lunedì 15 aprile 2013

Sofia si veste sempre di nero di Paolo Cognetti


E dunque, buonasera! Ultimamente mi sto assentando parecchio, contrariamente a quanto vorrei. Un po' per gli esami che si appropinquano inesorabili e un po' per cavolacci miei di cui spero di non sentire il bisogno di parlarvi almeno per un po'. Mano di vernice su queste belle giornatone e parliamo di Sofia si veste sempre di nero di Paolo Cognetti pubblicato da MinimumFax nel 2012 ed eletto Libro dell'anno da Fahrenheit.
Dunque. Tanto per cominciare è un titolo di cui ho sentito parlare così tanto, così spesso e così bene da farmi storcere il naso e salire le aspettative al tempo stesso. Non fosse della MinimumFax probabilmente me ne sarei tenuta alla larga.
Oh, giusto, da qualche giorno ho gli occhiali nuovi. Le lenti sono così spesse e potenti da avermi costretta ad una montatura grossa e nera, di plastica, da vera hipster. Quindi, beh, spero di riuscire a spurgare presto quest'orrido malanimo hipster che evidentemente infestava la montatura.
Torniamo al libro. Ammetto che sono partita con pretese assurde. E che si tratta indubbiamente di un bel libro. Scritto bene. Pensato e progettato bene. Belli i personaggi, così veri che li puoi quasi toccare. Però, ecco, non mi ha catturata come avrei sperato. Forse perché parla di 'vita vera che più vera non si può', con questi personaggi realistici a cui accadono cose realistiche e a cui, trovo, reagiscono in modo passivo, quasi piatto. Non piatta la narrazione, piatte le reazioni dei personaggi. Ma non perché sono raccontati male, proprio perché sono fatti così.
La trama, allora. La storia ruota attorno a Sofia. Tanti brevi racconti incentrati su una persona che in quel momento le è vicina, dalla zia Marta al padre Roberto, dalla coinquilina Caterina alla madre Rossana. Il tempo rimbalza incostante da un racconto all'altro, tutti in prima persona tranne l'ultimo, che forse è quello che ho preferito insieme a quello iniziale. Sofia è nata a fine/metà degli anni '70 a Milano, la madre è una casalinga frustrata e il padre un ingegnere all'Alfa Romeo. Sulle loro vite teoricamente e orrendamente normali c'è una cappa di tensione definita prima da Rossana e poi da Sofia stessa, la frustrazione che passa da madre in figlia.
Più ci ripenso e più mi ripeto che è un bel libro e che la motivazione più sincera che posso addurre al mio relativo gradimento è che Sofia mi sta sulle balle. Davvero. Non sopporto le Sofie. Le persone deboli che si sforzano di sentirsi speciali. Quelli che hanno bisogno di sentirsi protagonisti e 'fanculo al resto dell'umanità. Quelli che sembra ti facciano un regalo con la loro presenza, no? Non so se avete conosciuto gente così. Io sì.
Li libererei da tutti i loro patemi pseudo-artistoidi a ceffoni.
Dicevo, è evidente che questo libro non è 'mio'. D'altronde non riesco neanche a capire se la cosa dipenda dall'eccessivo realismo della storia che racconta che non rispecchia i miei gusti o dal fatto che l'ho letto con un filtro di 'roba mia' sugli occhi.
Perciò che dire, dopo tutta questa pappardellata d'indegno nulla? Se vi piace il genere, è davvero un bel libro. E se non vi stanno sulle scatole le Sofie, ancora meglio.

10 commenti:

  1. Anch'io ho sentito parlare (letto, più che altro) solo che benissimo di questo libro. E come te, tutto questo fervore mi frena un po'. Penso che se me lo leggo adesso, rischio di non godermelo a pieno; mi sa che lascio passare un po' di tempo prima di conoscere Sofia.

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    1. Sì, forse avrei dovuto aspettare pure io che il fervore calasse un poco... però me l'ero trovato così bellamente davanti in biblioteca, che potevo resistere?

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  2. Effettivamente Sofia è uno di quei personaggi un po' ambigui. E anche io, a volte, l'avrei presa a randellate. Quindi, sebbene a me il libro sia piaciuto tantissimo, comprendo perfettamente il tuo punto di vista :)

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    1. Ahahaha, stavo di nuovo per insultarla nel risponderti xD
      La cosa mi irrita un po', di solito l'antipatia per un personaggio non arriva a 'frenarmi' fino a 'sti punti. Che cavolo ò_ò

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  3. La voglio conoscere questa Sofia! Il titolo mi ha incuriosito dalla prima volta che l'ho sentito, quindi credo che presto ci stringeremo la mano, io e Sofia. Speriamo che non sia odio!

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    1. Beh, ma magari no, dai xD La mia reazione a Sofia non è molto condivisa in giro.

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  4. Anche io ne ho sentito parlare pressoché ovunque, quindi sentire il parere di voci fidate fa piacere. Ahimè, temo che anche io prenderei a randellate Sofia; nondimeno, non smette di incuriosirmi, quindi credo che lo leggerò.

    Tra l'altro, penso che siano in molti a tifare perché vinca lo Strega: su Twitter ho letto un sacco di messaggi beneauguranti :)

    P.S. forza e coraggio, per tutto :)
    Gli occhiali hipster che conservano il malanimo mi hanno fatto ridere come una scema xD

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    1. A me ha fatto piacerissimo vederlo tra i candidati allo Strega, sicuramente lo merita. Cioè, tolto il fatto che verserei acqua del cesso nel colluttorio di Sofia - coff - è davvero un bel libro.
      (P.s: eeeeh .__. grazie.
      Gli occhiali hipster stanno perdendo il loro maligno potere, comunque u_u)

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  5. L'ho visto in libreria pochi giorni fa e Sofia mi ha subito ricordato vari personaggioni hipster/emo/nichilisti/esistenzialisti che ho conosciuto in passato :D Credo che non piacerebbe neanche a me, ma sono gusti.

    Ilaria http://lalettricefelice.blogspot.it/

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  6. libro che tengo nella mia lista dei desideri dalla sua uscita nelle librerie...ora mi toccherà leggerlo! ;-)
    Grazie, ciao
    Simone

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