domenica 15 settembre 2013

Intervista alla Jo March

Buongiorno, lettori.
Vediamo, come introdurre l'intervista vera e propria? Piallarla in un post senza neanche una minima prefazione mi stonerebbe orrendamente...
Dunque.
Se avete passato un certo periodo di tempo da queste parti, prima o poi mi avrete sentito parlare – in termini entusiastici – della Jo March. Qui, qui, qui e qui. Una casa editrice giovanissima che pubblica classici inglesi inediti in Italia. Cos'ha di tanto particolare perché io la adori così? Non è soltanto la gratitudine per aver portato in Italia libri meravigliosi che altrimenti, con ogni probabilità, non avrei mai potuto leggere. E non è neanche 'soltanto' la cura nelle pubblicazioni. O il prendersi dannatamente sul serio come casa editrice, anche se appena nata. Sicuramente è un misto di tutte queste cose, però c'è anche dell'altro, un qualcosa di più egocentrico e autoreferenziale. Un briciolo di speranza, la dimostrazione che tanto impegno e una vagonata di determinazione, a volte possono funzionare per portare avanti qualcosa di bello, nonostante le difficoltà.
E di questi tempi la speranza è merce rara.
Ma via, basta sbrodolamenti, passiamo all'intervista vera e propria.


Per i pochi che non vi conoscono, una presentazione?

Magari fossero in "pochi" a non conoscerci! Siamo la Jo March Agenzia Letteraria: rappresentiamo scrittori di narrativa inedita per le case editrici, collaboriamo con enti privati e pubblici e altri editori per consulenza editoriale e letteraria di vario tipo, pubblichiamo la collana "Atlantide", che raccoglie alcuni titoli finora mai tradotti oppure dimenticati, che secondo noi vale la pena far riscoprire. Siamo in due, Lorenza Ricci e Valeria Mastroianni.

Come mai proprio Jo March? L'eroina ha avuto delle rivali o è stata la prima scelta?

Decisamente la prima scelta. Chiaramente sono tanti i libri che amiamo, ma è stato automatico tornare indietro nel tempo e recuperare uno dei primi libri della nostra infanzia ed esperienza letteraria che ci accomunavano e ci avevano conquistato da ragazzine. Jo March è l'eroina nella quale abbiamo scoperto la passione per la scrittura e il coraggio per affrontare questa passione.

Come vi siete conosciute?

Ci siamo conosciute per lavoro, in una casa editrice perugina nel 2008.


Che cosa vi piace leggere? E cosa consigliereste ai lettori a voi affini?

Valeria: Tra i libri che ho letto, quelli che mi hanno stravolto e lasciato il segno sono "Tre croci" di Federigo Tozzi, "Mastro don Gesualdo" e "Storia di una capinera" di Giovanni Verga, "L'antologia di Spoon River" di Edgar Lee Masters, "Orgoglio e pregiudizio" di Jane Austen, "I libri degli altri", "Le città invisibili", "Il sentiero dei nidi di ragno", "Ultimo viene il corvo", "Il mare dell'oggettività", "Perché leggere i classici" di Italo Calvino, "Cent'anni di solitudine", la letteratura della Resistenza e della deportazione, "Superwoobinda" di Aldo Nove, "Ossi di seppia" di Montale, "Nord e Sud" di Elizabeth Gaskell, ma anche "Le notti bianche", "Cent'anni di solitudine" e tanti altri. Li consiglierei tutti, ognuno è stato una scoperta e una crescita.

Lorenza: Più consigliare, posso dire quello che piace a me. Il primo libro che ha lasciato davvero il segno, quello che mi ha incantato e catapultato in un altro mondo è stato “Kim” di Rudyard Kipling, ho continuato per settimane a sognare quella vita tanto diversa dalla mia. Da ragazzina prediligevo i libri di avventura, Jules Verne soprattutto, ho letto i suoi libri uno dietro l’altro e naturalmente la Alcott.
Poi crescendo ho scoperto Shakespeare e Jane Austen (“Persuasione” è in assoluto il mio preferito), le sorelle Brontë e Dickens, Thomas Hardy e Virginia Woolf. Fra gli italiani, Verga e Pirandello. Degli americani, Fitzgerald su tutti. Gli scrittori del passato hanno molto da insegnare, o forse riusciamo oggi a comprendere meglio il loro messaggio.

Ci sono editori che si lamentano di blogger 'scrocconi'. A voi è mai capitato di ricevere richieste da siffatti figuri?

Moltissimi blogger naturalmente ci chiedono una copia saggio per poter parlare di noi - a parte qualche rara eccezione come te che preferisce acquistare i nostri libri – ma, a dir la verità, ci pare un compromesso più che doveroso... Per noi è un aiuto importante per arrivare al pubblico quello che viene dai blog, dal momento che i nostri comunicati difficilmente raggiungono la stampa “canonica”.

L'esperienza più buffa che avete avuto come editrici?

L'ultima qualche giorno fa: un cliente si è lamentato di un ordine mai pervenuto, che a noi non risultava mai effettuato in realtà. Guidato da noi, ha effettuato nuovamente un ordine direttamente alla casa editrice, poi dopo un po' ha ricevuto sia il pacco spedito da noi che il pacco che aveva già ordinato presso un libraio online: ci ha richiamato per rimproverarci della doppia spedizione.
Un’altra esperienza buffa, che ci capita quasi ogni giorno, è sentire storpiare il nostro nome in ogni modo possibile. Un mesetto fa il corriere ha persino lasciato un foglietto scritto con un avviso per “Giò Marci”. Esilarante!

Da editrici, quali sono le vostre impressioni sul mercato editoriale italiano attuale?

Attualmente è ricchissimo, caotico, tante cose interessanti e tante di cui si può assolutamente fare a meno, ma di sicuro non promosso con equità. Gli editori dai nomi un po' altisonanti si abbandonano facilmente a scelte commerciali ed editoriali veramente discutibili, al contempo è triste sapere che molti buoni titoli non verranno mai scoperti dalla massa perché non hanno possibilità di arrivare agli organi di informazione e comunicazione.

Com'è il vostro rapporto con gli altri editori?

Abbiamo ottimi rapporti con gli editori indipendenti con i quali siamo cresciute professionalmente nel nostro territorio (Aguaplano, Intermezzi, Urogallo etc.) ma chiaramente siamo attente alla concorrenza!

Pubblicherete mai in ebook?

Sì, prima o poi probabilmente ci apriremo all'ebook, ma non abbandoneremo mai la carta. Il libro di carta è un supporto unico e insostituibile.

C'è mai stato un momento in cui vi siete dette che forse non ce l'avreste fatta o che avreste dovuto 'gettare la spugna?

A volte siamo amareggiate, quando i conti non tornano, le librerie non saldano. Ma è una questione di pochi attimi, capiamo che il momento è difficile e troviamo sempre un motivo per continuare a crederci. Amiamo quello che facciamo, non ci applicheremmo in nessun altro lavoro con la stessa tenacia.

Quando decidete quali libri pubblicare, a che genere di lettore/lettrice pensate?

Abbiamo pensato a delle lettrici come noi, con i nostri gusti e le nostre passioni letterarie.

Non posso non chiedervi qualche anticipazione sulle prossime pubblicazioni.

A settembre uscirà la prima traduzione italiana di "Old Friends and New Fancies" di Sybil Brinton: si tratta del primo sequel della storia letteraria dei romanzi della Austen (scritto nel 1913).
E nei prossimi mesi, novità e sorprese che speriamo i lettori apprezzeranno, ma per ora e per scaramanzia non diciamo nulla!

Qualcosa di cui andate orgogliose.

Ogni libro è il nostro piccolo grande orgoglio...



32 commenti:

  1. Che bella intervista!
    E' sempre consolante leggere di un editore che fa il suo lavoro per passione, oltre che per profitto.
    Io sono fermamente decisa a comprare i loro libri senza tentare di "scroccarli" ma fin'ora non ho mai sentito fosse arrivato il momento adatto... Di sicuro prima o poi (e probabilmente quando me li troverò davanti, magari al prossimo Salone del Libro di Torino) saranno (tutti) miei ^^

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    1. Vero? A me danno una gioia che guarda... che poi in libreria abbiamo preso i loro libri da qualche giorno e abbiamo già venduto diverse copie u_u Lieteggio.
      Non so, magari sarà anche l'eccezione che conferma la regola, ma vedere con quanto affetto sono seguite dai loro lettori... effettivamente è la prima volta che noto questo fenomeno. Mi vien voglia di indagarlo ò_ò

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  2. Vi faccio un grosso in bocca al lupo :)

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  3. Ottimo! E mi piace questa nuova serie di interviste (sarà una serie, giusto?), così abbiamo la possibilità di conoscere case editrici meno "esposte mediaticamente" ma altrettanto valide.
    Vado a dare una sbirciata al catalogo! ;)

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    1. Ebbene sì! E ho già bene in mente a chi chiederlo, anche se ancora non l'ho fatto perché continuo a procrastinare xD

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  4. Tanta fortuna anche da parte mia!
    Io naturalmente tifo ebook, non in esclusiva ma come accompagnamento. Chissà, magari ci sono i margini per qualche pubblicazione più breve, ideale per il piccolo formato. Non conosco molto il bacino da cui la Jo March attinge, lo ammetto. Però ho "La casa sfitta" da qualche parte...

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    1. L'ebook ci starebbe bene, anche perché al momento non è ancora distribuita da nessun fornitore... anche se i i loro titoli li bramo in carrrrrtaceo *__*

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    2. Beh l'ebook in questa fase ha principalmente lo scopo di aumentarne l'esposizione (virtualmente, poi ci vuole sempre la promozione). Il suggerimento era per una fase di maggiore "maturità". Ci vuole comunque un distributore anche per il digitale e, in generale, qualcuno che si occupi di realizzarli, questi ebook. Capisco quindi che magari è un po' presto per lanciarsi nell'investimento - soprattutto se... non hanno un distributore, ho capito bene?

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  5. Bella intervista e belle risposte :D Conoscere Lorenza e Valeria a Torino mi ha fatto davvero piacere e sentirle sempre appassionate e dedite alle loro pubblicazioni mi fa solo piacere. Sono anche molto attive e gentili su FB, quindi mille punti in più v.v
    Mi aggiungo a chi augura loro buona fortuna, ovvio!

    E... ho capito bene? Una serie di interviste? Grande gaudio *_*

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    1. Sì, sono belle attive e propositive *w*
      Pure io ho gradito assai le loro risposte - anche se ho letto pochissimi dei libri che hanno consigliato T^T Mi sento ignorante forte...
      (Pensavo di sì, ma sarebbe il caso che ne parlassi anche con gli editori che mi sfarfallano xD)

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  6. Trovo lodevole l'iniziativa di pubblicare classici inglesi inediti in italiano e sono sinceramente colpita dall'entusiasmo delle due fondatrici di Jo March, ma lasciatemi dire che la traduzione di "Nord e sud" lascia molto a desiderare. Frasi poco scorrevoli, evidenti calchi dall'inglese, registro linguistico spesso non adatto al contesto, allergia ai congiuntivi e refusi in abbondanza... Un vero peccato, un'occasione perduta.

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    1. Dici? Ricordo di aver trovato un paio di refusi ma nulla di più ò_ò Sì che l'ho letto un po' di tempo fa e la memoria sarà anche sbiadita, però non la ricordo così male, anzi...

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  7. Sarà che di lavoro faccio la traduttrice, anche se non di narrativa, ma ho trovato il livello davvero basso, con alcuni passaggi al limite della decenza. Il problema delle cattive traduzioni spesso non è l'errata comprensione dell'originale ma la resa in italiano, che in questo caso è poco scorrevole e piena di cadute di stile. E mi dispiace molto, perché la casa editrice ha davvero una grande passione e delle ottime idee.

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  8. Sin dall'inizio si trovano perle come "il suo aspetto era molto bello, rivestito con la mussola bianca e i nastri blu". Da quando un "aspetto" è "rivestito"? Gli esempi di questo genere, putroppo, sono innumerevoli.

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    1. Ciao, scusa se non ho più risposto finora, le ultime giornate sono state a dir poco frenetiche - anche se lietamente. Giusto stamattina ho riaperto Internet e ho trovato un gentile messaggio delle ragazze della Jo March che avevano letto il tuo commento.
      Piuttosto che fare un tiepido riassunto - tra l'altro sono a casa di amici e qui la connessione è precaria... - riporto direttamente la parte interessata del messaggio.

      ''...Non nascondiamo che in Nord e Sud qualche refuso ci sia, 560 pagine sono un'infinità da ricontrollare, e pian piano che procediamo con le ristampe (siamo alla seconda fatta) cerchiamo di ripulire gli errori. Però quella frase citata da Elisa non è nostra, nella nostra pubblicazione non è mai stata scritta. In effetti la nostra traduzione dice: "molto graziosa in mussola bianca e nastri blu". Il problema è che sappiamo il motivo dell'errore, ovvero la ragazza non ha comprato il nostro libro ma ha scaricato da internet un pdf, una copia pirata di nord e sud che porta la nostra copertina, ma non è la nostra traduzione. A febbraio ci è stata segnalata questa copia online scaricabile su diversi siti, una traduzione fatta male, di cui solo gli ultimi 13 capitoli sono integralmente stati copiati dal nostro libro. Si apre però con la nostra copertina, anche se c'è una rosa rossa con scritto "Agharta". Ci dispiace che questo pdf venga spacciato per il nostro libro, anzi ci ha fatto proprio arrabbiare, tanto che essendoci anche parti effettivamente copiate dal nostro, abbiamo sporto denuncia, e l'indagine della polizia postale è tuttora in corso...''

      Immagino il caso sia questo... anche perché credo di potermi definire abbastanza fissata&iper-pignola con le traduzioni dall'inglese, aborro i false friend trasposti letteralmente e di solito li becco senza difficoltà, anche se sicuramente non ho neanche la metà delle tue conoscenze.

      Comunque lieta della discussione, eh :)

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  9. In pratica, qualcuno che si è buttato nella traduzione amatoriale, e poi ha scoperto che qualcuno aveva già fatto il lavoro e ha così integrato con i 13 capitoli mancanti? Pazzesco. Comunque, di casi in cui "montano" la copertina di una pubblicazione a un pdf amatoriale ce ne sono, anche se perlopiù sono casi poco rilevanti che al massimo violano i diritti della copertina - e quelli di immagine dell'editore, che forse è l'unica cosa realmente grave. O positiva, qualora sia ben realizzato, ma mi pare di capire che non sia questo il caso.

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    1. Eh, mi sa che l'immagine dell'editore in casi di realtà così nuove e piccole è abbastanza importante che si mantenga solida... spero che Elisa torni a leggere ò_ò
      Però non avevo mai saputo di traduzioni amatoriali, sono rimasta ai sottotitoli xD

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  10. Ciao. Ho letto una volta "Nord e Sud" in italiano, più volte in originale. Non perchè non apprezzi la traduzione, e i refusi sono scusabili;ma lo stile della Gaskell nelle descrizioni di scene e caratteri è tale che si apprezza a pieno già in inglese! Ma mi mettete la curiosità di rileggere la versione italiana...

    Gli altri libri tradotti da loro li ho letti direttamente in italiano, quindi non posso fare paragoni con l'originale, ma mi sembravano scorrevoli e piacevoli. E apprezzo molto la loro "caccia ai tesori" letterari, chissà quanti altri aspettano di venire scoperti! Brave!

    Sarebbe bello che i loro titoli fossero oggetto di gara a "Per un pugno di libri", già che Piero Dorlfes le ha presentate al Salone del Libro diTorino!

    Complimenti anche a questo blog, sempre interessante! Carla

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    1. Ho fatto un refuso pure io: intendevo Dorfles! sempre Carla

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    2. Io della Gaskell non ho ancora letto altro T_T Però bramo.
      Io non vedo l'ora di leggere Old Friends, fremo *__*
      Al Salone c'ero anch'io ad ascoltare Dorfles, che meraviglia di incontro *__* Mi ci sono anche fatta la foto! Effettivamente ci starebbe bene una comparsata a Per un pugno di libri...

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    3. Ho letto solo Cranford, oltre a Nord e Sud. Non sono riuscita a trovare edizioni italiane di altri suoi libri. Spero le "nostre March" li abbiano in lista...

      Vorrei proprio vedere Dorfles condensare Nord e Sud in un minuto! E gli studenti farci su una gara!

      Carla

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  11. old friends and new fancies sarà assolutamente mio, sperando che vada meglio rispetto a storia di una bottega.
    in ogni caso complimenti per l'intervista ^^ mi piacciono tanto!

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    1. Spero pure io xD
      Io lo attendo con impazienza dalla libreria *__*

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  12. Ciao, scusate se ho "lanciato il sasso nello stagno" poi sono sparita, ma ho avuto giornate molto piene. Ringrazio la Jo March per il chiarimento e mi dispiace moltissimo per quello che è accaduto... Il famigerato PDF mi è stato passato da un'amica, straconvinta che si trattasse dell'edizione ufficiale del libro, non di una piratata... Nel 99% dei casi acquisto i libri che leggo in libreria oppure online, ma avendo già letto "Nord e sud" in inglese ho pensato, per una volta, di provare a leggere "a sbafo" l'edizione italiana. Ben mi sta! Ecco, a questo punto prometto che acquisterò prestissimo il libro autentico pubblicato da Jo March, poi magari mi rifarò viva per commentare la VERA traduzione. Mi scuso ancora per l'equivoco, un saluto a tutti!

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    1. Ma non ti preoccupare, il tono della risposta delle JM era tranquillo, erano solo spiaciute per l'incompetenza supposta, ma visto che tanto sei tornata a guardare, direi tutto bene :)
      (Mia madre mi riempie l'ereader di pdf pirata contro il mio volere T^T sigh.)

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  13. Io ho comperato il libro "Nord e Sud" e non il pdf piratato e mi dispiace dirlo ma l'italiano della traduzione è veramente pessimo e non si tratta affatto di refusi, su anobi sotto il nome Amarillide ho fatto l'elenco degli errori trovati e quindi non sto qui a ripeterli ... questo mi dispiace perché si vede che la casa editrice ha buone intenzioni ma bisogna anche esser capaci di portarle avanti correttamente...
    Qui mi fermo perché non voglio far polemiche ne passare da troll :-) .. io prima di legger "Nord e Sud ero parecchio entusiasta dell'arrivo sulla scena editoriale di questo editore e del suo orientamento letterario.. tanto che avevo pure proposto un titolo inedito che mi interessava..... ma la traduzione di "Nord e Sud " è davvero scadente, non leggerò altro tradotto da queste traduttrici ...
    tra l'altro ... mi fa piacere che tentino di correggere le edizioni successive ... ma la mia copia da 15 euro ( mi pare) chi me la cambia ???
    A.

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    1. Dunque!
      ... ho una fretta improponibile, mi sa che sarà il mio commento ad essere pieno di errori @_@
      Ho dato un'occhiata al tuo post su anobii e devo dire che sì, certi errori sono effettivi, però ci sono anche diversi punti con cui tenderei a non essere del tutto d'accordo. Cioè, certi sono errori, altri... non so, non sono errori, ma le stesse cose scritte con un'altra sintassi ò_ò

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  14. Lì ho estrapolato brevi pezzi di frasi, se si legge il contesto dove si trovano nel romanzo ci si accorge che la sintassi diversa è quella che occorreva, mentre quella che le traduttrici hanno lasciato è errata immersa nel contesto. ..
    Almeno così mi pare, non è che nemmeno io sia tutto stò che di sapienza !! :-)
    Però per lo più son veri e propri errori.
    In oltre le traduttrici nella prefazione hanno fatto tutto un discorso su come hanno reso il dialetto e la punteggiatura e poi... nel romanzo non sono resi in modo particolare o che altro, ma la punteggiatura per lo più è tutta errata e basta e il dialetto è reso semplicemente in italiano scorretto , il che unito alla scorrettezza dell'italiano là dove non doveva esserci fa un libro pieno di errori voluti e non,,,
    Va bè . avevo detto che non avrei detto altro ---e invece mi sono infervorata, ma la delusione verso questa traduzione e stata cocente :-(
    Ciao, A.

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    1. Seguiamo il blog di Erica da mesi e abbiamo seguito con ancor più interesse i commenti che ci riguardano...
      quindi ringraziamo chi ci incoraggia e anche chi in maniera aperta e leale ci muove delle critiche. Senza false ipocrisie, saremo sempre aperte e liete di rispondere del nostro lavoro.

      In particolare, ci teniamo a rispondere a Elisa: Erica ti ha già spiegato la situazione del pdf. Purtroppo, non sei la sola ad averlo scaricato e ad aver pensato che fosse la nostra traduzione. Ci dissociamo dalla versione online e saremo prontissime invece a ricevere il tuo giudizio - anche negativo - sulla nostra, se vorrai...

      Ma ci teniamo ancora di più a rispondere ad A.
      Da tempo ci segnalano i tuoi commenti sparsi in vari luoghi del web; abbiamo preso visione direttamente degli errori che annoti e anche di un certo "sentimento" non decisamente "neutro" che viene fuori dalle tue parole. Quindi ci e ti chiediamo, intanto, il perché non solo dello zelo con cui riporti le tue osservazioni in quasi ogni blog, ma anche di una punta di astio che ci pare - concedici di pensarlo - ne viene fuori.
      Quanto alla traduzione, abbiamo passato anni sulla resa di Nord e Sud e siamo convinte di ogni scelta di interpretazione, con la quale comunque si può essere d'accordo o meno.
      Prendiamo qualcuno degli esempi che citi? Riportiamo direttamente le tue annotazioni, poi la nostra risposta:

      1) "Le "anomalie" della traduzione sono moltissime, oltre al tipo di errori sopra citati ci sono altri errori che vanno a sommarsi:
      es. si dice vestito da lutto là dove il vestito è da sera o da ricevimento a pag. 483 Edith danza nel suo abito da lutto in crepe bianco!"

      Sì l'autrice scrive proprio così, vuol sottolineare con queste parole come Edith non viva e non mostri il lutto, tanto da non indossare il tradizionale abito nero da lutto, ma appunto mostrarsi in bianco.


      2) "Cercheremo di essere lì per beccarlo quando finisce di mangiare, prima che vada a lavorare..
      BECCARLO!!!!! Ma che è una squinzia quindicenne tamarra che parla o Margaret????????
      Ci sono altre espressioncine siffatte nella traduzione!
      Insomma gli errori (o anche semplici cadute di stile) nell'italiano sono moltissimi, ampi e vari/diversificati, ma qui mi fermo. Quindi io a questa traduzione do un 2 --, questa casa editrice avrà avuto anche buone intenzioni e nobili scopi nel riproporci questa autrice ottocentesca ma bisogna anche essere all'altezza di certi compiti e questa traduzione non ha reso onore ad un testo dell'ottocento , questa traduzione è inadeguata."

      Sì, è proprio Margaret a parlare, Margaret, atipica eroina dell'Ottocento, che familiarizza con gli operai e il loro registro basso e volgare, e talvolta lo assimila. Il verbo "beccare", a nostro avviso, restituisce perfettamente e con immediatezza il significato di acchiappare/cogliere qualcuno di sorpresa e per tempo propri della forma "to catch him".


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    2. 3) "Pag. 105: Margaret, invece, andava poco in giro, fra gli uomini e le macchine; capiva meno la conseguenza visibile di quella forza e si dà il caso che familiarizzo ( non c'è nemmeno l'accento sulla o!) con uno o due di quelli....
      Per me:
      .....il caso che FAMILIARIZASSE con..."

      L'accento su "familiarizzò" c'è eccome, e l'uso del congiuntivo non è affatto obbligatorio, tutt'altro.
      In generale, non capiamo perché, in molti esempi che citi, critichi il nostro uso del modo indicativo.
      Nell'oralità - e stiamo parlando di dialoghi in molti casi - esiste un fenomeno detto di "semplificazione", per cui nella possibilità di scelta fra indicativo e congiuntivo come forme corrette di espressione si è soliti preferire la prima, trattandosi appunto di un registro colloquiale.
      Così come non è obbligatoria nell'italiano scritto (quindi tantomeno nei dialoghi che riportiamo) la forma dell'oggettiva implicita che pretendi di sostituire alle nostre oggettive esplicite. "Io le dico che ho bisogno d’attaccarmi con l’immaginazione alla vita altrui" lo scriveva anche Luigi Pirandello.


      4) "Altra cosa che non ho gradito è una certa nebulosità in certi passaggi che non so se dipenda dal testo della Gaskell vero e proprio o dalla traduzione :
      faccio solo un esempio : pag.530/31 alla fine si deduce che Margaret voglia avere la libertà di girare in zone povere per poter aiutare ... ma io deduco la cosa solo da una frase di Edith che dice: Temevo che ti saresti vestita di marrone e grigio-polvere, per non far vedere lo sporco che tirerai su in tutti quei posti, prima di questa frase non avevo capito una beata mazza sulle intenzioni di Margaret espresse per 2 pag. !!! Va bè per capire cosa intendo bisognerebbe avere il testo sotto... comunque nel romanzo ci sono altri punti così!"

      Non sempre il traduttore deve sciogliere il significato, certe volte deve anche sacrificare la facilità di lettura e comprensione, se è vero che l'autore vuole quello. Forse dovresti davvero procurarti l'edizione inglese e confrontarti con la scrittura originale di Elizabeth Gaskell.


      5) "I LIT blog che hanno esaltato il libro senza avvertire della traduzione scadente o che addirittura hanno esaltato detta traduzione li guardo con occhio torvo e con meno rispetto e fiducia, penso volessero spingere questo editore, che mi pare abbia buone intenzioni ma che poi le concretizzi non molto bene!
      Pagine dove ho trovato errori e/o nebulosità / cadute di stile... all'interno del libro , alcune le ho riportate su ma voglio mettere almeno il numero di pag. per far capire l'ampiezza del disastro..."

      Ti assicuriamo, non ci spinge proprio nessuno per partito preso; forse riceviamo recensioni positive perché qualcuno apprezza davvero i nostri libri.


      Precisiamo che nelle ristampe abbiamo cercato di correggere i refusi che purtroppo ci sono nel nostro libro come in ogni altro libro (e se trovate un refuso nelle nostre edizioni vi preghiamo di segnalarcelo!), ma non cambieremo la traduzione.

      Ma vista e considerata l'osservazione finale, siamo veramente convinte, A., che potresti spendere le tue quindici euro in libri che ti soddisfano di più, per cui puoi scriverci in privato a info@jomarch.eu per comunicarci un tuo recapito e saremo liete di rimborsarti.

      Lorenza e Valeria - Jo March

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    3. Mi dispiace, ma mi scambiate per qualcun altro ho lasciato i l mio commento su Ibs, Anobii e qui.
      Quel che dovevo dire l'ho detto su Anobii, senza rancore ma anche senza stima, gli errori nel libro che ho comprato ci sono, sia voi che io sappiamo che non sono solo quelli a cui avete ora dato una spiegazione (insufficiente).... Qui chiudo perché, mi piace parlare , ma non polemizzare ... come lettrice sono rimasta delusa dalla vostra traduzione e ne parlo con altri lettori, i miei argomenti li ho esposti.. è vero sono rimasta delusa da blog che hanno esaltato la traduzione perché per me non merita, ma è solo la mia opinione.
      Non lascerò altri commenti.
      A.

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