venerdì 14 dicembre 2012

I libri come ancore nella memoria


Era un po' che non pubblicavo un post che non fosse una recensione, vero? Ancora un po' e si rischiava di scambiarmi per un blog serio. No, non è vero. Credo di avere abbondantemente eluso tale pericolo, infondendo in questa pagina virtuale quel giusto pizzico di 'me' che basta ad allontanare ogni sospetto di serietà.
È successo che qualche tempo fa ero a lezione, mi pare, di psicologia. Chissà come si è arrivati a parlare dell'impatto che lasciano su di noi certi avvenimenti, come l'11 Settembre. Tutti ricordiamo chiaramente cosa stavamo facendo, quando siamo stati raggiunti dal crollo delle Torri Gemelle. Io ero a casa di un'amica a fare i compiti di matematica, la televisione era accesa e siamo rimaste così, sconvolte di fronte alla gente che urlava. Ricordo anche quando sono tornata a casa e sono corsa a urlare ad un'amica dal balcone e siamo rimaste per un po' a interrogarci su quello che sarebbe successo. Già mi vedevo in mimetica, giovane soldatessa pronta a combattere. Contro chi o cosa, ancora non lo sapevo, ma ero alle medie e trovavo quell'immagine vagamente romantica, nel senso più violento del termine.
Ad ogni modo, durante quella stessa lezione, mi sono resa conto di una cosa che mi ha un po' stupita, ovvero di come la mia mente rimanga fortemente ancorata a certi momenti grazie ai libri. Ad esempio, le mattine in cui ho scoperto Ronja o La figlia della Luna e sono andata a leggermeli sul divano. Quelle ore di fagocitata lettura sono tuttora infilzate a fondo nella mia mente, nonostante siano passati più di dieci anni. O quella sera in cui ho divorato Il mio amico Jan, ignorando i richiami di mia madre per la cena, sdraiata a pancia in su sul divano. O la tremante lettura di Pet Sematary, sola in casa, terrorizzata ma incapace di lasciare andare il libro. O il giorno in cui ho conosciuto la voce delicata di Jane Austen e sono rimasta tutto il pomeriggio a gambe incrociate sul letto finché non ho terminato di leggere Orgoglio e Pregiudizio. O i pomeriggi passati in biblioteca, ad accarezzare con gli occhi e con le mani i dorsi dei libri della Pitzorno, l'immagine della mia mano che esita e poi si protende verso Principessa Laurentina. O quel giorno che mi sono imbattuta in James Ellroy e nel suo L'angelo del silenzio, il cui sanguinoso raccapriccio mi è rimasto appiccicato addosso per mesi.
O la sera del mio compleanno in cui le mie mani hanno scartato Harry Potter e la pietra filosofale, ancora sconosciuto, e il ricordo del tepore del lettone dei miei, dove mi rifugiavo a leggerlo. Ricordo ancora il momento preciso in cui ne ho sentito parlare da altri, stavo varcando il cancello della scuola – ero in seconda media – e ho sentito un paio di compagne che ne discutevano animatamente. E poi L'incredibile storia di Lavinia, aperto sotto il banco e letto durante l'ora di italiano mentre la maestra Enrica spiegava. O Jane Eyre, le pagine del libro della biblioteca illuminate dal sole che entrava dai finestrini del treno. O la mia schiena premuta contro le pareti dell'edificio scolastico mentre, al primo anno di superiori, leggevo Il vampiro Armand.
E quei caldi pomeriggi d'estate a cavallo tra medie e superiori, passati a passeggiare in una biblioteca deserta e il momento in cui ho deciso di portare via con me Coraline e Stardust. Il pomeriggio passato a divorare Strega come me, a luce spenta nonostante fosse un pomeriggio d'autunno senza Sole. Perfino le mie piccole mani che passavano sulle pagine spesse e lucide, mentre leggevo una delle tante avventure di Pandi. O il mio primo libro, regalatomi da mio padre e letto con l'aiuto di mia madre, accanto a lei nel lettone, il suo indice che scorreva sulle lettere e la sua voce che districava il mistero dei suoni.
Forse per voi non sarà nulla di speciale, tutto questo parlare di memoria e ricordi. Il fatto è che io ho una memoria a dir poco pessima e poter comunque accedere a così tanti fotogrammi, impilati con tale assoluta chiarezza... beh, è una bella cosa.
E voi? Quali sono i libri che hanno segnato un punto indelebile nella vostra memoria? Su, che sono curiosa.

9 commenti:

  1. Jack London, Stevenson e Pinocchio!

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  2. Il libro dell'infanzia a cui sono più legata è "Il piccolo principe", forse perché mi ha seguito dall'infanzia a ora e credo che non mi abbandonerà mai. A ogni lettura scopro un livello diverso di profondità.

    Bello questo post di ricordi! Io non credo che riuscirei a metterne in fila così tanti!

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  3. Ricordo anche io alcuni frammenti, alcune immagini, che riguardano i libri che mi hanno segnata profondamente. Ricordo la copia di Jane Eyre sul mio comodino, accanto alla sveglia della Flick Flack dedicata alle olimpiadi di Sidney del 2000. Ricordo i meravigliosi disegni di Strega come me che cercavo, invano, di copiare su un quaderno perché non volevo dimenticarli riconsegnando il libro alla biblioteca. Ricordo la prima volta che ho visto Harry Potter e la pietra filosofale in vetrina, ancora sconosciuto. Ricordo il sorriso della bibliotecaria della scuola, in quarto ginnasio, quando mi consegnò tra le mani Cime tempestose, ricordo anche come era vestita. Ci sono libri che segnano la nostra vita, la vita dei lettori. Credo che sia una cosa stupenda ricordarli anche se si ha cattiva memoria, perché vuol dire che quei momenti, in qualche modo, ci sono entrati dentro. E poi, soprattutto, è bello scoprire che abbiamo letto un sacco di libri in comune ^^

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  4. quanto è vero!
    a volte mi ritrovo a invidiare chi non ha ancora letto quel libro che mi ha fatto così divertire, o piangere, o sognare per i giorni a venire...

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  5. Che bel post. Nostalgico al punto giusto. Alcuni dei miei ricordi più belli sono legati ai libri, specialmente a quelli che si sono conquistati un posticino speciale nel mio cuore (e vengono riletti in media una volta all'anno, in una sorta di doveroso "viaggio di ritorno" ad una casa amata e mai dimenticata). Pensando ad un dato libro mi ricordo dell'amica che me l'ha consigliato o regalato, anche se per vari motivi ci siamo perse di vista. Oppure ricordo i caldi raggi del sole che entravano dalla finestra della mia cameretta una calda estate di tanti anni fa, o il fuoco nel caminetto che manda scintille e rischia di bruciarmi le pantofole, ma io ignoro tutto e tutti perché ho scoperto Stephen King... xD

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  6. Salomon: PANDI. Quanto adoravo Pandi *___*

    Romina: Il piccolo principe ;__; Anch'io ce l'ho tatuato ben bene sul cuore, me l'ha letto un amico col quale poi ho rotto in maniera potente e definitiva... però Il piccolo principe mi fa pensare ai bei tempi. Alle persone che sono state belle e poi si sono contorte. Sigh.

    Nereia: Ecco. Quelle immagini. A parte il fatto che abbiamo tutti quei libri in comune - *O* - come ricordi... Non so, è incredibile quanto possano essere forti, quando te li lasci germogliare dentro.

    TheBestVillain: Cavolo, sì T^T Ogni tanto ammetto di sperare in un'amnesia temporanea che mi permetta di rileggere con occhi nuovi La figlia della Luna e Strega come me e Harry Potter e Ronja e le sorelle Bronte e zia Jane e... coff, mi fermo qui, va' >_>'

    Panssj: Io cerco di non rileggere troppo spesso i libri che mi sono piaciuti, temo che le emozioni finiscano per scolorire .__.' Idem per i film, dovranno passare almeno altri 6-7 anni prima che io mi azzardi a riguardare The Labyrinth.

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  7. Ricordo il mio compleanno di 8 anni, quando ho scartato Zanna Bianca, Piccole Donne e Capitani coraggiosi. E la mia mamma che mi portò in libreria e mi chiese di scegliere un libro, e io presi Pattini d'Argento.
    Oliver Twist preso dalla biblioteca della scuola elementare, tutto ingiallito e polveroso.
    Le favole di Esopo che mi regalò mio zio.
    E poi, Intervista col Vampiro, letto sulla spiaggia. Cent'anni di solitudine e La casa degli spiriti, fra i primi libri "da adulta".
    Ricordo la saga di Darkover, sdraiata sull'erba di una casa estiva presa in affitto (il piacere di leggere sdraiata sull'erba è rimasto insuperabile per me).
    E l'Ombra dello Scorpione, che mi portò mia madre quando avevo l'influenza e stavo bloccata a letto...

    bel post complimenti :)

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  8. Quel che dici è verissimo.
    Ricordo i primi libri di King letti sul divano da adolescente, ascoltando Springsteen o Dire Straits.
    O Il giornalino di Gian Burrasca letto sul letto (ehm) da bambino, sgranocchiando dolciumi trovati nella calza della Befana.
    Etc etc.

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