mercoledì 6 novembre 2013

Squadra che vince, pulisce gli spogliatoi - Ovvero, best-seller troppo facili

E dunque, buongiorno. Anche se è ho dormito così poco e male che a un eventuale 'buongiorno' mi verrebbe da rispondere con un'intensa botta di turpiloquio.
Lo scorso post, quello su Lucca, è stato un allegro resoconto di un paio di bellissime giornate, quindi giustamente, per mitigare l'eccesso di gioia, questo sarà un post di lamentela. Che mancava, no?
Ah, a parte il fatto che sto leggendo Il sentiero di legno e sangue di Tarenzi e mi sta piacendo un sacco.
Dicevo, come posso appropinquarmi all'argomento?
Ecco, c'è una cosa che non sono mai riuscita a capire nel comportamento di tante case editrici. Si dice che esordire sia impossibile – a parte il fatto che se fosse vero, gli scrittori si sarebbero estinti da tempo per mancanza di ricambio generazionale, ma vabé – e che le CE puntino soprattutto a portare a casa più vendite possibili grazie allo sfruttamento intensivo di autori già noti. Ecco. Questo cozza con l'evidenza di autori, seppure famosissimi in Italia, le cui opere vengono tradotte col contagocce, nonostante sprizzino odore di best-seller da ogni poro.
Tralasciamo i classici, i cui diritti magari sono già scaduti da anni, come le introvabili opere di George Eliot (a parte Middlemarch e Il mulino sulla Floss) o perfino Villette e Shirley di Charlotte Bronte. Sarebbe troppo facile.
Prendiamo Anne Rice, scrittrice delle Cronache dei Vampiri, iniziata con Intervista col Vampiro. La mia generazione la adora e idolatra, le dedica interi scaffali nelle proprie librerie, la segue con amore su Facebook e si danna l'anima perché sono anni che non viene portato in Italia qualcosa di suo. Certo, non è più il fenomeno di una volta, ma il suo pubblico è vasto e affezionato. E poi quanto potrebbe volerci per portare un personaggio già così noto all'attenzione di nuove fasce di lettori?
Eppure pare non ci sa la minima intenzione da parte della Longanesi – o di altre case editrici – di pubblicare le sue opere. Il che per me è abbastanza assurdo.
E poi abbiamo i romanzi per adulti di Roald Dahl, uno dei quali, Lo zio Oswald, è proprio appena uscito per Longanesi. Il che è un enorme passo avanti, ma immagino concorderete con me nel dire che è veramente inspiegabile come un nome di tale portata non sia stato pubblicato in toto, in cofanetto, in mille versioni diverse. Cristo, Roald Dahl.
E poi Terry Pratchett, della cui triste sorte mi sono già ampiamente lamentata qui. Ecco, nel suo caso siamo quasi alla pari tra libri pubblicati in Italia e libri che ancora languono in attesa che a qualcuno salti in mente che, non so, magari sarebbe anche il caso di tradurli. Così, per dire. No pressure. Si tratta solo di un fenomeno mondiale.
Ci sono anche un po' di libri mai tradotti di Philip Pullman. In realtà non ne ero a conoscenza fino a poco fa, ho giusto dato una controllatina a Wikipedia.
Già che c'ero ho anche pensato di dare un'occhiata alla pagina di Diana Wynne Jones.
Quella inglese, perché in quella italiana venivano riportate solo le opere tradotte. Ecco, mi fa male il cuore a vedere quanto di non-pubblicato rimanga, visto che si tratta di una delle mie autrici preferite. Certo, c'è anche da dire che in Italia non si tratta affatto di un nome così famoso, è conosciuta soprattutto per Il castello errante di Howl, ma essendo una meraviglia di scrittrice, la cosa mi addolora laddove non mi sconvolge.
Devo decisamente smettere di controllare gli autori su Wikipedia, ogni 'clic' è un colpo al cuore. Jonathan Stroud, non ti sapevo così prolifico. Non me lo sarei mai immaginato, visto che qui è stato pubblicato circa 1/3 delle tue opere. D'altronde si tratta soltanto dell'autore della celeberrima Trilogia di Bartimeus, che sarà mai.
Poi ci sarebbe Scott Lynch. Tempo fa ne avevo parlato un sacco, di Lynch. Ecco, recensione di Gli inganni di Locke Lamora e due parole su I pirati dell'Oceano Rosso. Come per Pratchett, parliamo di un fenomeno editoriale di incommensurabile portata che qui da noi è rimasto nell'ombra al punto di finire fuori catalogo. Eppure si tratta di due dei libri più meravigliosi che io abbia mai letto in vita mia. Lamentarmi di un errato product placement non è lo scopo di questo post. Quello verrà dopo. Intanto, dei due libri già citati da qualche mese è uscito l'attesissimo seguito, The Republic of Thieves, che qui da noi nessuno ha intenzione di pubblicare. Serie interrotta. Non me lo sarei mai aspettato dalla Nord. Coff.
Certo, anche per Lynch vale quanto ho detto per la Jones. Non si tratta di un nome famosissimo in Italia, quanto di un autore che ha enormi possibilità di diventare un super-best-seller, se trattato degnamente. O anche poco meno di degnamente, si tratta di opere così meravigliose che basta una spintarella, un colpo di vento, un minimo di qualcosa per trasformarli, anche in Italia, nei fenomeni editoriali che sono altrove.
Ecco, non riesco a concepire lo spreco. Questo 'Squadra che vince, la teniamo a pulire gli spogliatoi'. Perché cavolo? Per tutti questi autori dovrebbe valere quello che attualmente vale per Gaiman o per la Rowling, ovvero un 'macchia d'inchiostro su un tavolo o lista della spesa, pubblicheremo qualsiasi cosa tu voglia scrivere'. È un po' quello che sta accadendo con le vecchie opere di George R. R. Martin, che la Gargoyle e la Mondadori stanno poco a poco portando anche da noi. Perché se hai nelle tue scuderie un nome di questa importanza, perché diavolo non dovresti sfruttarlo?

Mah. Innanzi a questo amletico dubbio, vado a studiare.

22 commenti:

  1. La logica in base a cui certi libri vengano tradotti e certi no, non mi è sempre molto chiara. Però immagino che se non li traducano, qualche ragione ci sia. Ragione che magari esula dalla bellezza del libro, ma che sia puramente commerciale.
    Siamo così sicuri che avrebbero tutto sto successo e tutto sto seguito, qui da noi? Che il pubblico che leggeva le prime opere ora le leggerebbero ancora?
    Capisco il tuo sconcerto, soprattutto quando si tratta di autori che ti piacciono tantissimo, però credo che anche le case editrici abbiano fatto le loro considerazioni e abbiano valutato su cosa preferiscono rischiare e cosa no.

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    1. Io l'unica ragione che riesco a darmi è un costo molto alto per i diritti. Sennò proprio boh ò_ò
      Non so quanto abbiano valutato le CE. In realtà per quasi tutti gli autori di cui ho parlicchiato sopra, credo che abbiano in ogni caso fatto un errore abbastanza grave. Anzi, più che un errore, una mancanza. Ovvero, non ne hanno parlato. Sono appunti opere che combaciano coi miei gusti, ma in buona parte se non me li fossi trovati davanti o se altre persone non me ne avessero parlato, non li avrei scoperti. Per me c'è un grande problema di comunicazione, soprattutto per quanto riguarda il genere fantastico.
      E ti dirò, credo proprio che sì, avrebbero tutto questo seguito anche qui da noi. Le barriere tra i gusti dei singoli paesi si stanno sfaldando, i ggggiovani - e i meno giovani, a ben vedere - hanno sempre lo sguardo puntato su prodotti di fiction - film, serie televisive, libri - stranieri. Certo, magari chi legge soprattutto Camilleri e dintorni non sarà interessato a questi libri, ma sicuramente lo saranno quelli che adorano la Rowling e Gaiman o Stroud. Voglio dire, il mercato c'è ed è in costante attesa, il problema è che quel poco che viene pubblicato, spesso... come dire. Lascia un po' a desiderare, ecco.
      Putiamo la Nord. L'anno scorso sulla sua pagina fb c'erano continue proteste per l'interruzione di una serie, di grande successo altrove, che io non conoscevo prima delle suddette proteste. La serie di Scott Lynch è allo stesso modo adorata e idolatrata da chiunque l'abbia letta - un paio di volte sono stata contattata in privato da gente che mi chiedeva informazioni sulla pubblicazione, cosa che non mi è mai capitato con altri libri - ma risente di un pessimo product placement (salve, sono un fantasy indicativamente per ragazzi, costo 19,60 euro e sono stato pubblicizzato più o meno quanto il libro di poesie di nonna Abelarda. Portami a casa con te *O*).
      Con Anne Rice e Terry Pratchett poi è un mistero. Il seguito c'è ancora e sì, il pubblico li vuole ancora T__T Eppure boh.
      Credo proprio che le CE sbaglino ò_ò

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    2. Magari è una fetta di mercato che stanno ancora valutando come esplorare, magari hanno un seguito ma non sufficiente per loro a giustificare la spesa. (Per dirti, degli autori che tu hai nominato, a parte Pulman, non ho mai letto nessuno... alcuni non li avevo mai nemmeno sentiti nominare).

      Non so, sarebbe bello poter chiedere direttamente alle case editrici, capire bene come funzionano queste cose e da cosa dipendono le scelte. Che possono essere sicuramente sbagliate eh, ci mancherebbe altro! Però credo che una logica ce l'abbiano

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    3. Ti dirò, la logica dietro certe mosse mi è abbastanza ignota. Voglio dire, posso anche comprendere quella del 'il costo dei diritti è troppo alto, quindi non pubblico', ma il trattamento schifido di opere che scegli di pubblicare proprio... mah ò_ò
      Se poi stanno ancora valutando, credo sia abbastanza grave, visto che si tratta di una fetta di mercato di lunga data xD
      Tempo fa avevo chiesto alla Nord come mai non volesse pubblicare The Republic of Thieves di Lynch e mi era stato risposto che l'autore era troppo incostante. Il che mi è parsa una risposta un po', come dire... poca. Pure Martin (autore delle Cronache del ghiaccio e del fuoco) fa slittare la pubblicazione di anni e anni, eppure siamo ancora qui in adorazione.
      Credo che la logica non sia tanto logica quanto eccesso di prudenza. Ad esempio la Mondadori ha iniziato a pubblicare le vecchie opere di Martin dopo aver visto che lo faceva la Gargoyle e la cosa funzionava. Eppure se c'è una casa che dovrebbe e potrebbe rischiare, cavolo, è la Mondadori.
      La mia impressione è che siano troppo distanti dal pubblico, soprattutto quello del fantastico, per capire come comportarsi.
      Poi magari sbaglio io, eh ù_ù

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  2. Per Lynch mi viene letteralmente da piangere :'(

    Concordo su tutta la linea.

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    1. Anche a me T_T Attendo ROT più di quanto non aspetti il seguito di GOAT. Rendiamoci conto.

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  3. Leggivendola, devo dirti che la Rice l'hanno recentemente ripresa per pubblicare la sua vecchia trilogia più piccante! XD Ma l'hanno fatto solo per tentare di seguire una scia...

    Però c'hai ragione da vendere. Chissà che cacchio fanno in casa editrice. Penso anche alla Carey, che volevano sospendere... cioè, è una bellissima lettura, ha anche un che di piccante che ptorebbe stuzzicare, ma invece di fare delle buone campagne marketing... tutto tace. Mah!

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    1. Lo so, ma quelli non intendo contarli xD Come si fa a ripubblicare la Rice sulla scia delle 50Sfumature? Cioè, è offensivo ù_ù *booksnob*
      Mi riferisco alle altre opere che languono, tipo Belinda, Un grido fino al cielo, Violin, A feast for saints... etc >_> Sigh. Cioè, è un nome strafamoso, ricollegabile a un best-seller della portata di Intervista col Vampiro. Così, a braccio, la trovo ben più vendibile di un esordiente o di un semi-sconosciuto, eppure... tra l'altro si tratta di long-seller e non di meteore, cosa che per me un suo bel peso ce l'ha ò_ò Mah.
      La Carey guarda, credo sarebbe folle interromperla, ma pure io ho cessato di prenderla al terzo della seconda serie perché mi annoiava xD Però la prima trilogia era strepitosa.
      Senza una campagna marketing, ovviamente.

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    2. Ahah, ma infatti ti prendevo in giro. Solo che secondo me l'hanno sfruttata male negli ultimi anni quindi si sono un po' dati la zappa sui piedi da soli.

      Della Carey pensavo infatti alla prima trilogia. Avevano tra le mani un capolavoro e non hanno saputo sfruttarlo.

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  4. Diana Wynne Jones... fa male al cuore anche a me, è una scrittrice fantastica *__*

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    1. Vero? Io la adoro. E la Kappa Edizioni ha appena ripubblicato i seguiti del Castello Errante, che da tempo erano esauriti. Quindi immagino che un suo discreto seguito ce l'abbia ò_ò

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  5. La trilogia di bartimeus poi è passata dalla salani alla tea e trovare la trilogia completa della salani è impossibile! (vabbè che c'è anche un quarto libro). Quello che mi chiedo è: le vendite di bartimeua erano così penose che non si trova più la trilogia riunita?! Credo.che questa domanda resterà un mistero..

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    1. Non credo che le vendite siano penose, anzi, su Anobii ce l'hanno in tanti e su Fb stamattina ho risposto a una discussione in cui un tizio chiedeva consigli di lettura... e i due che hanno risposto dopo di me erano concordi nell'adorare Bartimeus, quindi un suo bel grappolone di fan ce li ha. Forse la Salani ha pensato che fosse più redditizio vendere i libri uno per uno piuttosto che col mattone ò_ò

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  6. Di primo acchito ti direi che piuttosto che avere l'intera bibliografia di Martin, compreso tutto ciò che ha editato, preferirei maggiore spazio per autori un po' più del momento, come il già citato Lynch, Abercrombie, etc. Tieni conto che io Lynch non lo vedo proprio in libreria, pur essendo un fenomeno editoriale di indubbio interesse. Poi la gente si convince che non esista il fantasy senza elfi... (Ci sono gli elfi?) D'altra parte, un reparto fantasy senza Howard e Moorcock non è un reparto fantasy che si rispetti, quindi c'è già un problema riguardante la presenza di autori storici. Però mantenere lo storico è un conto, e si persegue sfoltendo la fuffa e ampliando gli scaffali. Valorizzare le novità è un'altra battaglia, e il fatto che Lynch non lo si trovi, e dello stesso Tarenzi ci sia solo un libro per volta (Salani, mica l'editore di quartiere...) non dà buone speranze al rinnovamento del genere.
    Poi, per dire, che ci siano contemporaneamente 3 edizioni di ASoIaF, senza neanche che siano fatte opportune modifiche alla traduzione, la dice lunga su questo genere di cose, ovvero: sfrutta quei due o tre cavalli vincenti, e ignora tutto il resto. Stesso discorso vale per la SF, per inciso, e credo un po' ovunque. Gli scaffali sono sempre più qualcosa di evanescente, impressione che non ho avuto entrando nelle librerie (internazionali) estere. In Francia, se decidono di pubblicare Gemmell, lo trovi tutto o quantomeno una selezione di 5-6 libri fondamentali. In Italia Gemmell si trova solo nelle bancarelle, ed è stato a suo tempo un bel fenomeno editoriale! Sempre Nord, eh.

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  7. E comunque, di DWJ non compare l'unico che ho letto io, che per inciso non è fiction: "The though guide to Fantasyland".

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    1. Uhm, non so se ti piacerebbe la Jones ò_ò Uhm.
      Il problema è che c'è quasi un rifiuto ad aggiungere nomi alla lista di 'cavalli vincenti'. E poi la comunicazione, domineddio. Io non so per quanto tempo la Gargoyle ha pubblicizzato Abercrombie, ne parlava ogni giorno. Ed è bene così, se sai di avere qualcosa di buono tra le mani, devi farlo sapere. Le CE più grandi invece nisba. Pubblicizzano un solo libro per volta e assai di rado è 'quello giusto'.
      La faccenda di Lynch mi mette proprio le mani nel sangue. Il fantasy più bello mai letto da... boh, da sempre, e lo abbandonano così. Peggio che quelli che hanno rifiutato HP.
      Tra l'altro - vabé, ora fa molto 'scrocco', ma non è quello l'intento xD - considerato che il target del fantasy-fantastico-fantascienza è anche tradizionalmente quello più internettofilo trovo assurdo che sia anche quello che meno viene mandato ai blogger o in giro in generale. Mi riferisco alla roba 'seria', non alle robe smerf.
      Ho un po' l'impressione che gli amanti del fantastico siano i metallari dell'editoria. Ci si svenerebbe per un bel libro, se ne discute, ci si informa e tutto, teniamo su la baracca facendoci la nostra bella collezione... e non ci si fila nessuno.
      (Comunque ho letto Il sentiero di legno e sangue *ç* H.)

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    2. Bellino, quello. Ma Godbreaker è immensamente meglio! :D

      La Jones è solo un po' pedante dopo pagina 100, ma dipende immagino dal tipo di libro...

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  8. Nessuno mi parli di Lynch, che a me l'incazzatura non è ancora passata. Nord, un giorno avrò la mia vendetta.

    Tutti gli autori che amo in un post...dove si parla di come siano bistrattati ç_ç Mi fà una rabbia...

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  9. Che piacere vedere Diana Wynne Jones menzionata nel post e anche nei commenti :) Convengo che i suoi titoli farebbero il prestigio di qualunque catalogo, ma imho non è materiale da best-seller, piuttosto un'autrice da scoprire con calma, nel tempo, e apparentemente questa non è la strada che la maggior parte degli editori vuole percorrere oggi (Salani, la narrativa per adulti... ma perché?). Cercare di lanciarla col botto (che so, pubblicando Eight Days of Luke con la fascetta "il libro che ha ispirato American Gods di Gaiman!") non servirebbe, nel giro di un anno e mezzo finirebbe fuori catalogo insieme a tutti gli altri :( 
    E lo stesso non credo che gli altri autori che citi farebbero grandi numeri, ma la logica del best-seller a tutti i costi oggi non ha più senso, continuare a perseguirla non farà altro che allontanare anche i pochi lettori di sf/f che sono rimasti. Pubblicare tutto non si può, ma fare più attenzione alla qualità dei titoli e delle traduzioni e dei materiali (e a non abbandonare le serie a metà) permette anche a chi ormai legge per lo più in inglese di decidere di sostenere un editore italiano qualche volta. Per dire, eh. 
    (Detto questo, Diana Wynne Jones per qualche anno è stata - almeno con alcuni titoli - di scarsa reperibilità anche in UK, ma adesso è praticamente tutta in ebook a prezzi stracciati. Un pensierino ce lo farei. :P)

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  10. Ciao,
    nel male (innegabile) oso dire che una cosa positiva ci sarebbe.
    Uno un motivo per imparare l'inglese deve pur darselo. L'inglese è una lingua piuttosto semplice, e più si legge, più si acquiscono i termini, più il piacere di leggere in lingua originale aumenta.
    Consiglio chi ha anche una infarinatura di inglese di armarsi di vocabolario e buttarsi. Pianino pianino potrete arrivare a gustarvi Diana Wynne Jones, Scott Lynch e innumerevoli altri libri non tradotti.
    I prezzi poi sono interessantissimi.
    Tutti i libri della Wynne Jones, ad esempio, si trovano a circa 6 € l'uno, qualcuno anche a 4 €.
    E poi si leggono i libri quando escono, cioè mesi (se va bene) prima delle traduzioni.

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  11. Io per Scott Lynch sto ancora piangendo. Ho scritto due mail alla Nord per chiedere se avrebbero cambiato idea riguardo la pubblicazione del seguito della saga, e mi è stato risposto di no. La mia ipotesi è che l'autore non abbia venduto abbastanza (al di fuori della cerchia di amanti del fantastico) perché l'editore ci scommetta ancora. Stessa cosa per Bartimeus. Tra i lettori del fantastico c'è ancora chi non ha mai sentito nominare né Lynch né Stroud. Io li "spaccio" in giro e i riscontri sono di solito positivissimi ma ci vorrebbe una pubblicità di ben altra portata per farli conoscere. E poi vogliamo parlare di Terry Pratchett? Spesso in libreria, pure alla Feltrinelli, se c'è lo mettono nella sezione infanzia!
    Ciao

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  12. Io, essendo già da tempo un avido fruitore di racconti in lingua inglese, A Republic of Thieves l'ho preso da Amazon uk e iniziato da un po'.
    Purtroppo proprio della saga di Lynch mi piaceva veramente tanto l'adattamento italiano, alcune scelte erano infelici, certo, ma essendo pesantemente ispirato all'Italia era bello leggerlo nella nostra lingua.
    Sinceramente la Nord non sì sarebbe dovuta imbarcare in una saga del genere senza essere pronta a offrire l'attenzione che merita, in Italia Bastardi Gentiluomini è una saga conosciuta solo per passaparola, e oltretutto la tiratura de "I Pirati Dell'Oceano Rosso" doveva essere di 60 copie, è davvero difficile da trovare.

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