mercoledì 2 ottobre 2013

Il pasticciere del re di Anthony Capella

Questo libro l'ho desiderato ardentemente fin da quando ho letto la segnalazione della sua allora imminente uscita. Tanto per cominciare, è edito dalla Neri Pozza, che domina il podio delle case editrici di cui mi fido fermamente. Poi mi piaceva la copertina, mi attirava il titolo. Mi piaceva l'odore delle sue pagine e in libreria è andato esaurito più volte, scomparendo dallo scaffale delle novità così velocemente che pareva i lettori se lo mangiassero.
E poi avevo voglia di romanzi storici. Ne ho ancora, solo che non so come soddisfarla perché di romanzi storici non capisco nulla. Senza contare il fatto che sono ultra-settoriale. Mi interessano solo i romanzi storici ambientati nell'Europa occidentale, tra il '500 e l'800. Il resto, duole dirlo, non mi tange granché. Quindi beh, su questo mi sono fiondata non appena la Somma Libraia ha voluto prestarmi la sua copia personale.
C'è anche da aggiungere che non sono partita con pretese altissime. Non ha entusiasmato la Somma Libraia, ne ho letto giusto una recensione positiva ma con riserva. Su Anobii ha solo tre stelline e mezzo.
Eppure a me è piaciuto da matti. Ho perso due autobus per finire di leggerlo e non ritengo il mio entusiasmo esagerato.
Dunque, vediamo. La storia riprende le vicissitudini di due personaggi storici realmente esistiti, Carlo Demirco e Louise de Kerouialle. Siamo nel tardo '600 quando Carlo inizia a raccontarci la sua storia. E la narrazione – in prima persona, sempre – resta concentrata su di lui così a lungo che quando è passata a Louise sono rimasta confusa per un po'. Carlo è stato venduto dai genitori a un sorbettaio persiano che lo sfrutta e lo maltratta, ma che finisce per insegnargli tutto ciò che sa. Lavorano per i nobili di Firenze, perfino per i Medici e Carlo è orgoglioso di quello che fa. Studia i movimenti del ghiaccio, il modo in cui prende la consistenza desiderata, rimugina, fa domande – anche se ben di rado ottiene risposta.
Quando però si rende conto della miseria della sua stessa posizione, coglie la palla al balzo e scappa con un francese che intende servirsi delle sue capacità per diventare sorbettaio ufficiale del Re di Francia.
E poi c'è Louise, che entra in scena solo lì, a Parigi. Che accetta di provare un sorbetto alla fragola con una spruzzata di pepe bianco. Che diventa vittima e poi maestra di giochi di potere che non le competono. Di lei non è possibile dire molto, i suoi cambiamenti dipendono troppo da quanto avviene nel corso della storia perché io mi senta di rivelare alcunché. Però beh, un personaggio davvero ben gestito.
E c'è il compito di convincere Carlo II Stuart di affiancare la Francia nella guerra contro l'Olanda, affidato a Demirco e a Louise. Per motivi che, ovviamente, mi tengo per me.
Ora, io della trama non dico altro. Anzi, forse ho detto fin troppo. Aggiungo che Capella è stato a mio avviso abilissimo nel rendere 'personaggi' persone realmente esistite. Non risultano statici o intralciati dalla storia che giustamente li ingabbia, ma anzi, si muovono con naturalezza, hanno vita, sono perfetti. Imperfetti, ovviamente, in quanto umani. Ma è quello il bello. Capella arriva quasi ai livelli di Susan Vreeland, che io adoro senza ritegno.
Quindi lo consiglio. Senza indugio. Che coloro che l'hanno macchiato con un'unica stellina su Anobii possano vedere le loro dita ghiacciarsi e cadere, di modo che non possano più compiere atti 'sì ripugnanti.

(Se avete voglia di consigliarmi romanzi storici di questa risma, siete i benvenuti.)
(La copertina originale mi risulta un po' inguardabile.)

13 commenti:

  1. Il profumo del caffè di Anthony Cappella

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  2. La tua recensione mi ha davvero incuriosito. Tra l'altro la prima parte della trama mi ricorda moltissimo "Profumo, storia di un assassino", che è un film molto interessante :)

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    1. Profumo - il libro - mi è piaciuto un sacco, lo metto nella lista degli 'imprescindibili'... però Carlo non è così ossessionato dal ghiaccio, la sua è un'ossessione 'positiva'.

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  3. Io di questo autore ho preferito di gran lunga "Il profumo del caffè", forse perché mi è più congeniale il periodo storico in cui è ambientato.
    Di questo mi ha irritato tantissimo il cambio di titolo e la protagonista femminile... Però che Capella sappia scrivere dei bei romanzi storici è indubbio!

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    1. Rimembro, rimembro... Il profumo del caffè l'abbiamo avuto in libreria due giorni prima che venisse preso ;__;
      ... non dovrei intristirmene xD
      Sai che la Neri Pozza è una delle più vendute? Gioisci con me per il buongusto dei lettori u_u

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    2. Gioisco io con te. Lovvo Neri Pozza senza vergogna di un amore quasi bimbominkiesco.
      E voglio leggere questo libro. E anche Il profumo del caffè. E a casa ho anche la Vreeland.
      La copertina originale lo fa sembrare un romance storico e ha anche un non so che di inquietante.

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  4. Sembra interessante, lo aggiungo in Lista.
    Invece di Susan Vreeland non ho mai letto nulla. Cosa mi consigli?

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    1. Allora, della Vreeland io ho adorato oltre misura La passione di Artemisia e Una ragazza da Tiffany. Che il titolo ha un che di ingannatorio, ma parla di una designer/vetraia che lavorava per Mr Tiffany xD
      Li consiglio spassionatamente :)

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  5. Grazie mille per questa segnalazione. La tua recensione "così calda" infonde voglia di leggere questo libro.

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  6. di Geraldine Brooks Annus Mirabilis, si riferisce all'anno 1000, ma è bello bello davvero, è di Neri Pozza, come anche, della stessa autrice L'isola dei due mondi (metà del 1600) sempre Neri Pozza...Marianna

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    1. Mmmh, in realtà temo che la Brooks non faccia troppo per me, tempo fa avevo iniziato I custodi del libro ma l'avevo abbandonato dopo poche decine di pagine ;__; Però grazie lo stesso.

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