mercoledì 18 luglio 2012

La biblioteca dei libri proibiti di John Harding. Libro eminentemente brutto.


Ricorderete – forse... ma magari anche no – che qualche tempo addietro mi sono imbattuta in un Libro Brutto. Che son salita sul treno con quell'unico tomo a farmi compagnia, affacciandomi su una giornata che mi prospettava due viaggi di tre ore e mezza l'uno. Ecco, oggi parlerò di quel libro. Quello brutto.
Non ho finito di leggerlo, lo ammetto. Non ce l'ho proprio fatta. Un po' perché storcevo il naso ogni volta che mi cadeva l'occhio sulla sua copertina ingannatrice e un po' perché ero distratta da ben altre letture. Credo di essermi letterariamente innamorata di Carlos Ruis Zafòn. Cioè, ho tra le mani L'ombra del vento e Il gioco dell'angelo, mi devo rimettere a leggere un libro brutto? No, dai, non ne ho la forza. Non avendolo finito, comunque, è mio dovere sottolineare che sono arrivata soltanto a metà, quindi magari dopo quel punto, si sarebbe anche potuto riprendere. Chi può dirlo? Quello che posso dire è che, fino a metà, è ancorato alla sua essenza di Libro Brutto.
Vi avverto! Qui spoilero un po'. Un bel po'. Perché non vedo cosa possa esserci di piacevole nel leggere questo libro, che vi sconsiglio profondamente. L'unico lato buono della faccenda è che un aspirante scrittore può scovarci millemila errori e prenderlo ad esempio per non ripeterli. Comunque, vedete voi. Io vi ho avvisati.
'La biblioteca dei libri proibiti' di John Harding, inspiegabilmente pubblicato da Garzanti nel 2010. Il titolo originale sarebbe stato 'Florence and Giles', ovvero il nome della protagonista e del fratello minore. Ma approfittiamo gioiosamente del trend delle biblioteche, anche se qui la stessa ha un ruolo marginale solo nell'educazione di Florence e non nello sviluppo della trama. Una trama che io, fino a metà, non sono riuscita a comprendere. Ad un certo punto ho strizzato gli occhi e distanziato le pagine dal viso, realizzando che stavo leggendo quello che avrebbe voluto essere una specie di thriller-horror-goticheggiante e che io fino a quel punto avevo preso per una lettura per bambini camuffata con una copertina promettente e un titolo che c'entrava ben poco.
Allora, Florence e il fratello condividono il padre, ma hanno madri diverse. Tutti morti, comunque. A crescerli, o meglio, a 'rilevarli' è lo zio bacchettone, di cui non riesco a trovare il nome neanche sfogliando il libro, che non vede di buon occhio l'educazione delle fanciulle e che lascia la nipote ignorante come una zappa, proibendole di leggere, scrivere o che altro. In casa ci sono un autista, una cuoca-cameriera e una governante, che tiene i conti della casa. Lo zio, seppure ricchissimo, è spilorcio come non mai per quanto riguarda i nipoti, cosa che onestamente mi puzza un po'. Le ragioni della sua tirchiaggine non sono spiegate, specie se si considera che i due nipoti risiedono in un'enorme magione di famiglia, quando potrebbero essere alloggiati in appartamenti ben più modesti e seguiti da un'unica persona. Comunque, Florence arrivata ad una certa età impara a leggere. Da sola. Mi pare a otto anni. Ripeto, da sola. Senza avere mai avuto nessuno accanto che leggesse o che le spiegasse cos'è un libro. No, lei a otto anni decide d'imparare a leggere, senza aver mai ricevuto uno stimolo in vita sua. Volendo, questa decisione si sarebbe potuta spiegare con una governante precedente e scomparsa, che era sempre persa nei libri. È vedendo e imitando, che s'impara. Ma no, Florence fa tutto da sola, senza aiuto. Già questo mi aveva lasciata un po' così. Nel giro di pochissime pagine, Florence ha 12 anni, il fratellino Giles 8 e compare nella loro vita un certo Theodore Van Hoovier, un pirlotto alto e goffo che s'innamora perdutamente della ragazzina a prima vista. Così, a'ggratis. Dopo circa mezzora dal loro primo incontro, le chiede un bacio. Proprio come dovrebbe fare un personaggio timidissimo e goffo nel 1891, no? E lei gli chiede in cambio un componimento. Bruttissimo. Ma lasciamo stare.
Allora, la trama è... confusa. Dovrebbe esserci un mistero, ma non è chiaro quale sia questo mistero. Fatti e personaggi si accavallano alla rinfusa, scompaiono e ricompaiono quando viene comodo alla trama, tra loro si instaurano relazioni incomprensibili... ad esempio, Florence ci viene descritta come un topo di biblioteca, una che ha sempre bisogno di avere un libro in mano, di leggere, conoscere e quant'altro. Tralasciando il fatto che è impossibile che per anni nessuno si sia accorto che sapesse leggere, né trovo plausibile che la sua assenza pomeridiana quando sgattaiola in biblioteca non venga notata per anni, Florence si bagna le labbra pomposamente con nomi famosi e autori accreditati, ma basta che compaia un ammiratore che, bum, cade innamorata come una pera cotta e non riesce più ad interessarsi alla lettura. Ricordo poi una particolare figura retorica senza alcuna forza e con un appiglio fragilissimo alla scena, un corvo sulla neve. Ecco, per un discreto tot di pagine ogni tanto tornava, puntuale come la morte, questo corvo sperduto nella neve. Poi, dopo un po', più nulla, viene dimenticato.
I personaggi sono piattissimi, non hanno una vera e propria caratterizzazione, sono praticamente intercambiabili. Sono lì solo per fare da contorno a Florence, delle sagome deambulanti con cui dialogare. E i dialoghi sono pessimi. Giles, il fratellino, è descritto come timidissimo, eppure appena uno si avvicina corre a fargli domande eminentemente stupide. C'è un punto, poi, in cui mi sono dovuta arrendere all'incapacità dell'autore di interessare il lettore. Ad un certo punto, Giles viene tolto da scuola, essendo stato vittima di maltrattamenti. Lo zio decide quindi di avvalersi dell'aiuto di un'istitutrice e giunge quindi questa signorina Whitaker. Che ha a malapena il tempo di comparire, prima di crepare. Così. Una misera mezza pagina è stata dedicata al fulcro del romanzo, un omicidio incomprensibile e dai risvolti arcani. Mezza pagina da quando la vittima compare per la prima volta alla sua morte, che rimane un mezzo-mistero finché la nuova istitutrice non chiede a Florence di parlargliene. Comprendo che l'autore volesse creare un po' di pathos, nutrire la nostra curiosità, ma... ma non ce l'ha proprio fatta. Non mi ha fatto trasalire e pensare 'Oh! Cosa sarà successo?' con la mano premuta sul cuore, mi ha solo fatto aggrottare le sopracciglia e mormorare 'Ma che ca...?'.

Piccolo stacco. Ho voluto sfogliare velocemente la seconda metà del libro, un po' perché mi chiedevo dove sarebbe andato a parare e un po' perché mi rimordeva la coscienza a recensire qualcosa che non avevo finito di leggere. Ora, dov'è che va a parare la trama? Nel nulla. Non ha senso. Questo finale non ha assolutamente senso. È uno di quelli che proprio mi danno fastidio, anzi. Sapete, quando un autore vuole stupire e allora ti tiene tutto nascosto, ti svia tranquillamente e poi salta fuori con una conclusione improponibile a cui non avresti mai potuto pensare, non per la sua astuzia, ma proprio perché non ha niente di plausibile. Tra l'altro, nel corso di questo finale fatto di coincidenze schifosamente fortuite, non solo non viene spiegato nulla del 'mistero', né viene fatto cenno a personaggi che sono stati bellamente abbandonati, ma Florence si macchia di un atto di cui non sarebbe mai stata capace, considerando la sua caratterizzazione. Davvero, mi irrita un esito del genere. È una presa per i fondelli bella e buona, questo libro sta battagliando con 'Il bacio d'argento' per il podio del putridume letterario.
In sintesi, avvenimenti e personaggi piallati su una trama inconsistente, piccoli spunti aggiunti al mucchio per motivare scelte improbe e poi dimenticati, come se non ci fosse bisogno di spiegarli. Florence, forse, è la meno caratterizzata di tutti. Non ha senso, il suo personaggio, non più degli altri. Tra l'altro, ho dei dubbi anche sulla competenza storica dell'autore. Nel 1891 è credibile un ragazzo e una ragazza vengano lasciati soli durante il loro primo incontro?
Ha poi avuto senso che lo zio fosse bigotto o tirchio? Che ruolo ha avuto il divieto a Florence si leggere? Come vengono spiegate l'astuzia improvvisa della protagonista e la sua incredibile capacità di giocare con le persone, considerando che ha passato un'esistenza da reclusa con il fratellino e tre servitori imbecilli? Perché la signorina Whitaker?!
No, davvero, non ho parole.
Se non ci fosse Zafòn a risollevarmi morale e fiducia nell'intelletto umano... a presto :)

18 commenti:

  1. In effetti è uno dei pochi libri su Anobii ad avere una media di tre stelline.

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  2. Se il fratellino si fosse chiamato Miles anzi che Giles avrei detto che era un tentativo di rifacimento del 'Giro di vite' di Henry James. Anzi, qualche vago punto in comune mi pare che ci sia. Molto vago.

    Ilaria http://lalettricefelice.blogspot.it/

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  3. Mi correggo: ne 'Il giro di vite' la ragazzina si chiama Flora, non Florence (comunque sono nomi simili).

    Ilaria

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  4. Certo che non ti è proprio piaciuto! Be', io ho una lista di libri da leggere, ma mi hai fatto venir voglia di farne una su quelli da non leggere! Ah!

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  5. Salomon: Sono fin troppe, veramente >_> Il finale mi ha veramente irritata...

    Ilaria: Non ho mai letto 'Giro di vite', ma ho letto in giro che Harding voleva esserne ispirato... mah >_>

    Romina: non è che non mi è piaciuto, per quello potrei farmene una ragione... è che è proprio brutto ò_ò e mi irrita che un libro così malfatto possa essere pubblicato e presentato come un capolavoro. Cioè, è uscito pure in edizione economica. Ma è brutto!
    Attendo la lista xD

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    1. Insomma, orrore orrore! La lista la farò inserendo i titoli che vengono descritti come sconsigliati... io non credo di avere il cuore di fare una lista dei libri che io non ho amato, perché in genere trovo un lato buono in tutti (libri e persone). Anche se ho finito da poco "Il signore delle mosche" e non mi ha convinto molto, tranne una o due pagine verso la fine per poi cadere in un finale banale...
      Ora sto leggendo un bel libro, ma ne parlerò presto, quindi non anticipo nulla. Forse alla fine dell'estate farò un post con i libri letti durante le vacanze, ma niente recensioni, o solo qualcuna. Tu le fai davvero bene e quindi le lascio fare a te!

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  6. Argh, certo che tutte quelle ore in compagnia di un libro brutto sarebbero state veramente tragiche; fortuna che poi hai trovato un altro libro con cui sostituirlo!
    Anche a me è capitato di rimanere incastrata in autobus con letture decisamente poco piacevoli, ma per fortuna i miei viaggi non durano così tanto; mal che vada, mi faccio un sonnellino ;)

    Non ho letto questo libro e onestamente non m'interessava nemmeno, per fortuna...

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  7. Ciao Leggivendola. Ho da poco scoperto il tuo blog e ti faccio i miei complimenti, molto carino!

    Grazie per l'averci messo in guardia riguardo a questo libro (non abbiamo tempo da perdere con i libri brutti). Pensa un po', a me già irrita il titolo...

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  8. Ti consiglio senza dubbio 'il giro di vite', è un po' un classico della letteratura moderna ed è veramente bello. Inquietante, ma bello. Penso proprio che l'autore della Biblioteca etc abbia tentato di ispirarsi, ma il risultato mi pare discutibile :D

    Ilaria

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  9. Per carità! Lo eviterò come la peste :-)

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  10. E' sempre difficile lasiare un libro a metà... ti segue in testa come un treno. La tua descrizione è perfetta . Lo eviterò senza alcun sforzo!

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  11. quando mi dicono che un libro e brutto mi incuriosisce ancora di piu di leggerlo per poter capire se la critica e vera

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  12. Sì, è il genere di tendenza che ha portato eminenti schifezze sul podio delle vendite. Onestamente non ho mai capito perché ò_ò
    Comunque accomodati, ma non dire che non avevo avvertito xD

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  13. Vagavo sul web per un'immagine del libro per il mio blog e sono capitata qui..
    Recensione epica!
    E praticamente la pensiamo uguale!!
    Che perdita di tempo! :DD
    Ti seguo perché le tue recensioni sono bellissime! :))

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    1. Grazie mille xD Eh, di solito non mi metto a parlare di libri che ritengo brutti... però veramente, questo mi aveva proprio irritata ò_ò

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  14. Ciao, mi ci aggiungo anch'io anche se in ritardo. Questo libro è stato un vero rompicapo,anche se interessante.
    Ho riletto alcuni passi del libro,specie dell'album di fotografia , che è la chiave per capire meglio i misteri di famiglia.
    Siamo quasi tutti concordi nel dire che la Taylor era presumibilmente e logicamente la madre di Giles:

    1) 1° fotografia: Lo zio con una donna alta e sorridente(niente bambini) (giusto per aumentare ancora di più il mistero,come se non ce ne fosse abbastanza)
    2) 2° fotografia: Lo zio con una donna più bassa con viso ritagliato (la Taylor)
    3) 3° fotografia: Lo zio con una donna più bassa e con un neonato(Giles)
    4) 4° fotografia: Lo zio con una donna più bassa e con una bambina(Florence),assieme allo stesso neonato.( Giles)

    Florence è logicamente figlia della prima donna della foto(quella mezza matta che si fissò con i libri e ad acculturarsi). E' alta... e Florence è alta nonostante la sua età.
    La seconda donna mostra una sequenza, prima ha un neonato,poi una bambina e un neonato. Florence è figlia della donna acculturata e morta nel parto(ma la nascita della bambina è stata tenuta all'oscuro) e che ha conosciuto la Taylor da piccola.(ecco spiegato il perché la trovava familiare)[/u]
    Ecco perché la sognava sempre nei suoi viaggi notturni che si chinava sul fratellino,la foto mostra una piccola Florence arrabbiata e sicuramente invidiosa della matrigna. Ragazzi, messa così la situazione è palese e non ci sono più dubbi. Non sono esistiti sogni premonitori,semplicemente già la conosceva da piccola ed ha sviluppato una patologica avversione verso di lei e un attaccamento ,altrettanto patologico, verso il fratellino. In povere parole, la sua avversione verso la matrigna affiorava nel sonnambulismo.

    Resta semplicemente una bambina che vede nelle istitutrici,inconsciamente, la figura della matrigna,che vuole tenersi il fratellino per sé( la Taylor non si è granché mostrata affettuosa nei suoi confronti) con tanto di allucinazioni e presunti volti negli specchi. La biblioteca, come già sospettava lo zio-padre,era un luogo proibito per via della madre di Florence che sicuramente era una squilibrata assai intelligente e si sa che i disturbi mentali vengono trasmessi.

    Praticamente una psicopatica in erba e poi in piena azione. Uscirebbe un film da brivido secondo me.


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