giovedì 17 maggio 2012

Sulla Giornata Internazionale contro l'omofobia

Porgo i miei più cordiali saluti dopo una breve assenza e un esame andato squallidamente.
Innanzitutto, devo ringraziare anche Kedi di Emozioni in Bianco e Nero, Lithtys da Beyond The Crimson Walls e Serena da The Reading Corner per l'assegnazione del Premio Almohada. Grazie. Grazie grazie grazie grazie. Appena avrò un po' di tempo - in teoria oggi ne avrei avuto fin troppo, ma essendo io allergica alla tecnologia ho finito per allagare il bagno dell'amica dalla quale sto soggiornando, quindi... - scriverò un post degno di questo nome. Grazie mille.


Ieri ho finito di leggere 'Il Profumo' di Suskind. Dire che mi è piaciuto sarebbe riduttivo. Mi ha proprio trafitta, colpita, turbata. Quindi merita una recensione.
Ma non oggi.
Si susseguono su Facebook, e nel magico mondo dei blog post sulla Giornata mondiale contro l'omofobia. Che sarebbe oggi. Ammetto che l'ho saputo solo stamattina.
Una giornata così meriterebbe riflessioni profonde, analisi, grida di speranza, recriminazioni e lacrime spremute su un post e spiaccicate sull'Internet. Io però non saprei bene cosa dire, in un siffatto post. Voglio dire, se state seguendo il mio blog, vuol dire che vi interessate di letteratura. E se vi interessate di letteratura - e non avete smesso di followarmi dopo i vari rabbio-post per la Giornata Internazionale della Donna - non potete che essere individui dotati di una certa intelligenza. Ergo, non potete essere omofobi. E cosa vi devo stare a dire? La legittimità della sessualità di ognuno è così scontata e innegabile che ribadirla sarebbe ridondante. Certo, c'è chi riesce a negarla e a vederla come un abominio, ma stiamo parlando di Giovanardi e dei suoi simili. Dai. Siamo ai livelli dei bambini delle elementari che attaccano le caccole sotto il banco, c'è bisogno di starne a discutere?
Potremmo chiederci come diavolo è possibile che siano questi mentecatti a trainare mezzo mondo. Potremmo legittimamente domandarci com'è umanamente giustificabile il fatto che da noi non si riesca a fare una dannata legge contro l'omofobia. Potremmo chiederci che senso abbia citare alcuni punti della Bibbia per poi tralasciarne altri. Potremmo chiederci come mai a certa gente importa quello che fanno perfetti estranei nell'intimità della loro camera da letto. Davvero, è una cosa che non sono mai riuscita a spiegarmi. Cosa gliene possa fregare agli omofobi. Non c'arrivo. Ma stavolta non credo che sia un mio limite.
Non ho detto nulla che non fosse ovvio, non ho aggiunto nulla alla discussione, questo post lascia il tempo che trova. Non sono stata utile né determinante. Credo non valga neanche la pena di leggere quanto ho appena scritto. Però sentivo di dover dire qualcosa, qualsiasi cosa. Capite?
Ad ogni modo, per quel che può valere, spero che l'anno prossimo avremo di che festeggiare.
E la recensione di 'Il Profumo' dovrà attendere ancora un giorno.

2 commenti:

  1. Che dire, hai già detto tutto tu. Se fossimo tutti persone intelligenti, o almeno non-giovanardiche, non ci sarebbe nemmeno da stare a parlarne per quanto è naturale il tuo ragionamento.
    Però sì, penso di capire perché sia ancora - purtroppo - necessario spendere una parola a riguardo. Voglio essere ottimista oggi: sono convinta che in un futuro non troppo lontano le cose cambieranno in meglio.

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  2. L'omofobia è un problema serio della nostra società. E da noi va anche bene, considerato cosa rischi in certi paesi se vieni scoperto. C'è addirittura chi pensa che l'omosessualità sia contagiosa. Ho avuto modo di conoscere persone che non erano disposte a lavorare nella stessa stanza in cui si ritrovavano (a fini associativi) dei ragazzi omosessuali.
    Poi, boh. Le "giornate" lasciano sempre un po' il tempo che trovano, soprattutto se neanche google le pubblicizza. E se non basta cliccare "mi piace".

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