lunedì 22 aprile 2013

I book blog - Editoria e lavoro culturale di eFFe


Sto incontrando delle difficoltà nello scrivere questo post. Non che io non sappia cosa scrivere o non abbia tempo per farlo. Il problema è che ho dimenticato di trasferire il suddetto ebook nella mia chiavetta usb e l'ho bellamente lasciato a prendere polvere virtuale nel computer di mia madre. A casa di mia madre. E pare che il sito cui è affidata la vendita ce l'abbia con me perché rifiuta di lasciarmelo scaricare. Certo, potrei anche fare via Amazon, ma Amazon mi sta cocentemente sulle scatole, quindi andrò un po' a memoria e un po' a spezzoni. Tanto non è che devo farne un riassunto, no?
Parto col dire che di questo ebook se ne sono lette di ogni per un po' di settimane. Il che è anche positivo, perché dopotutto se ne è parlato, ma non è che alla fine si sia discusso granché degli argomenti che tratta. Si è parlato moltissimo di due frasi in croce, della loro interpretazione, dell'interpretazione che è stata data all'interpretazione e così via. C'è un punto in cui eFFe denota l'esistenza di blogger che, anche all'interno di siti/blog collettivi – di quelli grossi che io non ci posso neanche lavare i piedi con le lacrime, per intenderci – vendono le proprie recensioni, non necessariamente in denaro, piuttosto con l'offerta di varie collaborazioni, entrando in un 'rapporto ambiguo' con gli editori.
C'è chi questa affermazione l'ha presa male, come un'accusa rivolta a tutti i blogger letterari o comunque a una larga fetta. Invece l'impressione che mi ha dato eFFe è di essere uno che ne sa a pacchi, oltre al fatto che la sua asserzione era molto precisa e circoscritta. Quindi c'è solo da prenderne atto. Io poi non è che ci veda proprio Il Male, posto che un blogger continui ad essere blogger e non emissario di una particolare CE, quindi bom.
A parte questo, l'ebook è pieno zeppo di spunti interessantissimi. Parla di blog letterari in generale, con qualche considerazione sparsa. Discute la differenza tra blog collettivi e blog personali. L'analisi di uno studio sull'influenza dei blog sulle vendite di alcuni libri condotto dall'AIE e presentato al Salone del Libro l'anno scorso, pieno di falle nella progettazione. Il modo di vedere il lit-blogger da parte delle case editrici, la volta che gli hanno dato dello 'scroccone', quando poi a ben vedere è a quello 'scroccone' che viene richiesta pubblicità gratuita tramite recensioni. Credo che la parte che mi ha interessata di più sia stata quella sull'antropologia del dono, ovvero quel fattore che rende difficile criticare in modo del tutto oggettivo un libro che si è ricevuto in regalo, anche se non si ha alcuna intenzione di mentire nella propria valutazione.
Poi ci sono un altro paio di punti con cui non sono del tutto d'accordo. Non nel senso 'Tu hai torto, io ho ragione', eh, solo un 'La penso diversamente'. EFFe denota – non ricordo in che parole, se sbaglio 'mea culpa' – che i blogger che scrivono per passione finiscono per fornire visibilità gratis agli editori, che finiscono per guadagnare sull'entusiasmo altrui. E a questo io rispondo 'nì'. Cioè, sì, è vero che una recensione magari convince qualche lettore a procacciarsi un particolare libro, rendendo un ignaro o magari gradito servizio ad una particolare casa editrice. Però io, come blogger e come lettrice, non me ne dispiaccio affatto. Anzi, considerando il non troppo roseo periodo in cui versa l'editoria italiana, ben venga. Ovvio, non è il motivo che mi spinge a scrivere recensioni, però non può farmi che piacere. Se un libro mi piace al punto che mi sento di consigliarlo, allora bene che venga letto. Poi beh, ci sono case editrici a cui sento proprio di voler bene, che se fossero persone mi ci aggrapperei per un abbraccio. Tipo la Marcos y Marcos, la Isbn, la MimimumFax. Anzi, la MinimumFax niente abbraccio, perché secondo me la sua personificazione sarebbe un tizio abbastanza scostante e vagamente hipster, quindi allergico ad ogni contatto fisico. Però ecco, dicevo, cavolate a parte, che non mi dispiace se qualcuno 'guadagna' sulle mie recensioni. Anche perché volendo andare a ritroso, più che sulle mie recensioni, starebbe raccogliendo i frutti della meritevolezza del libro segnalato.
Ma poi è vero, sono cose che variano da blog a blog. Quelli che accettano libri in regalo effettivamente rischiano di trovarsi a pubblicare acritiche segnalazioni o recensioni sfalsate sui libri ricevuti. Non tutti, eh, sia chiaro. Però tempo addietro ne ho letta una che mi ha fatto un po' cascare le braccia. Non ho letto il libro in questione né ho intenzione di farlo, perché sono convinta che sia un'emerita ciofeca. E credo che la blogger stessa la pensasse esattamente come me, nonostante si dibattese strenuamente tra sincerità e omissione. Il libro non le era piaciuto, ne sono convinta. Eppure è riuscita a lodarlo. E questo l'ho trovato veramente triste. Cioè, un blog dovrebbe essere uno spazio 'tuo', in cui non dovresti temere di esprimere la tua opinione. Se rinunci così alla tua voce che senso ha?
Ma soprassediamo.
Un altro appunto che mi sento di fare è quello sulle regole 'del buon blogger' stilate da eFFe. Su alcune – vorrei poter dire su tutte, ma tutte non me le ricordo quindi glisso così – sono d'accordo, ma ammetto che la concezione stessa di una serie di linee-guida per blogger mi perplime un poco. Io credo che i blog siano spazi troppo diversi gli uni dagli altri, almeno quanto lo sono le persone che li gestiscono. Siamo una quasi-comunità, o almeno vorrei che lo diventassimo, però siamo anche estremamente individualistici. Almeno, io lo sono. La Leggivendola è mio, la possibilità che altre persone stabiliscano i criteri secondo cui dovrei scrivere mi fa solo che innervosire. Libertà di fare schifo come blogger, diciamo.
Anzi, senza stare troppo a estremizzare credo che alla fine ogni blogger parta con una serie di criteri e principi in testa, che poi magari si modificano col tempo. Alcuni verranno con l'esperienza, altri col buon senso. Segnalare sempre se un libro è giunto come regalo o se è stato acquistato, non mentire mai ai propri lettori, cose di questo genere sono così ovvie che dovrebbero costituire quasi la base di partenza con cui si apre un blog.
E magari la chiudo qui, che mi sta uscendo un illeggibile papiro.
Vi consiglio di nuovo e spassionatamente di procurarvi questo ebook. Costa così poco che perfino io, nella mia infinita ligurità, me lo sono procacciato. 1.08 euro. È interessante, ben scritto, ogni osservazione viene ampiamente motivata. Merita. Senza contare il fatto che ogni centesimo speso nell'acquisto va all'Associazione Toscana Tumori. Quindi, ribadisco, cattatevelo a questo link. E poi se vi va ditemi cosa ne pensate.

17 commenti:

  1. Te lo linko un po in giro, posso?

    RispondiElimina
  2. Tra tutti i blog che seguo non è un segreto se dico che il tuo è uno di quelli che preferisco!
    Hai scritto un post molto interessante, che contiene delle osservazioni personali, ma altre anche oggettive. Voglio leggere l'ebook solo per saperne di più sull'"antropologia del dono", perchè ritengo che nonostante uno sia libero di scrivere quello che vuole, in molti non ci riescano quando il libro è stato regalato da una CE. Ma per fortuna non tutti sono così, e spesso il tempo e l'esperienza "miglioreranno" anche quei blog facilmente influenzabili ^^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oddio, ma grazie ç_ç Mi commuovo.
      Poi fammi sapere che ne pensi dopo che l'hai letto.
      Comunque... non lo so. Non credo che esperienza e tempo potranno fare molto. Credo che ci siano persone che aprono blog col preciso intento di andare poi a chiedere libri gratis alle case editrici. E anche blogger che col tempo hanno veramente finito per dimenticarsi chi sono i loro interlocutori, se le case editrici o i lettori.
      Poi alla fine non è che si possa stare troppo a giudicare quello che fanno gli altri, il bello della blogosfera è che nessuno conta più di un altro.
      Però sì, c'è da prendere atto che ci sono anche blog fatti così.

      Elimina
    2. Tempo e esperienza possono fare solo per chi ingenuamente non ha il "coraggio" di criticare un libro quando magari gli ha fatto schifo, poi sono d'accordissimo che sicuramente c'è chi apre un blog solo per avere libri gratis. Triste, ma vero. Ma alla fine starebbe alle Case Editrici fare un minimo di selezione, ma forse non frega niente nemmeno a loro, anche se qualcuno credo ci guardi.

      Elimina
    3. Sul discorso case editrici, effettivamente due domande me le faccio anch'io... cioè, dando una sbirciata in giro noto che mandano libri da recensire pure a chi ha anche meno di 10 iscritti ò_ò Cioè, un po' di metodo, su...
      Che poi io capisco non aver voglia di criticare negativamente un libro, è una cosa che pure io ho fatto ben di rado... però se non ti senti di essere sincero, semplicemente evita la recensione.
      Ma stiamo parlando di un'etica non condivisa, perciò >_>

      Elimina
  3. Intanto pubblicizzo questo tuo commento. Poi, dato che ne sento parlare parecchio e l'argomento, non sarà una sorpresa, mi interessa, penserò a procurarmelo - addio "budget" di giugno! Due domande rapide:
    1) quant'è lungo?
    2) è lecito assumere che non ci siano DRM?
    Sono info non specificate (mi pare) sul sito dell'autore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beh, almeno sforerai il budget di poco, via xD
      1) Non molto. Fai conto che l'ho letto nel giro di un pomeriggio con soste frequenti per far riposare gli occhi.
      2) ... guarda, io mi ricordo che è pubblicato con licenza creative commons, quindi mi verrebbe da presumere che sia privo di DRM, però non è che ti so dare una risposta sicura al 100%. Magari chiedi direttamente a eFFe, è disponibilissimo.
      E tu come ti poni? Via che son curiosa ù_ù

      Elimina
    2. In effetti, con una licenza CC puoi redistribuirlo a chi ti pare (con qualche limitazione) e non avrebbe senso mettere i DRM. Lo considero al 100%.
      Dico anche che non lo leggerò in un pomeriggio.
      Come mi pongo? Ecco... riguardo all'oggetto "blog letterario" e al rapporto con l'editoria? Be', pacifico che di quella famosa iniziativa e delle ciance sul peso ho le mie opinioni, non trovo nulla di male che tale rapporto ci sia. L'importante è l'onestà dei blogger nello scrivere recensioni - o non scriverle. Si può anche palesare, con un "questo libro è stato gentilmente fornito da...", giusto per evitare abiguità e accuse. Anzi, la troverei una forma di cortesia. Ma non è di questo che stiamo parlando, giusto?
      Linee guida? Può darsi, ma a questo punto si parta da un processo condiviso, un forum. Un manifesto, se vogliamo, ma poi non ci si obblighi a seguirlo!
      E comunque non lo metterei in cima alle priorità.
      Poi magari è meglio che ne parli dopo aver letto di cosa tratta esattamente 'sto libro...

      Elimina
  4. Ciao Leggivendola,
    in primis grazie per la recensione!
    Poi qualche info tecnica: l'ebook costa 1,19 euro se si compra su Amazon (per chi ha un Kindle) e 1,49 dollari se si compra su Ganxy (che vengono convertiti in euro al momento dell'acquisto e corrispondono, centesimo più centesimo meno, al prezzo in euro su Amazon). Non ci sono DRM e il testo è distribuito sotto licenza CC BY-NC-SA. Le royalties vanno in beneficenza all'Associazione Tumori Toscana. Il libro è lungo circa 50k battute, cioè poco meno di 30 cartelle editoriali, si legge in un'oretta massimo.
    Detto questo, entro nel merito con qualche osservazione. In primo luogo ribadisco quanto già scrivevo qui:

    http://www.daeffe.it/qualche-aggiornamento-su-i-book-blog-editoria-e-lavoro-culturale/#comment-155

    (lo riporto per gli altri, non per te! ;-) )

    Insisto ancora sulla differenza tra blog "grandi" (quelli di cui parlo io nell'ebook) e quelli "piccoli" o individuali, e lo faccio con un esempio. Se hai 20k follower su Twitter, 10k su Facebook, fai 7-8k pageviews al giorno, hai o non hai una responsabilità nei confronti dei tuoi lettori? Secondo me sì, e pure grossa. Pensa se quelle migliaia di lettori che ti seguono quotidianamente fossero elettori, sposteresti un bel po' di voti! ;-) E allora capisci che con questi numeri agli editori luccicano gli occhi perché in quei blog vedono, in soldoni, pubblicità quasi gratuita. E ti posso garantire (per esperienza diretta) che l'AIE, per esempio, sta studiando proprio come sfruttare questa cosa, e a me un po' mi fa incazzare questo atteggiamento.
    Ecco perchè, pur consapevole che la rete è bella perchè è varia e che ciascuno fa un po' come gli pare, penso che "la libertà di fare schifo come blogger" sia una libertà un po' vuota, visto che per fare schifo non bisogna mica rivendicare alcuna libertà... ;-) Voglio dire: i blog di cui parlo io, per numeri e influenza, non possono nascondersi dietro a questa libertà formale, perchè così facendo denunciano la propria irresponsabilità. E dico di più: penso che anche i blog con 25 follower dovrebbero provare a non-fare-schifo e soprattutto a non nascondersi dietro a quel relativismo che ci rende tutti liberi ma anche tutti appiattiti su discorsi che sono rumore di fondo. Ora, per chiarire: non voglio accusare nessuno, ma lanciare una riflessione: se il blogger X prova ogni giorno a scrivere recensioni migliori, a stroncare ciò che va stroncato, a migliorare le proprie capacità social, e così via, non pensi che tutto il dibattito culturale se ne beneficia? In fondo anche i grandi cambiamenti partono da sforzi individuali no?
    I consigli sulle pratiche di trasparenza che do in chiusura del libro - rispondo qui a Salomon - sono pensati per le redazioni di più persone, ma potrebbero anche valere per i singoli blogger. Naturalmente sono consigli, non si tratta né di un decalogo né di un manifesto e men che mai di regole vincolanti. Di vincolante c'è solo ciò che la nostra coscienza c'impone. E la mia m'impone quelle cose che ho scritto! :-)
    Ora, se venite al Salone del Libro di Torino (cosa che vi consiglio e prescindere!) ho organizzato un dibattito su questi temi domenica 19 maggio alle 12.30, magari passate e se ne parla! :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie per le precisazioni, io nei tecnicismi annego miseramente xD

      No beh, la differenza che poni tra blog 'grandi' e quelli 'personali' è chiarissima. Ed è vero che chi ha più visibilità ha anche più 'potere' e da grandi poteri - concedimi la citazione - derivano grandi responsabilità... il problema è in che modo responsabilizzare chi non ha alcuna voglia di farlo.
      D'altronde mi chiedo anche se la possibilità di raggiungere così tante persone implichi davvero un potere così grande. Il fatto è che i blog collettivi mi sembrano così freddi e dispersivi... se penso ai blog di cui sento di fidarmi ciecamente, sono tutti individuali, in buona parte sono persone con cui posso chiacchierare su Twitter o Facebook. Ma magari sono solo gusti personalissimi.
      E davvero una parte di me non riesce a concepire come faccia un lettore a non accorgersi di essere sfamato a recensioni fasulle. Cioè, cascaci una volta, cascaci due volte, poi basta.
      Madonna, come non sto riuscendo a esprimermi. Dev'essere perché stiamo discutendo di etica e l'etica non sta mai ferma.
      E' chiarissimo che non accusi nessuno, così come le linee guida che proponi sono condivisibilissime. Così come è giusto che si discuta, che si cerchi di auto-migliorarsi e di essere sempre sinceri coi propri follower. Ed è giusto che ci si interroghi sul 'potere' dei blogger e sulle derivanti responsabilità. Però - e parlo dal mio piccolo di blogger cialtrona - io quando ho aperto un blog non ho mai pensato alle responsabilità. Col tempo sì, mi sono sentita più responsabile verso chi mi diceva che si sarebbe andato a procacciare un dato libro su mio consiglio, mi scoccerebbe tantissimo sentirmi dire 'Il libro che hai stra-osannato non mi è piaciuto', però... però come fare? Nella blogosfera il bello è che nessuno conta più di un altro.
      In realtà - e immagino si noti - le mie sinapsi sono ancora abbastanza indecise. E sicuramente sarò al dibattito al Salone. Anzi, ho giustamente appena deciso che ci sarò di domenica, visto che non avevo ancora deciso che giorni andare u_u

      Elimina
  5. @eFFe: Grazie per il chiarimento! Fra l'altro il tuo esserci domenica al Salone mi fa propendere per la due giorni...
    Spero di esserci.
    Il discorso è estremamente stimolante (ma non posso argomentare bene non avendo letto la tua posizione) anche per quello che è successo qualche mese fa.
    Diamine, se è interessante.

    RispondiElimina
  6. Sono state fatte un sacco di parole su questo ebook, più o meno sensate, ma poche sono state dette con cognizione di causa.
    E, sarò di parte, ma tra tutte le tue sono quelle di cui più mi fido.
    L'ho già acquistato sotto tuo consiglio e lo leggerò sicuramente a breve.
    E domenica 19 maggio non mancherò di essere alla Fiera del Libro e alla conferenza di eFFe!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma grazie T^T
      Poi quando l'hai finito dimmi cosa ne pensi. E comunque ci vediamo là, eh :)

      Elimina
  7. Applausi scroscianti per la nostra leggivendola!!:)

    RispondiElimina
  8. Io recensisco solo libri di esordienti e solo se mi va. Una volta ho letto un libro su richiesta dell'autrice che non mi è piaciuto. Le ho detto cosa avrei scritto nella recensione e mi ha chiesto di non parlarne (visto che c'erano alcune cose negative). Visto che non mi piace parlar male, ho taciuto, ma non parlerei mai bene di qualcosa che non mi piace.

    RispondiElimina
  9. Ehi, al Salone del libro ci sarò anch'io. Spero proprio di riuscire a partecipare a quel dibattito. Mi sa che ci ritroveremo tutti lì. Avevo già adocchiato quell'evento in programma ;-)

    RispondiElimina