mercoledì 1 agosto 2012

Chocolat - Joanne Harris


Buongiorno a tutti! Da stamattina ho ricominciato a mettermi la sveglia per alzarmi ad un orario almeno decente e sono ancora un po' intontita. Anche perché ieri notte sono rimasta alzata fino a tardi per finire di leggere 'La scuola dei desideri' di Joanne Harris. Bello, eh. Fino alla fine non avevo avuto neanche il sentore di... e invece. Astuta, astutissima Harris. Ammetto che in italiano la sua abilissima trovata ha perso un po' per via della traduzione, ingannando più che celando, però non si poteva fare altrimenti. Avrei voluto leggerlo in originale. Avrei voluto leggerlo in originale anche perché una traduzione così approssimativa e scadente non credo di averla mai vista. Ma davvero. Eppure a 'Laura Grandi/Grandi Associati' era stata affidata anche la traduzione di 'Chocolat', secondo me decisamente riuscita. Non so cosa stia accadendo da un po' di tempo a questa parte ai traduttori, ma posso ben immaginarlo. Tempi più stretti, paghe minori ed eliminazione del correttore di bozze. Ne parlerò più avanti perché è un argomento che mi sta molto a cuore, per adesso mi limiterò a cantare le lodi di Joanne Harris, che se lo merita.
Joanne è nata nel 1964 nello Yorkshire da madre francese e padre inglese. I nonni avevano una pasticerria, la bisnonna era una specie di strega guaritrice ed è evidente che ha attinto a piene mani dalla propria esperienza familiare nella stesura delle proprie opere. Esordisce nel 1989 con 'Il seme del male', quattro anni dopo pubblica 'Il fante di cuori e la dama di picche' e finalmente, nel 1999 pubblica il suo capolavoro, 'Chocolat'.
Molti di voi avranno visto il film di Chocolat, uscito nel 2000 per la Miramax. L'ho visto anch'io e mi è piaciuto un sacco. Ogni volta che lo ridanno in televisione non posso trattenermi dal guardarlo di nuovo. Adoro l'ambientazione, la colonna sonora, la voce narrante di Anouk, i colori, gli attori... un bel film. Davvero un bel film. Tuttavia, quando qualche tempo fa ho pensato che fosse ora di leggere qualcosa della Harris, avrei preferito non cominciare con 'Chocolat', proprio perché perché pensavo di essermi rovinata il libro guardando il film. Invece poi, chissà perché, uno degli ultimi giorni di tirocinio lo prendo dallo scaffale e comincio a leggerlo. Subito trovo che sia scritto davvero bene. Poi la storia va avanti e compare il prete. E mi dico 'Oh, ma guardalo! L'adorabile pretino che ascolta rock&roll!', ancora col filtro del film sugli occhi. Rimango basita quando capisco che il 'cattivo', se così si può definire, è lui.
Se qualcuno non ha visto il film, rimediamo subito: Vianne Rocher e la figlia Anouk sono girovaghe. Vianne ha sempre vissuto passando da città a città con la madre, facendo piccoli lavori saltuari o chiedendo l'elemosina e hanno attraversato Europa e Stati Uniti felici e per decenni finché la madre di Vianne non si è ammalata di cancro. Ora Vianne e la figlia hanno deciso di fermarsi per qualche tempo in un paesino chiamato Lansquenet, piccolo e pittoresco. È la piccola Anouk, sei anni, ad insistere per fermarsi, ma Vianne si trova quasi subito d'accordo. Trova che Lansquenet abbia bisogno di un po' di colore. Dopo le dovute ristrutturazioni, aprono una cioccolateria. Davanti alla chiesa del paese.
Il giovane prete, Reynaud, è furente. La vede come un parassita, un emissario del demonio, pronto a ghermire le deboli anime delle sue pecorelle con la sua cioccolata e i suoi vestiti sgargianti. Vianne è atea e ha una figlia nonostante si presenti come 'signorina'. Per Reynaud, reso sempre più astioso dal digiuno quaresimale, è un affronto e una vergogna. E la trama, semplicemente, scorre.
Ora, la differenza maggiore tra libro e film è questa: nel film il prete era un giovane timido e simpatico, succube di un sindaco tirannico e impomatato fissato con la rispettabilità. Nel libro questo sindaco non compare. Non esiste, non c'è. È sconcertante che da un libro così anti-clericale si sia scelto di fare un film per poi cancellare la sfida alla Chiesa. Assurdo. Non so come l'abbia presa Joanne Harris, io mi sarei imbufalita. E non mi spiego neanche perché l'animaletto immaginario di Anouk, il coniglietto Pantoufle, si sia trasformato in un canguro. Perché?
Ad ogni modo, è un libro delicato e piacevole, profuma di foglie bagnate d'autunno e cioccolata. C'è un pizzico di magia, ci sono le vite dei personaggi che si incrociano e si raccontano, la cosiddetta rispettabilità che viene smascherata per l'egoismo che nasconde. E tutto scritto splendidamente, la voce narrante in prima persona che si alterna da Vianne a Reynaud, una scelta calzante che si ripresenta anche negli altri libri che ho letto di Joanne Harris e che permette di rubare gli occhi ai suoi personaggi, di appropriarci dei loro punti di vista, di capirli fino in fondo. Cosa che gradisco sempre.
Quindi, consigliatissimo.
Le vicissitudini di Vianne e Anouk continuano con 'Le scarpe rosse' e secondo Girasonia uscirà un ulteriore seguito a novembre, 'Il giardino delle pesche e delle rose'. Io 'Le scarpe rosse' l'ho letto e non posso dire che non mi sia piaciuto. Però mi ha fatto male, molto male. Sapere che... ma no, non si può dire. Leggete 'Chocolat' e poi ci lamenteremo insieme.
A presto :)

10 commenti:

  1. Mi hai fatto venire gran voglia di leggerlo! :D

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  2. Te lo consiglio assai *w* proprio bellino!

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  3. Ciao! Seguo il tuo blog da un po', è davvero bello!
    Ho amato molto questo libro e anche il suo seguito non è male, anche se non come il primo. Ma si sa, i sequel sono sempre un po' penalizzati quando il primo è stupendo.
    Posso approfittarne per pubblicizzare il blog che ho aperto proprio oggi con due mie amiche? Si chiama Lost In Good Books e speriamo di riuscire a farlo crescere :)
    Buone letture e a presto!

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  4. Io della Harris, per ora, ho letto solo "Il seme del male" e devo dire che mi è piaciuto, anche se non mi ha del tutto entusiasmata. Però di suo, in casa, ho proprio "La scuola dei desideri", quindi... ;)

    Anche io ho amato molto il film di "Chocolat", mentre il libro non l'ho ancora letto, quindi non mi pronuncio :)

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  5. Il film l'ho visto e rivisto più volte, trovandolo di una "dolcezza" veramente straordinaria. Non immaginavo che ci fosse stato un cambiamento, nella caratterizzazione dei personaggi, così grossa: di solito quando succede qualcosa sgrana e non tutti i pezzetti si collegano bene, quindi devo dire che hanno fatto un buon lavoro (il sindaco è patetico ma comprensibile, e il prete giovane era tanto simpatico). Le motivazioni che però li hanno spinti sono decisamente meno piacevoli... Probabilmente la paura di essere troppo frontali e brutali gli ha fatto decidere di tamponare e buttarla più sul bigottismo comune (che in ogni caso ne esce abbastanza colpito, anche se certamente una critica acida alla Chiesa come istituzione e dogmatica sarebbe stata ben più pesante).
    L'autrice avrà portato pazienza, che vuoi fare? :) Per fortuna almeno hanno ben ricucito: se l'avessero del tutto rovinato sarebbe stato molto, molto spiacevole, perché la storia è bella. (Qui parlo come lettrice, come 'filosofa' decisamente mi imbufalisco anche io, anche perché le pillole indorate non mi piacciono e se quello era un colpo frontale ci sarà stata una ragione ben precisa, non pensi una cosa così se non la pensi proprio così!).
    Grazie per la recensione, era un libro che avevo "nell'aria" di prendere, prima o poi, e questo probabilmente affretterà l'acquisto

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  6. Da fan del film, ho comprato il libro senza tuttavia avere il coraggio di leggerlo, per timore di venirne delusa. Non sapevo del messaggio anticlericale, mi hai incuriosita e ora non vedo l'ora di finire i libri che ho in corso e di aprirlo XD
    Mi permetto comunque di aggiungere: nel film poteva si mancare il messaggio anticlericale (e posso anche capire perché), però c'era tutta una denuncia sottile e bellissima contro il perbenismo della borghesia, incarnata nella figura del sindaco ma non a lui limitata (mi viene in mente la scena delle donne che parlano dietro le spalle della protagonista perché indossa le scarpe rosse, o il paese razzista verso gli zingari). Quindi non è tutto andato perso.

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  7. Ok mi manca... me lo procuro pure io :)

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  8. Ho adorato il film ma non ho mai pensato di recuperare il libro, purtroppo.
    Chissà, magari quest'estate è la volta buona!

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  9. Ho visto il film... forse il libro è da leggere:-)

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  10. Io ho il libro sul mio scaffale da un bel pò di tempo, ma come te ancora non l'ho aperto proprio perché ho visto il film (che mi è piaciuto tantissimo)un centinaio di volte!! Credo che sia ora di metterlo nella lista dell'anno... i colpi di scena e le differenze che hai messo in luce con la tua recensione mi hanno invogliato a leggerlo!!! :)

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