martedì 19 febbraio 2013

L'inconfondibile tristezza della torta al limone - Aimee Bender


Edito dalla Minimum Fax nel 2011, ottima traduzione di Damiano Abeni e Moira Egan. Anche se la pignoleria mi costringe ad ammettere di aver trovato quelle che credo siano 'false friend'. Ma giusto un paio, giuro.
Allora, l'idea che mi ero fatta di questo libro non ha molto a che vedere col libro stesso. L'avevo scelto per regalarlo a mia zia, non ricordo se per Natale o per il suo compleanno. Me lo figuravo come una lettura leggera, simpatica, divertente. Calorosa. Poi mi è stato prestato e ci sono volute ben poche pagine perché capissi quanto mi fossi ingannata. Appena l'ho finito, ieri pomeriggio, sono uscita di casa per andarmi a procacciare altri libri della Bender in libreria. Tristemente c'era solo questo, ma non tarderò a ordinarli.
Dunque, Rosie è la protagonista e la narratrice delle vicende. Il libro parla di lei, della sua famiglia, del suo bizzarro 'potere' e di come questo la porti a relazionarsi con gli altri. Immagino che abbiate già sentito parlare di questo libro e che quindi siate già a conoscenza del 'dono' di Rosie: percepire le emozioni di chi prepara il cibo che mangia. Le capita la prima volta a nove anni, quando servendosi di una fetta di dolce preparato dalla madre, si sente riempire da sentimenti che non le appartengono. E non è che i sentimenti della madre fossero i più semplici da digerire, per una bambina di nove anni. Angoscia, solitudine, irrequietezza. Il terrore di Rosie nei confronti del cibo, la sua ricerca di prodotti confezionati mai toccati da mano umana, la paura con cui avvicina ogni boccone alle labbra. I biscotti arrabbiati, il toast pieno d'amore. 'Toglimi la bocca'. A crederle è soltanto il migliore amico del fratello Joseph, George. Sia George che Joseph sono geni e si vedono continuamente per studiare insieme, lanciandosi problemi matematici piuttosto che una palla. Nell'impossibilità di spiegare al meglio quale sia il suo potere, Rosie decide di non parlarne e basta, facendo del suo meglio perché la cosa non dia problemi a nessuno. Ma attraverso il cibo, continua a vedere e sapere cose che le fanno male.
Il fulcro del romanzo non è sempre il potere di Rosie. Si sposta su Joseph, il fratello genio e disadattato, sul rapporto simbiotico di Joseph con la madre e tra la madre e il padre. Questo libro avrebbe potuto funzionare perfettamente anche senza il dono di Rosie. Non lo dico perché non l'abbia gradito, ma per sottolineare il fatto che la Bender non si sia limitata a far ruotare la trama attorno ad un'unica bizzarria, ma che abbia anzi costruito tutto un mondo di legami ed emozioni indipendenti da quanto potrebbe, da solo, reggere tutto un libro.
Una delle cose che ho apprezzato di più è il fatto che la Bender abbia scritto anche quanto non è scritto. Cioè, leggendo ci si rende conto chiaramente di cose che la Bender ha voluto raccontare col silenzio, lasciandocele scivolare addosso, nascondendole dietro altre parole. Come se avesse disegnato un sottilissimo spicchio di Luna, però guidando la nostra attenzione verso la parte in ombra.
Lo stile è particolarissimo. I trattini indicatori dei dialoghi sono assenti e questi sono semplicemente incorporati nel testo, come se tutto il libro fosse un lunghissimo monologo in cui le parole degli interlocutori appartengono sempre a Rosie. Curiosamente non ho trovato la cosa minimamente fastidiosa, né la lettura è stata disturbata. Però mi dava una strana sensazione, come se il racconto fiorisse direttamente nella mia mente. Non so bene come spiegarlo, era come se fosse frutto dei miei pensieri.
Che altro dire? Negli ultimi tempi le librerie sono state invase da libri sul cibo. Ricette segrete, cucine segrete, ingredienti magici e quant'altro. Perciò è facile che un libro che si presenta con una grossa fetta di torta in copertina possa finire per essere annoverato erroneamente in mezzo a tutti gli altri. Però questo libro non è 'come tutti gli altri'. Non è una lettura gioiosa e simpatica, un siparietto odoroso di cioccolato, una dolce storia d'amore. Proprio no. È un libro meraviglioso, sfaccettato, a tratti doloroso, ma non duro. È commovente, è... è tante cose che non riesco a spiegare.
Quindi ve lo consiglio. Di brutto. E ripetutamente. E prima di andare a lezione, quasi quasi faccio un passo in biblioteca.

18 commenti:

  1. ottima recensione per un ottimo libro!
    io sinceramente presagivo un non-so-che di pesante fin dal primo momento, quindi non ho avuto l'effetto sorpresa di cui parli (sarà che tutti i newton compton con nomi di cibo in copertina non li ho mai considerati?), però mi ha stupita ugualmente, pagina dopo pagina.

    io ho recuperato soltanto grida il mio nome di questa autrice, trovato usato (visto che le librerie non l'hanno in giro) ma sta lì ad aspettare che io lo legga da un po'.

    sono pigra a iniziare un nuovo libro! sigh!

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  2. "Grida" è stato ripubblicato da pochissimo da minimumfax con il titolo originale "La ragazza con la gonna in fiamme"... per quello non si trova con il titolo vecchio :)

    A me questo libro aveva lasciato parecchio perplessa. Forse perché mi aspettavo altro, forse perché le storie così introspettive e psicologiche non mi appassionano più di tanto.
    Vorrei commentare con la frase che mi ricordo di aver esclamato appena chiuso il libro, ma non posso perché sarebbe uno spoiler clamoroso :P

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    1. Io sono rimasta folgorata da Un segno invisibile e mio. Questo mi ha colpita meno, ma è un "meno" piuttosto relativo... ;) Ultimamente mi sto appassionando a scritture così sperimentale, a narrazioni di realismo tramite metafore.

      Librerie piene di limoni-lavande-tortine-robacciavaria che ormai c'ho la nausea. Qui invece c'è un limone aspro davvero.

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    2. Mi sono sbagliata e ho risposto a te XD però vorrei sapere la frase!

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    3. ah, non sapevo che fossero lo stesso libro! ottimo, così evito di avere doppioni! XD

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  3. Sai che a me non è piaciuto per niente invece?
    Letto l'anno scorso per la sfida "Alex Award" (in pratica è un premio per la letteratura YA che questo libro ha vinto), mi ha veramente delusa.
    Troppo "sovrannaturale" per i miei gusti, proprio non mi è piaciuto.
    Bella bella, invece, la copertina e il libro in sé, proprio per come è fatto. Pensa che io i libri li prendo sempre in biblioteca questo, invece, lo avevo pure compratoooooo! >_<
    Beh, una buona occasione per dargli nuova vita e portarlo al bookcrossing che c'è qui a Bologna, magari troverà una nuova "mamma" che lo apprezzerà di più, come è successo a te :)
    A presto!

    Valentina
    www.peekabook.it

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  4. Che a me fosse piaciuto, e pure tanto, te l'ho già detto in facebook. E altrettanto mi è piaciuto Un segno invisibile e mio, io li ho trovati entrambi geniali. Entrambi una sorta di fiaba magica ma al tempo stesso fin troppo realistica. Vabbé, la smetto qui sennò non farei altro che ripetermi :)

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  5. C'è fame.
    Comunque la torta al limone non è triste. Forse la signora Bender dovrebbe provare la "torta della nonna".

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  6. Claclina: Ma grazie :) Io Grida il mio nome l'avevo trovato in biblioteca, ma le raccolte di racconti non m'ispirano molto .__.'

    Elisa: Ah, non sapevo fosse lo stesso libro ò_ò Guarda, subodoro la causa della tua delusione, ne sospetto un paio u_u Io invece vado matta per 'ste robe ultra-introspettive e con caratterizzazioni pignole *__*

    Le Pagine Strappate: Argh, è quello che non vedo l'ora di recuperare T_T A cos'è che ti stai interessando? Esempi? ò_ò

    Peek-a-book!: Davvero? Mi spiace ò_ò Io invece ho apprezzato quanto la storia sia rimasta 'coi piedi per terra' nonostante l'elemento 'magico'... comunque tifo per il bookcrossing, via ù_ù/ dagli una madre amorevole!

    Girasonia: Lo voglio T_T Quasi quasi mando una mail alla libreria di cui favellavo tempo addietro, visto che tanto devo scendere a casa per votare >_>

    Salomon: La torta della nonna coi pinoli? *__* Ma quella è l'essenza stessa della gioia su piatto!
    ... va bene, ho un problema coi dolci, lo ammetto >_>'

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  7. Bella recensione per un bellissimo libro. Ed e' vero che il libro non e' solo incentrato su una stranezza della protgonista, ma tante storie si dipanano nel corso delle pagine. Per me la parte relativa a Joseph e' stata molto toccante, ma anche l'analisi del rapporto fra i due genitori, la mamma...insomma, mi e' piaciuto tantissimo. Forse e' per questo che Un segno invisibile e mio mi e' piaciuto si, ma le aspettative erano cosi alte...

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    1. Grazie :)
      La parte di Joseph è straziante, anche perché ti si riscrive dentro tutta la sua storia. E la parte dei genitori... il padre col binocolo. Quella frase mi ha veramente fatto venire le lacrime agli occhi.
      Non vedo l'ora di leggerlo T_T

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  8. ne ho sentito parlare molto bene e il titolo così originale è un invito alla lettura! Il tuo post mi ha convinto definitivamente, lo prenderò :)

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  9. Argh! Tu vuoi fare in modo che io venga meno al mio proposito di non prendere libri nuovi, dì la verità!

    Scherzi a parte, desidero ardentemente leggere questo libro - da un bel po' di tempo, a dire il vero - e sono proprio contenta che ti sia piaciuto. Il fatto che la Bender "abbia scritto anche quanto non è scritto" è un concetto bellissimo :)

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  10. Ho letto le due raccolte di racconti della Bender, e le ho trovate meravigliose. Mi son tenuto lontano dal romanzo perché temevo (temo!) che la forma breve sia indispensabile per mantenere salda ed efficace quella sospensione della realtà mista all'introspezione spietata e dolcissima che sono le qualità caratteristiche dell'autrice.

    A 'sto punto son curioso di leggere cosa ci dirai dei racconti.

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  11. Margherita: Fammi sapere che ne pensi :)

    Camilla: Sono una persona malvagia e frappongo ostacoli tra te e i tuoi propositi u_ù

    Iguana Jo: Io invece mi tengo lontana dai racconti perché è raro che riescano a piacermi, ci vogliono TANTE pagine per scavare bene nei personaggi come piace a me xD Secondo me in questo libro regge bene, però.

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  12. Nuovo follower!
    Bellissima recensione!! *-* Ho amato anch'io questo libro. L'ho trovato perfetto in tutti i suoi punti!
    A presto! ;)
    PS: Anch'io ho un blog che parla di libri! Passaci se ti va ;)

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    1. Benvenuto! Passerò a dare una sbirciata, allora :)

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  13. Scusate l'ignoranza ma qual'è il "potere" di Joseph? Quello di sparire entrando negli oggetti tornando distrutto perché non beve e non mangia?

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