domenica 15 aprile 2012

Come un ghiacciolo gusto disincanto sull'asfalto rovente - Il Flagello dell'Aspirante Scrittore è l'Aspirante Scrittore?

Ero lì che girellavo per blog. Ultimamente ne seguo tanti, tantissimi, abbastanza da non riuscire a leggerne tutti i post. Tempo fa ho raggiunto il limite massimo dei 300 blog e ho dovuto togliermi da alcuni per poterne aggiungere altri (non vogliatemene, ma se uno non aggiorna da 3-4 mesi, mi pare anche logico rimuoverlo per fare spazio). E così, vagheggiavo. La quasi totalità dei blog che seguo trattano di letteratura, un paio di fumetti, qualcuno di cinema e una manciata di attualità.
Un blog in particolare mi ha tenuto compagnia ieri sera, quando ho passato più di un'ora a rileggerne post sempre più vecchi. In certi punti sono scoppiata a ridere da sola, spaventando i gatti che polavano tranquilli sul mio letto. La proprietaria del suddetto blog, Giramenti, ha l'hobby di andarsi a cercare le domande postate su Yahoo da 'aspiranti-semi-forse-in-un'altra-vita-wanna-be-scrittori' e presentarcele adeguatamente commentate. E il risultato, giuro, è esilarante.
Premetto che i blog creati al solo scopo di spalare cacchina sulle altrui creazioni mi irritano, anche perché di solito le critiche che presentano si basano sul nulla più inconsistente e sulla cattiveria più becera. Come se bastasse scrivere 'La trama è banale, lo stile artefatto, illeggibile.' per rendere un manoscritto tale. Voglio dire, magari posso anche essere d'accordo sul fatto che un libro sia illeggibile, ma non sulle motivazioni, che a volte sembrano tirate su a caso come le lettere dello Scarabeo e messe insieme sottoforma di una recensione. Soprattutto, non riesco a comprendere che gusto possa mai esserci nel denigrare opere altrui. Non voglio dire che non capisco le critiche negative, anzi. Apprezzo, come lettrice, che mi si metta in guardia contro un dato libro. Ma dal criticare oggettivamente al lanciare palline di sterco ce ne passa.
Comunque, non è questo il caso. Ci tenevo solo a precisarlo, non so neanche perché. Forse per quello che sto per dire adesso. Cioè che a volte l'incompetenza è estremamente divertente, finchè non realizziamo quanto possa essere dannosa.
Apro un'altra parentesi. Ho velleità letterarie, lo ammetto. Il mio ego è tale da farmi passare ore ed ore a progettare trame e scribacchiare al pc, ripensare, cancellare, riscrivere e quant'altro. E un giorno, quando avrò finito, corretto e ricorretto e ricorretto ancora quanto avrò scritto, lo manderò ad una qualche casa editrice – che, con ogni probabilità, mi cestinerà. Il fatto è che... Cristo, ma quanti siamo? Ma soprattutto, COME siamo?
Gente che scrive 'k' al posto di 'ch', gente che non riesce neanche comprendere le sottigliezze del congiuntivo, quindi figuriamoci della successione temporale. Gente per cui 'Era una notte buia e tempestosa' è un incipit interessantissimo. Gente per cui 'Era triste e sconsolato' corrisponde ad una dettagliatissima indagine psicologica. Gente che sparge punteggiatura come Katy Perry sparge panna dalle tette. Gente che asserisce con assoluta convinzione di essere abilissima nello scrivere ma chiede in prestito trame in giro per la rete.
Ma quelli che più mi indignano non sono tanto gli analfabeti che si credono Erri De Luca (e già loro mi irritano, eh) quanto i fenomeni che guardano alla letteratura come ad una pentola d'oro da cui attingere tranquillamente. Tralasciando il fatto che sono dei poveri illusi i cui sogni di notorietà si scioglieranno come un ghiacciolo gusto disincanto lasciato cadere sull'asfalto rovente, come diavolo fanno a pensare cose del genere? La scrittura meretrice, le parole che si piegano a novanta gradi innanzi al vile denaro... che diavolo di idea si sono fatti? A 'sti punti mi viene quasi da apprezzare la presenza al mondo delle case editrici a pagamento, predatori naturali di questi piccoli Newton colpiti molto probabilmente ad un enorme cocomero. Andate, prego, prendete i loro sterili sogni di gloria e fateli a pezzi e che il vuoto nelle loro teste possa riempirsi di rammarico e delusione. È colpa di questi geniacci incompresi se le case editrici sono sempre più serrate verso gli esordienti, se fanno fatica a leggere tutto ciò che gli viene mandato, se ci mettono mesi a rispondere ad una semplice mail, se certe hanno perfino smesso di ricevere manoscritti. Non è solo colpa loro, va bene, ma vogliamo negare che abbiano almeno una parte di responsabilità?
È come se io andassi da un allenatore di basket e gli chiedessi di farmi entrare in squadra. Io che ho più la forma della palla che dell'atleta, io che cammino eretta dove gli altri devono abbassarsi, io che non arrivo agli scaffali alti del supermercato e devo girarmelo con un mestolo che mi possa facilitare l'arrivo al detersivo. Solo che non ci sarei solo io, ci saremmo io e centinaia di migliaia di altri tappi rotondetti, tutti ad accerchiare lo stesso allenatore dell'NBA per chiedergli di farci entrare in squadra. E mica come riserve, eh, titolari o niente.
Anni fa, chiacchieravo con un amico. È un tizio intelligente, nel suo campo. Un fisico nucleare, figuriamoci. Riesce a fare calcoli mentali che io manco con la calcolatrice. Infatti evito di fare i suddetti calcoli e mi tengo gentilmente alla larga da quel campo matematico-scientifico che di certo non mi compete. Eppure, eravamo lì a chiacchierare e ad un certo punto lui salta fuori:
  • Il mio sogno sarebbe scrivere un romanzo di fantascienza e vivere di rendita.
Oh, dimenticavo. Non ha mai letto un libro in vita sua, tolti i testi di studio. Mai. Neanche uno. E lo dice quasi con orgoglio. Ma allora come fai a saltare fuori con un'uscita del genere? Non ami leggere, non ami la letteratura, cosa c'entri tu con questo mondo?
Poi mi fermo, rifletto e mi domando con che diritto io possa mettermi a dare giudizi. Magari me la credo tantissimo e poi scrivo da schifo. Fin dove può arrivare l'oggettività di un'aspirante-wanna-be-prima-o-poi-chi-può-dirlo-sarebbe-bello-scrittrice nei confronti delle proprie creazioni? Magari io sono tutta fiera e gongolante e chi mi legge storce il naso e non sa come dirmi che faccio schifo. Può anche darsi, no? A vedere tutta la convinzione di cui si ammantano i geni di poc'anzi vengono anche dei dubbi. Forse un giorno la Fazi/Gargoyle/Rizzoli/Quant'altro getterà i miei messaggi direttamente nella cartella dello spam, forse accoglieranno i miei manoscritti con urla disperate, forse mi arriverà una denuncia per stalking dagli editor della Fanucci. E allora mi viene anche da chiedermi cos'ho io da ridere e denigrare davanti ai vari 'Skusate, sn una skrittrice o 17 anni voglio skrivere un autobiografia aiutatemi pls', ai 'Voglio scrivere un romanzo potete consigliarmi una trama grz 10 punti' e quant'altro.
Certo che lo ripeto spesso, 'quant'altro'.
Non so. Perché vedo l'arrivo di questi analfabeti come un'invasione del mio spazio? Perché mi irritano così tanto? Chi sono io perché mi possano irritare fino a questo punto? Eppure non hanno viso né voce, non li conosco e non intendo neanche arrivare a conoscerli. Perché li detesto così? Quali sono le mie credenziali? Ho davvero la faccia di credere che IO arriverò dove loro aspirano arrivare?
So che tra voi ci sono altri 'aspiranti-prima-o-poi-sarebbe-bello-scrittori'. Voi come la vivete?
… Giuro, spergiuro e ri-giuro che questo non è un post per chiedere conferme sulla mia scrittura. Voglio davvero e soltanto discutere di come ci sentiamo, di cosa vediamo quando ci guardiamo attorno in questo ambiente popolato da fantasmi senz'anima. Vi capita mai di chiedervi se magari non avete un'anima? In senso metaforico, intendo.
Cristo, questo post sembra il manifesto dell'Aspiranti-Scrittori-Anonimi.
Lo so, le immagini inserite non hanno molta attinenza col testo. Però mi piacciono.

11 commenti:

  1. Credo che l'enorme numero di aspiranti scrittori sia dovuto, almeno in parte, anche alla drastica diminuzione della qualità di ciò che viene pubblicato. In fondo, se ho appena finito di leggere un libro senza capo ne cosa, con personaggi appena abbozzati, trama banale e l'ho trovato in libreria in mezzo a cartelloni pubblicitari che mi han convinto a spenderci 16 euro ... è abbastanza naturale arrivare a pensare "E che cavolo, se vende lui, perché non dovrei farlo anche io?"

    Rispetto a quello che credo riguardo a ciò che scrivo, direi che esistono varie categorie possibili:

    1. Sono migliore di ki non abbia, nemmeno, idea di ke kosa fubbe, la; grammatica!???????
    Ora, potrei anche fare il falso modesto, ma la risposta mi sembra chiara. Ci sono decine (se non centinaia) di aspiranti scrittori che ritengo oggettivamente inferiori, ma non di qualche gradino, di intere scale evolutive.

    2. Sono migliore di chi ha spacciato banalità ed è diventato un fenomeno campione di incassi come Paolini o la Troisi?
    Indipendentemente dal fatto che li consideri una sorta di insulto alla letteratura, sono disposto a concedere il beneficio del dubbio. Non tanto nei loro confronti, quanto nei miei: loro sono pessimi, ma io potrei non essere migliore.

    3. Sono migliore di un vero e proprio scrittore?
    No, a parte gli errori di cui non riesco a liberarmi (punteggiatura, accenti ed apostrofi per esempio) sono consapevole di non avere una capacità espressiva in grado di reggere il confronto. In questo caso sono io ad essere inferiore di un'intera scala evolutiva.

    Tempo fa mi è capitato di riflettere su queste differenze, se ti interessa il post lo puoi trovare qui: http://elelionerill.wordpress.com/2012/02/22/autori-scrittori-e-scribacchini/

    Detto questo, buona notte ^_^

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  2. Come ha scritto Tales Teller dopo un pò che leggi romanzi che all'ultima pagine lo guardi e storcendo la testa ti chiedi ma dove sta la storia, il senso di quello che abbiamo letto perchè ci sembra sono solo un mucchio di pagine costose perchè tempo qualche mese e arriveranno a 20€ e io comprerò a questo punto un libro al mese... anche io posso avere la presunzione di dire di poter scrivere di meglio rispetto a questa grande immondizia...

    Apparte questo io non farei mai la scrittrice, per carità non saprei dove andare a iniziare, mi limito a leggerli i libri e a chiedermi (se li trovo schifosi) perchè io, idiota l'ho comprato?! e a dire la mia per quanto imperfette e penose possano essere le mie recensioni perchè di perfette nelle mie penso ci sia ben poco però sono MIE, anche perchè non c'è peggior cosa delle recensioni taglia, copia e incolla, mamma mia ma non c'è l'hanno un cervello per scrivere quello che il libro gli ha suscitato, anche solo "mi fa schifo." però almeno viene dalla sua testa.
    Non scriverei mai anche perchè se leggerei un mio libro e lo confonto con un libro serio mi vergognerei e lo chiuderei dentro a un cassetto! Non tutti abbiamo il dono della scrittura perciò è meglio saper fare quello che più ci riesce che sprecare tempo e poi va a finire che mezza italia ti dica fai pena vai a dormire!

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  3. Forse quello che urta in questi aspiranti scrittori è la mancanza di umiltà. Credo che la buona scrittura sia anche un mestiere da artigiani: si legge tantissimo, si prova a scrivere, ci si migliora, si studia e forse, se va bene, si produce qualcosa di buono (ma non è detto che poi qualcuno sia disposto a pubblicarlo). In teoria dovrebbe funzionare così, secondo me: invece questi aspiranti scrittori sono convinti, come dicevi tu, di scrivere opere sublimi senza rendersi conto di aver messo insieme un'accozzaglia di banalità. Non capiscono che occorrono molto impegno e molto talento. Forse, più che aspiranti scrittori, sono aspiranti scribacchini, quasi al livello di Pedro Camacho, un personaggio di 'La zia Julia e lo scribacchino' di Vargas Llosa, un uomo che produce freneticamente romanzi radiofonici di bassa qualità.

    Ilaria

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  4. @Tales Teller: Oddio, magari sono anche le aspettative dei lettori che si sono abbassate.. anzi, secondo me è stata la nascita dei nuovi lettori, quelli che se in libreria c'era solo Eco evitavano proprio d'entrarci... Non so, di solito anche le fregnacce vengono corrette dagli editor, quindi già non sarebbero più alla portata dei vari 'sn uno skritore'... mah .__.
    Che poi, Paolini non l'ho letto e non posso esprimermi, ma la Troisi ai tempi m'era proprio garbata ù_ù E difendo le prime due saghe, che almeno i personaggi ricordo che erano fatti bene. Poi il resto non me lo ricordo molto bene, ma se mi era piaciuta qualcosa voleva pur dire. D'altronde mica si spaccia per super-mega-filosofa-intellettualoide, scrive libri per ragazzi.

    @Lady Debora: Io mi rifiuto categoricamente di pagare 20 euro per un libro, che sia o meno prima edizione. Dev'essere proprio un mega-tomo da mille pagine perché io scucia venti euro.
    Ma appunto sono d'accordo con te, se uno pensa di non essere qualificato per scrivere, cosa manda manoscritti in giro a fare? Mah!

    @Ilaria: Sì, sicuramente hai ragione. Quando mi capita di leggere racconti che trovo 'poco riusciti' sul forum di aspiranti scrittori che frequento non mi viene il nervoso, né mi metto a criticarli aspramente. Forse perché lì la gente posta davvero in cerca di consigli sperando di migliorare (e anche il livello non è comparabile, effettivamente)... è vero, sicuramente l'umiltà fa la differenza. Eppure sento che c'è anche qualcos'altro. Magari ho dentro una specie di campanilista della scrittura che vorrebbe tenere fuori i 'non conformi'.

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  5. E ci riprovo, ché ieri il blog si è mangiato il mio commento (segno che dovevo aver scritto una bruttura immonda: credo al fato, accetto il fatto!).

    Eccomi allora, sono io la cattiva che scova artisti frustrati (e frustati, da me, con un impegno che rasenta il lavoro pagato), li piglia col copia-incolla e li palesa al resto del mondo. Sì, ok, ma perché? Be', ho i miei buoni motivi: dare consigli non serve, non basta, non impedisce agli scribacchini di farsi mettere le mani in tasca da un editore a pagamento.
    Se bastasse dirlo, tali editori avrebbero già aperto un baracchino per i gelati al Lido degli Estensi. Che fare quindi? Ridere e far ridere, perché dove arriva la satira non arriva nemmeno l'esempio.
    Vuoi fare lo scrittore? Scrivi come i signorini che mostro nel mio blog? Allora ripensaci. Scrivi meglio ma finisci per buttare giù trame come quelle che io "perculo"? Allora ripensaci.

    Un articolo satirico vale più di mille moine, ché quelle che te le fanno pagare in soldoni, o te le fanno pagare - amici e parenti costretti al complimento - col tempo che perdi e perderai. Non è detto che si debba scrivere, non rientra nei bisogni primari, ma se si decide che quello si vuole fare - da grande voglio fare il romanziere! - allora bisogna impegnarsi. Tanto. Pigliare mazzate. Tante. E quando, finalmente, uno si è fatto le ossa, allora scriverà per farsi pubblicare: non a pagamento e con dignità, con l'umiltà di farsi correggere da chi ne sa.

    Leggo di gente che ripudia l'aiuto dell'editor, scrittorucoli che "a me che sono bravo non mi si corregga niente, per carità!". Ecco, quella gente lì finisce su Giramenti, dove le cattiverie non sono mai gratuite, le recensioni che picconano non nascono a caso e dove il lettore può anche mettersi in gioco (io lo faccio di continuo, è un bel passatempo) dicendo: "vaccaboia, 'sta miSchiata qui la faccio pure io!".

    Mettiamola così, la critica letteraria mi è andata nei garetti, i premi letterari sono come Babbo Natale (bisogna crederci!) e l'acquario editoriale l'ho testato (e lo sto testando) sulla mia gobba. Quel che so, quel che imparo, e tutta la sequela di "brutti struzzi, guarda che gente, razza di venduti..." che gli scrittori mormorano davanti a uno spritz, io la caccio sul blog.

    Non è bello, non è sano... ma è così divertente!

    P.S. per andare giù pari e sparlare di tutto, consiglio sempre un nickname. Sì, già, io uso il mio nome reale, ma non va bene. L'editoria ha le orecchie lunghe, se dici "che schifo", l'acquario ne prende nota.
    Ovviamente, nel mio caso, vale l'infermità mentale. :D

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  6. ... la mia solerzia nel rispondere può far pensare che io non abbia una pezza da fare, ma invero faccio fuggevoli capatine sul blog nelle - frequenti - pause studio xD
    Oh, ma mettiamo bene in chiaro: la gente che viene perculata su Giramenti MERITA di essere perculata. E anche di brutto. Se si possono curare con le critiche ben venga, sennò rendiamo dilettevole quello che non può essere reso utile. Tanto per cominciare perché l'ignoranza portata a certi livelli la considero una colpa, secondo perché la spocchia merita d'essere castrata. Lungi da me spezzare lance per quei decerebrati, al massimo ce li infilzo.
    Quelli di cui mi sento talvolta di prendere le difese sono coloro che hanno scritto un'operetta umile, modesta e un po' malfatta, ma c'hanno messo impegno, sangue e sudore. Magari non molto bravi, un po' inesperti e un po' ingenui nel creare trame, ma non dementi come i tizi di Yahoo.
    E comunque, complimenti per il coraggio nell'usare il tuo nome reale, eh ù_ù ... no, non sono ironica, mi sto complimentando sul serio xD

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  7. Pensandoci bene, il fatto che i vari post mi abbiano fatto crescere dentro dubbi e paranoie, forse sta a significare che il perculamento in sé è utile, oltre che dilettevole ò_ò ... anche se, diciamo, il più delle volte azzecco un congiuntivo e non uso le 'k'.

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  8. Finalmente hai capito quello che ho capito da tempo e che invano avevo tentato di spiegarti tempo fa :P

    Mi è nato questo prurito verso gli aspiranti scrittori anni fa quando giravo anch'io per blog ( e avevo tempo da perdere :P) e ce n'erano ancora pochi perchè internet non arrivava ovunque. Spesso -purtroppo- è gente arrogante che non sa l'italiano, non sa costruire una storia, non sa come si descrive una persona/cosa/paesaggio. Gente che spesso non conosce nulla del mondo dell'editoria e non s'impegna per sapere, per informarsi come funziona, tanto loro sono dei 'geni' solo perchè stanno scrivendo un libro.
    Ma sopratutto la cosa che odio di più al mondo è la gente che VUOLE scrivere un best seller, e CREDE di saperlo fare e VUOLE VIVERE DI RENDITA. Una buona parte mira unicamente a questo, scrivere come modo 'facile' per fare soldi -_-
    Ce ne sono una marea, per questo sono nate le case editrici a pagamento, fiutano l'affare, l'unico linguaggio dei due sono infatti i soldi.
    Leggi questo, è interessante: http://www.klit.it/blog/28-03-2012/case-editrici-pagamento-3-0
    potevo essere solidale con la tipa ma quando ho letto questo ho pensato che meritava di essere inculata, ma è stata sveglia.
    "...mi ha chiesto perché volevo pubblicare il romanzo e io sono stata sincera, gli ho detto che volevo diventare famosa con i miei libri e girare il mondo."
    Ma insomma, manco fossimo all'asilo!
    E sapessi quanti ne ho incontrati dal vivo, ogni tre persone almeno due stavano scrivendo un libro, ragazzini, signori, casalinghe...finchè uno lo scrive consapevolmente per se stesso nulla da dire, ma è quando danno per scontato di pubblicarlo che mi viene il prurito...il pensiero è sempre "massì, mando a tutti, uno lo trovo che mi pubblica", e oramai capisci anche te quanto ci sia di sbagliato in un pensiero del genere.

    >>Perché mi irritano così tanto? Chi sono io perché mi possano irritare fino a questo punto? Quali sono le mie credenziali?

    Ti irritano perchè probabilmente credi in quello che scrivi, sai cosa significa creare una storia che possa interessare altri, vivi il tuo scrivere non con leggerezza e ignoranza. Perchè sei più seria di quella gentaglia.

    >>Ho davvero la faccia di credere che IO arriverò dove loro aspirano arrivare?
    Puoi solo avere la certezza di essere diversa da loro per adesso.

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  9. Dici quando ho fatto il post sull'eap? Ma ti giuro, io non avevo idea che... cioè... ma come si fa ad essere così analfabeti e voler pubblicare libri? Come? Va bene essere arroganti, ma che almeno quest'arroganza si basi su qualcosa... davvero, non avevo idea che esistesse gente di questa risma. Oddio, immaginavo che qualche decerebrato ci fosse, ma così tanti °__° e così estremi... Io credevo che il limite fosse una compagna delle superiori che aveva scritto un mezzo racconto poi l'aveva smollato lì e lo spacciava in giro come genialità suprema. Già quello era esilarante, tra nomi improbabili, dialoghi assurdi, situazioni artificiosissime etc, ma confrontato a 'sta marmaglia è Manzoni °__° Davvero, mi hanno lasciato proprio con un WTF stampato in fronte.

    >>Perchè sei più seria di quella gentaglia.

    Sai che detto da te lo apprezzo tantissimo?

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  10. "Skusate, sn una skrittrice o 17 anni voglio skrivere un autobiografia aiutatemi pls"
    Questo entra di diritto nella mia top ten!

    Non lo so. Io potrei anche aderire al tuo manifesto. Mi è sempre piaciuto scrivere, anche se non ho mai inviato nulla alle case editrici. E non sono sicuro che lo farò a breve.
    Il problema è che anche loro a volte pubblicano volumi di qualità bassina. Il solo fatto che, per esempio, nel fantasy abbiano per anni puntato tutto su Tolkien e suoi epigoni, ha storpiato la percezione che i lettori hanno di questo genere e creato un'atmosfera editoriale stantia (nonostante sia forse il genere che promette maggiore libertà). Di contro, nel mondo esiste una scena più viva, riviste di settore, autori che si parlano e vanno per convention, antologie, conferenze.
    Se un diciassettenne in Italia porta alla Mondadori (per dirne una) la propria trilogia fantasy e finisce in libreria nel giro di pochi mesi, o è un genio o c'è una stortura nel sistema. Che si riflette sui lettori, imbrigliando la rinomata creatività italica (!) in un circolo vizioso che si autoalimenta.
    Ok, con questo ho chiuso il momento deprimente.

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  11. Pensare allo scrivere come un facile guadagno, come il vendere oggettistica, credo sia folle! Tuttavia esistono i generi letterari (analogamente ai generi musicali, per chi vuole scrivere o fare musica) e anche i conseguenti obiettivi che un aspirante scrittore si prefigge, consapevolmente o inconsapevolmente. Credo sia fondamentale una onestà intellettuale: se scrivere é una forma espressiva, indispensabile come il bere o il respirare, il resto (non necessariamente il successo) viene automaticamente. Ammiro una frase di Eugenio Montale "Ho scritto sempre da povero diavolo e non da uomo di lettere professionale."

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