lunedì 30 luglio 2012

'Per principio o per tirchiaggine', ovvero 'Lamento Ligure'


Dicevo, l'altro giorno, che avrei gettato su questo blog un paio di riflessioni, raccattate perlopiù su altri blog e unite insieme in un unico post-calderone. Ammetto che, maledetta me, non sono più riuscita a trovare tutti gli articoli correlati a queste mie elucubrazioni, visto che da brava torda ho tralasciato di appuntarmi i link, che adesso sono persi nel vasto mare dell'Internet. Ma tant'è, andrò un po' a memoria e un po' con quei link che ricordo.
Come riportato in questo articolo, la Mondadori è in perdita. La CE più grande d'Italia, quella che ogni anno si contende (in modo più o meno pulito, ma non voglio entrare nel merito) il Premio Strega, un'antica e imponente certezza editoriale, è in crisi. -67% dall'anno scorso rispetto al periodo dello stesso anno. C'è crisi, lo so. E forse la Mondadori è in crisi anche per altri motivi, ma non stiamo a sottilizzare. È comunque una casa editrice enorme, coi diritti di autori importanti e lettissimi. Frattanto – non trovo più l'articolo ma vi giuro che l'avevo letto – la Newton Compton prospera e i suoi profitti salgono. La Newton Compton si contraddistingue, come probabilmente già saprete, per l'abbordabilità dei suoi prezzi. Al momento le librerie straripano di decine di prime edizioni accuratamente rilegate, complete di sovracopertina e graficamente ineccepibili, a 9 euro l'una. Tutte molto simili, tutte con una storia d'amore al centro, tutte con un'immagine di copertina graziosa e seducente, spesso con un titolo che richiama un'altra pubblicazione, che magari ha avuto successo. A vedere tutte quelle file di libri così simili tra loro mi viene da pensare che non farebbe alcuna differenza sceglierne uno o il suo vicino, eppure funziona. La Newton Compton, in tempi di crisi, è in attivo.
Ora, io non riesco neanche più a trovare l'articolo in cui si parlava di un vertiginoso aumento delle vendite (mi pare) durante la Settimana del Libro a Maggio. Vi ricordate? Titoli in promozione a bizzeffe. -15%, -20%, -25%. Una meraviglia. Io quest'articolo l'ho cercato, ma proprio non riesco a rintracciarlo. Ad ogni modo, le librerie aderenti alla promozione hanno visto le vendite salire del 57% circa.
L'altro giorno, attirata dalle mille promozioni in atto, mi sono recata gioiosamente in libreria. Tralasciando il fatto che quasi tutti i libri che volevo non rientravano nella promozione (sigh), mi sono avvicinata con occhi colmi di brama a 'Il prigioniero del cielo' di Zafòn. Poi ho guardato il prezzo. Ventuno euro. Ventuno. L'ho chiuso con stizza e l'ho rimesso a posto. Ho lanciato un'occhiata agli altri libri dello stesso autore che ancora non ho letto. In edizione economica, 13 euro. Mi sono spostata a sguardicchiare altrove e ho trovato con estremo stupore un libro di un'autrice abbastanza sconosciuta ma che mia madre adora, Ayn Rand, quella che ha scritto lo straziante ma meraviglioso 'Noi Vivi'. Mi sono detta 'Questo DEVO prenderlo a mia madre' e ho guardato il prezzo. Ventitre euro. 23. L'ho amaramente rimesso a posto e sono tornata a sospirare vicino ai libri in promozione.
Ma vi pare normale? Quando si parla di crisi nel mercato editoriale il prezzo viene nominato di rado. Si parla soprattutto di librerie che vengono inondate di titoli (Repubblica sostiene che, nonostante i saldi in negativo, sia tirature che pubblicazioni aumentano, queste ultime del 10%) e di scarsa qualità di una moltitudine di opere. Si parla di un persistente calo nel numero dei lettori, di come i libri abbiano appena il tempo di posarsi su uno scaffale prima di essere sloggiati per far posto ad altri libri, si denuncia un'invasione di mostruosità-best-seller che si appropriano di spazi eccessivi nelle limitate librerie.
Ma chi cavolo è che, in questi tempi malati di crisi, va a pagare tranquillamente più di 20 euro per un libro? Gli editori sono matti. Matti o peggio. Io mi riempirei la casa di libri, se potessi. Le mie risorse finanziarie andrebbero lì e soltanto lì. E non è solo per mancanza di possibilità, ma anche per principio, che io tutti 'sti soldi in un libro non ce li spendo. Perché è una politica editoriale cieca, malata, stupida. Sì, stupida. Non credo di essere l'unica ad aver lasciato un libro a prendere polvere su uno scaffale per il prezzo. E aggiungo che buona parte dei miei amici lettori si gettano ingordi nelle librerie dell'usato o sulle bancarelle piene di titoli a 3-4 euro. Quale assurda stregoneria ha convinto questi editori che siamo tutti pronti a pagare un prezzo tanto alto? I ricavi puntano da tutt'altra parte, eppure questi pazzi continuano ad alzare i prezzi. E che non mi vengano a parlare di spese di stampa, che con quelle tirature altissime il singolo libro verrà a costare almeno dieci volte meno del prezzo di vendita. E trovo ancora più assurdo che i libri per ragazzi o per bambini seguano lo stesso andazzo. Come fa un ragazzino di dieci-undici anni a permettersi un libro che costa così tanto?
Beh, io ve l'avevo detto che sarebbe stato un post pieno di lamentele e liguri mugugni. Ma cavolo, possibile che nessuno punti il dito su quei cavolo di 20 euro e passa?
Non ho aggiunto nulla di nuovo alla discussione e mi spiace di non essere stata in grado di ritrovare tutti gli articoli cui faccio cenno. Mi spiace di dovervi chiedere di credermi sulla fiducia.
Volevo dire due cose anche sulle librerie indipendenti e le grandi catene, ma queste altre lamentele me le tengo per un prossimo post.
A presto!

21 commenti:

  1. Cara Leggivendola... è tempo che le cose cambino nel mondo dell'editoria!
    Io mi sono felicemente convertita al formato elettronico.

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  2. Condivido in pieno tutto quello che hai scritto. Il prezzo dei libri è assolutamente scandaloso. Credo che gli editori abbiano perso il contatto con la realtà. E' possibile che i libri siano ormai diventati un bene di lusso?? Come te e moltissimi altri, mi rifiuto di spendere 20euro per un romanzo. E' vero che sono passati più di dieci anni da quando è entrato in vigore l'euro... ma suvvia... chi avrebbe speso 40.000 lire per un libro? ma neanche trenta!
    Vorrei sperare in un cambiamento, ma sono molto scettica. Non per fare la pessimista,ma sembra che in Italia le cose peggiorino e basta.
    p.s. ci vorrebbe una rivoluzione!!! noi blogger possiamo fare qualcosa per smuovere le acque, mi chiedo?

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  3. Valentina: beh, io non credo che formato elettronico e cartaceo debbano contrapporsi, anzi. Credo che possano non solo coesistere, ma anche coadiuvarsi. Quando avrò abbastanza danari per permettermi un ereader non smetterò affatto di comprare libri, solo che prima li 'testerò' in ebook. Almeno credo. Non lo so. Forse sono troppo affezionata al frusciare delle pagine o al peso di un libro tra le mani...
    Che poi ricordo che qualche mese fa s'era discusso per blog di un ebook dell'Adelphi che costava 18 euro contro i 23 del cartaceo. Un libro di Gadda, che già è un po' di nicchia di suo, 18 euro l'ebook... cioè, è assurdo. L'aumento spropositato dei prezzi è ancora più irritante su formato digitale, perché lì non c'è scusa che tenga. Non mi si può parlare né di distribuzione né della percentuale del libraio, è proprio speculazione.

    Stargirl: Credo anch'io che le case editrici non riescano a comprendere del tutto quello che chiedono a noi lettori. Un libro a venti euro...
    Io spero in un cambiamento, ma non per motivi etici, sia chiaro. Non credo che esistano molte aziende guidate da etica o morale o buoni propositi. Chi ci lavora magari sì, eh, sia chiaro. Ma l'azienda è un'altra cosa... Io spero nel cambiamento perché cavolo, gli conviene. Sono loro a perderci, non soltanto noi. Quello che mi stupisce è l'assoluta idiozia del perpetrare una logica di mercato simile, alzare i prezzi in tempi di crisi O_o cioè, boh. La Newton Compton ha capito come vanno le cose - anche se soltanto per quanto riguarda i prezzi, per la decrescita editoriale invece...
    Non so se potremo fare qualcosa. Non lo so proprio. Credo che l'Italia si contraddistingua per la sordità dei piani alti (politici, economici, finanziari...) alle richieste sensate della popolazione. Però boh, si può sempre provare ù_ù Ottimismo!

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  4. Ormai gran parte della lavorazione dei libri avviene al computer, quindi non regge più nemmeno la scusa dei costi di stampa. E il mio libraio afferma che le tirature siano pure calate, per cui quelle simpatiche fascette che ululano 'Tre edizioni esaurite in sei mesi' andrebbero prese cum grano salis.
    A ogni modo, io di rado compro un libro se costa più di 12 euro, che comunque sarebbero 24.000 lire. Per il resto, se posso li leggo in lingua originale che costa meno e sto valutando l'acquisto di un ebook reader (anche per motivi di spazio). Volendo ci sarebbe pure la pirateria, però non mi dispiace pagare per i libri.. entro certi limiti!

    Ilaria

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  5. Si infatti la speculazione continua ad esserci sempre e comunque. Chi ha cercato di affacciarsi un minimo al mondo del lavoro nel campo dell'editoria sa bene che le case editrici, con la scusa della crisi, non hanno soldi da spendere. Viene da chiedersi chi fa tutto il lavoro che dovrebbe esserci dietro ad un libro ben fatto. Ne conseguono libri pieni di refusi, errori di ortografia... insomma dei prodotti mediocri. non c'è scusa che tenga per i prezzi così elevati.
    Si potrebbe parlare per ore su questo argomento, fatto sta che il formato elettronico sta cambiando anche il rapporto autore-casa editrice. Gli autori ormai si pubblicano da soli (nel bene e nel male). In Italia ancora ci si sta arrivando ma io credo che, come il mondo della discografia, anche quello dell'editoria dovrà essere oggetto di una rivoluzione. Oppure ha i giorni contati.

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  6. Beh, dipende. A volte il prezzo è ben ponderato, anche se alto. Per esempio, il 16 giugno dell'anno scorso io potevo e volevo permettermi 16/17 euro per l'ultimo Martin. In ebook.
    Ed è diventato un best seller. Nel mondo, dico. In Italia è diventato tre libri da 19 euro l'uno. Cartacei, rilegati.
    Sì, ce l'ho con la Mondadori.
    (E non badate al mio outing per Martin!)
    E con la Einaudi. Un giorno ho pensato "Oh, perché non provare il tal libro che parla di quella cosa lì che mi interessa?". Diciotto euro, in brossura.
    Se passa la linea che 18 euro è il prezzo per un libro nuovo, ovvio che la gente prenderà un Mondadori e tre o quattro Newton Compton.
    Del resto, qual è un buon prezzo per un libro nuovo?
    15 euro?
    Di meno?
    Ho la percezione che direi comunque "Troppo!", ma alla fine ciò che conta è quanto sono disposto ad accettare di spendere.
    Non io, eh. I lettori tutti.
    Che sono in calo, dicono.

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  7. Anche per questo adoro le biblioteche! Leggere dovrebbe essere un diritto, ma non lo è più a certe cifre. E poi gli sconti vengono fatti solo su certi tipi di libri.
    Le spese di stampa possono avere grandi influenze significative solo su basse tirature. Poi è vero che ci sono moltissime cose da considerare, ma è un discorso troppo complesso, quindi ora non voglio addentrarmi in questo discorso.

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  8. Ilaria: I libri sono l'unico articolo che mi spiacerebbe 'piratare'. E' strano, perché dopotutto è normale prendere un libro in prestito da un amico o in biblioteca, però l'idea di scaricare gratis un libro mi sconcerta. Forse perché l'editoria è anche, tolte le dovute eccezioni, priva di un merchandising tipo magliette o spille varie a rimpinguare le casse, mentre per l'industria discografica ci saranno sempre concerti, magliette ufficiali etc...
    I costi di stampa ormai sono ridotti al minimo. Non so precisamente a quanto possa ammontare il costo di un'unica copia con tirature di decine di migliaia, ma sospetto che non superi l'euro e mezzo... 21 euro per l'ultimo di Zafòn è ingiustificato e ingiustificabile.

    Valentina: guarda, io sto leggendo 'La scuola dei desideri' della Harris e sono costernata dalla moltitudine di errori di traduzione. Ma roba pesante ed elementare che qualunque demente al primo anno di lingue straniere ti storce il naso. 'Pretend' tradotto come 'pretendere', 'I see' tradotto come 'Io vedo' e simili °____°' La Garzanti, mica la FuffaEdizioni, la Garzanti...
    Io però non sono così 'speranzosa' sul self-publishing. Non lo confondo con l'eap, anzi, però... cioè, se uno pubblica un libro gratis di solito è perché sa che non è tutta 'sta gran roba o forse ha già tentato l'invio a svariate case editrici con scarso successo. E se le case editrici rifiutano, di solito suppongo che ci sia un perché. Prima di spendere del denaro preferirei sapere che un Mr Einaudi o una Madama Salani hanno deciso di dare la loro approvazione. Poi certo, se si tratta di pochi euro è una cosa, ma ho visto libri autoprodotti a 18 euro ò_ò cioè, via...

    Salomon: Perché 'outing' per Martin? Adorare Martin è cosa buona, giusta e lodevole. Ho cosplayato Tyrion al Lucca Comics, oh ù_ù/
    A me 16 euro per un ebook sembrano tanti. Ma tanti. Troppi. Poi il risparmio c'è, senza dubbio. Io A Dance with Dragons originale l'avevo pagato caro, 25 euri, ma d'altronde era importato e pure io sapevo che la Mondadori l'avrebbe gioiosamente suddiviso in tre-quattro fette danarose >_>'
    Pure io ce l'ho con l'Einaudi, da quando ho visto a 20-22 euro un libro di Nicolai Lilin. Piccolo, eh. Posso capire che mi costi un po' di più un librone di una certa possanza (anche se non 20 euro, checcavolo) ma una sottiletta di libro così, proprio no ò__ò 15 euro io posso capirli e accettarli, se è proprio una prima edizione. Oltre mi cominciano a girare.

    Romina: io non vedo l'ora di trasferirmi in Emilia da un'amica, che dove sta lei ci sono 7 fornitissime biblioteche. Qui è difficile trovare quello che vuoi...
    Le basse tirature ormai sono proprie solo di piccole case editrici, che già tengono i prezzi piuttosto bassi, intorno ai 14 euro. Che loro hanno capito come gira il mercato, quanto possono permettersi i lettori e non hanno la fortuna di avere colonizzato la totalità delle librerie italiane...

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  9. Valentina: errorissimo, non so perché ho scritto 'se uno pubblica un libro gratis' invece che 'autoproduce' -__-' scusate.

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  10. Mia cara, ho affrontato questo argomento su Twitter svariate volte. Ti delizierò con le stesse identiche considerazioni che feci su Twitter a diverse case editrici (E/O, Einaudi e non ricordo chi altro) senza ricevere risposta alcuna, ovviamente.
    Prendiamo l'ultimo capolavoro di Moccia: 20 euro.
    Prendiamo l'ultimo capolavoro di Franzen: 20 euro.
    Moccia 20 euro e Franzen pure? Come è possibile? Franzen ha bisogno di un traduttore, perché è scritto in inglese. E Franzen ha anche dei diritti che devono essere acquistati dalla casa editrice americana che lo pubblica in originale. Come è possibile che i "costi di stampa" di Franzen (che ha due cose che Moccia non ha) siano UGUALI a quelli di Moccia? Forse il traduttore traduce gratis? Forse i diritti costano 50 centesimi? Non è che, sotto sotto, le case editrici su sta cosa dei "costi di produzione" ci marciano un po'? Quando ho avanzato questa ipotesi mi è stato detto (non dalle case editrici in questione)che purtroppo è corretto così. Hai capito bene: è corretto così. Sono le leggi di mercato, mi è stato detto. L'editoria è completamente dipendente dal mercato, è questo che stabilisce i prezzi. Perché ci saranno tante vendite di Franzen a 20 euro che andranno a coprire il buco creato da altri libri la cui pubblicazione è costata più di quanto poi si è effettivamente ricavato dalla loro vendita. Adesso, va bene tutto. Va bene anche questa scusa. Ma che ne pensiamo, invece, di non pubblicare un milione di libri l'anno (comprese le schifezze) e, invece, di fare un lavoro un po' meno approssimativo? Di pubblicarne magari 800 al posto di 1000 e scegliere meglio cosa pubblicare e cosa invece no?
    Perché all'estero ce la fanno a pubblicare libri che non costano 23 euro. Chissà come fanno? Chi mi ha dato la risposta di cui sopra mi ha detto che accade perché hanno più lettori. Anche in Italia avrebbero più gente che compra libri se li vendessero a meno. Prendi me, non compro libri nuovi da anni. E quando li prendo li prendo con i punti che ho accumulato comprando libri usati (ma ormai mi hanno tolto anche questo vantaggio, quindi niente più libri nuovi). E come me ce ne sono a miliardi. Anche il mio supervisore allo stage, non compra libri nuovi da almeno 5 anni.
    E, a dirla proprio tutta, sono super contenta di comprare quasi esclusivamente libri usati o di prenderli in biblioteca, perché, davvero, non meritano nulla. Un libro nuovo lo pago al massimo 10 euro, altrimenti attendo lo sconto. Posso spingermi fino ai 12, non di più. Neanche per idea.
    Tralasciamo poi il discorso librerie indipendenti vs catene che anche lì mi infervoro parecchio.

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  11. Carissima Leggivendola, post molto interessante e ricco di riflessioni che condivido.
    Anche se c'è da dire che spesso è difficile tenere molto bassi i prezzi, vista la marea di passaggi che servono a rendere pubblicabile un libro. I librai a stento sopravvivono con i loro margini strettissimi, gli autori guadagnano delle miserie, editor e traduttori non stanno messi meglio. Fosse per me taglierei drasticamente la percentuale che si trattengono i distributori (per me una cifra folle).
    Lo cosa sconcertante, come dice giustamente Nereia, è che spesso vengono appioppati gli stessi prezzi a libri che non possono essere assolutamente messi sullo stesso piano. Manca scelte forti da parte degli editori, scelte che dimostrino che fra i vari libri c'è differenza, non che uno sia meglio dell'altro, solo diverso. Un altro problema enorme è che in Italia, paese di non lettori, si pubblica davvero troppo. Nella libreria dove lavoro vedo arrivare una marea di titoli nuovi a settimana, ed è pura follia. Non esiste più una scrematura, una scelta editoriale valida. Se i vampiri vendono allora pubblichiamo tutte storie di vampiri; Stieg Larsson è andato forte? Allora importiamo tutta la bibliografia scandinava come fosse un unico capolavoro. Poi certo, ci sono realtà più rosee e promettenti. Ad esempio io mi sono innamorata della TimeCrime, e anche Tre60 pubblica solo low cost. Forse qualcosina sta cambiando...

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  12. Nel frattempo ho ripescato un articolo sul prezzo dei libri (dal punto di vista del marketing): http://pennablu.it/piano-marketing-libro-3/
    Spero sia utile.
    Occhio ai "fattori casuali"!
    Tieni conto che attualmente il prezzo di vendita suggerito dall'editore per ADwD è 29,26€. Che poi viene decurtato in misura maggiore o minore a seconda di dove lo compri. Ai tempi (che, ricordo, era il giorno stesso dell'uscita) il prezzo migliore era sui 16, oggi si trova anche a 5/6 euro... ma se va male puoi spenderne anche 18/19! (Ho controllato.) L'escursione è terribile!
    Comunque il prezzo di listino è 29,26€. Oppure circa 10€ per le versioni dimezzate, che è comunque meno che in Italy.
    Del resto... ti prego, cerca "the hounds of samaria" nell'ebook store della Feltrinelli.
    Non te ne pentirai.

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  13. Proprio oggi in libreria è passato il rappresentante per le ordinazioni e ascoltando (me bifolca origliatrice di conversazioni che non mi riguardano) ha espresso cali di vendite proprio per quegli editori che hai citato.
    Io la questione dei prezzi alti la noto soprattutto nei libri per ragazzi. Non parlo tanto dei libricini rosa sulla danza o delle avventure di Scooby-Doo, quanto dei romanzi di avventura/fantasy... un paio di anni fa avevo seguito praticamente tutte le serie che uscivano (stile Troisi), e ricordo che l'ultimo libro comprato di quel genere è stato "Il silenzio di Lenth" dopo il quale ho dovuto rinunciare agli acquisti perché costava qualcosa come 18 euro. Personalmente quando alla cassa mi arriva un padre con ragazzino entusiasta dietro e mi porge un libro che costa più di 15 euro mi sento in colpa e mi comporto come se gli dovessi delle scuse, non il resto...
    Quindi sì, Newton Compton a go go. Non per scelta o per predilezione ma perché danno Shakespeare, Woolf, Dickens & autori classici a 2/3 euro l'uno XD Praticamente li tirano dietro ai clienti!

    Ps. Ma i libri di Martin non sono a 10euro? Ne ho comprato uno ieri e il prezzo di copertina è quello!

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    1. Ehm... ammetto di essere stato un po' confusionario.
      I prezzi si riferiscono all'ultimo libro in inglese. In italiano credo ne siano stati pubblicati solo i 2/3 a circa 18/19 euro l'uno. A 10 euro trovi l'economica, ma mi sembra ci sia in giro anche l'omnibus.
      Ah, e ora che c'è la serie stanno uscendo edizioni non dimezzate (ovvero fedeli all'originale) a 15 euro.

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  14. Nereia: sono le leggi di un mercato malato. Dove si è mai sentito che calano i consumi e sale la produzione? Con numeri del genere, poi... L'unica possibilità di salvare l'editoria è una calma decrescita, una cura maggiore nelle pubblicazioni (che io non ce la faccio più a leggere schifezze linguistico-sintattiche in ogni cacchio di libro che prendo in mano... tra refusi e traduzioni letterali è una vergogna...)
    Le piccole case editrici infatti differenziano i prezzi dei loro libri a seconda del costo di realizzo. Certi a 12, certi a 14, alcuni salgono quando illustrati... loro sì, che devono stare attenti al mercato. Mica come tante grandi CE che vomitano in libreria sempre più libri e sempre più scadenti... D'altronde io capisco quanto possa essere difficile cambiare direzione. Se anche Longanesi decidesse di ridimensionarsi, figuriamoci se Mondadori non ne approfitta per piazzare i propri titoli in quel piccolo spazio che si è liberato... uff .___.'
    Io di libri continuo a comprarne... non posso farne a meno, preferisco il cartaceo. E qui di librerie dell'usato non ce ne sono T___T E le biblioteche non è che siano granché fornite...

    Nicky: Ma grazie :) Lavori in libreria?? Meraviglia *w* Vero che adesso sono sorte nuove collane low-cost, ma io temo sempre la fregatura. Perché se si continuano a pubblicare troppi libri, in buona parte senza la cura necessaria... non so. Che poi in parte i low-cost mi sembrano tutti uguali. Stessa copertina, stessi colori, titoli quasi uguale... che poi è un meccanismo assurdo, in questo modo non si fa che disperdere il titolo in mezzo a mille altri O_o cioè, per me lo si uccide e basta. Non riesco a capire che si sono messi in testa...

    Salomon: Oh, dopo do un'occhiata al link *w*
    Eh, io l'avevo comprato che era appena uscito in America xD E l'avevo preso direttamente alla Feltrinelli e non su Internet, perciò l'ho pagato assai... ma non me ne pento. Non si può aspettare con ASOIAF. Non si può.
    Non ho ancora un ereader, se leggo ebook mi gioco gli occhi T__T

    Jericho: è evidente che sono un'indovina u_ù
    Coff, dicevo. Ecco, io ricordo che da ggggiòvane andavo in libreria con la mia bella paghetta e mi sceglievo qualcosa per me. 7, 8, anche 9 euro, però quei 3-4 libri al mese potevo permettermeli. Io credo che sia stato un po' il fenomeno Harry Potter a dare la spinta al 'mercato' del libro per l'infanzia... non riesco a ricordare fenomeni precedenti di questa portata. 'Ai miei tempi' (sigh) i Piccoli Brividi te li tiravano dietro, pure gli Istrici o il Battello a Vapore erano acquistabili a qualsiasi età... solo dopo HP ho cominciato ad avere difficoltà ad acquistare libri per ragazzi. Come fanno a pretendere che un bambino possa pagare 18-20 euro? Come fanno?
    (La Mondadori ha fatto questa simpaticissima manovra, con Le Cronache. Ha preso i libri originali e li ha bellamente spezzettati ognuno in 3-4 libri, che ora in versione economica costano intorno ai 10. Farei notare che quando li compravo io costavano ancora circa 8, ma vabè... ora credo stiano uscendo le versioni in formato originale ma non so quanto costino ò_ò)

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  15. Sì, sono una libraia vagabonda. Nel senso che d'estate lavoro per una libreria indipendente e d'inverno per una catena, in attesa che qualcuno si decida a farmi un contratto più lungo di 5 mesi :-/
    Con la TimeCrime io mi trovo molto bene. Mi sembra ben curata e, a parte un romanzo che proprio non mi è piaciuto, la qualità per ora è buona. Oltretutto sono tutti in copertina rigida. Invece è la Newton che non mi piace tanto. Detesto la carta utilizzata e il font, decisamente troppo piccolo. Preferisco la TEA e l'Universale Economica Feltrinelli

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  16. Io però dico: un po' di pubblico per tutti 'sti libri-schifezza (tipo gli epigoni di 'Twilight') ci deve pur essere. Secondo me molti lettori non hanno un grande senso critico, si accontentano dei soliti argomenti rimasticati mille volte, e alla lunga ci perdiamo tutti.
    Un po' di tempo fa sono andata a un incontro sulla traduzione de 'Il grande Gatsby' (l'anno scorso sono scaduti i diritti e varie case editrici l'hanno ripubblicato). Il traduttore della Marsilio ha lavorato anni sul testo - ha fatto anche altro, certo -, ha studiato le lettere di Fitzgerald e ha curato un'edizione critica che costa 24 euro. Lui è stato pagato duemila euro. Così, per dire.

    Ilaria http://lalettricefelice.blogspot.it/

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  17. Nicky: eh... Ti faccio i miei più sentiti auguri per l'avvento di un contratto .__.'
    Non volevo dire che tutte le collane low-cost fossero manchevoli, eh, ho solo nuovamente risposto in modo confuso e calderonevole >_>' Anche se devo ammettere che le copertine non mi convincono proprio, troppo patinate e troppo... mah, questione di gusti. Se TimeCrime funziona, vuol dire che sono io ad avere dei gusti strani xD
    A me la Newton Compton non dispiace, anche se credo che stia subissando il mercato di... diciamo di opere che in altri contesti sarebbero rimaste sconosciute, ecco. Però apprezzo anche molte delle sue scelte, mi piace la grafica e in particolare i libri per i più piccoli della collana Vertigo mi piacciono assai *w*
    Tea e EconomicaFeltrinelli si occupano di seconde edizioni, credo che in questi casi ci si occupi soltanto di impaginazione e grafica... personalmente non faccio molto caso alla carta, tendo a preferire quella sottile a quella spessa, ma più in là non vado xD

    Ilaria: sicuramente un pubblico c'è. Io però mi chiedo come facciano certi editori a preferire il facile guadagno immediato ad un ricavo regolare nel lungo periodo. Nessuno tra poco si ricorderà di tutti quei libri-fanfiction che hanno avuto quella velocissima fiamma di successo solo grazie al riferimento ad un altro libro, mentre tra dieci anni ci sarà ancora chi cercherà in libreria 'Intervista col vampiro', per dire. Perché non riescono a pensare a lungo termine? Ci vuole tanto a leggere un manoscritto, evidenziare errori e possibili miglioramenti e lavorarci su con lo scrittore? Oddio, qualcosa in termini di tempo ci vuole... ma se da una storiella appena carina ne viene fuori un qualcosa di rispettabile e decente... mah. Non so. Dov'è la passione? Io ho appena finito di leggere 'La scuola dei desideri' di Joanne Harris e credo di non aver mai visto un libro tradotto peggio. Una schifezza. Ogni tot pagine ecco un errore così grossolano e prepotente da farmi interrompere la lettura. Dove cacchio è la passione?
    ... certo, se si considera quanto hai appena detto sul traduttore della Marsilio, una rispostina alla domanda potrei anche trovarla... uff .___.

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    1. effettivamente mi rendo conto che per quanto riguarda TimeCrime non faccio testo. Mangiando thriller e gialli credo di essere poco obiettiva :-)
      Grazie per gli auguri!

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  18. Temo che molti editori italiani, soprattutto quelli più grandi, siano tragicamente miopi.

    Ilaria

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  19. Capito per caso nel tuo blog che trovo interessantissimo, posso solo sottoscrivere il tuo pensiero, anch'io tempo fa facevo le stesse considerazioni su traduzioni pessime e costi eccessivi.
    Rimedio con un servizio interbibliotecario eccellente.

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