domenica 10 febbraio 2013

Un'antipatia che non mi spiego - Niccolò Ammaniti


Come da titolo, questa è una di quelle antipatie cui proprio non riesco a trovare un'origine. E di solito riesco a trovare una fonte plausibile per qualsiasi antipatia io mi trovi innanzi, legittima o meno. Cioè, capisco che possa giacere un po' sui testicoli un autore scadente, un pubblica-monnezza, oppure un tizio pesante e pedante che si esprime solo per capoversi di venti righe. Oppure verso l'artistoide di difficile comprensione, specie se riservato. O peggio ancora, se fin troppo espansivo verso un mondo che non sa che farsene delle sue lunghe tirate. Però davvero, per Ammaniti non la capisco.
Niccolò Ammaniti scrive bene, costruisce bene i suoi personaggi e dà una solida struttura alle proprie storie. Ed è italiano. Ma non quell'italiano che pretende di moraleggiare, deprimerti e drammatizzare pure sul cracker secco abbandonato nella credenza, e nemmeno l'italiano che massì, alla fine tarallucci e vino e pure il vecchio stronzo più stronzo si rivela un giocondo caciarone. Non è molto carino da dire nei confronti degli scrittori italiani, ma al momento Ammaniti è uno dei pochissimi scrittori cui mi sento di dire 'Ok, pubblica all'estero. Vai e rendimi fiera'. Non ho ancora letto Fango e non ho particolarmente gradito Branchie, ma tutto il resto per me è meraviglia. Il modo in cui spazia tra toni e livelli di drammaticità, poi, non è affatto da tutti. Dal surrealismo di Branchie al freddo metallo di Io non ho paura, dal crudele e adolescenziale Ti prendo e ti porto via (che tra l'altro non volevo leggere finché non mi è stato prestato a forza perché mi ricordava una canzone di Vasco, che mi è sempre stato un po' sulla baguette) al tremendo e immane Come Dio comanda, fino al mio preferito, Che la festa cominci. Che oltre ad essere il mio preferito è pure quello che secondo me riassume al meglio la scrittura di Ammaniti. Scritto in modo chiaro, un'alternanza di eventi contorta ma comprensibile, una perfetta coralità e l'assurdo, il paradosso, il disturbante. Le risate e i brividi, ondate di orribile consapevolezza, la natura umana come sporco.
Eppure sta sull'anima a un casino di gente. Non soltanto, ogni tanto me lo vedo affiancare a Moccia e a Volo ad illustrare la mala-letteratura del nostro secolo. Ma si può? Ma in base a cosa? Secondo quale criterio? Che le trame mi paiono appena un po' distanti, per dire.
Ammaniti sta antipatico perché fa figo dire che è antipatico.
Forse perché ha successo, che dopotutto le sue belle millemila tot di copie le vende. Forse è vederlo ripetutamente insieme a best-seller d'infimo calibro che fa precipitare le sue credenziali, non so.
O magari è il fatto che Ammaniti piace troppo a quelli secondo cui fa figo leggere Ammaniti, perché è esplicito, crudele e non si pone limiti di tematica, che poi lo citano a caso e lo rendono insopportabile tipo effetto spam.
Queste sono le uniche ragioni che ho saputo raggranellare per l'astio di cui è ammantato Ammaniti. Trovatemene altre, magari, io son pure curiosa.
Altrimenti mi limito a consigliarvi i testi che ho lassù enumerato, soprattutto Che la festa cominci, che sembra un incidente con fusione finale tra Benni e Lansdale. L'ultimo, Il momento è delicato, ancora non l'ho letto e Io e te sto cercando di dimenticarlo (leggesi come: vi pregherei di non iniziare da quello).
Noto che in questo post sono stata particolarmente volgare. Tutta colpa di Edward Bunker, sto leggendo Come una bestia feroce – tra l'altro con l'introduzione di Ammaniti – e il suo linguaggio sporco ha infettato tutto quello che settimane di garbati classici erano riusciti a ripulire. Tra l'altro Bunker ha recitato in Le Iene come Mr. Blue, avete presente?
Ad ogni modo, noto anche di non aver fornito nessuna informazione degna di questo nome sulla trama dei libri che ho elencato. Il fatto è che non volevo parlare esattamente dei libri, ma dell'autore. Più avanti vi parlerò anche dei libri, magari. Quando mi verranno restituiti dall'amica cui li ho prestati. Forse. Speriamo.
E infine auguro a tutti una discreta giornata. Citazione coltissima e voluta.

19 commenti:

  1. Ma come diavolo si fa ad associare Ammaniti a Moccia o a Fabio Volo???

    I suoi romanzi possono piacere o non piacere, e su questo ci siamo (io personalmente mi colloco nel mezzo... li ho letti quasi tutti, con entusiasmo, partecipazione, per poi arrivare alla fine e avere spesso la voglia di andare dall'autore e prenderlo a sberle... anche se non so bene perché). Però non si può negare che sappia scrivere, e anche bene, e che le sue trame di banale o scontato non abbiano assolutamente nulla, anzi. Vanno a finire sempre dove non ti aspetti.
    Credo che ci siano comunque degli autori verso cui vada un po' di moda provare antipatia... (ma lo faccio anche io eh, tipo con Baricco!)

    PS: appena ho tempo scrivo un post su questo tema, dal sondaggio fatto su fb... e mi sa che questo post te lo cito :P

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  2. Propendo anche io verso la motivazione "sta antipatico perché è di moda dire che è antipatico".
    Io di suo ho letto "Ti prendo e ti porto via" - crudo, uno schiaffo in faccia. Tra l'altro, l'ho letto quando ero ancora una ragazzina (più "-ina" di adesso, intendo) e devo dire che mi colpì moltissimo per cosa raccontava e come lo raccontava.
    Ah, e ho letto anche "Io e te" - lo so che tutti i fan di Ammaniti non lo gradiscono, ma a me non è dispiaciuto. Forse perché non conosco bene il resto della sua produzione :)

    Però, ecco, associarlo a Moccia... no. Ma proprio no xD Non solo le storie sono totalmente diverse, ma anche la scrittura è su un altro livello (molto più alto - quella d'Ammaniti, s'intende).

    Comunque, mi segno il consiglio su "Che la festa cominci"!

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  3. Elisa: Effettivamente mi è venuto da parlarne dopo il tuo sondaggio, anche se era una cosa che mi frullava in testa da un po'... forse avrei dovuto citarti? °A° Argh.
    T'assicuro che l'ho visto più volte paragonato a Moccia e Volo. Che poi a me Volo non sta neppure antipatico, è la sua produzione che, come dire. Beh.
    E neanche su siti&blog fuffa, anzi. La cosa mi disturba assai ò_ò

    Camilla: Pure io ho letto Ti prendo e ti porto via da gggiòvane. Uno schiaffo, è vero. Io e te... ecco, la trama di per sé non è male, il problema è che - secondo me ù_ù - è veramente tirata via. C'ho visto proprio la pressione della casa editrice a fargli finire in fretta una storia che poteva essere mille volte meglio. E' un peccato ._.
    (Fammi sapere se ti garba, Che la festa cominci u_u Anche se forse a te piacerebbe di più Come Dio comanda, uhm ò_ò)

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  4. Ahahaha ma va, mica dovevi citarmi!!!
    Era per dire che davvero ci sono delle antipatie quasi inspiegabili... e onestamente il nome di Ammaniti non mi aspettavo venisse fuori, o almeno non da così tanti.
    Certo, i suoi libri non sono esattamente per tutti... però da lì a dire che non sa scrivere ce ne passa parecchio.
    (Anche io l'ho letto da gggiovane "Ti prendo e ti porto via" e mi aveva sconvolta, e credo che un autore che riesca a traumatizzarti in quel modo sia indiscutibilmente un buon autore)

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  5. Non so se Ammaniti stia sulle palle a tanta gente. Io mi son limitato a leggere Ti prendo e ti porto via e no, non mi è piaciuto (vedi link).
    In effetti a fine lettura Ammaniti non mi stava troppo simpatico (io i cinici pogrammatici non li reggo), ma mi son limitato ad evitarlo, da lì in poi…

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  6. Io penso che Ammaniti non sia assolutamente paragonabile nè a Moccia nè a Volo. La sua scrittura è diversa, è superiore. Tuttavia, nonostante abbia letto svariati libri suoi, compreso l'ultimo "Il Momento è delicato" ... ancora non riesco a capire se mi piace o no, forse proprio per la crudezza del suo linguaggio che a tratti lo rende antipatico. A volte non riesco a capire i suoi meriti, ma ancora devo darmi una spiegazione plausibile a ciò ...

    Tradotto in: Siamo sulla stessa barca

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  7. Sono estremamente prevenuto su di lui. Lo ammetto. Non ho mai letto nulla di suo, proprio per questa ragione. Ho visto un film tratto dal libro, "Come Dio comanda" (credo), e mi ha lasciato addosso un fastidio che non ti dico. A cominciare dal protagonista, questo ex giovane perduto, fascista e metallaro (ma non si droga), veramente una macchietta vestito di luoghi comuni. Si salva forse la citazione di Cappuccetto rosso, e poco altro. Mi ha lasciato anche l'impressione che forse sono molto distante dal suo target. Non così mia madre, che penso li abbia letti tutti - e del resto abbiamo pochissime letture in comune!

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  8. Elisa: che i suoi libri non sono per tutti è vero, ma dopotutto vale lo stesso per tantissimi autori, che però son ben lontani dall'antipatia provocata da Ammaniti ò_ò Con la sua faccetta simpatica, poi!

    IguanaJo: Mi spiace che non ti sia piaciuto Ti prendo e ti porto via, d'altronde non esiste il libro universale... però dall'evitarlo al citarlo come scrittore-cacca ce ne passa, appunto ò_ò

    Francesca: Uhm ò_ò Sì, come linguaggio sicuramente è molto crudo. Però mi stupisce che sia il senso di disturbo portato dai suoi libri a renderlo antipatico. Cioè, non mi pare uno che si compiace della propria volgarità o della crudeltà di quanto scrive.

    Carlo: Ecco.

    Salomon: Non si giudica il libro dal film ù_ù Io il film non l'ho visto, ma il libro l'ho adorato. Credo che sia il più riuscito di Ammaniti, anche se preferisco Che la festa cominci. E onestamente il padre del protagonista - che nel film è il protagonista? ò_ò - mi pare un personaggio assolutamente libero dagli stereotipi. Anzi, a dare fastidio è proprio il suo essere totalmente spezzato. Da un lato è un fascistazzo maledetto, dall'altro un poveraccio, da un lato è uno che tenta di essere un bravo padre e dall'altro continua a frequentare gentaglia. Non so, a me uno così pare riuscitissimo, lo stereotipo sarebbe anzi un 'fascista-cattivone-che-brucia-i-barboni-e-non-mette-insieme-due-parole' (che comunque più che stereotipo è il modello classico che si trova in giro).

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  9. Innanzi tutto tanti complimenti perché Vasco ti sta sulla baguette... Anche a me. Diciamo che lo odio quasi xD
    Ammaniti, invece... Non l'ho letto e, sebbene non mi stia antipatico, non voglio leggerlo. Certamente non lo paragono a Volo (per carità divina, lui è uno di quelli che annovero tra i "Non l'ho letto e non mi piace") e Moccia (Moccia chi?)... Però non mi attira proprio. Si tratta di uno di quegli autori, mettiamola così, che ignoro. Un po' come la Mazzantini (lei, però, ha anche l'aggravante che mi sta sulla baguette).

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  10. Io ho letto solo "Ti prendo e ti porto via" e mi ha lasciato una sensazione di "pesantezza" non da poco...nel senso, mi sono domandata se fosse possibile avere tutte queste sfighe e incontrare tutta quella gente di cacca in una vita sola.
    Che poi in realtà a me non sta antipatico nemmeno Moccia...ha il suo target, poi i gusti si evolvono e uno passa ad altro.

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  11. @Leggy: Non lo giudico, infatti. Dico solo che sono piuttosto prevenuto sul tipo. E quel film è pieno di stereotipi, dello stesso tipo che ha il genitore impaurito e un po' bigotto che non fa andare il figlio a un concerto dei Blind Guardian perché ha sentito dire che i metallari sono satanisti e si drogano (storia vera, ma era una ragazza). Ora, dimmi quanta droga circola a un concerto metal e quanta in una discoteca, poi parliamone. Mi spiace, ma quel personaggio è estremamente moralista, non nella costruzione, ma come esempio. È il peggio del peggio, sregolato, pieno di pregiudizi verso gli immigrati, eppure mostra valori profondi quali l'amicizia e l'attaccamento verso il pargolo (che ho rimosso, forse il protagonista è più lui). Io stavo dalla parte dell'assistente sociale, solo per dispetto nei confronti di una visione così faziosa.
    Naa, mi son fatto l'idea che non sono proprio il suo target!
    (Poi che scriva meglio di Moccia e Volo mi fido sulla parola. Non avendolo letto, non posso giudicare la sua prosa.)

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  12. Ammaniti è una mia lacuna. Anni fa, alla ricerca di libri sempre diversi da far leggere ai miei studenti, mi sono imbattuta in "Io non ho paura". Poi non ho letto altro di lui, nonostante ne senta parlare spesso in maniera lusinghiera (ma spesso sono ingiustamente prevenuta nei confronti degli scrittori italiani contemporanei, che sono infatti quelli che conosco meno).
    "Io non ho paura" mi ha colpito molto: ci ho ritrovato perfettamente gli anni descritti (che sono quelli della mia infanzia), fin nei piccoli particolari quotidiani; e mi ha fatto risentire la paura di quel periodo, quando ascoltavo al tg dei rapimenti di bambini come me.
    Dovrò decidermi a leggere qualcos'altro di questo scrittore! :)

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  13. Non sapevo che fosse uno scrittore "antipatico".
    "Che la festa cominci" è stato il mio primo libro del 2013 e primo libro di Ammaniti, devo dire che non mi è affatto dispiaciuto.
    Era stato scelto da uno dei gruppi di lettura che frequento e mi ci sono accostata senza nessun pregiudizio, non avevo la più pallida idea dello stile di Ammaniti o di quanto stesse più o meno simpatico al pubblico.
    La prima parte mi è piaciuta moltissimo, la seconda un po' meno, ma una sufficienza non gliela toglie nessuno.
    Ne leggerò sicuramente altri, in tanti me li hanno consigliati praticamente tutti.
    Ma poi ricordo che avevi già letto e commentato la mia recensione, quindi sai già cosa ne penso! ^_^

    Valentina
    www.peekabook.it

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  14. Ti dirò.. il primo libro che ho letto di Ammaniti fu Fango.. e l'ho riletto poi altre tre volte. E' un autore che ammiro moltissimo anche se con l'ultimo libro che ho letto "il momento è delicato" mi ha delusa un po'. Per il resto "come dio comanda" è eccezionale, "ti prendo e ti porto via" lo stesso.. e poi uno dei più belli è stato sicuramente "io e te" che se non hai letto ti consiglio vivamente.

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  15. Salomon: è un modo di dire, ultimamente si sono moltiplicate le immagini su Fb 'never judge a book by its movie' xD Che poi io il film non l'ho visto e non mi pare di ricordare alcun padre che vieta a chiunque di andare ad un concerto °__° Dei Blind Guardian poi, il lato puccioso del metal. Ma il fatto è che io apprezzo i personaggi così, pieni di contraddizioni. Le persone non sono coerenti, così non dovrebbero esserlo neanche i personaggi. Non ci sono dubbi che scriva meglio di Volo o di Moccia, forse non sei veramente il suo target, però fidati che spacca ù_ù

    VoceLibera: A me Io non ho paura era piaciuto molto, ma assai meno degli altri. Ti consiglio Come Dio comanda, però. E' tremendo, ma bellissimo. Forse più crudele di Io non ho paura. Pure io sono assai prevenuta nei confronti degli scrittori italiani. Il fatto è che quasi tutti cercano di insegnarti qualcosa e questa loro intenzione traspare chiaramente e fastidiosamente attraverso le pagine. O forse lo vedo solo io, non so. Oppure sono di una facilità spaventosa e quasi insultante... perciò boh, Ammaniti per me è una boccata d'aria fresca.

    Peek-a-book!: Eh, pare che sia tra i più antipatici ò_ò lo trovo sempre citato in mezzo ai cialtroni... chissà perché. Vai con Come Dio comanda ù_ù/ che è altamente powah.

    Francesca: Fango ancora non l'ho letto... forse perché - mi pare - l'ha scritto prima di Branchie e Branchie non mi è piaciuto moltissimo... Io e te non mi è piaciuto per nulla ^^' C'ho visto troppo l'occasione perduta, la possibilità di una bella storia che però è stata affrettata... e i personaggi mi sono parsi troppo semplici e incomprensibili .__.'

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  16. Di Ammaniti ho letto alcuni anni fa 'Fango' e il racconto 'Seratina' compreso nell'antologia 'Gioventù cannibale'. Non mi erano dispiaciuti, anzi, però poi non ho più avuto un grande interesse per questo autore, forse con il tempo mi sono orientata verso argomenti diversi. Detto questo, non lo trovo antipatico.

    Ilaria

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  17. @Leggy: L'aneddoto BG era personale e intendevo tracciare un parallel... lascia perdere, quando subentra il fastidio faccio sempre il difficile! :D

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  18. Come gli altri, anche io ho iniziato da Ti prendo e ti porto via... e mi sono fermata lì. Ho trovato la storia abbastanza noiosa ed in alcuni passaggi ho fatto proprio fatica ad andare avanti. Forse dovrei dargli un'altra possibilità.

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