sabato 3 agosto 2013

Dell'originalità

Ho una gran voglia di caffè. E ho schifosamente caldo.
A parte questo, volevo spendere due parole sull'originalità o su quello che si intende quando si parla per 'originalità'. Più che altro, per chiedervi cosa ne pensate, visto che io non ho ancora ben chiaro il concetto in tutte le sue sfumature.
Qualche giorno fa gigioneggiavo su Facebook, quando sul gruppo di Diario di pensieri persi – dove si ciacola un sacco di editoria e cose interessanti – Emanuela Taylor ha postato uno status in cui si domandava perché non esistessero (bei) libri con protagoniste lit-blogger. Ora, tralasciamo il fatto che immagino avesse in mente tutt'altro, i miei ingranaggi si sono messi in moto e quasi per scherzo ho iniziato a scrivere una storiellina post-apocalittica con personaggi lit-blogger. Se vi interessa ho aggiunto la pagina Survival Blogger lassù, ma, come dire, non ne ho un'altissima opinione. La sto scribacchiando per puro divertimento, vi assicuro che non è un granché e che sicuramente avete modi migliori di spendere il vostro tempo. Tra l'altro l'ultimo capitolo fa impressione pure a me. Madonna.
A parte questo, ieri girellavo per una libreria e mi sono messa a sfogliare la zona horror. Oddio, zona horror, c'erano pure tutti i porno-vampiri... ad ogni modo, prendo dallo scaffale il primo volume di quella che ho scoperto essere una trilogia, Apocalisse Z di Manuel Loureiro. Il cui protagonista è un blogger. E ammetto di essere rimasta un po' sconcertata.
Ora, non è che io credessi che la mia idea fosse poi così originale, però ho cominciato a pormi dei dubbi. Ce ne sono altri? Quanti siamo ad avere avuto questa super-originalissima ideona? Qualcuno penserà che sto plagiando il suddetto Loureiro?
Cose così.
Negli ultimi tempi ho iniziato a pensare che tutto sia già stato detto, fatto, scritto, raccontato. Che se qualcosa è così originale da non essere mai stato narrato, beh, un motivo ci sarà. Tipo un'invasione di My Little Pony famelici. E che l'originalità non sta tanto in quello che si racconta, quanto nel modo in cui lo si interpreta e racconta. Per dire, ne esistono tanti di film sul nazismo o sulla tratta degli schiavi. Ma dobbiamo tutti ammettere che l'interpretazione che ne ha dato Quentin Tarantino è ben originale.
Non so. Credo che essere originali significhi avere davanti la stessa identica cosa che stanno guardando tutti, ma improvvisamente iniziare a vederci qualcos'altro.
Voi che ne pensate? A pensarci bene ho scritto solo un'accozzaglia di banalità. Però mi andava di scriverle, quindi ve le lascio qui lo stesso.
E vado a farmi un santissimo caffè.
(Comunque se qualcuno avesse voglia di scriverne, sarei lietissima di leggere qualcosa su un'invasione di My Little Pony famelici. Vi lascio i diritti, vi lascio.)

17 commenti:

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    1. Oh, ma salve!
      Uhm, io credo che il primo tizio che s'è detto 'E SE! Se gli alieni potessero infilarsi nel cervello delle persone e far muovere i loro corpi??' sia stato originale. Credo che l'originalità esista, solo che non riesco a definirne i confini.

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  2. Credo che essere originali significhi avere davanti la stessa identica cosa che stanno guardando tutti, ma improvvisamente iniziare a vederci qualcos'altro.
    assolutamente d'accordo! non avrei saputo dirlo meglio!

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    1. Secondo me avresti potuto eccome xD

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    2. beh, non sono bravissima a spiegare certe cose, ma credo che l'originalità di un prodotto abbia necessariamente a che fare con la sensibilità dell'autore. avevo scritto qualcosa di simile non ricordo quanti secoli fa a proposito del fatto che tutti si lamentano della somiglianza tra tutti gli shoujo scolastici. sì, ci sono gli inevitabili cliché e le situazioni sono per forza di cose sempre uguali, eppure ci sono storie che riescono ad emozionare per quanto siano "banali" e ordinarie. perché c'è quel qualcosa in più che riesce a rendere anche la storia più banale assolutamente unica. perché magari i disegni, la regia, i tempi, le inquadrature eccetera.

      credo semplicemente che, a prescindere dal tema e dal mezzo, più un'opera è "sentita" da chi la crea, e ne riflette la vera interiorità, più sarà "originale".

      si è capito qualcosa? ho il cervello in pappa per il caldo XD

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    3. a proposito di questo discorso, mi viene in mente quel libretto ruba come un artista, se non l'hai letto te lo consiglio.
      spiega, in parole povere, quali sono alcuni dei metodi per trarre ispirazione da quello che si ha intorno. dato che le influenze sono inevitabili, l'unica cosa da fare è imparare più che si può dagli altri, dalle opere che ti piacciono, da quello che vedi intorno a te, farlo tuo, digerirlo per bene, e rielaborarlo aggiungendo quello che hai di tuo.
      c'era un esempio, mi pare parlasse di atleti o forse non ricordo bene, che diceva tizio ha guardato quello che faceva caio. ha fatto quello che faceva caio ma facendolo come sapeva farlo lui: è uscito fuori qualcosa di diverso dallo stile di caio ma che non poteva esistere senza aver visto caio.
      credo che sia così. si impara da tutti, ma bisogna imparare e non copiare, non adeguarsi, ma - permettimi di dirlo con parole terra terra - prendere, mangiare, e rivomitare tutto insieme con una buona dose dei tuoi succhi gastrici.
      sono disgustosa, lo so.

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    4. Disgustosa ma comprensibilmente. Capisco. Ho adocchiato quel libriccino, è in libreria... quasi quasi ò_ò
      Sai che manga mi torna in mente, effettivamente? Non sono un angelo. Che tratta di una storia così estremamente banale in maniera però così... non lo so. Diversa, intensa, profonda. Forse è perfino il mio manga preferito della Yazawa ò_ò

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    5. anche a me piace un sacco non sono un angelo ;_; <3

      prendilo il libriccino. ne avevo parlato sul blog in inverno (se cerchi qualche informazione in più) ma davvero merita di essere letto. io lo tengo sulla scrivania, a portata di mano, e ogni tanto lo sfoglio e e e, non lo so, mi da l'input di fare qualsiasi cosa!

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  3. Ciao Leggivendola, secondo me l'originalità esiste, va ricercata. Certo, c'è il rischio di creare qualcosa che già esiste, ma la diversità dell'individuo dovrebbe contribuire a fare la differenza. Facendo un esempio: pensiamo solo ai nostri blog letterari, a tutti quelli che esistono...beh qualcuno non è proprio "originale", perché l'individuo che lo gestisce non è se stesso, vive lo stile di un altro e a volte lo fa inconsciamente.
    Mi spiego.
    Magari uno pur di risultare: frizzante, simpatico, ammiccante, piacevole rubacchia le cose di qua e di là, ma non riesce a farle sue, le prende passivamente e le appiccica nel suo blog. Questa è la morte dell'originalità.
    Essere originali non vuol dire necessariamente creare ex novo ogni volta un prodotto, essere originali è sapere reinterpretare, rileggere, riordinare, riosservare le cose. Essere originali è rivisitare i luoghi, i romanzi, le ricette, i siti, i blog e metterci un briciolo di se stessi.
    Se ognuno di noi mettesse un po' di suo...hai voglia a vederne di cose originali! =)
    E' proprio come dici tu "Credo che essere originali significhi avere davanti la stessa identica cosa che stanno guardando tutti, ma improvvisamente iniziare a vederci qualcos'altro."

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    1. Ma ciao *O*
      Uhm. Mi piace il nuovo elemento che inserisci, quello della 'persona' e non del 'punto di vista'. Uhm.

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  4. Allora, impossibile fare qualcosa di nuovo in toto. Le influenze ci sono sempre, ed è così che deve essere. Credo che l'originalità consista nell'elaborare una materia già esistenza in maniera nuova, inedita, mai vista prima, o con elementi bizzarri, inconsueti. Difficile farlo, sicuramente. E l'elemento, nel caso di un libro, potrebbe anche essere solamente lo stile con cui è narrata la storia che potrebbe avere anche la trama più banale di questa terra.

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    1. Eh, anche secondo me ormai è impossibile inventare un nuovo 'tema' o almeno scrivere qualcosa cui nessuno aveva mai pensato prima.
      Elaborazione, sì. Forse può essere anche togliendo gli elementi bizzarri o inconsueti che c'erano già. Ma sì, il succo alla fine è quello.
      Uhm.

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  5. Io credo che l'originalità non stia tanto nel tema trattato, ma nel modo in cui questo tema viene trattato. Basti pensare a tutti i romanzi d'amore che esistono... alcuni sono terrificanti, altri bellissimi, eppure l'argomento è sempre lo stesso.

    E credo che la tua frase sia una definizione perfetta di cosa voglia dire essere originali :)

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    1. Effettivamente. Non avevo pensato all'esempio lampante dei romanzi d'amore ò_ò

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  6. Tarantino se la cava alla grande con crossover, mashup e quant'altro. C'è arte anche in questo.

    Quanto alla tua domanda, secondo me potresti fare un giretto da queste parti.

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  7. Secondo me, Erica, il problema è che tu consideri l'originalità in maniera assoluta. Ma le verità assolute non esistono.
    L'originalità è relativa a chi legge, non a chi scrive. Del resto, nel mondo siamo più di sei miliardi, è ovvio che sia così.
    I primi che hanno portato in Italia i miti orientali sono stati originali, ma solo "relativamente" ai lettori italiani, perché dal punto di vista dei giapponesi stavano parlando di banalità.
    Non so se mi sono spegato...

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  8. anch'io mi sono spesso chiesta in cosa consista essere originali e come si fa a raggiungere un livello di scrittura originale, diciamo così. sono arrivata alla conclusione che l'originalità non esiste de factu o meglio, rivisitando un famoso detto, secondo me l'originalità sta negli occhi di chi guarda. in fin dei conti tutti quelli che si mettono a scrivere non fanno altro che rimaneggiare tutto il materiale letterario e non che hanno assorbito durante tutta la loro esistenza.

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