giovedì 12 luglio 2012

Viaggio in treno con libro brutto che scatena riflessioni variegate.


Buongiorno a tutti!
Ieri si laureava una mia amica, a Milano. Da qui sono circa tre ore e mezza di treno, ma per gli amici si fa questo e altro, perciò mi sono armata di caffè e coraggio e mi sono fieramente diretta verso la santificazione universitaria della mia amica. Che è andata benissimo, tra l'altro, ma questo non c'entra. In tutto, tra arrivo e ritorno, sono passate tre ore, senza contare la metro. Arrivo a Milano alle 14 e alle 17 ho già il treno. Yeee. Mi sarei sparata. Soprattutto quando, una volta salita sul treno di partenza, apro il libro che mi ero portata dietro per scoprire che... è brutto. Ma brutto. Inizialmente un po' speravo, lasciavo che il mio senso critico latitasse deluso, tenevo a freno la lettrice razionale che è in me e che continuava a ripetermi 'Ma dai! Ma non vedi? Ma su! Ma non è possibile!'. Poi ad un certo punto mi sono dovuta arrendere all'evidenza: per una giornata che contava 6-7 ore di treno, mi ero portata solo un libro brutto. Di cui parlerò, tra l'altro. Ve lo prometto. Che non cadiate nel mio errore.
E questo mi ha fatto ponderare e teorizzare per un po'.
Tempo fa avevo letto questo intervento su CriticaLetteraria, ''CriticaLibera: per una decrescita editoriale?'', che riportava in comodi a ulteriori interventi. Una piccola discussione su quanto il mercato editoriale si sia gonfiato a dismisura, rigettando su un numero di lettori sempre uguale, enormi montagne di libri, così tanti che devono essere ritirati dagli scaffali sempre più in fretta per fare posto alla cascata successiva. Tempi ristretti e troppi libri. Non poteva che riflettersi nella qualità delle opere, no? Un lavoro editoriale più svelto, meno attento, padre dei refusi e delle traduzioni scadenti. Un tempo non sentivo di dover essere così scaltra e pignola, quando entravo in libreria. Ero fiduciosa che, se un editore aveva pubblicato un dato libro, schiaffandoci sopra il suo rispettabilissimo marchio, allora quel libro doveva pur valere qualcosa. Ora no, ora passo quarti d'ora a soppesare volumi sempre più costosi, cincischio, sfoglio, conscia delle probabilità sempre più alte di trovarmi in mano una schifezza. Magari una schifezza che potenzialmente sarebbe potuta diventare una lettura discreta, piacevole, apprezzabile. Ma che è rimasta schifezza, che la Fata Madrina non ha avuto il tempo di metterla in ghingheri per la pubblicazione e le è toccato presentarsi in libreria sporca di fuliggine e vestiti cenciosi.
E poi ho notato anche come seguire tanti blog influenzi le mie letture. Dopo la laurea della mia amica, sono giunta in stazione a una mezzora dal treno. Mi sono fiondata alla Feltrinelli, alla disperata e furiosa ricerca di qualcosa che potesse sostituire la costernata lettura di poc'anzi. Non avendo tempo per diventare tutt'uno con pagine e inchiostro, per sfogliare, indagare, sospettare, accertarmi, mordermi le labbra e decidermi con tutta calma, ho vagato dapprima un po' a caso, poi mi è balenata in testa la copertina di un libro che avevo visto recensito qualche tempo fa, l'ultimo della trilogia di Katherine Pancol. Mi sono quindi fiondata a prendere il primo e sono corsa alle casse senza neanche leggere la trama. Così, sulla fiducia.
Dando un'occhiata alla mia libreria Anobii, mi sono accorta di come buona parte delle mie letture sia stata, negli ultimi tempi, enormemente influenzata da altri blogger. 'Espiazione', '1Q84', 'Il caso Jane Eyre', 'Zia Mame', 'Un calcio in bocca fa miracoli', 'Black City', 'Cose da salvare in caso di incendio'... sono arrivati tra le mie mani e sotto i miei occhi perché già erano stati accolti, divelti e giudicati da altri blogger. E mi sono fidata. Sono l'unica, qui? Avete mai accettato consigli da me o da altri blog, così, quasi a scatola chiusa?
Tra l'altro, 'Gli occhi gialli dei coccodrilli' mi sta piacendo moltissimo. È un libro leggero, una lettura piacevole di quelle che scivolano velocemente da non accorgersene. È un bel volumone, ma sono quasi alla fine. Non mi sono fermata un attimo, ieri in treno e stanotte mi sono addormentata che erano quasi le due, a forza di voltare pagine. E credo che non l'avrei mai preso in considerazione, se non fosse stato per la recensione entusiastica di chi l'aveva già letto.
L'unico appunto a questo libro, i punti esclamativi. Perché così tanti punti esclamativi dove proprio non dovrebbero esserci? Che senso hanno? Perché nessono se n'è accorto? E perché nessuno ha posto rimedio?
Ma lasciamo stare. Intanto terrò in casa il 'Libro Brutto', che non posso non mettervene in guardia. Merita una recensione per l'incuria di cui è stato vittima.
A presto :)

15 commenti:

  1. Onestamente parlando, io ho cominciato a seguire numerosi blog letterari apposta per avere a disposizione più recensioni possibili. Molto spesso decido di fidarmi del giudizio di altri blogger senza troppo pensarci o di dare seconde occasioni ad autori che altrimenti avrei ripudiato... anche se forse nel mio caso non è la stessa cosa, dato che il 90% dei libri li prendo in biblioteca (il questo modo non ho il fattore economico a frenarmi...)

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  2. Non so se la recensione entusiasta sia la mia, ma in ogni caso sono contenta che anche tu ti sia lasciata conquistare dai personaggi della Pancol! :)

    Credo sia normale farsi influenza dai blog, soprattutto quando non si hanno idee precise su che cosa si ha voglia di leggere. Scelgo spesso libri "a caso", basandomi su recensioni o commenti su aNobii. A volte ci prendono, altre no... ma è un bel modo per fare passaparola, per avvicinarsi a libri che magari non sono diventati bestseller o non hanno avuto molto successo per via di certe politiche editoriali, ma che poi i lettori hanno saputo valutare.

    Per quanto riguarda il discorso della decrescita, leggevo ieri un'intervista all'editore di una casa editrice che io amo molto, la Marcos y Marcos, che diceva che loro quest'anno proporanno un libro in meno, per permettersi così di curare maggiormente la qualità. Certo, loro sono una casa editrice indipendente e con un mercato più piccolo. Però forse se tutti si ridimensionassero un minimo anche il mercato dei libri ne trarrebbe un certo vantaggio.

    Ora però voglio sapere qual è questo libro brutto!!!

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  3. Serena: io invece ammetto che mi sono avvicinata al magico mondo dei blog con l'idea di discutere di quanto avevo già letto, atteggiamento alquanto presuntuoso, pensandoci bene... anch'io tendo a rifornirmi in biblioteca, peccato che quelle di queste parti sono tristemente sfornite T-T

    Elisa: sì! Sono andata a controllare, era la tua *O* Di norma avrei messo la fonte, ma essendo un post letto diverso tempo fa, ho preferito evitare di andare a cercarlo @_@'
    Qualche settimana fa avevo letto un post dal blog 'Il sociopatico', che trattava per vie traverse anche dell'influenza dei blog sui lettori. L'autore del post appariva perplesso per la reazione spropositata, deplorevole e squallida di una casa editrice innanzi ad una recensione negativa, dicendo che dopotutto non è che l'influenza sia poi così forte.
    Per me però sì, perché sono un bel po' i libri che decido di non leggere dopo averne letto recensioni negative, idem il contrario.
    La Marcos y Marcos sale nelle mie stime *w*
    Il libro brutto è 'La biblioteca dei libri proibiti' della Garzanti. Un titolo che non c'entra un ciufolo secco, tra l'altro ò__ò

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    1. Ma figurati! Non era una recriminazione la mia! Anzi, sono davvero contenta che la mia recensione ti abbia spinto a conoscere questa autrice! :)

      Io mi sono trovata una volta a litigare con un'autrice, non con la casa editrice, per la mia recensione non del tutto positiva (ma nemmeno del tutto negativa) al suo romanzo. Una reazione del tutto spropositata (ha detto che addirittura offendevo lei sul piano personale)... Forse perché ci si sta rendendo conto che comunque una certa influenza i blog iniziano ad averla. Certo, vanno letti con senso critico, con la consapevolezza che un libro a me può piacere e tu lo puoi detestare. E vale lo stesso per le stelline su aNobii o per i commenti positivi agli autori famosi... Ma sono sicura che i lettori dei blog non si lasciano condizionare troppo da queste cose, dalle campagne editoriali, dai casi dell'anno e leggono un libro perché vogliono leggerlo. Prendendo recensioni e giudizi come semplici suggerimenti.

      Ahhhhh io sono stufa di leggere libri che hanno nel titolo "biblioteca", "libro" e "proibito" (in tutte le possibili combinazioni)... quindi posso immaginare che bel capolavoro sia quello che hai tentato di leggere tu :P

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    2. Nono, ma non l'avevo presa come recriminazione, solo che mi sarebbe piaciuto linkare il post ma non riuscivo a ricordare dove l'avessi letto xD ... cribbio, l'ho iniziato ieri e mi mancheranno un centinaio di pagine ò_ò' Devo trovare il seguito. Subito.
      Eh, gli autori ultra-sensibili sono quanto mi fa tentennare quando si tratta di proposte di recensione... giusto stamattina ho accettato di partecipare a una catena di lettura su 'Il ragazzo del destino', che la trama promette bene e l'autrice si è proposta senza fare alcuna pressione... ma ammetto che ho sempre un vago timore di dovermi trovare a muovere critiche (quasi) direttamente in faccia a un autore, in questi casi ò_ò
      ... per i lettori dei blog... guarda, più mi guardo in giro e più vedo quanto siamo esigue, noi superstiti delle 50 sfumature xD
      Il capolavoro che ho letto... guarda, mi son voluta fidare della Garzanti. Poi il titolo originale era il nome della protagonista e del fratello, la soluzione italiana c'entra sempre poco ma... uff >_> meno male che è tutta roba di biblioteca...

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  4. Beh, io ho scoperto Christopher Moore leggendo la tua recensione.
    Anch'io negli ultimi anni sono diventata sempre più esigente, d'altronde nessuna casa editrice regala i libri - giustamente -, ma se pago voglio essere ragionevolmente certa che il libro possa piacermi.

    (Mi è parso di capire che stai avendo dei ripensamenti sull'università e avrei un suggerimento da darti, se vuoi mandami un'email all'indirizzo che trovi sul mio blog)

    Ilaria

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  5. Il problema è che se i piccoli editori pubblicano tutti un libro in meno, c'è subito un grosso gruppo editoriale pronto a riempire quello spazio.
    Il problema, come ho già detto di là (ignorato), è che il sistema è fondamentalmente basato sul debito, partendo dal manoscritto e arrivando al libraio. E oltre una certa soglia, tornare a livelli accettabili (chi li definisce, poi?) è sempre più arduo.
    In altre parole, è più facile che fallisca e chiuda (o venga rilevata) la Marcos y Marcos che la Mondadori (nomi a caso, metteteci chi volete). Puntare sulla qualità, purtroppo, non paga in termini di grandi numeri.

    PS
    I libri brutti esistono, ma se l'autore è un po' noto è probabile che su Anobii si becchi le canoniche 4 stelline.

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  6. Ilaria: Oh! Ne son fierlieta *O*
    Eh, coi libri c'è quel vago e imbarazzante compromesso tra arte e mercato... è arte, ma è anche un prodotto. E' difficile criticare un libro senza che il creatore si senta offeso nel profondo, la distinzione tra persona e scrittore non è poi troppo chiara... però alla fine, come dici tu, uno paga per avere qualcosa di 'bello' e l'acquirente insoddisfatto avrà pure il diritto di lamentarsi ù_ù
    (Accetto l'offerta di suggerimenti con estrema gratitudine >_<)

    Salomon: eh, quello è vero... un cambiamento in questo senso sarà ben difficile, ci vorrebbe una mobilitazione concertata di almeno qualcuna delle case editrici più grosse. Fa ben sperare che anche la Minimum Fax ne parli, speriamo che prima o poi ci arrivino anche le altre...
    Che poi, secondo me, si potrebbe riuscire con l'aiuto dei librai. Non parlo delle grandi catene, ma di quelli indipendenti che hanno un certo margine di movimento e di libertà in cui muoversi senza dover rendere conto a nessuno. Non so, ci vorrebbe un bel colpo di reni...

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  7. Finora i consigli seguiti quasi a scatola chiusa mi sono andati abbastanza bene. Fortuna? Chissà.
    Bruttissimo quando inizi un libro che non ti piace, è una delle cose che spero sempre non mi accada.
    Comunque sbagliando si impara: la prossima volta porta con te una seconda opzione, così non dovrai aspettare di trovarti una libreria davanti per rimediare :D

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  8. Quanto posso capire il disagio che hai provato. Nel viaggio Roma Torino con l'intercity (7 ore di viaggio) avevo con me solo Dark Shadows di Lara Parker. Un libro osceno. Ma davvero osceno. Solo che, per ovvi motivi legati allo spazio e ai soldi, non ho comprato nulla a Torino. Così, al ritorno, avevo a disposizione sempre e solo questo orrido volume. Che ho terminato, per fortuna. Mi ci è voluto tanto coraggio, ma ce l'ho fatta.
    Per quanto riguarda la lettura di qualità io, nel mio piccolo, ci provo a incoraggiare le case editrici indipendenti e le biblioteche. Non so quanto possa valere, in effetti, il mio contributo. Probabilmente poco. Ma ormai quasi tutti i blog che seguo (seguivo, ormai assiduamente ne frequento 3 o 4) leggono tutti le stesse cose. Tutti questi libri di dubbia qualità e tutti uguali. 50 sfumature di grigio (ad esempio) non posso più soffrirlo, lo vedo dovunque! Saremo in 4 ad essere rimaste indifferenti all'evento. Io mi rifiuto categoricamente di leggerlo, non lo considero manco "libro". -.-'

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  9. Anche io ho aperto il blog per pubblicare le mie recensioni sui libri che leggevo ma anche, e soprattutto, per avere uno spazio in cui scambiare opinioni con altri lettori come me. Sì perchè, prima di essere blogger/recensore, sono una lettrice, che ha voglia di parlare con altri come lei di cosa pensa su di un titolo, piuttosto che su di un altro.
    Io stessa adoro leggere recensioni o anche semplici e brevi pareri su libri mai sentiti o su altri che, magari, sono lì lì per prendere. E sì, mi lascio influenzare, ma sempre avendo io l'ultima parola in merito.
    I blog letterari sono una gran cosa, e sono felice di far parte di questo mondo.
    Evviva tutti i blogger e/o appassionati di libri della rete! ^_^

    Valentina
    www.peekabook.it

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  10. Ah, mi è venuta in mente una cosa: qualche mese fa ho partecipato a una mini conferenza tenuta da Claudia Tarolo di Marcos y Marcos. Ad un certo punto, ha detto che gli editori medio-piccoli possono anche percorrere la via del 'un libro di livello basso che però vende un casino e tre libri di alta qualità': Fazi, per esempio, ha guadagnato moltissimo con 'Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire' di Melissa P. e con quei soldi ha potuto sostenere le spese di pubblicazione di libri meno commerciali che avrebbero venduto di meno. E' una scelta, l'editore può anche decidere di attuare una politica di questo tipo e non pubblicare solo schifezze (con buona pace di Melissa P.).

    Ilaria

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  11. @Leggivendola: Sai che io finisco di leggere anche i libri brutti? Ho scritto sul tema anche un teorema sul mio blog "Il teorema dell'ultima pagina". In genere trovo sempre qualcosa di buono alla fine, oppure imparo gli errori da non fare scrivendo un libro!

    @Salomon Xeno: Continua la tua ossessione per le quattro stelline? Comunque hai ragione: certi libri in cima alle classifiche ci finiscono solo per la fama del loro autore che magari ha scritto un bel libro in passato e poi è vissuto di rendita di celebrità per promuovere i libri successivi (e, a volte, non ha scritto nemmeno un buon libro, ma è riuscito a convincere il mondo di averlo fatto!).

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  12. Melinda: A me è capitato solo una volta con Dexter, poi sono stata assai più accorta xD La prossima volta mi porto dietro mezza libreria, cribbio è_é

    Nereia: Allora ho fatto bene a non fidarmi e a non prenderlo, visto che ero un po' combattuta ò_ò M'è andata bene, và...
    Ecco, secondo me '50 sfumature' è emblematico. E' proprio il mondo dei blog che s'inchina alla ciofeca e mi fa... non posso dire che mi faccia orrore o che mi faccia imbestialire, però mi stupisce. Voglio dire, come fa uno a fidarsi di chi consiglia un'eminente castroneria? E una cosa che mi stupisce ulteriormente è quanto se ne parli anche tra i detrattori. Ho letto recensioni negative esilaranti, come quelle di Gaia su Giramenti o della Zitella Felice... però allo stesso tempo, voglio dire, non è fare comunque il gioco della casa editrice (o di chi cura il lato marketing del tutto, diciamo) parlarne così? Meglio un libro insultato di un libro sconosciuto, il conflitto crea interesse e si finisce comunque per raggiungere un bacino di utenza più ampio... Vabbè, via >_> che sproloquio sempre.

    Ilaria: ma guarda, io non sono mai riuscita a disprezzare i 'best-seller' creati a tavolino tipo appunto 100 colpi di spazzola... alla fine è col fatturato di Melissa che si sono sostenute le spese per opere più di nicchia e alla fine ognuno ha i suoi gusti e nessuno dovrebbe vergognarsi per quello che legge. Mi fanno una tenerezza, le vecchine che non hanno il coraggio di richiedere la Steel e attendono trepidanti che io gliela metta sotto il naso xD
    Quello che mi perplime è la risposta del 'tramite internettoso', cioè dei blogger, che dovrebbero essere al di sopra delle manovre pubblicitarie, critici e obiettivi... e invece per qualche libro gratis o chissà per quale altra ragione, pubblicizzano ciofeche ò_ò

    Romina: a volte li finisco anch'io, tipo quello che starei leggendo adesso, 'La biblioteca dei libri proibiti'. Oppure il Libro Brutto per definizione, 'Il bacio d'argento', perché come dici tu, nella loro bruttezza giace un serbatoio ricco di errori, trappole svelate, insegnamenti involontari... sono praticamente dei manuali di scrittura. Quando invece un libro semplicemente non mi prende è diverso, lo posso anche lasciare andare.

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