mercoledì 3 aprile 2013

Piccoli scorci di libri, ovvero recensioni assai brevi e poco impegnative #16


A volte ritorno di John Niven – traduzione di Marco Rossari – Einaudi, 2011

A questo libro mi sono avvicinata dopo un po' di tentennamenti. L'ho tenuto intonso sul comodino per quasi un mese, prima di decidermi a leggerlo. Poi per leggerlo c'ho messo un giorno solo, il che già qualcosa lo suggerisce. Oddio, ammetto che le prime pagine mi hanno fatto seriamente ponderare l'idea di rimetterlo giù. Non ho niente contro la volgarità – come ben sa chi mi conosce di persona – ma mi infastidisce quando è fine a se stessa, quando feci e falli vengono lanciati senza alcun motivo da un lato all'altro della conversazione come palline da ping-pong. Inoltre... ecco, io credevo che Niven fosse americano. Un americano deluso, incazzato, stufo marcio di trovarsi a dividere l'ossigeno con frotte di creazionisti e spietati rimbambiti d'ogni sorta. E invece è scozzese. La cosa un po' mi ha spiazzata, ma poi, beh, ammetto che ho trovato il mio stesso stupefatto sdegno riflesso nelle sue pagine.
Cioè, America... perché? Hai la NASA. Il MIT. London, Hemingway, Steinbeck, Twain. E poi ti riduci a 'sti punti. Creazionismo, sanità privata, scuole pubbliche schifose, il divieto dell'insegnamento dell'evoluzione perché offende la religione. Cioè, America... perché?
Che poi credo sia uno dei motivi per cui l'America ha dato i natali ai più grandi comici del mondo. È dallo sterco che nascono i fiori, no? Infatti Niven apre con una citazione di Bill Hicks e più avanti ci lancia anche una frase di George Carlin. I comici americani sono così intensamente lucidi che non sembrano neanche fare parte dello stesso mondo dei repubblicani.
… ma la pianto di divagare? Un po' di contegno, su. Non ho ancora detto una sillaba sulla dannatissima trama, che diamine.
Allora, Dio è andato in vacanza. Intorno al Rinascimento, vedendo che tutto andava bene, si è detto che poteva anche prendersi una settimana di ferie – il tempo del Paradiso scorre ben diversamente rispetto al nostro – e il libro comincia così, col suo ritorno in ufficio. Allegro e contento – io non riesco a non immaginarlo come il Drugo – porta il pesce fresco alla segretaria, chiacchiera allegro coi sottoposti – gli Angeli – e poi si ritrova a doversi mettere in pari con l'evoluzione intellettuale dell'uomo, cosa che lo lascia in lacrime.
Che fare, se non rimandare Gesù sulla Terra?
Ecco, è più o meno da questo punto che ho cominciato ad adorare questo libro. Perché il Paradiso era veramente inconcepibile, troppo allegro e luminoso e 'tutto va bene' e 'tutti ci vogliamo bene'. Poi Gesù si risveglia nel buco di NY in cui abita con un paio di vecchi amici, due dollari in tasca e il pensiero fisso di fare del bene alle persone, barbaramente ostacolato dalle suddette persone. Ha preso con sé un paio di barboni ed ex-tossiche, una delle quali con due bambini che lo adorano. Gli amici con cui suona da anni lo convincono a presentarsi ai provini di American Popstar – che poi sarebbe American Idol – e... e beh, la storia va avanti, si sviluppa, cresce, si contorce.
Bello. Non mi piace quello che fa vedere, soprattutto perché è vero. Così vero da essere ovvio. E non dovrebbe esserlo.
Comunque sia, io lo consiglio. Mi è piaciuto un sacco, anche se non posso dire che sia stata una lettura indolore.

L'ultimo lupo mannaro di Glen Duncan – traduzione di Tomaso Biancardi – Isbn Edizioni, 2011

Questo lo bramavo da millenni. Un libro sui licantropi edito dalla Isbn. Cioè, io sono – sarei? - una grande appassionata di vampiri-licantropi-streghe e quant'altro, se non fosse che ormai le loro rappresentazioni si sono sgretolate sotto il peso delle storielline d'amore per adolescenti. Quindi, sì, questo libro è stata una boccata d'aria fetida e cadaverina. E sì, è un gran complimento. Questo è un libro sui lupi mannari. Rimane ancora da capire perché cavolo Duncan abbia voluto chiamare il suo protagonista Jacob, ma a parte questo è e rimane un gran libro sui lupi mannari.
Il protagonista, appunto Jacob, narra in prima persona sul diario che si porta sempre dietro. Da quando duecento anni fa ha compiuto la sua trasformazione dopo il morso di un licantropo, è cambiato. Radicalmente. Ha scelto di sopravvivere e di diventare un mostro. Non sta ad ammantarsi di moralismi o a cercare di dimenticare quello che è, bensì ha finito per accettarlo. O questo o il suicidio, si era detto, e non avendo voglia di morire...
Sangue. Tanto sangue. Organi spappolati, arti strappati, scontri a fuoco, feci, sterco, sesso. Tanto per non farci mancare nulla, no? Ed è scritto meravigliosamente. Forse è questo che stupisce di più. Nonostante la crudezza dei contenuti e i pezzi di carne sanguinolenta che ci vengono propinati ben volentieri, la scrittura non è una fredda sceneggiatura, un mero riassunto. È scritto veramente, veramente bene. Le figure retoriche, le riflessioni, i dubbi di Jacob sul morire o il non morire.
Perché Jacob è stufo, annoiato, depresso. Il suo contatto col WOCOP – l'organizzazione che caccia e uccide i lupi mannari – gli comunica che è rimasto solo, l'ultimo della sua specie. E... e beh, la trama si mette in moto con una rapidità tale che mi è anche difficile parlarne. Da subito, prometto, tanto sangue.
Bello, tra l'altro, il mondo 'sovrannaturale' che ci viene presentato. Mi è piaciuto, l'ho trovato credibile. Forse un po' scontato, ma a questi punti non può essere altrimenti.
Quindi... quindi sì, lo consiglio agli appassionati del genere. E non vedo l'ora di leggere il seguito.

18 commenti:

  1. Bene, cara: il primo mi ispira, lo cercherò. Ormai stai diventando una risorsa preziosa per i consigli di lettura...io ricambio raccomandandoti Barbablù, di Amelie Nothomb. Quanto ai lupi mannari non sono le mie creature preferite, perciò mi ispira un po' di meno. :)

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  2. Io A Volte Ritorno l'ho appoggiato proprio dopo poche pagine. Non riuscivo a vederci niente di buono se non una valangata di volgarità inutili. E non è che mi sconvolga facilmente, ma mi sembrava tutto "troppo". Magari dovrei riprenderlo...

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  3. Zitella: Uhm, visto che non ho mai letto niente della Nothomb, accetto volentieri il consiglio *w*

    Silvia: Guarda, io ti consiglio di riprenderlo in mano. Lo so che quelle prima pagine sono veramente irritanti, però poi cambia. Anzi, prova a saltare direttamente la prima parte, tanto è solo un'introduzione u_u

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    1. xD proverò, perchè mi sono fermata a prima che Gesù fosse mandato sulla Terra, ricordo una dose spropositata di canne con Jimmy e l'ira di Dio quando scopre che tutto è andato a rotoli mentre lui era a pesca *_*

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  4. Premessa: avevo scritto un commento lungherrimo ma il karma ha voluto che la pagina si aggiornasse (??) e il mio commento è andato a farsi benedire. Poco male, perché era pieno di inutili giri di parole.
    Faccio un riassunto: hai letto e recensito due di quei libri che stanno facendo la muffa sul mio Mammut-sgabellino verde (in camera mia finge di essere un comodino) dai secoli dei secoli.
    Non so perché ma ormai non rispetto più l'ordine mentale dei libri da leggere (perché sì, un tempo avevo una sorta di scaletta interiore), leggo centordici libri in contemporanea, mi imbarco in mattonazzi assurdi senza sapere bene come portarmeli dietro, incastro la lettura tra le 100 serie tv che guardo seguendo strategie ignote ai più (pure a me) e niente, mi sputo, mi insulto davanti allo specchio e mi colpisco in testa con un'edizione cartonata Mondadori a caso (fanno male eh) ma niente, continuo a non imparare dai miei errori. Tutta la storia delle punizioni del Condizionamento Operante di Skinner con me non funziona. Sob.
    Tutto questo per dire che argh, me invidiosa perché tu li hai letti e io no!

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    1. Lo voglio anch'io un mammut-sgabellino-verde °__°
      Uhm, io più che altro tento di non leggere più libri in contemporanea, così posso concentrare tutta la mia attenzione massima su uno... a meno che il libro non sia troppo pesante per essere scarrozzato in giro, in caso ne inizio un altro 'da passeggio' xD
      Secondo me ti piaceranno assai entrambi *w*

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  5. "una boccata d'aria fetida e cadaverina"
    ... Ti adoro <3
    ... e ovviamente mi precipito a prendere "L'ultimo lupo mannaro", anche se non so quando lo leggerò!

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    1. Sì, ammetto che mi è abbastanza riuscita come descrizione xD
      Poi fammi sapere che ne pensi *w*

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  6. 'A volte ritorno' era piaciuto molto anche a me!

    Ilaria http://lalettricefelice.blogspot.it/

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    1. Quant'è difficile astenersi dai commenti spoilerosi T_T

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  7. Mi ritrovo un sacco nel tuo commento sulle incongruenze dell'America...

    Comunque. Lieta che ti siano piaciuti entrambi, dato che mi piacerebbe leggere entrambi e ormai abbiamo appurato che abbiamo gusti molto simili U.U Soprattutto per quanto riguarda il libro di Duncan, dato che avevo sentito anche pareri parecchio negativi.

    Anche se... Jacob? Sul serio? xD C'è un non so che di giustizia divina e di ribilanciamento del karma, in tutto questo.

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    1. Eh >_> E ribadisco, perché? T_T
      Uhm, non dubito che ci siano stati pareri mooolto negativi. Credo di non aver mai letto un libro sui lupi mannari 'così'. Non ha niente di allegro o di ruffiano o di leggero. Però cacchio, l'è bello ò_ò
      (Sì, Jacob xD E l'ha scritto che Twilight era ben stato scritto/pubblicato/fatto-il-film °__°)

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    2. Rimarrà sempre un gran mistero, per me. Dovremmo tenercelo come argomento di conversazione-faccia-a-faccia, perché ho idea che ci terrebbe impegnate per un po'. Tipo un paio di settimane.

      Ahaha, con quel l'è bello mi hai stesa xD

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    3. Allora ce lo teniamo come argomento di discussione per quando pigiameremo, ohohoh u_u

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  8. "a volte ritorno" non mi è piaciuto niente.
    sembra partire in modo divertente, cinico, cattivo...
    ma poi crolla. ennesima favoletta .
    è un libro da vacanza sulla spiaggia.
    non lo consiglierei. non lo consiglio. è il genere di libro che odio e che porta la gente a leggerlo solo perchè fa la figura del libro cattivo e sarcastico che si permette di prendere in giro la religione.
    ma i contenuti e l'originalità alla fine sono zero.

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    1. Uhm, la cosa curiosa è a te è piaciuto l'inizio e detestato il resto, mentre per me è stato tutto il contrario xD
      A 'sti punti io non cerco neanche più l'originalità tematica. Ormai è stato scritto tutto lo scrivibile.
      A parte questo... beh, no, effettivamente non sono d'accordo neanche col resto >_>
      A me non piacciono i libri 'cattivi e sarcastici'. Mi dà fastidio il bisogno di sboronaggine di certi autori, ma non penso proprio che questo faccia parte del genere. Anzi, alla fine è un inno al 'Ehi, ma state calmi, siamo tutti dei gran paciocconi agli occhi di Dio'. Più o meno, ecco.
      Vero che ormai è facilissimo prendersela con la religione. D'altronde, se già mi girano qui in Italia, non oso pensare come si stia nell'ultra-cattolica-fondamentalista America... quindi boh.
      Che poi che male c'è nel libro da vacanza sulla spiaggia? La scorrevolezza non è mica un difetto ò_ò

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  9. Ciao e scusa l’off-topic. Mi sono trovato a dover nominare 15 blog ai quali assegnare il prestigiosissimo “Versatile Blogger Award” e il tuo blog è tra i miei prescelti. Spero non ti dispiaccia. Sul mio blog troverai tutte le indicazioni, nel caso volessi passare a ritirarlo. Ciao.

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    1. Ma figurati se mi spiace, grazie mille *O* Giungo!

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