sabato 5 ottobre 2013

Studio approfondito del cosiddetto 'profumo dei libri'

Si parla sempre più spesso del 'profumo dei libri'. Di solito lo si fa per spiegare come e perché si preferisca rimanere aggrappati al supporto cartaceo, altre volte lo si fa ironicamente, per perculare chi giust'appunto non riesce a leggere senza il suddetto supporto detto 'libro'. A prescindere da quello che si può pensare sul rapporto tra formato cartaceo e formato digitale – che ognuno si senta libero di leggere su quello che preferisce - il termine 'profumo dei libri' è usato in termini troppo generici e per questo inesatti. Non esiste un profumo unico e identificabile che valga per 'tutti' i libri. Al più si può parlare del profumo dei libri vecchi quando mantenuti in uno stesso luogo per un dato periodo di tempo. Possiamo identificare il profumo emanato da una stanza chiusa in cui giacciono diverse centinaia – o migliaia – di libri dai trent'anni in su. Già il profumo di una libreria moderna è diverso, e si differenzia ulteriormente da quello di una libreria dell'usato.
Per quanto mi riguarda, io sono una di quelle menti rimaste disperatamente aggrappate al supporto fisico per la lettura. Certo, adoro il mio ereader, Lucy, senza il quale non avrei potuto leggere un bel po' di libri, in quanto pubblicati solo in ebook, o la cui versione cartacea mi risultava troppo costosa. Però rimango un'amante del libro fisico o, più volgarmente, una 'sniffacarta'. Fino a che punto questo possa definirsi 'feticismo' non sta a me dirlo, ma da brava sniffacarta, mi pare opportuno sfatare il mito del cosiddetto 'profumo dei libri' attraverso un accurato, seppure molto settoriale, studio dell'odore emanato da un libro pubblicato dalle diverse case editrici.
I volumi che tanto accuratamente ho sniffato devono comunque rispondere a determinate caratteristiche, in modo che la ricerca non risulti falsata.
I libri presi in considerazione non devono assolutamente:
Essere entrati in questa casa più di un anno fa.
Essere stati acquistati in una libreria dell'usato.
Essere stati stampati più di tre anni fa.

Astoria: sniffamento effettuato su diversi volumi della serie di Agatha Raisin, stampati da Galli Thierry Stampa a Milano. Il colore delle pagine tende lievemente al crema. Profumo morbido, retrogusto di colla persistente ma non amaro. Vago sentore di album da disegno.

E/O: sniffamento effettuato su Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio di Amara Lakhous in edizione economica e su We Are Family di Fabio Bartolomei. Nonostante entrambi siano stampati presso Arti Grafiche La Moderna di Roma, qui si evidenziano immediatamente delle chiare differenze odorifere tra le due diverse edizioni. Mentre Scontro di civiltà aggredisce quasi le narici invadendole con uno spesso odore di carta, quasi pregno, We are family risulta più delicato, più sfumato, ma con un retrogusto più articolato. Forse per la copertina più spessa? Bisognerà indagare. Ad ogni modo, nessuno dei due rilascia un odore amaro né chimico.

Feltrinelli: sniffamento effettuato su Chiedi alla Luna di Nathan Filer, prima edizione, stampato presso Nuovo Istituto Italiano d'Arti Grafiche (BG). Colore tendente al crema ma con una punta di rosso, profumo morbido ma deciso, vago sentore ligneo, assai gradevole.

Hacca: sniffamento effettuato su Oltre le parole di Luca Giachi, stampato presso Stampa Editoriale srl ad Avellino. Questo volume si differenzia molto dagli altri già per il colore delle pagine, più bianco. Notare che si tratta interamente di carta riciclata e senza l'uso di cloro. L'odore è, in rapporto agli altri volumi sniffati, piuttosto spiazzante. Deciso, lievemente acidulo, quasi fruttato, ma dolce. Retrogusto sfumato, vagamente plasticoso. Non sgradevole, ma molto particolare.

Isbn: sniffamento effettuato su Ritratto di famiglia con superpoteri di Steven Amsterdam, stampato presso Arti Grafiche Dial (CN). Torniamo a pagine più tradizionalmente vagamente color crema chiaro, più morbide al tatto. Profumo delicato, ligneo, con una lieve punta di polvere. Molto gradevole.

Per ragioni di spazio, di tempo e di capacità olfattiva – le mie narici sembrano rifiutarsi di proseguire nel loro compito – ho deciso di dividere quest'importante ricerca in più capitoli. Nelle prossime puntate snifferò libri prodotti da case editrici dalla J alla N. Frattanto, forse è il caso che io riposi le mie stanche narici, in quanto bruciano con somma irritazione.

(Immagino sia superfluo specificare l'ovvio intento ironico dietro a questo post, nevvero?)

20 commenti:

  1. una volta ho letto un articolo divertentissimo su The Believer (che e' una rivista con un profumo meraviglioso!) dove si elencavano i vantaggi dei libri cartacei sugli e-readers. quello che mi ha fatto piu' ridere e' stato:

    i libri li puoi leggere anche "during take-off and landing".

    sono d'accordissimo :-)

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    1. Oh, magari cercherò l'articolo... vero che entrambi i supporti hanno i loro pregi e i loro difetti, però per me il cartaceo è il cartaceo. Anche perché me lo posso portare ovunque senza il terrore di romperlo ò_ò

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  2. Ogni tanto ci vogliono post ironici e invitanti alla "sniffata" letteraria. ;-)

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  3. Sai, fino a un certo punto ti stavo prendendo sul serio! ^^

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    1. Ma fino a un certo punto, ti dirò che...

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  4. Che carino questo post XD
    Io la penso come te, anche se leggo molti ebook e confesso di trovarli in certe circostanze più comodi, sia per questioni di spazio in libreria, che di comodità nel tenerli fra le mani (specie nel caso di libri corposi), e sia per il prezzo. Però un libro cartaceo è per sempre.

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    1. Grazie :)
      Eh, chissà... c'è anche da dire che noi siamo abituati così, per noi l'esperienza della lettura comprende anche il libro fisico. Però... ecco, l'ebook mi sa di telefonata e il libro di abbraccio. Sono cose belle, ma diverse.

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  5. Io sono uno sniffatore di libri seriale...però mi sono affezionato anche a gli ebook :)

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    1. Io più che affezionata li trovo utili... però l'affetto... non so, mi sanno di 'ologramma' xD

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    2. Questo mi ricorda una simpatica scena letta in una fanfiction su internet. Personaggio vittoriano catapultato nel xxi secolo, quando vede figure umane muoversi nello schermo della tv, grida: liberateli da lì dentro! E' un po' l'idea che mi danno a volte i testi dentro l'ereader: come libri "ingabbiati"!

      Carla

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  6. Sembra quasi un discorso da enologi xD Non hai sentito un vago sentore di tannini, per caso? xD

    Detto questo io amo entrambi i formati, e penso che proseguiranno la loro esistenza su binari paralleli, come le scale e gli ascensori (rubo la similitudine a Stephen Fry).

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    1. Sapessi cosa sono i tannini, potrei dirtelo u_u
      Io prendo sempre le scale, sono rimasta veramente indietro tecnologicamente parlando ò__ò'

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  7. Ma che carino sto post :) Bella idea!

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  8. Ah, il profumo di libri! Ricordo che quando lavoravo in libreria, nei sotterranei avevamo una stanza adibita a testi antichi...certe sniffate ragazzi...poi è comparsa l'anosmia (che sembra una roba porno, ma non lo è) e addio U_U


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    1. Nooo, davvero l'anosmia? Mi spiace...
      Uh, ci fosse anche da noi una stanza per i libri antichi... certi profumano anche da nuovi, ma il profumo di libro stagionato è inimitabile.

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  9. Chissà che non inventino cover per ereader "trattate" al profumo di vecchi libri... come i jeans finti-logori!

    Grazie agli ebook ho scoperto autori/autrici che non avrei mai trovato altrimenti.
    Il vantaggio del libro di carta è che rimane tuo: lo puoi prestare a chi vuoi, regalarlo o lasciarlo ai posteri... mentre gli ebook restano in "licenza d'uso" come i programmi per pc...

    Stai riposando le stanche narici per la prossima "sniffata"? Buona ricerca!

    Carla

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    1. Uhm, secondo me lo faranno. Anche perché ormai hanno già fatto il profumo, han fatto trenta...
      Anch'io grazie agli ebook ho potuto leggere libri che altrimenti avrebbero dovuto aspettare chissà quanto, però non posso farci nulla, per me sono proprio esperienze diverse. E il cartaceo è imbattibile.
      (Le narici riposano, presto saranno pronte al secondo round xD)

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  10. Ciao,
    sono anch'io dell'idea che ognuno è libero di scegliere di leggere come gli fa più comodo.
    Personalmente, io preferisco di gran lunga il carataceo. Perchè mi piace proprio toccare il libro e sfogliarlo .
    Anche se ho visto dei modelli di eBook davvero interessanti ,non riesco ad avvicinarmi a loro con la stessa benvolenza di quelli caratcei.
    Hera

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