mercoledì 7 marzo 2012

Sai cosa ci farei con quella mimosa? - Questioni di genere

Domani è l'8 marzo. La festa della donna. È da un po che si sente quel fiorelloso qualcosa nell'aria, vero? Link su Facebook, articoli sui blog, volantini con uomini nudi che svolazzano per le strade, allergici al polline che cominciano a soffocare. Quest'anno, però, vorrei dire qualcosa anch'io su questo tema, quindi metterò la mia faccina virtuale sul tema della condizione della donna, che mi sta a cuore come pochi altri temi.
Ho letto che in Italia muore una donna ogni tre giorni, uccisa da un fidanzato o da un marito. Il movente che ricorre più spesso è la gelosia. È curioso come la disperazione per un amore finito si risolva tanto spesso in un efferato omicidio. Curioso e terribile. Laddove una donna è solita piangere e incolparsi, un uomo cova risentimento e trama vendetta.
Oh, non venitemi a dire che sono una femminista fissata e divorata dall'invidia del pene e altre menate. Tanto per cominciare, sì, sono femminista e questo dovrebbe anche essersi capito da un po'. Per quelli poi che son convinti che le femministe vogliano spodestare la Fallocrazia, mettere gli uomini in catene e obbligarli alla suddittanza, beh, c'è poco da fare contro l'ignoranza storica. Siamo seri, via. Le femministe vogliono l'uguaglianza, non la guerra tra i sessi. Ce l'abbiamo l'uguaglianza? Fino al giorno in cui non mi ritroverò a guardare uomini mezzi nudi che danzano sinuosi a fare da contorno a donne in tailleur in televisione, allora mi sa proprio che non ci saremo ancora, a questa benedetta uguaglianza.
Ho una cotta intellettuale per la mia professoressa di sociologia. È una di quelle donne che intravedi forti e sicure dietro un velo di sorrisi e allegria. Con lei ho dato ben due esami – passati anche bene, tra l'altro – e uno di questi era molto incentrato sulla sociologia di genere. Il corso è stato sommamente interessante e vorrei, prima di entrare nel vivo della recensione – perché sì, più avanti parlerò di un libro – riportare un piccolo aneddoto.
Era una lezione sulla rappresentazione dei generi nelle pubblicità. Analisi dell'immagine, dei colori, delle tipizzazioni. Donne oggetto, donne bambine, donne bambole... Ad un certo punto ci viene proposta l'immagine di una nota campagna pubblicitaria di Calvin Klein, che in molti paesi – e ci credo – ha fatto scandalo ed è stata ritirata.



Ora, io non so cosa ci vedete voi. Fate conto che l'ho trovata con la dicitura 'Gang-Rape'. Perché è questo che rappresenta, uno stupro di gruppo. Una donna che viene tenuta ferma per terra da un tizio e altri tre in attesa del proprio turno. Discutevamo di quest'immagine, quando un tizio, che qui chiamerò Cretino – un po' perché non ne conosco il nome e un po' perché onestamente è il primo aggettivo che mi viene in mente – salta su con questa sfavillante opinione: non è stupro, è sicuramente consenziente, infatti non sta lottando. La professoressa, con estremo garbo, anche se potevi chiaramente vedere le sue narici vibrare, ha ricordato che in momenti di estremo pericolo e minaccia, a volte la reazione più istintiva è congelarsi. Se sei circondata da quattro bestioni che intendono zomparti addosso, magari puoi cercare di ribellarti – e buona fortuna – oppure puoi scegliere di assecondare e sopravvivere. Una lunga, esaustiva spiegazione da parte della professoressa. Poi Cretino, dandoci una personalissima interpretazione di violenza sessuale, arguisce che, dopotutto, alla donna della foto è andata bene, sono dei bei ragazzi.
Ah beh, certo. Chi non sogna di essere stuprata da un gruppo di aitanti bestioni oliati? C'è la coda, proprio. Ora, tralasciando gli auguri che gli porto di carcere, saponette cadute e compagni di cella superdotati, andiamo avanti. Questo era solo per far capire quanto spesso accade che un essere umano di sesso maschile, circondato da donne, nel mezzo di un percorso di studi umanistici, possa comunque rivelarsi un demente sotto questo punto di vista.
Ad ogni modo, il libro di cui intendo parlare ci è stato presentato durante questo corso di sociologia. S'intitola 'Questioni di Genere', edito dal Mulino e l'autore è Robert W. Connell. Tra l'altro la mia esimia professoressa ne ha scritto l'interessantissima prefazione. Lo consiglio caldamente a chiunque sia interessato all'argomento, perché ne parla in toni assolutamente comprensibili da qualunque lettore (tranne che da Cretino) anche se non ha mai svolto studi sociologici e riporta una serie di aneddoti illuminanti, stime e studi assai variegati.
Ad esempio, io ho trovato straziante e illuminante il saggio 'Gender Play', di Barry Thorne, su come vengono vissuti i generi sessuali durante le scuole elementari. La differenza delle aspettative da parte degli insegnanti, i momenti in cui bambini e bambine giocano separatamente o addirittura gli uni contro le altre, quel triste momento in cui il bambino impara a sentenziare e la bambina a subire.
E poi la storia dei movimenti femministi, come si sono susseguiti, come sono stati accolti o osteggiati. Le donne nel lavoro, il famoso 'soffitto di cristallo', statistiche che fanno rabbrividire, studi falsati su una supposta supremazia maschile.
Una cosa che mi è rimasta molto impressa è come sia stato ribaltato un vecchio assioma. Ebbene, gli uomini non sono al potere perché resi più aggressivi dal testosterone. Sono le posizioni di potere a determinare un aumento nella produzione del testosterone.
E ancora, la nascita degli studi scientifici di genere, la comunità scientifica che accetta l'uguaglianza e un lato minoritario della stessa – spesso per nulla scientifico, eppure molto più incidente – che si cristallizza su improbabili spiegazioni delle – poche – differenze riscontrate.
Avrei voluto parlare di più di questo libro, ma purtroppo si trova in terra straniera con mia sorella. Sigh. Perciò, giusto per non incappare in grossolani errori, mi fermo qui.
Questo è il mio primo post dedicato alla festa della donna, che ripudio. Non dovrebbe essere una festa. Cosa c'è da festeggiare? Se fosse una 'Giornata della donna' sarebbe tutta un'altra cosa. Vorrei dibattiti nelle scuole, programmazioni televisive tematiche, commemorazioni storiche di tutto ciò che le donne hanno subito nella storia, riflessioni sull'uguaglianza e perché tarda così tanto ad arrivare. Non raccontiamoci cavolate, se fossimo in condizione di parità non avremmo tutte queste donne massacrate nei telegiornali, né dementi che ad ogni stupro saltano su col caro vecchio 'Se l'è cercata, aveva la minigonna'. Tralasciando il fatto che questi crimini hanno smesso da un po' di fare notizia e vengono riportati solo i casi più eclatanti. Yeeee. Buona festa, eh.

17 commenti:

  1. Il Cretino mi ha fatto tornare in mente una sentenza di non ricordo quale Corte del cazzo, ma al massimo livello, che ha sentenziato, qualche anno fa, in merito allo stupro di una ragazza. Il bastardo era stato condannato a una pena, sicuramente non esemplare (e mai lo è stata per questi casi; comunque, mai a sufficienza), il suo avvocato aveva fatto ricorso fino al vertice della giustizia, appunto quella Corte del cazzo.
    Che ha sentenziato che "una ragazza in jeans non poteva essere stuprata senza il suo consenso", poiché l'aderenza di quel capo non avrebbe consentito il completamento dell'azione delittuosa.
    Sono sicuro che ne avrai sentito parlare; altrimenti non ci metterai molto per appurare che non è un aneddoto. E neanche una barzelletta.
    Nell'occasione mi ero imbestialito, e ripensandoci anche adesso non sono calmo.
    La stronzaggine allo stato puro, ai sommi livelli.
    Era troppo, per quelle menti eccelse, pensare che con un coltello alla gola, o con una mano che te la stringe, è possibile avere tutto quel che si vuole, in cambio della vita?
    La "festa della donna" mi fa venire in mente la "festa del tacchino" nel giorno dell'Indipendenza americano: non hai idea di quanto i tacchini siano felici di quella festa!
    Tutta la solidarietà e qualcosa di più.

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  2. Anche io ho pensato a quella sentenza, ma con il passare degli anni sono diventato scettico sulle sentenze slogan, che molto spesso sono lunghe decine di pagine e ben motivate.
    Il problema della condizione della donna è evidente. Lasciando da parte la violenza, credo che la condizione lavorativa sia la peggiore (soprattutto nel meridione), perché l'occupazione femminile è ancora piuttosto bassa e le retribuzioni inferiori. Questa in effetti è discriminazione bella e buona, ed è sui temi legati al lavoro che mi sembra ci sia ancora molto da fare. La cultura televisiva è decadenza. Il giorno che vedrò parità di uomini e donne seminudi sarà un fallimento, non una vittoria. E inizierò a lavorare sull'ipotesi di fuga dalla Terra con un'astronave.
    Non mi scandalizza molto la "festa" di per sé. Anzi, come tutte le feste, può essere l'occasione di una riflessione profonda, così come un'iniziativa commerciale. Come tutte le feste, appunto.
    Perlomeno Amazon non offre suggerimenti improponibili, come quello di regalare un kindle per la "festa del papà".

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  3. infatti l'8 Marzo non è la FESTA della donna,bensì la GIORNATA(anche se ormai si è abituati a vederla così)

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  4. (Gioisco del fatto che finora nessun esponente del sesso maschile si sia sentito inopinatamente preso in causa, visto che talvolta quando faccio di 'sti discorsi gli ommini pensano che ce l'abbia con tutti loro, a prescindere dall'eventuale maschilismo del soggetto. Gioisco di ciò.)

    @gattonero: sì, mi ricordo di quella sentenza. Curiosamente ne avevamo parlato diffusamente durante l'ora di religione, al liceo, visto che la professoressa era ultra-power e alla fine parlavamo di tutto tranne che di chiesa... mi viene in mente anche il sindaco che ha voluto pagare l'avvocato alle 5 bestie che hanno violentato in gruppo una coetanea, qualche anno fa. Yeeee. E c'è chi è convinto che ci sia parità perché in tivvì le donne possono 'esprimersi' liberamente mostrando le chiappe.

    @Salomon: opporc... ma io ti giuro che finora avevo sempre letto sOlomon °__° che svista. Sì, anche la condizione lavorativa è assurda. Un'amica ha narrato di quando ad un colloquio le hanno rifiutata ammettendo che era soltanto perché era donna. Un mio conoscente ha pure avuto la faccia tosta di dire che non è vero, le donne possono fare molti più lavori degli uomini. Sì, forse le badanti perché non c'è altro. O le commesse nei negozi di intimo? DDDDAAAH mi sto innervosendo T___T
    Non so, a me non piace il termine 'festa'... è un'immagine di allegria e coriandoli che secondo me è proprio fuori luogo... poi beh, fosse spunto di riflessioni etc me ne farei una ragione, ecco.

    @Laz: La tua pignoleria mi indispone xD Io da tutte le parti trovo scritto 'Festa', 'Giornata non l'ho ancora visto da nessuna parte...

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  5. http://it.wikipedia.org/wiki/Giornata_internazionale_della_donna

    comunque ho sottolineato io stesso che ormai,per abitudine,la si vede/chiama Festa

    Sì,suocereggio,Problem XD?

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  6. Allora, nonostante mi piaccia la mimosa, ritengo la festa, giornata, chiamatela come vi pare, della donna una sonora xdddçç@ata...non so se ci siamo capiti!Purtroppo come il tuo cretino ce ne sono tanti, ed anche ad alti livelli, la sentenza della Corte ne è una prova. E' inutile che ci nascondiamo dietro un dito, trattasi di questione culturale e stop. Ho un compagno che aiuta e fa la sua parte, ma altri sono stati abituati diversamente "perchè uomini..."..è l'educazione che manca, l'educazione all'amore ed al rispetto per la donna...è questo il vero problema!Scusa se sono stata prolissa al primo commento (a proposito, bel blog...) ma certe cose mi fanno un pochino alterare...

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  7. Un ottimo post, molto ben strutturato e argomentato, leggerlo è stato appassionante e interessante.
    Rispetto al Cretino che hai incontrato durante la lezione, è solo uno dei tanti esempi, un mio compagno di classe, per esempio, a ventidue anni suonati ebbe il coraggio di affermare che se una ragazza viene stuprata è sicuramente colpa di lei perchè in qualche modo ha provocato il/i suo aggressore, cosa ne può un uomo che viene eccitato dal suo abbigliamento o dai suoi modi...
    Figuriamoci, neanche al processo al Mostro del Circeo la difesa era arrivata ad affermare tanto, meno male che lui si è aggiudicato il copyright di una simile fesseria, ne sentivamo la mancanza... ¬_¬

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    1. Sono d'accordo con te Mauser, e vorrei rispondere a tutti i Cretini che anche io sono costantemente provocata dall'atteggiamento di certi uomini a picchiarli a sangue, bastonarli, violentarli con oggetti contundenti, torturarli, finché non implorano pietà e/o muiono...
      Ma non l'ho faccio.
      Ma se lo facessi non potrei dire che è stato lui a provocarmi con un semplice atteggiamento/abbigliamento, sarebbe omicidio punto e basta, con aggravante perché l'ho torturato! e non banale leggittima difesa di fronte ad atteggiamento/abbigliamento provocante...
      In effetti "cretini" è riduttivo.
      Però vorrei sottolineare ( a questo punto ci vuole) che non tutti gli uomini sono così :)

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  8. Ok, scusate, mi riprendo dagli istinti omicidi :) era un esempio.. Erica mi segno il libro perché l'argomento mi interessa grazie :)

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  9. Questo tuo post mi è piaciuto moltissimo!
    E' bello anche il tuo pensiero a riguardo e lo condivido tutto, parola per parola.
    Quanto a Cretino...è proprio cretino! La tua prof invece è una grandissima! :D

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  10. Bellissimo post, anche se trovo che "Cretino" sia riduttivo per certi individui.
    La tua docente è bravissima e condivido ogni singola riga del tuo scritto. Ti segnalo, se non lo conosci ancora, Il Corpo delle Donne, di cui ho anche scritto sul mio blogghino e ti auguro (mi auguro, ci auguro) una buona Giornata della Donna! Nell'attesa della vera parità, quando non ci sarà più bisogno di mimose e giornate dedicate per ricordarsi del nostro valore.

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  11. @Laz: ti tiro i capelli.

    @Newmoon: sono d'accordo, alla fine la fonte di questo male è la mancanza di educazione. Anzi, una malaeducazione persistente e malata. Poi deh, io stessa sono l'emblema della prolissità, non te ne scusare xD

    @Mauser: grazie, davvero, mi lusinghi :,) Giusto pochi giorni fa giogioneggiavo su Facebook e ho aperto un link che rimandava a un articolo di giornale riguardante l'aumento esponenziale delle molestie sessuali in Turchia. Non ti dico le discussioni sotto... anzi, penso che finirò col postarle domani.

    @Elle: figurati, è un odio che ci accomuna tutte xD Sarebbe bello saper reagire così - cioè, non proprio così, però con una certa dose di forza e coraggio - alle molestie varie. Prego per il libro, ribadisco il consiglio :) L'ho trovato davvero scorrevole e ben fatto, non solo per quelli che studiano sociologia.

    @Melinda: grazie xD La mia prof è meravigliosa e i suoi corsi sono quelli che ho preferito in assoluto. E conta che ho adorato da vera secchiona buona parte dei corsi che ho frequentato, eh xD

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  12. @Viviana: grazie :) Eh, lo so, 'cretino' è riduttivo, ma d'altronde ho preferito tenere bassi i toni, preferisco non 'sporcare' questo blog con la mia innata e violenta volgarità... 'Il Corpo delle donne' lo conosco, anche se non troppo bene. Ho visto il documentario, ma non ho ancora letto il libro (anche se probabilmente lo recupererò presto). Grazie della segnalazione, il sito non lo avevo ancora sguardicchiato :)

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  13. Mi tiri i capelli di chi? XD

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  14. @Laz: ... oddio, è vero... che impressione...

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  15. brava!!!
    riguardo al libro della Lipperini, io ero rimasta indietro, ho solo il primo, corro ad aggiornare la wishlist :-)

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  16. Ciao, è la prima volta che passo per il tuo blog... è molto carino!.
    Anchio non condivido la festa della donna anche se sul mio blog l'ho utilizzata come pretesto per indire un giveaway. Interessante il libro che hai proposto, io non leggo molti saggi ma forse questo proverò a vedere.
    Sempre sull'argomento femminismo, trattato più leggermente, ho letto recentemente un romanzo lesbo (che consiglio), Stir Fry di Emma Donoghue.
    P.S. Anchio frequento l'università di sociologia (a Trento)

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