa l'aggiunta, è che ci ripenso come i cornuti xD

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    4. Soffro orribilmente T_T Avevo scritto una risposta lunghissima e mi è partita la connessione, cancellando il commento. Stupida pioggia.
      Comunque ;__;
      Guarda, consigliami una puntata del Dottore che credi possa catturarmi. Prova. Sarà il mio ultimo tentativo. Ma che non sia quella degli angeli, ne ho sentito parlare e temo che non dormirei per mesi. Comunque avevo provato anche la serie con Tennant, ma mi sa che sono durata meno di 4 puntate... zigh.
      A parte CSI e simili, mi viene in mente una puntata di Dr House che ho visto per caso qualche giorno fa... che va bene, non è un giallo, però anche se mediche, sempre indagini sono xD Dicevo, era una delle ultime serie ed era molto concentrata sul rapporto House-Wilson oltre che sul caso. Forse è una tendenza generalizzata perché ci sono segnali che il 'grande pubblico' gradisce vedere i personaggi interagire in modo serio.
      Ah, e Woody Allen lo sto guardando un sacco in questi giorni :D E sì, è l'esempio perfetto di interazione non necessaria. E i dialoghi sono stra-realistici, fa perfino parlare gli attori l'uno sull'altro, cosa che non capita mai *w*
      Non credo sia questione del tempo della narrazione, penso che registi e sceneggiatori scelgano cosa mettere in luce in una determinata storia, se i personaggi e il loro rapporto o la trama. Di solito vince la trama.
      ... che non è che la trama mi faccia schifo, ecco, però... non so, mi viene da pensare al film Hook, che adoro ancora oggi. E a Capitano Uncino che cerca di spararsi e a Spugna che gli fa da balia, a Peter che fa amicizia con i bimbi sperduti e a Campanellino che è innamorata di lui. Nessuna di queste cose è necessaria alla storia di base, a Uncino che rapisce i figli e a Peter che deve salvarli, però rende il film così bello ò_ò Se lo facessero al giorno d'oggi non ci sarebbe niente di tutto questo T^T

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  3. Bellissimo post! Mi trovi perfettamente d'accordo! Anche io nei libri e nei film cerco quel filo, talvolta fragile e sottile, che lega i personaggi. Non sopporto, invece, i rapporti stereotipati in stile Twilight, per fare un esempio: gente che si innamora al primo sguardo e senza un perche', amicizie consolidate dopo mezza giornata passata insieme, e via dicendo... Per me l'interazione deve essere prima di tutto realistica, e i rapporti hanno bisogno di tempo e pazienza. E comunque... Nemmeno a me piace Doctor Who!! - corre a nascondersi-

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    1. Eh, mi era venuto in mente Twilight ma ho preferito non usarlo come esempio, è troppo facile xD
      Io storco il naso un sacco quando leggo/vedo sconosciuti che si mettono a lanciarsi frecciatine come fossero nemici da chissà quanto tempo, giusto perché l'autore vuole mettere in mostra la propria sagacia. Cioè, magari non sono neanche brutte battute, però sono di un falso >_>

      >>Nemmeno a me piace Doctor Who!! - corre a nascondersi-

      Siamo reiette ç_ç

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  4. Questo aspetto che tu hai messo in evidenza per me è molto importante nei telefilm. Faccio un esempio The vampire diaries, ho iniziato a seguire questa serie poco tempo fa e la cosa che subito non mi è piaciuta è stata la mancata caratterizzazione di praticamente tutti i personaggi. Elena, ad esempio, è la protagonista (formalmente a parer mio, perché il telefilm andrebbe avanti senza di lei e non perderebbe nulla :P). Ok, cosa sappiamo di Elena? I genitori sono morti in un incidente, vive con la zia e il fratello, la sua migliore amica è Bonnie, ha lasciato Matt il suo ragazzo di sempre e scrive un diario perché vorrebbe divenire scrittrice. Stop. Cioè queste sono informazioni "base". Ma io vorrei sapere molto altro: cosa fa Elena nel tempo libero? Mica scriverà il diario in continuazione! Che so le piace andare al cinema? Odia il cibo piccante? Legge libri? Un'aspirante scrittrice e non l'ho mai vista leggere un libro. Ma si può?! Questo in realtà succede in molti telefilm adolescenziali tipo 90210, Pretty little liars (ma qui già c'è qualcosa in più). Continuo a seguire The vampire diaries (per ora) ma non riesco proprio ad affezionarmi ai personaggi e quindi non so per quanto reggerò il telefilm.

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    1. Di Vampire Diaries ho sempre sentito parlare malissimo, perciò non sno sorpresa xD
      Forse è anche per questo che ho adorato così tanto Una mamma per amica/Gilmore Girls. Cioè, i personaggi non facevano altro che chiacchierare, esplicitando i rapporti che avevano gli uni con gli altri in maniera perfetta.
      Mi facevano anche ridere un sacco le prime serie di Grey's Anatomy. Avevo cominciato a guardarlo perché mi faceva da antidoto contro l'insonnia (LOL) e le prime serie erano ridicole. I personaggi parlavano senza ascoltarsi e senza rispondersi. Ma veramente, era una cosa assurda. Sembravano monologhi alternati °__°

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    2. Te le indico random (ci sono anche Dottori diversi): serie 4 episodio 6, serie 5 episodio 10 (una delle mie puntate preferite), serie 6 episodio 4 (è stata scritta da Neil Gaiman). Sono tutte puntate diverse tra loro e solo quella della quarta serie ha David Tennant, le altre due sono con Matt Smith. Anyway, se ti interessa, nella puntata della quinta serie c'è Vincent van Gogh *__* che io, come s'è capito dalla faccina, amo assai.

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  5. Mai visto Sherlock e di Dr. Who ho visto tre puntate: le prime due e... boh, forse la prima della nuova serie? Ecco, quest'ultima l'ho trovata un po' noiosa e... non so, non mi ha preso. So che i pilot spesso sono inferiori al resto della stagione (e della serie), ma tant'è.
    Per me la trama è importante, ma capisco cosa vuoi dire. Se i personaggi riescono a emergere dalla pagina, passa tutto in secondo piano ed è come se di portassero a braccetto nel loro mondo. Hai giustamente citato Tarantino, ma lo stesso a volte esagera e dopo un po' stanca. Va bene la non necessarietà, ma bisogna stare attenti a che i brani della storia non diventino brandelli inconcludenti da far impallidire la barba tentacolare di Chtulhu. Se ci metti troppe distrazioni, uno perde il filo. Se la lettura diventa faticosa, uno è tentato di riporre il libro. Ci vuole una rotta. C'è modo e modo di tracciarla, partendo dalla trama o dai personaggi, ma nel dubbio ti direi che la giusta misura sta nel mezzo, con piccoli spostamenti a destra o a sinistra.

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  6. Sono perfettamente d'accordo con te!
    In effetti penso che a tutti i lettori piacciano le "interazioni non necessarie" come le hai chiamate tu, altrimenti non sarebbero lettori ;-)
    Però, al contrario di quanto hai scritto (spero di aver capito bene) penso che le descrizioni siano molto importanti, dipende anche dal punto di vista attraverso il quale si narra la storia. Se in prima persona per esempio, penso che le descrizioni possano sopperire a molte parole buttate lì a caso nei dialoghi, che a volte distraggono molto dalla trama. Spesso, dopo pagine e pagine di dialogo inconcludente, sbuffavo, dicendo: "Ma non hanno detto nulla!"
    Poi tutto, naturalmente, dipende dalla coerenza dello scrittore. Se un personaggio viene descritto in un modo e poi fa tutt'altro, allora c'è un problema di fondo.
    Comunque, complimenti per il blog!
    P.s. Sono una super fan di Sherlock e non sono mai riuscita a guardare una puntata di Doctor Who, nonostante ci abbia provato diverse volte!

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  7. Mi sono fatta fuorviare dal titolo e pensavo che per 'interazione non necessaria' intendessi interazione di te lettore con la storia. Una cosa del tipo "Ehy, EHY LETTORE CI SEI! Guarda come sono bravo a farti le piroette". E invece no, ma l'argomento è comunque interessante.
    In realtà è passato il concetto sbagliato che un dialogo debba sempre portare avanti la trama, e invece dovrebbe portare avanti la storia, anche attraverso l'approfondimento dei personaggi, perché i personaggi SONO parte della storia e il loro approfondimento ne fa parte. Hai fatto bene a scegliere Sherlock perché ha dei personaggi strepitosi e dei dialoghi da delirio *fangirleggia* che in effetti non tralasciano mai di aggiungere qualcosa, un dettaglio, che motiva i personaggi, che fanno succedere cose che costruiscono una trama. E non dialoghi che fanno andare avanti la trama e poi personaggi che dicono le battute, ma se fossero completamente diversi le direbbero comunque perché sono semplici meccanismi.

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