giovedì 1 novembre 2012

Lamentele dal sapore vagamente vittimista e imminente partenza


Miei fidati seguaci, ammetto che nell'ultima settimana ho un po' latitato. Per due ragioni, che sono la mancanza di tempo – Lucca s'appropinqua e la preparazione è d'obbligo – e il fatto che mi sono incagliata su un paio di letture. La versione di Barney, che mi è stato regalato per il compleanno e Calendar Girl, che ho preso in biblioteca. Complice l'ansia per Lucca – non volete sapere, credetemi – sono diversi giorni che leggo veramente poco, qualcosa come dieci pagine al giorno. O forse l'ansia non dipende dall'avvicinarsi di Lucca, ma dal fatto che ho poco tempo per leggere, chissà... ad ogni modo, mi si prospettano ore e ore di treno, quindi è impossibile che io non riesca a portarmi un po' avanti con le letture. Oddio, a pensarci bene le letture si bloccheranno definitivamente quando mi troverò a Lucca...
Beh, ad ogni modo, questo post è un po' così. Un po' tanto inutile, se proprio vogliamo etichettarlo. Approfitto della sua brevità per confessare un peccato di cui mi sono macchiata negli ultimi giorni, che a parlarne nella 'vita al di fuori del blog' mi viene dato della psicopatica. Qualche giorno fa una mia amica ha commentato un post qui sul blog. In tono allegramente minchione, come al solito. Eppure non mi sono sentita di lasciarlo lì, quel commento, ho dovuto cancellarlo. M'infastidiva pensarlo lì, a testimoniare la mia identità di 'Erica' e a usurpare quella di Leggivendola. Non so, è come se Erica e Leggivendola fossero due entità distinte e separate. E non mi va che vengano confuse.
Ho un po' pensato a questa cosa in questi giorni. Voglio dire, al perché un commento innocuo e scherzoso mi abbia dato tanto fastidio da doverlo rimuovere, cosa che faccio soltanto in caso di commenti pro-EAP. E allora ho pensato al quanto mi ha portato ad aprire il blog e che cosa abbia significato per me poter finalmente parlare e discutere liberamente di libri con gente ugualmente competente e soprattutto ugualmente interessata all'argomento. Il fatto è che Erica è un'allegra demente, si comporta come tale e conseguentemente viene vista come tale. Si addormenta quando cerca di guardare film impegnati, importuna i gatti, fa battute terribili e scoppia a ridere a caso. Come si fa a prendere sul serio una così? Però Leggivendola è diversa. È come se avessi estrapolato tutto ciò che mi sta a cuore, tutta la mia serietà e il mio impegno per farle confluire in un'unica entità virtuale. Leggivendola è quella che mette a bollire l'acqua della tisana e attende il fischio della teiera con un libro in mano. Quella che si arrovella mentre passeggia e discute animatamente, facendo del suo meglio per tenersi informata sul magico mondo dell'editoria. Tra lei e Erica la differenza è enorme.
Forse questo piccolo blog è diventato tanto importante per me perché è l'unico posto in cui sento che la mia opinione ha un valore. Che quello che ho da dire conta qualcosa. E quando mi trovo qui, non mi va che mi venga ricordato che al di fuori sono ancora l'Allegra Demente.
Ad ogni modo! Il treno parte tra poche ore e io sono ancora in pigiama. Col letto sfatto. Con i piatti da lavare, la cassetta dei gatti da pulire e i bagagli da fare. Quindi vi saluto, ci sentiamo dopo Lucca :)

13 commenti:

  1. Io non ho un nickname, sono Romina Tamerici nella vita e nel blog, pignola e rompiscatole da tutte e due le parti, però ho vissuto dei timori simili ai tuoi di recente. Anch'io credo sul blog di sembrare una persona leggermente migliore di come sono nella vita e quindi ho paura di deludere le aspettative di chi poi mi conosce davvero. Comunque un po' ti capisco. Non ho presente il commento che hai eliminato, comunque hai fatto bene a toglierlo se ti faceva stare male. Buon viaggio!

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  2. A me succede la stessa cosa coi colleghi di lavoro, proprio ieri uno di loro miha inserito nelle sue cerchie di G+ e io sto titubando, non ho voglia di ricambiare. Non voglio che i due mondi s' incontrino.
    Nell' ambiente di lavoro mi conoscono secondo una data immagine di me che "loro" si sono costruiti,non voglio mescolare.
    Si, credo proprio di capirti.

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  3. Credo sia un sentimento condiviso da noi blogger. Anche io, come te, mi percepisco come divisa in due quando si parla di questo. Ho imparato a conviverci, anche perchè Alessia e Faith sono due persone un po' diverse e chi capisce Alessia, non capirebbe Faith e viceversa! :P
    Buon viaggio e buon divertimento!

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  4. Gianni Diaz Ciarlo1 novembre 2012 14:32

    Credo che scrivendo di te sei quasi obbligata a trasformarti in personaggio e fatalmente fai anche dell'auto(mito)biografia con tanto di censure e/o sublimazioni.Non credo che il tuo scrivere sia innocente,dal mio punto di vista basta che sia creativo e divertente.Anni fa lessi le "confessioni" di Rousseau.Del ponderoso librone mi restano solo due ricordi 1)la sua divertente condanna della letteratura porno ("Non ho mai letto libri da una mano")e 2)il fatto che confessava candidamente l'abbandono di figli illegittimi assolvendosi solo perche lo confessava.Forse parliamo di libri perchè resti traccia di un'attività così dispendiosa quanto futile,oziosa.Forse con la tua scrittura vuoi gettare un ponte fra vita letta e vita vissuta.Così la prima diventa condivisibile e la seconda leggibile,ma non sempre la magia riesce.

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  5. Hai fatto bene ad eliminare il commento perchè ti disturbava. Il blog è TUO! Dopo di che sia Erica che la Leggivendola vivono insieme. C'è un bellissimo libro per bambini dal titolo Pezzettino, con cui io ho fatto filosofia con loro che, dopo la lettura, hanno tirato fuori tutti i pezzetti che vivono dentro di loro. Chi può dire di essere solo un pezzetto e non l'altro? Nessuno, PER FORTUNA!! La vita diversamente sarebbe una gran noia. Ciao!
    una vecchia signora

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  6. Uff.
    Avevo scritto una risposta lunga ed esauriente, purtroppo che mi si sia scollegato questo vecchio computer-ciofeca e si sia cancellato tutto.
    Riassumo velocemente prima che si sconnetta di nuovo.
    Ammetto che dopo aver cancellato il commento mi sono sentita abbastanza in colpa. Anche perché era davvero un commento innocuo. E quando ne ho parlato con la coinqui-amica, mi ha guardato come fossi pazza. Credo sia una cosa che si può davvero capire solo tra blogger o comunque tra genti che hanno una loro 'identità' sull'Internet. Indi mi fa piacere vedere che mi capite, visto che nel mondo reale passo facilmente per paranoica T__T

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    1. La tentazione di cancellare anche questa mia risposta è forte, visto il capitombolone sintattico alla prima frase, ma stavolta limitiamoci a far finta di niente, via.

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  7. Il blog mi da' quella sicurezza di espressione che nella vita "vera" non ho...Forse perché so che posso sempre cancellare quello che scrivo, forse perché per iscritto per me è sempre stato tutto più facile. Fuori da La Lettrice Rampante, sono Elisa, "quella che legge troppi libri" e che ha una paura fottuta di esprimere le sue opinioni e i suoi pensieri con persone che non mi conoscono e che spesso, davvero tanto spesso, prendono questa mia passione come spocchiosità, saccenza, etc etc...E il blog mi da' la possibilità di allontanarmi da tutto questo.
    Però poi se ci pensi siamo la stessa cosa, Elisa e La Lettrice Rampante, Erica e La Leggivendola e tutti gli altri... il blog ha bisogno di noi e noi abbiamo bisogno del blog.
    (ok, forse ho bevuto un po' troppo oggi :P)

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  8. Capisco perfettamente. La mia identità reale e quella di Obsidian Mirror sono pensate per rimanere distinte. Finora sono riuscito abbastanza bene a tenere le due cose separate ma, se un giorno una delle due parti dovesse tracimare nell'altra, credo mi sentirei derubato di qualcosa.

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  9. Io sul blog mi sento libera di dire tanto cose che nella realtà non dico, ma più per questioni di spazio che altro...è indubbio che in questa blogosfera si rivelano aspetti del nostro carattere che altrove si notato poco o non si notano affatto...però mi fa strano pensare a un tale sdoppiamento...anche a me imbarazza se i miei amici leggono il mio blog, non so perché, ma sono felice che ne siano a conoscenza...e intanto molti blogger mi conoscono anche con il mio nome e la mia realtà e non solo come Strawberry...è davvero un mondo di confine a questo...e siamo ben strani..

    buon viaggio e buon divertimento! :-)

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  10. Elisa: macché bevuto troppo, sei stata calzante e chiarissima ù_ù Capisco, eppure in parte mi sento differentemente. Non riesco a vedere Erica e Leggivendola come diversi lati di uno stesso quadrato, sono due entità che in comune non hanno quasi nulla. Forse col blog ho un po' sublimato ed esorcizzato il mio bisogno di discussioni librose fino a renderlo indipendente dal resto di me ò_ò Un giorno mi sveglierò e scoprirò che Leggivendola ha scritto sul blog mentre dormivo...

    ObsidianMirror: Ecco, esatto. Certe volte mi fa strano, quando i miei amici capitano da queste parti. Mi fa piacere, ovviamente, però allo stesso tempo è una strana sensazione.

    Strawberry: Eh, forse uno sdoppiamento così netto vale soprattutto per chi al di fuori del blog ha il ruolo ingrato dell'Allegro Demente. Io non avevo detto a nessuno del blog, forse l'avrei tenuto nascosto ancora adesso, se non l'avessero scoperto un paio di amici e se una in particolare non avesse linkato un post. Anzi, inizialmente le avevo anche detto di non farlo, che non volevo che si sapesse. So che è stupido, però... mah .__.'
    (Grazie *w*)

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  11. Ti capisco molto bene, anche se la mia esperienza è più vicina a quella di Sabina/Strawberry.
    Da una parte sento il blog come luogo "protetto", dove poter scrivere come voglio di quel che voglio, dove posso cercare di raggiungere gli obbiettivi a cui più tengo e dove posso esprimere tutto il mio amore per i libri e la lettura senza sembrare un po' folle.
    Dall'altra vorrei che questa parte di me non dovesse nascondersi, o comunque trattenersi. Vorrei potesse uscire nella vita di tutti i giorni. Forse è per questo che non ho scelto un nick particolare, ma ho mantenuto il mio nome.
    Però non sono ancora abbastanza sicura di me stessa (per usare un eufemismo... diciamo pure che sono anni luce da un livello di autostima accettabile) per poter pubblicare i miei post, che so, sul mio profilo Facebook. Il giorno in cui sarò abbastanza forte da farlo sarà un gran giorno, per me.

    Va beh, chiudiamo questo angolo della confessione; in sostanza, ho scritto questa pappardella per dirti che non sei sola, che ti capisco bene, e che ti invidio un sacco per Lucca <3

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  12. Io sto cercando di fondere le due parti (blog e vita privata), ma ho scoperto che è più difficile per la vita privata accettare il blog che viceversa. La mia "fortuna" è il non avere autostima, quindi le maldicenze della gente mi spaventano poco. E poi sono sempre stata un po' fuori dal coro, quindi il fatto che io abbia un blog per il mondo rientra nel mio diabolico progetto di non rassegnarmi all'uniformazione. E fino a che non mi bruciano sul rogo dandomi della strega, io proseguo così.

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