domenica 20 maggio 2012

Della natura intrinsecamente umile e dilettantesca dei blog letterari e della pochezza delle nostre interazioni.


E tanto per cambiare, dopo aver disertato la promessa recensione di 'Il Profumo' – quasi pronta, ancora appena da rifinire – mi cimenterò con l'arrovellamento delle mie meningi su temi che mi sono stati proposti da altri blog. Ribadisco che l'universo dell'Internet quasi mi commuove, nel suo continuo collegare menti e concetti.
Ad ogni modo. Qualche ora fa mi sono accostata al mio caro Pc e mi sono messa a scartabellare tra i vari blog alla ricerca di discussioni interessanti. E ne ho trovate, eh. Anche troppe. E ce ne sono un paio che non soltanto ho reputato notevoli ed avvincenti, ma i cui sfilacciamenti mentali mi hanno seguito per tutta la mattina, mentre facevo il bagno, mentre cambiavo la sabbietta dei gatti, mentre mi rifacevo il letto. Quindi, una volta tanto, ho deciso di commentare. Di aggiungere del mio.
Seguo da diverso tempo e con una certa assiduità Prove Tecniche di Sogni e quest'oggi vi ho trovato ben due questioni degne di indurre riflessioni in tutti noi che ci accostiamo all'Internet con l'idea di discutere di libri. Mi farete contenta se andrete a sbirciare ove i link vi condurranno, per poi dirmi ciò che ne pensate. In caso, linkate la vostra risposta nei commenti, sarò lieta di leggerla :)

Questione interessante n.1, la penuria di collegamenti, ritrovi o spazi condivisi tra book-bloggers. Avrei creduto che al Salone di Torino – ove non mi sono recata, cosa che tuttora mi brucia 'l core – i vari blogger si sarebbero incontrati, conosciuti, stretti la mano. Che tra gli avventori certi avrebbero fatto mostra di un cartellino recante il loro alias, per farsi riconoscere da follower e 'colleghi'. Che avrebbero avuto luogo tavole rotonde, approfondimenti, discussioni, un circolo di sedie piene di lettori e recensori per sviscerare il fenomeno che li ha visti collegarsi. E invece nulla o quasi. Almeno, così mi hanno comunicato i vari blogger di cui ho letto e gradito i resoconti. Perché? È un quesito che si pongono sia Marta, del già citato Prove Tecniche di Sogni che Alberto da Con Altri Mezzi. Ed effettivamente è un gran bel quesito. È un enorme 'Perché?' cui riesce difficile rispondere.
Voglio dire, siamo tutti lettori forti. E già è difficile conoscerci e riconoscerci, tra lettori. Tra di noi, poi, c'è chi sfoggia un'indiscutibile competenza e con cui sarebbe innegabilmente piacevole discutere, scambiarsi opinioni, chiacchierare sulle varie esperienze legate all'atto del bloggare etc. E invece no. È un Salone del Libro, una manifestazione appositamente calata dall'alto per raggrupparci tutti insieme in un ambiente a noi più che familiare e più che amato, eppure... niente.
Oh, io lo dico e lo propongo, al primo festival di letteratura cui partecipo mi piazzo sul davanti della maglia un cartellino d'identificazione. E se ci siete, ci si fa due chiacchiere.

Repentino cambio d'argomento, nonché Questione interessante n.2.
Su Critica Letteraria, che seguo, apprezzo e rispetto, è stato pubblicato da Gloria Ghioni 'La critica annega nella propria democrazia', cui hanno dato seguito con le loro pertinentissime risposte Marta Manfioletti su E-letteratura, Arturo Robertazzi sull'omonimo blog, nonché La Pantofola Digitale. Invito chiunque sia interessato all'argomento a leggersi tutti i vari post, perché le riflessioni non sono scontate né pompose e la discussione si articola in modo chiaro e sempre composto nonostante l'assoluta divergenza di vedute, cosa che io apprezzo sempre parecchio.
Mi sento di aggiungere qualcosa di mio. Tanto per cominciare perché comprendo il punto di vista di Gloria, anche se in buona parte non posso dire di condividerlo. Inoltre, quale blog è più umile e autolegittimato di questo? Eppure sì, mi viene da chiamarlo 'blog letterario'. Perché è la parola 'Blog' che di per sé, a mio avviso, specifica la natura dilettantesca delle recensioni proposte. Personalmente non ho mai preteso di potermi definire 'critica' letteraria solo perché mi diletto a recensire libri. Non più di quanto preparare una torta non mi renda pasticcera, non più di quanto pubblicare un racconto su Internet non mi renda scrittrice. Mi sento cultrice, fanatica, appassionata. Sento il bisogno di discutere, spremere le mie riflessioni fuori dalle mie dita e condividerle con altri, in cerca di risposte e di stimoli, ma sono cosciente della pochezza delle mie competenze in materia di critica o di storia della letteratura. Sono certa che le mie recensioni non potranno mai essere ricche e precise quanto quelle di un professionista, che ha compiuto i suoi bei studi e che alla vista del mio blog può solo sorridere con condiscendenza. E innanzi alla sua cultura e alla sua preparazione m'inchino e mi faccio da parte. Ma questo spazio piccolo e manchevole è mio e non c'è nessuno cui io debba far posto con umiltà. È un blog e io sento che è giusto definirlo letterario, così come sarebbe ingiusto definirmi 'critica'.
Tuttavia capisco e, in piccolissima parte, condivido i dubbi di cui Gloria ci rende partecipi. È vero che la 'democratizzazione' portata dalla condivisione potenzialmente universale di Internet ha fatto sì che anche chi non ha nulla da dire potesse sorgere dall'anonimato aprire un blog, notificandoci la sua esistenza come lettore. Mi imbarazza un po' parlarne in questi termini, visto che io il mio blog l'ho aperto ed esposto al vasto pubblico dell'Internet, cosa che mi rende attaccabile come e quanto coloro cui mi riferisco. Tuttavia, ho deciso di aprirlo non soltanto perché mi andava, ma perché sentivo di avere qualcosa da dire e quasi nessuno cui dirlo. Avevo la testa piena di riflessioni sui libri, le dita frementi di scrivere e gli occhi ansiosi di leggere risposte. Avevo – e ho ancora – qualcosa da comunicare. Giusto o sbagliato che sia, non credo si possa affermare che io non abbia niente da dire. Mi si può tacciare d'essere imprecisa, superficiale, incompetente, di fare errori ortografici. Ma ho sempre qualcosa da dire sui libri che recensisco e sulle tematiche che tratto. E credo sia questo a legittimare il mio essere blogger. Tuttavia mi capita talvolta, vagheggiando per blog, d'imbattermi in pagine di cui non riesco bene a spiegarmi l'esistenza. Recensioni che non sono altro che brevi riassunti, privi di riferimenti allo stile, all'autore, all'intreccio... eppure i blog che propongono queste 'recensioni' sono seguiti, letti, commentati. Anche se non offrono nulla più di una traccia della trama, l'immagine della copertina e un non troppo utile 'Commovente/Deludente/Bello/Brutto'. E il loro relativo successo mi sconcerta e mi confonde, lo ammetto. Ma se questi blog hanno un loro rispettabilissimo seguito, è evidente che va bene così. E se, per quanto in termini pressapochisti, trattano di letteratura, io li definirò 'blog letterari'.
In sostanza, credo che ci sia un abisso tra essere critici ed esporre delle critiche. La professionalità la esigo dai professionisti, non dagli amatori. Certo che mi capita di storcere il naso davanti a certe superficialità decantate, ma Internet è meraviglioso proprio perché implica la possibilità di una risposta. E credo che questo mio post l'abbia dimostrato.

Chiudo qui con la questione della democratizzazione e dell'autolegittimazione dei blog. O meglio, alla luce di quanto detto finora, non ho nulla da aggiungere. Anzi, ho aggiunto fin troppo. In realtà volevo discutere anche di un altro argomento trovato vagheggiando qua e là, ma direi che sono andata anche troppo per le lunghe. Quindi vi saluto, vi auguro una riposante domenica e una soddisfacente prossima settimana. A presto :)

12 commenti:

  1. Ehi, io al Salone di blogger ne ho conosciuti ben due! :P
    (Resoconto qui: http://argonautaxeno.blogspot.it/2012/05/i-libri-sono-pericolosi.html)

    Quanto alla seconda questione, vale lo stesso discorso per qualsiasi tipo di blog. In letteratura mi sembra meno rischioso, per esempio, che nella scienza (mi è capitato una volta di rischiare un flame sull'ipotesi della panspermia ^^'...) dato che venendo qui (un esempio a caso) cerco un'opinione sul libro. Se l'opinione è "Compratelo, è bello!" non ci ritorno, ma probabilmente neanche una scheda professionale mi soddisferebbe. Questo giro di parole per dire che un blog per me è semplicemente un modo di fare comunità. Il solo fatto che qui si possa radunare un gruppetto di persone interessate a discutere della tal cosa è fantastico, e concettualmente diverso dal lavoro (!) del critico.
    Appoggio la definizione di "blog letterario"!

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    1. Mi attacco o non riesco a condividere... Idea bellissima quella di scambiarci idee e incontrarci, chissà perchè ce ne ricordiamo sempre con estremo ritardo.. Riflessioni ponderate e giuste le tue cara amica, felice della scoperta...alla prossima!

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  2. @Salomon: sì, ho letto *w* ... dddio che invidia >_>
    Ecco sì, anche per me un blog è più 'fare comunità' attorno a un dato argomento, non promuovere una data tesi o una data idea o un certo tipo di cultura.

    @Nella: Grazie :) Beh, abbiamo tutto 'sto popò di tecnologia, sfruttiamola al meglio ù_ù

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  3. sulla questione n.1:
    trovare bloggers al Salone. Insomma, non è che sia così facile. Spazi propri è impossibile averli a meno che non si faccia parte di qualche progetto, sennò col cavolo che puoi prenderti uno spazio.
    >>Che avrebbero avuto luogo tavole rotonde, approfondimenti, discussioni, un circolo di sedie piene di lettori e recensori per sviscerare il fenomeno che li ha visti collegarsi.
    LOL. Secondo me tu non hai la minima idea su quanto possa essere grande il salone di torino e quanta gente ci sia, di quanto poco spazio ci fosse per sedersi se non nella zona cuscini e cmq a fatica perchè era pieno di scolaresche. Scusa ma mi viene da sorridere a questa visione così 'romantica' del Salone, che è appunto una fiera, non un festival.
    Ci si trova solo quando si vuole trovare/essere trovati, quindi appuntamento: io sarò qui a quest'ora di questo colore.
    A parte la fattibilità della cosa. C'è un'altra cosa importante: quanto tempo occupa il blog nella nostra vita?
    Io posso solo rispondere dal mio punto di vista. Io al mio ho oggettivamente ben poco tempo da dedicargli, e solo a fine giornata spesso. Ci tengo a scrivere, ma seguire, leggere e commentare diversi blog diventa qualcosa di più, richiede molto tempo ed energia. Quindi conosco pochissimi blogger, figuriamoci andare a cercarli al Salone. [ non riuscirei mai a seguire tutti i blog che segui tu o_o]

    2.
    sono d'accordo con Glora Ghioni, ma il motivo è semplicissimo e non snob. E' lo stesso problema della moltitudine di gente che vuole diventare scrittore: ignoranza + vanagloria.
    >>E credo sia questo a legittimare il mio essere blogger.
    Un blogger non è legittimato da nulla. E' sul "letterario" che nasce la questione, aggettivo tra l'altro sbagliato in questo ambito.

    >>Ma se questi blog hanno un loro rispettabilissimo seguito, è evidente che va bene così. E se, per quanto in termini pressapochisti, trattano di letteratura, io li definirò 'blog letterari'.

    Non va bene così. Da un blog che si definisce 'letterario' io mi aspetto determinate cose, come la correttezza, la capacità di argomentare, la conoscenza della materia trattata.sono d'accordo con Gloria nel sostenere che non basta la passione, servono anche i mezzi espressivi adeguati.
    Se non presentano queste caratteristiche per me non si possono definire letterari, sono semplicemente angolini, spazi personali, solo blog.
    E poi sui numeri io ci andrei cauta. Non è che un blog con tanti followers sia sinonimo di qualità.

    >>La professionalità la esigo dai professionisti, non dagli amatori

    Guarda che anche all'amatore è richiesto un minimo di conoscenza, non è che tutto può passare solo perchè non è la tua professione. Deve almeno saper scrivere, saper leggere un libro e la sua storia.
    La differenza tra i vari blog la paragono un po' alla fotografia.

    Tutti hanno la macchina digitale, tutti sanno fare foto.
    Ma quanti hanno la reflex e la sanno usare ?
    C'è il professionista che la usare benissimo e si fa pagare per questo [critico letterario di professione].
    C'è il semplice appassionato che si accontenta della digitale ma non può pretendere che le sue foto siano belle quanto quelle di chi ha la reflex. [blogger medio]
    C'è chi è in mezzo: non ha studiato fotografia ma sa usare la reflex. Le sue foto non saranno belle quanto quelle dei professionisti, ma saranno sempre delle buone foto, con luci e ombre giuste, colori buoni. Questo è il fotografo amatoriale e così dev'esser il blogger: un buon conoscitore della materia.
    Poi c'è chi compra la reflex perchè è figa, ma non sa come si usa e non vuole imparare, e finisce per fare foto solo in automatico. Questo per me è il blogger che si definisce 'letterario'-o qualsiasi altra cosa- senza avere una conoscenza adeguata.
    Perchè dirli letterari se non lo sono? Cosa costa dire: questo è solo il mio personale parere.

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  4. @Silvia:
    1. ma infatti è proprio dell'assenza di (Lol, m'è arrivato un tuo sms mentre ti rispondo qui xD) iniziative che mi dispiaccio. Nel momento in cui numerosi blogger dovessero fare domanda per un piccolo spazio - mesi e mesi prima, con tutta la preparazione del caso - credo che non sarebbe così impossibile fornirlo. Oppure, in caso non venisse fornito, potrebbe avere luogo un incontro al di fuori del Salone. Perché no? Siamo tutti blogger letterari, tutti lettori forti, tutti interessati allo stesso argomento abbastanza per passare ore della nostra settimana a scrivere su un blog. Secondo me l'idea di un'interazione più ampia non è poi così assurda, poter discutere di letteratura in tutte le sue forme con molti blogger che seguo mi farebbe più che piacere *w* Comunque sì, ne seguo abbastanza, quale più e quale meno, a seconda del tempo e dai post che mi interessano. Al momento - ancora per poco *O* - ho effettivamente molto tempo da dedicarci, meno male perché un post può prendermi anche diverse ore >_>'

    2. non ho parlato di snobismo ò_ò né mi aspetto che numero di follower e qualità del blog s'accompagnino per la manina. Anzi, più sono i follower e più mi aspetto un tipo di compiacenza che non gradisco.
    Sul dizionario della Hoepli, 'letterario' mi viene descritto come 'concernente alla letteratura'. E 'letteratura' me la dà come 'Complesso delle opere letterarie scritte e prodotte da una determinata cultura, spec. in quanto oggetto di analisi critica'. Per me un blog è un ambiente di per sé dilettantistico e amatoriale e il termine 'letterario' non dice nulla se non l'ambito tematico. Non la qualità o la quantità di post, solo l'argomento.
    E l'amatore della fotografia non è un fotografo, così come il blogger non è un critico.
    Secondo me stiamo più cavillando su sottigliezze terminologiche. Per me un personale parere, se concerne alla letteratura, è definibile letterario.

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    1. 1.
      Guarda che trovare altri blogger è semplicissimo, è come incontrare amici: basta stabilire luogo e ora e si va a prendere un caffè. Nessuno lo vieta e mi pare che altri l'abbiano fatto.
      E' sullo spazio 'ufficiale' che ci sono più problemi, perchè non è che te lo deve fornire qualcuno per la tua bella faccia, te lo devi comprare. Capisci anche tu che una cosa del genere diventa complessa e veramente difficile. Un conto è scrivere su un blog gratuito per passione, un conto è dover organizzare e disporre il proprio tempo e i propri soldi. Andare al Salone un giorno o due come utente è una cosa, starci tutti i giorni, montare e smontare lo stand, è qualcosa di molto di più.
      Non sono disfattista, sono solo concreta avendo già dovuto a che fare con l'organizzare eventi e fiere in passato.
      Cmq già che ti lamenti a vuoto, la prossima volta passa dalle parole ai fatti e organizza, la prima opzione è semplicissima e gratuita.

      2.
      Ti avrei consigliato il corso 'cultura editoriale' a milano se fossi ancora là, persone molto più esperte di me ti avrebbero spiegato la differenza dei termini [se per tutto bastasse il vocabolario ogni facoltà umanistica dovrebbe cessare di esistere].

      Per me un parere è un parere e basta. Perchè basato unicamente su te stesso. Ed è questo il blog.
      L'argomento non è la letteratura, sono i libri. I libri letti, amati, odiati...che proprio perchè hanno generato così tante emozioni non possono essere 'oggetto di analisi critica' spesso. Sono pochi i blog che sono seriamente critici, gli altri sono booksblog ed in questo non c'è assolutamente nulla di male, anzi: se la gente li segue vuol dire che preferisce sentire l'emozione che ha provocato, non "l'analisi critica" come dice la definizione da te riportata.
      Boh non le considero sottigliezze, mi piace usare termini corretti per definire le cose. Ma questo vale per me, poi gli altri possono anche definirsi 'supremi critici letterari' o qualsiasi altra cosa e non saper nulla di analisi critica: è un mondo libero e l'ignoranza galoppa XD. Spero solo che siano ragazzini megalomani e non insegnanti repressi!

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    2. 1. Lo so che è facile, non sto parlando di un incontro bilaterale xD Sto parlando di un ampio incontro tra TANTI blogger, potenzialmente tutti quelli che ne sono a conoscenza. E sappiamo entrambe che una cosa del genere non è poi così improponibile, su ù_ù
      L'anno prossimo credo che tenterò una cosa del genere. Contatterò vari blogger, chiederò loro se vogliono aderire, magari cercherò di fare un mini-banner, magari altri posteranno la cosa e boh, ci s'incontrerà tutti. E si chiacchiererà tutti insieme. Magari con mesi d'anticipo si decideranno argomenti da discutere etc... dentro o fuori dal Salone, la cosa è irrilevante. Il Salone crea l'occasione.

      2. Uhm. Guarda, io il termine 'letterario' lo vedo nella sua lettura più terra-terra. 'Parla di libri'. E' uno dei suoi significati, la semantica è mobile e io non mi ci arrovello troppo.
      Per la questione 'parere', non è detto che questo sia basato unicamente su sé stesso. Un punto di partenza oggettivamente analizzabile e un punto di vista non bastano ad andare oltre il 'basato su sé stesso'?
      ... comunque sono curiosa di sapere cos'è accaduto oggi in biblioteca di così traumatico, perché noto il rimando ai ragazzini megalomani e agli insegnanti repressi xD

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  5. Se mai mi dovessi trovare in qualche occasione di incontro sarei felicissima di conoscere blogger che seguo, passare del tempo con loro, chiacchierare e dare un volto a quelle voci. Credo sia davvero emozionante!

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    1. Ti prendo in parola, eh ù_ù
      L'anno prossimo incontro a Torino. Dai che sono gasata xD

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  6. Grazie per avermi accostata ad Arturo e Marta M!
    In effetti li ho conosciuti entrambi, insieme a Marta (Traverso) e Noemi (Tazzina di caffè), proprio al Salone :)

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  7. Non ti dirò come sono arrivata a questo post, ma devo dire di averlo trovato molto interessante. La cosa che condivido di più è sicuramente la sensazione di avere qualcosa da dire; io ho cominciato a scrivere sul mio blog dopo che una professoressa di un laboratorio sull'ufficio stampa disse: "Gli articoli di recensioni che consegnerete per la prova devono essere di almeno 2000 battute. Se non riuscite a scrivere così tanto vuol dire che non avete nulla da dire". Adesso scrivo recensioni (non mi dispiace chiamarle così, per quanto umili possano essere) di circa 4000 caratteri, una pagina. Magari non ho niente da dire lo stesso, ma mi soddisfa :)

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    1. Ma come, ora sono curiosa xD
      Ti ringrazio :) Ammetto che ne è passato di tempo da questo post e col tempo mi è entrato un po' dentro il punto di vista di Silvia, più sopra, sulla differenza tra blog 'letterari' e booksblog. Non è qualcosa a cui presto troppa attenzione, ma ho colto la sfumatura.
      La tua professoressa dev'essere meravigliosa xD
      Non so se sono d'accordo del tutto, a me capita di scrivere recensioni brevissime, tanto che le spremo insieme in un unico post, però è vero che per certi libri non mi sento mai di pubblicare nulla che non raggiunga una certa lunghezza...
      Comunque se riesci a scrivere più di una pagina direi che hai un bel po' da dire ò_ò

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