martedì 10 dicembre 2013

Piccoli scorci di libri, ovvero recensioni assai brevi e poco impegnative #30

Se una notte d'inverno un viaggiatore di Italo Calvino – Einaudi, 1979

Di questo libro avevo sentito parlare un sacco. Me lo sono trovato in diversi esami come rarissimo esempio di libro scritto in seconda persona, citato come narrazione assurda. So che tanti lo adorano e che alcuni non sono riusciti a leggerlo, perciò prima di avvicinarlo mi chiedevo come sarebbe stato per me. E beh, nonostante il primo attimo di confusione, mi è piaciuto veramente un sacco. Non che non conoscessi Calvino prima, che di baroni che rampano e di cavalieri che non esistono ne avevo letto anni fa. Però... ecco, questo è decisamente un'altra cosa.
C'è questo Lettore che prende questo libro in libreria. E con 'questo libro' intendo proprio questo libro, Se una notte d'inverno un viaggiatore. Ciao, quarta parete. Ti ho voluto bene. La storia, però, s'interrompe dopo poche pagine. Dev'essere una copia difettosa, quindi torna in libreria a farselo cambiare e, già che c'è, chiede informazioni sulla storia che stava leggendo, che pare non essere Se una notte d'inverno un viaggiatore, ma l'inizio di un altro romanzo. In libreria incontra la Lettrice, una che divora i libri, li adora, comincia a sommergerlo di considerazioni sui libri non appena lui si avvicina. Anche lei si era ritrovata con una copia difettosa, ed entrambi anziché farsela sostituire con Se una notte d'inverno un viaggiatore, decidono di farsi dare il romanzo di cui avevano letto l'inizio.
Solo che si trovano tra le mani un libro diverso. E il Lettore lo comunica alla Lettrice, si danno appuntamento per parlarne – che a lui più che del libro interessa la Lettrice, ma poco a poco inizia a interessarsi del mistero – e tra un incipit e l'altro ci sono gli incontri tra Lettore e Lettrice e quella specie di assurdo complotto che viaggia sul surreale e naviga verso l'assurdo, uno scrittore e un traduttore che...
Beh, è un libro strano. Originalissimo. Sperimentazione a secchiate, però... ecco, ci sono quelli fissati col voler innovare perché fa figo e tirano fuori delle robe illeggibili, pesanti, noiosissime. Calvino no. Calvino ti confonde e ti spiazza, però nel mentre ti sorride. È una conversazione tra amanti della lettura, è una storia dedicata ai libri e a chi li legge, a chi li scrive e a chi li edita. È una lettura bizzarra, ma che non si dimentica della gradevolezza necessaria al leggere.
Quindi ovvio che lo consiglio.
Anche se mi rimane l'irritazione di tutte quegli inizi di storie che non finirò mai di leggere, dannazione.

Apocalisse Z di Manel Loureiro – traduzione di Claudia Marinelli – Edizione Nord 2010, Edizione Tea 2012

Ho già chiacchierato un po' di questo libro, sia su Facebook che qui sul blog, nell'ultimo stiracchiatissimo post. Però volevo ancora dirne due parole, perché dopotutto avevo soprattutto ciacolato degli zombie e del perché non ho gradito davvero questa lettura.
C'è questo protagonista senza nome. Ha trent'anni, è un avvocato, è spagnolo, vive con un gatto di nome Lucullo in una villona rinforzata in un quartiere 'bene'. La prima parte del libro è composta dai suoi post sul suddetto blog, poi su quello che scrive su un diario che è riuscito a portarsi dietro. Essenzialmente l'intero libro è la storia delle sue varie peripezie e peregrinazioni da un nascondiglio all'altro in un mondo ormai invaso dagli zombie.
Ora, le mie critiche.
Il blog non è un blog. È un diario, non c'è nessuna interazione con l'esterno e il tizio si limita a riepilogare le notizie che trova in giro. Sarebbe stato interessante se fosse stato davvero un blog, se fossero stati riportati anche i commenti dei lettori o se il protagonista avesse scritto o fatto cenno ad altri blog. Invece no, è tutto un contorno e i suoi post sono... boh, proprio diari. Tra l'altro l'aveva aperto su consiglio dello psicologo per superare il lutto della moglie morta in un incidente due anni prima, ma della moglie parla tipo una o due volte e si limita a farne un vago cenno. Mah. Non saprei.
E la narrazione è troppo funzionale, davvero troppo.
E il protagonista è di una stupidità che stride col suo restare in vita. Nonostante sia chiarissimo che il rumore degli spari attira gli zombie, il geniaccio continua a sparare, pure quando non è minimamente necessario e potrebbe limitarsi a bastonate sul cranio o a trapassarli con un silenzioso e funzionalissimo arpione. La struttura è quasi sempre quella, c'è un attimo di pace, sparo, casino, fuga, pace. Eccheccavolo, una smorsicata se la merita.
I personaggi non ci sono. Cioè, ci sono degli attori, degli attanti, ma non dei personaggi. Né il protagonista né quei pochi che compaiono sono caratterizzati davvero. Non hanno carattere, sono proprio... mah. Quindi non lo consiglierei granché. C'è un po' di piacevole violenza, un gioioso massacro, si legge veloce. Non sarebbe male, se non ricalcasse esattamente la stessa storia zombie di sempre, quindi... vedete voi.

8 commenti:

  1. Finalmente!
    Io Calvino te lo consigliossi in tempi non sospetti (o sospettosissimi, ora non ricordo).
    Se vuoi proseguire con lo stupore di una scrittura meravigliosa e di una fantasia programmata e meticolosa ri consigliossi veramente LE COSMICOMICHE e ancor di più assai TI CON ZERO.

    Vale la regola: soddisfatti o... soddisfatti.

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    1. Mi era stato consigliato spessissimo e da un sacco di gente, in realtà... che poi forse è un po' il motivo per cui c'ho messo tanto a leggerlo xD Più si alzano le aspettative e più tentenno.
      Leggerò entrambi ù_ù/

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  2. Per Apocalisse, sulla questione blog: c'è da tener conto che il blog era nato a scopo terapeutico, al protagonista non interessava l'opinione altrui, voleva solo scrivere per superare un trauma. Scrive deliberatamente in "stile diario". E quando ha iniziato il blog, dopo pochi giorni è scoppiata l'apocalisse, e dopo pochi altri ancora è crollato internet, quindi non c'è stato fisicamente il tempo affinché qualcuno lo scoprisse e/o lasciasse un commento. Quando inizi un blog e seiun signor nessuno generalmente vieni ignorato, ci vuole tempo per avere qualche feedback :) Quindi ci stà l'assenza di interazioni con l'utenza.

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    1. Mmmh.
      Una delle cose che mi ha lasciata più perplessa però è la genesi del blog, però. Cioè, a scopo terapeutico eppure della moglie parla esplicitamente soltanto una volta e pochissimo. E... non so. A me una 'diariata' così è sembrata eccessiva. Non sono pratica di blog in cui si parla di sé, però mi è sembrato troppo narrativo e particolareggiato. E personale.
      Per l'interazione... ecco, io posso anche capire perché non ce ne fosse molta, però a quel punto perché fargli scrivere un blog e non un diario? Cioè, l'idea del blog sarebbe stata interessante, perché non l'ha sviluppata?

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  3. se una notte d'inverno un viaggiatore è bellissimo! bellissimo! ♥ calvino è qualcosa di stupendo, e mi unisco a puronanovergine, cerca le cosmicomiche, se ne hai modo il librone gigante "tutte le cosmicomiche" dove c'è anche ti con zero. è un capolavoro! ♥ anche il castello dei destini incrociati è bellissimo, anche gli amori difficili...
    il mio preferito rimane sempre le città invisibili, quello è è è... non so trovare una parola. leggilo se non l'hai letto, è da innamoramento fulmineo!

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    1. Ok, ok, vado in biblioteca xD Mi metto le scarpe e parto.

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  4. è stata una fortuna ripescare questa vecchia recensione, mi è stata molto utile, grazie.

    Dario.

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