martedì 19 giugno 2012

1Q84 - Haruki Murakami


Lo ammetto, sono già a metà de 'Il caso Jane Eyre'. Stupendo, fulgido, vorticoso. E mi lascia un po' tramortita, con la testa ancora impigliata alle pagine, un piede in questo mondo e uno affondato tra le righe. Sono fortunata, è un periodo in cui becco solo letture meravigliose.
Come '1Q84' di Haruki Murakami. Lo ammetto, l'inizio mi ha lasciata un po' dubbiosa e sconcertata. Murakami a tratti ha questo difetto, è troppo esplicito. E non intendo esplicito con riferimento alle scene di sesso, anzi, quelle sono descritte con una certa delicatezza, almeno in questo particolare romanzo. No, mi riferisco a come spiega i personaggi. La prima parte è una cascata quasi ininterrotta di informazioni non richieste, piallate con troppa forza nella storia. Le prime pagine le ho trovate tutt'altro che fluide. Poi arrivata a un certo punto il romanzo ha quasi cominciato a sfogliarsi da solo.
Inizia con Aomame, una bella donna di trent'anni che rischia di tardare ad un appuntamento di lavoro, bloccata nel taxi per colpa di un incidente sulla tangenziale. Conversa un poco col tassista e poco dopo questo le consiglia, se l'incontro è proprio urgente, di scendere dal taxi e raggiungere una scala di emergenza poco lontana, scendere, raggiungere un tunnel e sbucare dall'altra parte, in un punto vicino ad una fermata della metropolitana. E Aomame accetta. E da lì in poi tutto cambia. La storia stessa cambia e Aomame viene a conoscenza di un grosso incidente riguardante una sparatoria tra un gruppo terroristico e la polizia avvenuto due anni prima, nel 1982, di cui non aveva mai sentito parlare. Un incidente che ha delle comprensibili ripercussioni, che è stato al centro della cronaca per mesi, ma di cui Aomame non si ricorda affatto. Per non parlare delle due lune in cielo.
Aomame non si può definire un'assassina a pagamento. È molto di più e qualcosa di meno. Non si tratta di soldi né di sadismo. Forse c'è una punta di vendetta, ma agisce per motivazioni nobili. Questo non glielo si può togliere. È una donna forte, come se avesse il cuore bordato di kevlar. Non c'è neanche bisogno di specificare quanto mi piaccia il suo personaggio.
Parallelamente, c'è Tengo. Un aspirante scrittore e insegnante part-time di matematica in una scuola di preparazione. È un uomo di trent'anni grande e grosso, ma calmo e gentile. Non ha rapporti stretti con nessuno, tranne la donna sposata che vede una volta alla settimana per fare sesso e un editor che ha deciso di seguire la sua evoluzione, essendo rimasto colpito dagli scritti Tengo mandava ai concorsi per esordienti.
Poi c'è Eriko Fukada, una ragazza di diciassette anni. La sua storia viene spedita al concorso per esordienti di cui sia Tengo che il suo editor, Komatsu, sono scrutinatori. E suo il racconto 'La Crisalide d'Aria', colpisce entrambi. L'unico problema è che è scritto male, malissimo. La storia è avvincente ed emozionante, ma la struttura e lo stile sono quanto meno carenti. E Komatsu propone a Tengo di riscrivere lui stesso l'intero romanzo, diventandone il ghost-writer.
La trama si mette in moto con naturalezza, dolcemente. Una sottile inquietudine legata a quanto ci viene fatto subodorare, a quei vaghi sospetti che ci vengono instillati. La sensazione che qualcuno o qualcosa stia scrutando ben nascosto quanto avviene, un senso di minaccia incombente...
Fattore assai giapponese, '1Q84' è un romanzo in cui il detto e il non detto vengono narrati insieme. Per quasi un terzo del libro mi sono chiesta quale collegamento potesse esserci tra Aomame e Tengo e perché le loro storie venissero narrate parallelamente, in un regolare alternarsi di punti di vista. Pagina 240, sinceramente, mi ha davvero intenerita.
Vi sono diversi rimandi a '1984' di Orwell, così come non mancano riferimenti musicali, cosa nient'affatto insolita, considerando la passione di Murakami per il jazz, il rock e la musica classica. Apprezzo come l'autore riesca a infilare queste sue passioni e conoscenze senza doverle premere troppo. È difficile da spiegare, ma spesso, quando trovo riferimenti musicali in un libro, mi viene un po' da storcere la bocca, anche se magari il riferimento è ad un pezzo che mi piace. Il fatto è che mi dà l'impressione di un'interferenza da parte dell'autore, che cerca di spingere con forza i propri gusti all'interno della storia, come se volesse comparire lui stesso al posto dei personaggi. Invece Murakami riesce a spremerti dischi interi tra le pagine con assoluta naturalezza.
Mi è difficile spiegare qualcosa di più specifico sulla trama, perché questa viene rivelata con lentezza, un velo per volta, un pezzo di puzzle ogni tanto. Il fulcro è la storia narrata da Eriko Fukada, 'La Crisalide d'Aria', eppure il contenuto di questo racconto ci viene spiegato quasi alla fine. Quindi sono un po' restia a raccontarvi oltre, cercate di capirmi, si sa che sono allergica agli spoiler. Vi dico giusto che odora di realismo magico. Non vedo l'ora di leggere la terza e ultima parte, che dovrebbe uscire a Ottobre.
Dire che lo consiglio sarebbe riduttivo, mi ha davvero stupita. Era da un po' che Murakami non mi colpiva così, ultimamente avevo letto 'After Dark' e 'Kafka sulla spiaggia' e non mi avevano smossa più di tanto.


Beh, che dire? A presto. E spero tanto che piova, non sopporto il caldo, aborro l'estate e bramo un po' di frescume.  

8 commenti:

  1. Difficile spiegare questo libro, ne avevo parlato a marzo...non resta che dire che è bello leggere Murakami e che dovrebbero farlo tutti! ^^

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  2. Io ho letto anche la seconda parte e alla fine il mio giudizio complessivo è che, pur essendo un buon romanzo, non riesce a trasmettere le stesse emozioni e a raggiungere la complessità metaforica di quello che considero il suo capolavoro, ossia "L'uccello che girava le viti del mondo".
    In 1Q84 mi sembra che sia, proprio come hai notato tu, fin troppo esplicito e meno evocativo. La trama è avvincente e sembra che voglia suggerire chissà che cosa, ma poi alla fine rimane un po' troppo fine a sé stesso. Non decolla dal mero piano narrativo.
    Buon proseguimento di lettura comunque, rimane pur sempre un bel viaggio.

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  3. Ma, domanda cretina: è un libro? due libri? tre libri? omnibus?

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  4. @Strawberry: io oggi sono spuntata dal magazzino per dieci secondi per consigliare Murakami a una tizia che l'aveva appena nominato xD poiché leggere Murakami è cosa buona e giusta ù_ù

    @Biancaneve: L'uccello che girava le viti del mondo avevo provato a leggerlo anni e anni fa ma non mi aveva preso, forse riprendendolo in mano adesso mi piacerebbe... peccato che ho dovuto studiarne la trama per l'esame di cultura giapponese e me lo sono spoilerato T___T
    comunque per me la trama ha decollato eccome, sono rimasta incollata alle pagine con appassionatissima furia ò_ò
    Poi de gustibus eh xD

    @Salomon: teoricamente sarebbero 3, ma il volume edito da Einaudi contiene i primi 2, quindi il prossimo sarà la terza e ultima parte *w*

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  5. Mi sembra scandaloso che l'opera di Murakami sia pubblicata a pezzi. Basta con queste maledette trovate di marketing! Credo che aspetterò qualche anno, quando il libro uscirà in economica, e tutto assieme in un unico volume.
    MI chiedo.... chissà cosa stanno facendo gli editori negli altri paesi? Adesso mi guardo in giro....Se per caso stessero già distribuendo un volume unico con tutte le 3 parti... beh mi sa che a questo punto preferisco leggermelo in inglese...

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  6. Su tutta la questione che il libro, all'inizio, sia troppo TROPPO esplicito, ci sto preparando un post. Davvero mi cadevano le braccia, ho pensato di abbandonare. Poi d'un tratto è diventato interessantissimo.

    Misteri della fede.

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  7. @TheObsidianMirror: Curiosamente, stavolta la colpa non è della casa editrice italiana (Einaudi), anzi. Il libro è stato pubblicato in Giappone a pezzi, in tre libri distinti. Infatti quello uscito da noi è un mattone enorme di 700 e passa pagine, il volumazzo unico lo vedo davvero improbo... per una volta non siamo di fronte alla solita trovata in stile 'Cronache del Ghiaccio e del Fuoco'..

    @Cose che non esistono: attendo di leggerlo ù_ù che io inizialmente ho pure ipotizzato che Haruki avesse voluto darci un assaggio di quello che vuol dire 'libro scritto male' xD è strano, è come se avesse revisionato tutto il libro tranne le prime pagine... meno male che non l'ho abbandonato, mi è piaciuto quanto La ragazza dello Sputnik, il mio preferito di Murakami *w*

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  8. Grazie per questa recensione, che mi ha riportato piacevolissimi ricordi sulla lettura di un romanzo particolare come questo. Credo che sia davvero diverso dagli altri suoi libri... C'è una densità molto diversa: non mancano scene crude anche negli altri, ma qua avanza come una rompighiaccio al polo nord, non rallenta, anzi accelera! E le rivelazioni sulla setta e sul soprannaturale che la riguarda sono inquietanti, non vedo l'ora di leggere il benedetto terzo libro e sapere come conclude.
    Sembra di leggere cose di un paesaggio lunare. E la prosa è bellissima, cristallina e quasi tagliente. Forse ci ha riversato moltissimo visto quello che ha raccontato in Undeground (uno dei libri più rivelatori sul Giappone contemporaneo, è difficile riprendersi da quella lettura), ma sembra proprio che con 1Q84 abbia voluto "strafare" (brutto termine ma lo uso in accezione del tutto positiva).

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