lunedì 20 maggio 2013

Salone del Libro - Incontri

Ecco, alla fine sono qui pure io, pronta a narrare delle vicende torinesi. Ieri notte sono tornata alle 3, reduce da un viaggio in macchina durante il quale ho cercato di sdormicchiare il più possibile senza riuscirci e da tre giorni di totale estasi libresca. Per non parlare dell'amica che mi ha ospitata e di sua madre, che sono state semplicemente meravigliose. Ai miei occhi di ligure (Toh, lì c'è la caffettiera, fatti il caffé.) sono stata trattata con mille paia di guanti, tutti spessi e morbidissimi. Ho passato ogni giorno nella commozione.
Comunque!
Vediamo, il Salone del Libro... che posso narrare? Perché ce ne sono, di cose da narrare... anche troppe. Infatti dividerò le questioni in tre post, 'Incontri', 'Case editrici' e 'Blogger'. Perché a ben vedere quasi tutto il tempo che ho passato al Salone è stato in piacevolissima compagnia di gente mai vista prima di quel momento (a parte Salomon e Camilla, ma voi già lo sapete che vi adoro quindi posso evitare di sottolinearlo ulteriormente, no?) e che si sono dimostrate così simpatiche e intelligenti e... e davvero, sono così felice di aver potuto constatare che le ragazze che leggo abitualmente sono davvero come lasciano intravvedere nei loro post. Sono davvero felice di averle incontrate.
Ma visto che qui rischio di dimenticarmi pure i temi degli incontri, vedo di iniziare da quelli.

Laboratori di traduzione.
Come si fa una proposta editoriale

Questo è stato il primo incontro, raggiunto con una ventina di minuti di ritardo dall'inizio perché... beh, perché mi ero persa. Qui alcuni editor e traduttori (Marcos y Marcos, E/O, Del Vecchio) davano consigli ai traduttori sul modo migliore di proporre un libro da loro tradotto. Mi sembravano consigli abbastanza logici, ma forse non lo sono così tanto, a giudicare dalle occhiate e dalle risatine che si scambiavano... quindi, vediamo. Mandare il testo a una casa editrice di cui si è già esaminato il catalogo. Mandare un testo interessante. Mandare qualcosa di davvero ben preparato. Direi basta. No, non è stato dei più proficui. Per me, almeno. Ma io non sono traduttrice, quindi...

Elefanti rosa
Racconti brevissimi e pesanti teorie – con Stefano Benni

Stefano Benni. Un nome che basta a fare trillare i miei sensi di lettrice. Io lo adoro, Benni. E gliel'ho detto, mentre facevamo la foto. Volevo dirgli qualcosa, ma non sapevo cosa. Mi è perfino venuto quell'istinto malvagio di dire qualcosa abbastanza impressionante da essere ricordabile. Che cosa stupida, si finisce solo a fare la figura degli idioti. Però mi sarebbe piaciuto dirgli che un po' mi aveva partorito anche lui, perché il mio Io-lettore è stato plasmato dai suoi libri. Avrei voluto fargli capire in qualche modo quanto significasse la sua esistenza per me, ma mi sono limitata a un semplice 'Io la adoro' che gli ha strappato una piccola risata. E quella me la sono portata via.
Dicevo, l'incontro con Benni. Se mai dovesse fare una lettura dalle vostre parti, SANTODDIO andate. È stato divertente, esilarante, simpaticissimo. Ha letto diversi racconti, un paio suoi e il resto di autori che non conoscevo. A parte Kafka. E li ha recitati benissimo, facendo piccole battute tra l'uno e l'altro e... e no, davvero. Io lo adoro.



Potere alla parola
Contro la violenza sulle donne – Loredana Lipperini, Michela Murgia

Questo non è stato affatto un incontro piacevole, ma dovevo andarlo a sentire comunque. La storia della parola 'femminicidio', il modo in cui il fenomeno è raccontato dai giornali, l'eterna indignazione per il classico 'L'ho uccisa perché l'amavo', storie di donne che hanno sconfitto il mostro e di altre che ne sono state divorate. Articoli, giornali, centri anti-violenza.
Scuoto la testa e passo avanti, via. Tanto non riuscirei mai a riprodurre un discorso così perfetto. Rischierei solo di annacquare il messaggio.

Book blog, editoria e lavoro culturale.
Cosa succede in Italia? - eFFe

Ecco, questo credo fosse l'incontro che più mi premeva. Tra l'altro ero tentata, una volta finito, di andare da eFFe a stringergli la mano e a dirgli 'Ciao! Sono la rompiscatole', ma poi ho pensato 'Sì, ok, ma a lui che gliene frega?' e ho evitato. Dunque, vediamo. Oltre a eFFe c'erano Marco Giacomello, di Scrittori Precari e avvocato specializzato in diritto d'autore, Christian Raimo (non credo abbia bisogno di presentazioni, ma mi limito a dire 'MinimumFax') e Francesco Forlani di Nazione Indiana. Devo dire che mi è piaciuto molto il clima che si è creato tra loro, che scherzavano e si facevano battute, magari sforzandosi di non ridere.
Inizialmente eFFe ha parlato un po' dell'ebook di cui ho lungamente disquisito QUI e che vi invito nuovamente a scaricare, che è veramente interessante. Ha parlato del... beh, del non-so-come-si-chiama 'In my mail box', quel post periodico in cui un blogger presenta i libri ricevuto da una casa editrice.
Ecco, io non sono del tutto d'accordo con eFFe. E qui, prima di andare avanti, vi consiglio di leggere il post linkato poco fa, che sennò non vi ci raccapezzate. Ecco, è vero che ci sono blogger che aprono le proprie pagine alle case editrici senza remore e senza pudore, rendendoli vetrine assoggettate piuttosto che spazi personali. È vero e ne è pieno il web. Però, a voler essere proprio pignoli, alla fine quelle che fan così sono le uniche che ci guadagnano effettivamente qualcosa. Libri e gadget gratis. Contente loro...
Il fatto è che io non riesco a trovare un'alternativa, né credo di volerla trovare. Verissimo che con le sue recensioni un blogger dona visibilità e pubblicità ad un dato libro e conseguentemente alla casa editrice che l'ha pubblicato. E sì, lo fa gratis. E... e beh, a me va bene così. Perché è un hobby, un piacere, una gioia parlare di libri. E non con le case editrici, ma con altri lettori. Io credo che sia un po' una situazione simile a quella del calcio, dopotutto. Io ho le mie squadre del cuore, le mie case editrici preferite. Se vedo qualcuno che sceglie un Marcos y Marcos piuttosto che un Mondadori, dentro di me c'è un ultras che urla 'ED E' GOOOOOOL!'. Va bene così. Siamo tifosi, non manager. Certo, c'è chi agisce come manager perché vuole fare il manager, o magari soltanto per i libri gratis.
Ma tanto diciamocelo, i libri mandati dalle CE sono spesso delle ciofeche allucinanti, quindi...
Dunque, dicevo?
Ecco, putiamo caso che un blogger serio e competente, che magari riesce pure a smuovere le sue belle vendite – ed è evidente che non parliamo di me – si trovi ad essere pagato. D'accordo.
Da chi? Dalla casa editrice? Turpidume impensabile. Dai lettori? Ohohoh!
No, davvero. Da chi? E soprattutto, quali sarebbero le conseguenze sulle recensioni? La differenza tra uno che scrive libero da ogni vincolo e da uno che scrive ricevendo un compenso è palese ed evidente. 
Come poi non parlare dell'intervento di Raimo? Che ha parlato della missione dei blogger come di 'educazione alla lettura', elencando alcuni criteri/proposte/speranze, come la collettivizzazione (con tutto il rispetto anche no, eh.), l'uso di competenze trasversali, essere artistici e analitici, avere la capacità di schierarsi politicamente, la sincerità, l'integrazione di tutele sindacali e professionalità e l'equità dei compensi.
Ora, io non ho proprio ben chiaro se stesse parlando ancora di blog o di editoria in generale. Perché io ripeto e ribadisco, il blogger per me è tifoso, appassionato, è un giocatore di D&D che si studia i manuali di notte, uno sportivo che passa ore a esercitarsi al canestro. Solo che lo racconta, lo condivide, lo rivela al mondo e agli altri appassionati. Non si può finanziare una passione così, dai.
Certo, non nego che tramite un blog ci si possa fare conoscere da 'gente del campo'. Ma questa non è la ragione prima. Almeno, non dovrebbe esserla.
Ora... io suonerò orrendamente moralisto-ingenua-CandyCandy. Ma perché bisogna sempre pensare in termini di interesse o di scambio? È proprio necessario? Non possiamo funzionare altrimenti?

Dall'Algeria all'Italia
Amara Lakhous

Di lui – o meglio, di un suo libro – avevo già parlato QUI. Entusiasticamente. Ecco, quest'incontro mi è piaciuto un sacco. C'erano lui e Carmine Abate che chiacchieravano, si punzecchiavano, Abate faceva dei complimenti ad Amara e lui si scherniva dandogli un buffetto sul ginocchio. Bellini.
Ha parlato delle sue radici che si muovono, del processo che lo porta a scrivere le sue storie, della scelta dei suoi personaggi. Ha parlato di come l'Occidente ha finito per buttare su tutti gli islamici l'etichetta di 'fondamentalista', accennando tristemente all'uccisione di due amici che l'ha portato a fuggire dall'Algeria e alle lotte femministe dell'università.
Abate ha letto qualche spezzone del suo ultimo libro, Contesa per un maialino italianissimo a San Salvario. Pezzi che un po' mi hanno fatta ridere per poi lasciarmi con quel retrogusto un po' amaro sulle labbra. Quando ti rendi conto che c'è davvero gente così malata da portare un maiale in una Moschea.
E... beh, che dire? Gentilissimo, arguto, un po' modesto. E ribadisco la possanza del mio consiglio.



Recensioni 2.0
Come la rete racconta i libri

Questo aveva le potenzialità per essere l'incontro più interessante di tutti, veramente. Solo che è stato troppo breve. Sicuramente troppo breve rispetto agli ospiti chiamati a parlare. E gli ospiti...
Intendiamoci, la Bottazzi di Gli Amanti dei Libri, Morgan Palmas di Sul Romanzo, la creatrice di Zazie e Bullado di Con Altri Mezzi mi vanno benissimo e hanno detto tutti qualcosa di interessante. Solo che c'erano altri due ospiti. Due che avevano creato un gruppo di lettura su Anobii.
Bene. Mi fa piacerissimo. Nello spazio incontri Book to the 'future' la parola è andata per circa metà dell'incontro a due tizi – oh, anche simpatici, eh! - che hanno parlato di come si incontrano e si spulciano le librerie su Anobii.
Ovviamente non c'è stato neanche il tempo per una domanda o per intavolare una discussione.
Sigh.
Vediamo. Non ho apprezzato particolarmente come la Bottazzi ha parlato di Gli Amanti dei Libri. Capiamoci, seguo il blog, ci trovo spessissimo news interessanti, è sempre aggiornato sulle varie questioni editoriali. Però la Bottazzi parlava soprattutto di... non lo so, sul blocco per gli appunti ho segnato 'troppa attenzione all'influenza delle recensioni'. Mi è sembrato parlasse troppo di quello che provoca o vorrebbe provocare e non di quello che è o... non lo so. Non mi ha convinta del tutto, anche se ha poi giustamente evidenziato il bisogno dei lettori di competenza e obiettività.
Poi è stato il momento di Morgan Palmas e lì ho iniziato a sorridere. Mi sono detta 'Ok, lui ha capito. Lui c'è'. Perché c'è. Ha parlato dell'importanza di essere sempre aggiornati, del rapporto tra critica, editori e blog letterari e di come stia cambiando. Di come in Italia siamo ancora indietro, separati nella rete, ancora tesi a mantenere tutto su un piano virtuale.
Coff, sor Palmas, forse lei non sa che leggo in pigiama.
Ecco, su un paio di cose non sono stata del tutto d'accordo con Palmas. Cioè, è vero che non ci sono molte iniziative 'fuori dalla rete', in Italia. Però è anche vero che non siamo più così separati gli uni dagli altri. Ci parliamo, discutiamo, ci rilanciamo argomenti da un punto all'altro, spesso con punti di vista diametralmente opposti... ed è fantastico. Palmas ha fatto l'esempio di Twitter, di come non ci si ritwitta mai tra blogger. Ecco... no. Palmas, con tutto il rispetto, no. Io ritwitto un sacco e un pochino vengo ritwittata. Lo scambio c'è eccome, di articoli e di recensioni. Le informazioni ce le lanciamo continuamente. Forse si riferiva ai blog 'grossi' e 'collettivi', ma...
Ecco, mi si concede una previsione? Io credo che un giorno i lit-blog personali saranno 'grossi' quanto gli altri. E lo immagino perché, secondo me, il viso che puoi dare al singolo blogger è molto più importante del volto di nebulosa credibilità di un blog collettivo. La butto lì, magari mi sbaglio. Vedremo tra qualche anno, che dite?
Poi è stata la volta della creatrice di Zazie, secondo la quale – e questa affermazione l'ho commentata con un LOL – il mondo delle recensioni in rete è ancora molto poco 'inquinato'. E invece è un po' impantanato, dai, dobbiamo ammetterlo. Se per 'recensioni in rete' parliamo della fuffa che si trova sui social-network per lettori, dai, è pieno di fuffa. Inquinato un po' in malafede e un po' per... beh, per incompetenza. Scusate, ma io gente che dà una stellina a Il teatro di Sabbath perché Sabbath gli sta sulle palle la chiamo 'incompetente' a dire poco. Io sono anni che ho smesso di cercare informazioni librose su Anobii e simili, perché un'ottima parte non vale un foglio di carta igienica usato. Un mondo in cui non puoi distinguere la parola del pirla dalla parola del competente non è affidabile. Punto.
Poi siamo passati a Bullado di ConAltriMezzi, che ho apprezzato un sacco, anche se la sua parola è stata 'inquietudine'. Ha parlato di quel senso di inquietudine che preannuncia e auspica un cambiamento, però... ecco, perché inquietudine?
Ecco, denota che il 90% delle recensioni che si leggono sui giornali non sono recensioni, ma copiaincolla da comunicati stampa delle case editrici o segnalazioni. Ha parlato della questione generazionale, dell'età media dei recensori, che è 22 anni. No, per dire, sono in ritardo pure io, allora.
Ha parlato di come il mercato della pubblicità online negli USA sia passato in pochissimi anni da 5 a 120 miliardi di dollari e di come il mercato della pubblicità su carta stampata sia diminuito di 35 miliardi in due anni.
Ha parlato del fatto che l'interesse economico della CE nei riguardi dei book blog non è nell'aumento delle vendite, ma nell'allungarsi del ciclo di vita del romanzo e nel mantenimento della biblio-diversità.
Via, interessantissimo. Peccato non ci sia stato spazio per disquisire di questi argomenti...

Dunque, io di incontri non ne ho seguiti altri. E meno male, che sennò avrei dovuto allungare ulteriormente il post. Non ne avevo mai scritti di così lunghi, se qualcuno è arrivato fin qui, beh, tanto di cappello.

33 commenti:

  1. Hai incontrato IL MAESTRO!!!

    Credo che se mi vede un'altra volta mi dirà ma sempre qui stai???

    :D

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    1. Sì, ed è stato fantastico *__* Non l'avevo mai visto dal vero, ero estasiata.

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  2. E' stato davvero un piacere conoscerti di persona e lo sai, ti adoro! :D

    Hai partecipato ad un sacco di incontri, bravissima! E anche i riassunti che ne hai fatto sono molto precisi e rendono bene l'idea.
    Mi è dispiaciuto un sacco non poter sentire eFFe ieri, però quello che hai scritto mi ha dato interessanti e ulteriori spunti circa il suo libro e il mondo dei blog.
    Poi ti devo proporre una cosina, ma ti scrivo una mail ;)

    PS abbiamo pubblicato iquasi in contemporanea il post sul salone del libro! ;D

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    1. Scommetto che è stato mooolto più un piacere per me ù_ù Tch.
      No, davvero ç_ç Sei un essere umano tanto pregevole. Se ripasso da quelle parti ti stalkero.
      Ti dirò, alla fine non essendoci stato tempo per intavolare una vera discussione non è uscito molto di nuovo dall'ebook... a parte l'inno della DDR mentre si perculavano vicendevolmente xD
      (E secondo me Raimo somiglia un sacco a Ingroia ò_ò)

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  3. Ciao Erica!
    Sono Federica e, innanzi tutto, devo dirti di essere contentissima di averti incontrata! Ora posso leggere i tuoi post "sentendoli" con la tua voce, e così sono ancora più divertenti!
    Mi dispiace di non averti salutata per bene ma alle 17 volevamo andare a sentire Manfredi (incontro un po' inutile) e non sapevamo bene dove fossi finita... sarà per la prossima volta ^^
    Molto interessanti gli incontri a cui hai partecipato, soprattutto quello sulle Recensioni 2.0
    Condivido quasi tutti i tuoi ragionamenti anche se, a differenza tua, io non ho ancora perso fiducia in aNobii. Alcuni utenti sono affidabili e non bisogna prendere tutto come oro colato, ma mediando tra stroncature e recensioni positive ci si riesce ancora a fare un'idea non del tutto sbagliata del libro che ci ha incuriositi. Io promuovo il sito e i suoi utenti ^^
    Ciao

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    1. Ciao! Sono stata felicissima d'incontrarti \*O*/
      D'altronde eravamo tutte di fretta e in ansia per nuovi incontri, io credo di non aver salutato decentemente nessuno... sigh.
      Uhmm... io Anobii... non dico che ce l'ho sull'anima né nego che comunque ci si trovino commenti interessanti o anche vere recensioni, sparse qua e là. Però è un sistema che secondo me non funziona, se penso alle tizie che danno 1 stellina a Cime Tempestose perché dopo aver letto che è il libro preferito di BBbellah si aspettavano un Twilight2... non so, io ormai ci vado solo per sbirciare nelle librerie di quelli che conosco o per tenere a mente cosa ho letto e quando. Però non mi fido più, ecco. Cioè, CinquantaSfumature ha lo stesso punteggio della Despentes, cribbio T_T

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    2. Sì ma ovvio, le stelline non vogliono dire nulla! Però se si leggono un paio di recensioni ci si fa un'idea... Magari, ad esempio, una persona può dar 2 stelline e lamentarsi del fatto che la storia d'amore non è ben sviluppata e così io capisco che quello è il romanzo perfetto per me, che di amore non voglio neppure sentire parlare! Per quello ancora mi ci affido, per lo meno i pareri sono per la maggior parte disinteressati e sinceri, anche se forse non attendibili... Vanno interpretati ^^
      Ciao!

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    3. Mmmh.
      Guarda, io non mi lamento di pareri falsi o dati in malafede. Però mi lamento dell'inaffidabilità. Per me un parere non va interpretato, se uno dice una cagata dice una cagata.
      ... e questo è il momentaccio in cui mi si scopre perfida e snobbona dietro la facciata sorridente&saltellante xD
      Voglio dire, la prima cosa che uno vede di un libro sono le stelline. E le stelline influenzano. Poco fa ho aggiunto un libro alla libreria Anobii e mi sono ghiacciata nel vedere che aveva tre stelline e mezzo, nonostante sia stata una lettura fantastica. Agatha Raisin e la quiche letale, una commedia gialla very british, scritta benissimo, ben congegnata, pure tradotta ottimamente. E subito sotto, un tizio ha dato 3 stelline. Che non sono neanche poche, ma perché? Perché se l'aspettava diverso. Sì, maccristo, non è un problema del libro.
      Ieri ne ciacolavo con mia sorella - che di norma sopporta tutte le mie paturnie libresco-editoriali - la quale mi ha detto che su Animeclick - o qualcosa del genere - uno può lasciare il voto solo se adeguatamente spiegato. E io, per quanto possa essere restrittivo, sono d'accordo con un approccio del genere. Perché un parere serio e motivato non può essere messo sullo stesso piano di uno che mette un voto a caso perché non ha gradito il libro. Lo so che è un problema mio, che se mi attaccano i libri che mi piacciono mi parte l'embolo, però...

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  4. E' stato un piacere conoscerti! E mi dispiace sia durato così poco!

    Appena riesco faccio mente locale sull'incontro sui book blog con eFFe e cerco di parlarne anche io... è che non su alcune cose non ho ancora un'idea precisa e prima di parlarne vorrei essere ben sicura di cosa dire :)

    Uh, io ho un paio di nostre foto di gruppo! Poi ve le mando! (se mi dimentico, chiedetemele!)

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    1. Ribadisco che quelle foto sono carinissime *w*
      E che la prossima volta spero tanto che avremo più tempo per ciacolare ;__;
      E attendo quello che dirai sull'incontro con eFFe u_u

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  5. Io non sono andata a Recensioni 2.0 perché c'era tra gli organizzatori/partecipanti Gli Amanti dei libri... Non condivido per niente il loro approccio alle recensioni, non sono mai recensioni ma solo esaltazioni di evidente stampo pubblicitario :) Non c'è alcuna analisi né critica.
    Sono d'accordo con te riguardo alle obiezioni sull'incontro sui bookblogger: ho notato troppe "regolette" nel definirli, mi sembra si rischi di infilare il fenomeno in toto in un'omogeneità di portali collettivi, mentre per me il blog ancora è una voce identificabile e personale e appassionata.
    E' stato un piacere conoscerti, cara <3

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    1. Effettivamente Gli Amanti dei Libri li seguo solo per le news, ora che ci penso ò_ò Uhm. Ed effettivamente per metà del suo intervento ha promosso dei loro corsi di scrittura creativa >_> Non mi ha convinta, ribadisco.
      Però poi c'erano anche Palmas e Bullado *O*
      Ecco, sono d'accordo. Raimo parlava di collettivizzazione, dove secondo me la cosa più grande dei blog è la loro personalità individuale. A me non interessa quello che dice una rivista, mi importa del giudizio di Tizia o Sempronia nel momento in cui riesco a dare loro un volto e dei gusti.
      (No, è stato un piacerissimo per me ç_ç)

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  6. "Ma perché bisogna sempre pensare in termini di interesse o di scambio? È proprio necessario? Non possiamo funzionare altrimenti?"

    Quoto e sottoscrivo. Brava.

    (Credo che dipenda dal fatto che Raimo e C. con 'sta roba ci devono mangiare. Detto senza nessun spregio, sia chiaro, solo come semplice constatazione.)

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    1. Eh, non capisco perché quest'obiezione non venga fatta più spesso.
      Non so, Raimo parlava soprattutto pensando a MinimaetMoralia, quindi comunque da un punto di vinta bloggoso, credo... e già la MinimumFax non riesco a vederla come la classica CE che pensa unicamente al profitto, è una delle poche cui voglio proprio bene. Cioè, secondo me non sono loro che pensano al dané, piuttosto pensano che dovremmo pensarci noi ò_ò Credo.

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    2. Minimum fax s'è conquistata anche il mio rispetto, proprio grazie alla passione che traspare da ogni loro progetto.
      Però credo che anche loro, come chiunque lavori per vivere, debbano stare parecchio attenti alla gestione economica dell'attività editoriale.
      Da qui ad allargare la stessa ottica anche alle attività limitrofe non ci vuole poi molto. Del resto mi chiedo, i post su minima&moralia vengono postati gratuitamente o dietro compenso? (non ci vedrei nulla di scandaloso, semplicemente non lo so). In ogni caso mantenere uno spazio come quello è un costo per la casa editrice, e qualcuno, in qualche modo, deve pagare.

      Temo siano solo i blogger come me e te, che non hanno alcun interesse economico (e quindi nessun vincolo) che possono permettersi di "funzionare altrimenti".

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    3. Uhm, se i post fossero gratuiti non sarebbe una spesa mantenere il blog aperto. Mi pare se ne sia fatto cenno durante un incontro al Salone, del fatto che dopotutto ovviamente MinimaetMoralia è anche un modo per far conoscere meglio la casa editrice, per promuovere la sua identità. Che sì, c'è anche il discorso commerciale, ma non c'è 'solo' quello. E dopotutto è una bella identità.

      Ti dirò, secondo me non siamo in pochi. Non siamo neanche la maggioranza, anzi. Forse un 30%. Però ci siamo e credo sia sbagliato ignorare la cosa. Io ho passato il Salone con blogger meravigliose che tengono blog meravigliosi per i quali non percepiscono né intendono percepire un centesimo.
      Il resto, citando Palmas, è fuffa u_u

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  7. Ahahaha, Stefano Benni, geniale paraculo!

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    1. Non è paraculo, è l'essere altissimo perfettissimo u_u
      (Deh, sai che da Agosto potrei trasferirmi dalle tue parti? *O*)

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  8. Vedo che ti sei divertita. :)
    sono molto contento.

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    1. Diciamo che ho dato un'occhiata al Paradiso e ho gradito quello che ho visto u_u

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  9. Che bello questo tuo resoconto. Un giorno dovrò assolutamente fare un salto a Torino, anche se non è proprio dietro l'angolo. Mi state facendo rosicare un sacco tutte voi con questi bei racconti! :)
    A proposito di Stefano Benni: sto leggendo "Margherita Dolcevita". Non avevo ancora letto niente di suo e mi sembrava giusto rimediare, così quando ho trovato quel libricino al Conad in offerta l'ho preso subito, però...però. Insomma, rispetto a tutto quello che leggo di lui, commenti molto entusiasti, sono piuttosto delusa. Tu con che cosa mi consiglieresti di continuare la conoscenza con Benni?
    Immagino l'emozione di esserci così vicina, al tuo adoratissimo!

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    1. Ma guarda... Margherita Dolcevita è il mio preferito in assoluto xD Però è anche quello che ai fan piace di meno... ti consiglio Saltatempo o Achille Piè Veloce. Poi a me sono piaciuti tutti, nessuno escluso *__*
      E sì, il Salone è fantastico, ha superato ogni mia aspettativa. Bisogna andarci. Bisogna.

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  10. E' stato un piacere incrociare le mie forbici (e la mia carta) con te!

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    1. Che poi, mi sa che sarò l'ultimo a parlare del Salone. Sono proprio un outsider...

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    2. Ahahahah è vero xD
      Sono una loser perfino a carta-forbice-sasso T_T
      Attendo il resoconto da hipster *O*/

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  11. Bellissimo resoconto, peccato non poter essere venuta quest'anno, mi rifarò il prossimo anno spero, sono tua nuova follower, seguirò il tuo blog molto volentieri interessanti post, bacio....

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    1. Ma ciao, grazie :)
      Te lo consiglio vivamente, il Salone è stupendo. Non mi ero mai trovata così a mio agio in mezzo a tanti sconosciuti.

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  12. Sto dal cellulare perciò non mi dilungherò: sei adorabile! E ora i tuoi post li leggerò con uno spirito diverso, perché ora sento proprio la tua voce mentre dice le cose che scrivi. Un abbraccio!

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    1. Le ho detto la stessa cosa :D

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    2. ;___;
      Mi sento cuoriciosa.
      Dovrò ascoltare tonnellate di metallo pesante per questo.

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  13. Al tizio che dice che il 90% delle recensioni che si leggono sui giornali siano spudorati copiaincolla di comunicati stampa non faccio fatica a credere. Non ho capito però il discorso sull'età media di 22 anni dei recensori...
    Ad ogni modo sei bravissima. Un gran bel follow-up il tuo.

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  14. Mi sono tuffata in questo post! Il Salone del libro è il mio grande rimpianto e il sogno di una vita che spero di realizzare presto. Molto interessante il rapporto fra books blog e case editrici. Credo che tutto si inserisca in un discorso più ampio. Le aziende, di qualsiasi tipo, usano ogni mezzo per farsi pubblicità e vendere, quindi anche i blog. Per noi che veneriamo i libri, ci sembra 'brutto' che il libro sia un prodotto commerciale come un altro e serva a fare soldi, oltre, e a volte più, che cultura o piacere. Ma è così. Comunque le interferenze esterne in un blog si scoprono subito e a me personalmente inducono a fuggire a gambe levate. Confesso, però, che vorrei tanto essere una fashion blogger e ricevere tonnellate di scarpe, accessori e trucchi gratis da provare e raccontare in modo totalmente disinteressato!!!

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  15. Direi che è stata un'esperienza formativa! E grazie per il post con cui hai condiviso le tue esperienze.

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