giovedì 16 febbraio 2012

Il flagello degli aspiranti scrittori: l'editoria a pagamento

Putiamo caso.
Siete degli aspiranti scrittori. Credete ciecamente nella vostra opera e siete convinti sia un capolavoro che vi catapulterà nell'Olimpo degli scrittori, che ne verrà tratto un film, che cenerete col vostro autore preferito, che verrete intervistati da Letterman, che in poche settimane venderete milioni di copie. Siete scrittori e credete in voi. Va bene. È giusto così.
Ovviamente, una volta finito il vostro proto-libro, cominciate a spedirlo a una miriade di case editrici, a tutte quelle di cui riuscite a trovare l'indirizzo, magari senza fare troppo caso a quanto recitano i siti, senza sapere nulla delle loro pubblicazioni, senza informarvi affatto sulla loro reputazione o sui tempi di attesa necessari per ottenere una risposta. Trovate l'indirizzo e spedite, trepidanti, il battito cardiaco che accelera ogni volta che cliccate il tasto 'Invia'. Vi tremano le mani, le sentite gelide e sudate sulla tastiera. Credete in voi, ma siete ansiosi.
Attendete con angoscia e aspettativa la risposta. Passate le giornate a scrutare la vostra casella di posta elettronica, la controllate ogni volta che passate davanti al computer, fosse anche per andare in bagno. Eppure, non vi informate. Basterebbe cercare qualche sito dedicato alla scrittura e porre un paio di semplici domande. Chiedere quanto si debba attendere, quali possano essere dei termini contrattuali accettabili. Magari potreste rileggere l'opera che avete spedito troppo in fretta e accorgervi dei madornali errori che vi sono sfuggiti.
Ma no, continuate ad aprire e chiudere Hotmail senza degnare della minima attenzione il resto del web.
Poche settimane dopo vi arriva una mail. Riconoscete il nome di una delle migliaia di case editrici che avete contattato. Che solerzia, che professionalità! E, giubilio! La vostra opera è speciale, è pubblicabile, perfettamente in linea con le loro linee editoriali. E voi, voi siete dei geni! Degli artisti! Dei talenti! Il cuore fluttua beato in un oceano di petali di rosa e morfina.
Poi scorrete la mail fino in fondo. E trovate l'inaspettata richiesta di contributi di pubblicazione. Oppure quella stessa voce sarà cammuffata dall'obbligo dell'autore di acquistare tot copie della propria opera a prezzo vantaggioso.
Il vantaggioso prezzo di solito varia dai 400 ai 4000 euro. A volte di più.
Ma voi siete artisti talentuosi, la vostra opera sarà un successo e l'editore è certo che riuscirete a piazzare in men che non si dica le vostre copie, grazie anche all'aiuto di una promozione degna di Stephen King.
Beh, in questo caso, dopotutto, si tratta di un investimento sicuro e lungimirante...
Vero?
No! E voi siete stati truffati.
Buongiorno a tutti, di nuovo. Quest'oggi il sole brilla, le temperature s'innalzano e i gatti sono più tranquilli del solito. Il che in teoria avrebbe dovuto lanciarmi verso una giornata di tenui sorrisi e discreto buonumore. Ma visto che negli ultimi giorni mi sono trovata chissà come a non aver mai tempo di scrivere alcunché di serio, ho deciso di approfittare di questa giornata mite e gioiosa per avvelenarmi il sangue, dando la mia personalissima interpretazione su un fenomeno che ho recentemente scoperto e che, se devo essere sincera, mi ripugna un po'.
Se ancora non si è capito, questo è un post sull'editoria a pagamento.
Tale sistema turpe e abietto l'ho scoperto solo da poco, da quando ho cominciato a visitare un forum che consiglio spassionatamente a chiunque abbia ambizioni letterarie. Trattasi del Writer's Dream, porto in cui ormeggiano genti capaci e competenti che si scambiano consigli e critiche costruttive, in attesa di salpare verso gl'immaginifici Lidi della Pubblicazione. O forse sono tornati nel porto a fare rifornimento, dopo la lunga traversata.
Ok, basta pensare ai pirati. Torniamo seri.
Do per scontato che tra voi ci siano aspiranti scrittori. Ecco, ve ne prego, informatevi a dovere prima di firmare un contratto che vi obbliga a sborsare centinaia o migliaia di euro. Una casa editrice a pagamento non fa soldi grazie alla vostra opera, non ha interesse a venderla né a promuoverla. Venderete qualche copia ad amici e parenti e poi vi ritroverete con della sabbia umidiccia e un sogno infranto tra le mani. Le case editrici a pagamento guadagnano su di voi, sulle vostre aspirazioni, sulla vostra ingenuità. E so che molti si sentiranno insultati dalla mia insistenza, magari vi direte 'Ma per chi mi ha preso? Son mica un pirla.', ma c'è così tanta gente sprovveduta che ci casca che non posso esimermi dal mettervi in guardia. Avvertirne cento per salvarne uno.
Pubblicherebbero qualsiasi cosa, perché non sono loro a sostenere i costi della pubblicazione, ma voi. Loro non ci rimetteranno mai nulla. Voi pagate tutti i costi per poi lasciar loro buona parte degli introiti di quelle già modeste vendite. Non ha importanza cosa spedite. Può essere una raccolta di poesie, di ricette, di ricordi, di racconti. Può essere un miscuglio sconclusionato di voci di Wikipedia e articoli di blog. Vi arriverà la solita mail entusiastica, perché non aprono gli allegati.
Perché ne sono tanto sicura? Perché c'è chi l'ha fatto, la creatrice del forum di cui parlavo poc'anzi. Ha preso spezzettoni di articoli dalla rete, li ha messi insieme totalmente a caso e li ha spediti spacciandoli per un'opera in cerca di pubblicazione. Risposta standard.
Ora, non voglio farla troppo lunga, né apparire pomposa o arrogante. Non mi piace dire cose spiacevoli, odio fare la parte della cinica sentenziosa, detesto offendere le persone criticando negativamente le loro opere. Però sento anche il bisogno di essere totalmente sincera, in ogni ambito e di fronte a chiunque. Soprattutto quando si parla di libri.
Io ritengo che se un'opera viene rifiutata ripetutamente da ogni singola casa editrice cui viene inviata, grande o piccola che sia, deve esserci qualcosa che non va nell'opera stessa. Forse la trama non è originale come si pensava, forse i personaggi non sono abbastanza credibili, magari lo stile è acerbo, o il susseguirsi degli eventi sconclusionato. Possono essere tante cose. Di fronte a un simile uragano di rifiuti – e ribadisco, non parlo di un rifiuto da parte della Mondadori o della Rizzoli, parlo di case editrici piccole, modeste ma serie – l'autore dovrebbe domandarsi a cosa siano dovuti, riprendere tra le mani la propria opera, cercare i difetti, chiedere consiglio a gente competente e onesta, anziché affidarsi al proprio ego o ai ciechi complimenti di amici sensibili.
Certo, sto generalizzando. Ritengo che esistano anche opere d'indubbia originalità e qualità stilistica che però sono poco pubblicabili, per nulla commerciabili e magari vengono rifiutate per questo. In quei casi sta allo scrittore scegliere se ritoccare la propria opera o, magari, autoprodurla.
Ma l'editoria a pagamento è la peggiore tra le soluzioni possibili.
Io non ho fatto quest'esperienza, ma ci sono tanti e tanti aspiranti scrittori che si mangiano le mani per averla fatta, per esserci cascati, per la perdita di soldi, di fiducia, di tempo. Non date retta a me, ma ascoltate almeno loro. Cercateli e chiedete loro cosa si prova nel sapere che si è stati pubblicati solo per il denaro sborsato e non per la propria bravura.
Accludo un video che mi ha fatto ridere e indignare insieme, l'incontro tra la creatrice del Writer's Dream e un'esponente di una nota casa editrice a pagamento, in occasione di una tavola rotonda tenutasi al Salone del Libro di Torino nel 2010. E' un po' lungo e la prima parte è uno sproloquio insopportabile. Ma guardatelo fino in fondo.


15 commenti:

  1. Questo post è molto interessante, dovrebbe essere stampato e attaccato alla parete di tutti gli aspiranti scrittori. Io non sono tra questi, mi piace scrivere ma senza velleità di pubblicazione.
    Il problema di questa "specie" di case editrici è che spesso fanno presa su "autori" un po' troppo presuntuosi. Io, personalmente, se avessi spedito il mio manoscritto a destra e manca senza ottenere neanche un singolo riscontro mi porrei delle serie domande, perché non è vero il detto "se l'ha fatto la mayer/dan braun/ecc posso farlo anche io", non sempre almeno.
    Poi non so tu ma io troverei terrificante far comprare il mio libro, dalle mie stesse mani, ad amici e parenti. Ho delle persone amiche che hanno voluto pubblicare così e che alla fine mi hanno anche spinto a comprare il libro (a dei prezzi che non ne parliamo) ma a me sembra un gesto davvero orrendo.
    Secondo me basterebbe anche vedere quali editori sono effettivamente in libreria, perché se il web funziona per certe cose, la grande distribuzione in Italia è ancora quella in negozio, e allora ancor prima di scegliere una casa editrice io andrei in libreria a chiedere se è presente sugli scaffali oppure no. Ma i mantra "tutto e subito" e "io valgo" oggi la fanno da padrone.
    Scusami sto straparlando ma mi hai innescato delle riflessioni al vetriolo :)

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  2. Premetto che sono in tutto e per tutto d'accordo con te e che venero da un bel po' il lavoro di quelli di Writer's dream,ma...
    nel video...
    quella del gruppo albatros,che cacchio sta dicendo!?O.o Le sue risposte non hanno il minimo senso!XD

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  3. @Aliena: grazie xD secondo me non si tratta solo di presunzione... o meglio, non in tutti i casi. A leggere le testimonianze di chi c'è cascato pare che a monte ci sia più disinformazione che altro. Anche perché quelli di alcune case editrici ce la mettono proprio tutta per convincerti d'essere gente seria... far comprare il libro 'dalle proprie mani' ad amici e parenti dev'essere un'esperienza davvero avvilente...

    @Tikli: sì beh, è fantastica nella sua, ehm, limitatezza xD diciamo che ha reso il fatto in sé ridicolo. Ma se si pensa a quelli che spendono risparmi e risparmi... mah ò_ò

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  4. Non conosco editori a pagamento, ma sono alquanto scettico a riguardo. Come autore, se avessi tra le mani un libro che per qualche ragione non riesco a pubblicare e, al contempo, ci credessi molto, opterei piuttosto per l'auto-pubblicazione, che è comunque un modo di accollarmi le varie spese (editing, pubblicazione, promozione) ma senza la finzione di avere un "editore".
    Quanto al video, è veramente triste! Ammiro la capacità della tipa a destra di non andarsene a testa bassa di fronte all'evidenza.

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  5. Lungi dal difendere certa editoria e i suoi metodi,mi sorge però una domanda(che non ero riuscito ad introdurre nel dibattito): 400/4000€ mi sembrano pochini,come fanno a guadagnarci effettivamente sopra?limitano la stampa a 50 copie?

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  6. A me è capitato, ed ovviamente non ho accettato!
    Che schifo! Cercano sempre di fregare il poverino di turno che spera che i suoi sogni diventino realtà.

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  7. Non pensavo che ci fosse tanta gente che ci casca, forse perché ho scoperto questo fenomeno anni fa nel Pendolo di Foucault, dove si parla degli autori APS (a proprie spese), quindi so di cosa si tratta. In realtà credo che non tutti quelli che pubblicano a proprie spese vengano truffati: ci sono anche persone disposte a pagare che sanno a cosa vanno incontro: chi scrive una raccolta di ricette da regalare alla nonna e ai parenti sa bene che il libro non raggiungerà mai il grande pubblico. Di sicuro però ci sarà anche una grossa fetta di ingenui, ai quali vorrei consigliare di informarsi bene, in primis sulle case editrici. Per dire, se hai scritto un giallo ambientato a Voghera, è inutile mandarlo a Iperborea, che pubblica sì tanti gialli, ma è specializzata in autori nordici che parlano della Svezia e della Norvegia. Poi si potrebbe fare un discorso sulla revisione del testo, per la quale si può cercare qualcuno esperto in editing che dia dei consigli obiettivi sui pregi e i difetti dell'opera. Sono molto dubbiosa sulle leggende del tipo 'La Meyer ha scritto Twilight di getto e ha subito trovato un editore', questi autori di solito hanno alle spalle un gruppo di editor e consulenti. (E' vero che, nonostante questo, Twilight è una schifezza, però vende tantissimo, quindi l'obiettivo è stato raggiunto.)

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  8. Una segnalazione tecnica: il mio commento appare inserito alle 2.24 am, ma sono le 11.25. Da qualche parte dovrebbe esserci un modo per sistemare l'ora del blog ;-)

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  9. Dimenticavo: per gli aspiranti scrittori ora c'è anche la possibilità di pubblicare solo in formato digitale (ebook). Non so se sia meglio della pubblicazione tradizionale, ma magari chi è interessato potrebbe informarsi anche su questo.

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  10. @Salomon: più che altro il suo spirito di sacrificio nel decidere di passare come imbecille piuttosto che portare il discorso sul problema reale... almeno, spero che la cosa fosse voluta ò_ò' per lei.

    @Laz: sì, le copie sono relativamente poche, poi dipende dall'offerta, varia molto anche in questi casi. Sottolineo che di offerte da 400 ne ho vista solo una, di solito sono molto, molto più alte. C'è chi è lavora nel settore o ha fatto un rapido controllo su siti specializzati e ha confrontato i prezzi: l'autoproduzione costa decisamente meno. E i servizi offerti sono più o meno gli stessi >_> nessuno.

    @Melinda: ecco, appunto ò_ò è una cosa diffusissima!

    @Ilaria: beh, ma ci sono anche le piccole case editrici locali, che comunque sia non ci guadagni molto, ma di certo non ci vai a spendere. Per i libri da regalare alla nonna ci sono apposite tipografie o il print on demand, che cosa infinitamente meno. Quello che mi sconvolge è che questa gente abbia il coraggio di farsi chiamare 'editore' senza nemmeno effettuare una scrematura tra le opere che ricevono.
    (Per la segnalazione tecnica... ci proverò, ma sono una maledetta niubba del computer xD E' già tanto se so accenderlo, per intenderci...)

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  11. verso la fine del video si sentiva in sottofondo un rumore sinistro tipo unghie che graffiano su uno specchio...

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  12. Sinceramente non capirò mai chi vuole diventare 'scrittore' e non si informa un minimo prima su questo mondo...come diceva Ilaria: esistono tantissime case editrici diverse, le più piccole poi sono specializzate in un determinato argomento (devono). Inviando i manoscritti da tutte le parti commetti già il primo errore (e per me meriti già di essere inculato), ancora peggio se lo invii tramite mail (sono pochissime le case editrici serie che accettano file pdf, le altre sono al 99%inculata). Quando scrivi qualcosa devi domandarti cosa stai scrivendo, chi vorresti che lo leggesse, poi devi cercare chi potrebbe essere interessato, e la ricerca è un lavoro faticoso perchè tante piccole case editrici sono sconosciute al grande pubblico della libreria mega-store. Insomma...per me non ci si può improvvisare aspiranti scrittori, sperare e basta. Anche se a volte può capitare di avere la botta di culo. Quelle case editrici di cui parli già compiono una scrematura, credimi, anche se "pubblicano" fuffa. Perchè sopratutto in Italia c'è molta più gente che scrive di quella che legge: la mole di romanzi che arriva in ogni singola casa editrice è enorme, e credo che parte dei costi li copra (sennò ripeto: denuncia). Perchè? Ho interpellato "l'esperto" Fabio XD, che di professione costruisce i libri e quindi conosce i costi, dice che bisogna valutare caso per caso. Queste persone si lamentano di essere stati gabbati ma devono dare più informazioni ( o tu devi darle in questo caso). Perchè i costi del libro variano tantissimo da formato a formato, dalla carta, dalla rilegatura, dalla copertina, dai colori usati e sopratutto dal numero. Per un libro così-> http://www.mondadorieducation.it/media/img/120900035217MED.jpg (brossura normale)
    500 copie costano sui 3500€, il prezzo però se sono mille copie resterà uguale, se invece sono meno calerà di molto poco, perchè il costo iniziale non si può cambiare. Questo al netto, ovvero copre solo i costi tipografici. Se gli altri servizi non sono stati offerti, allora si meritano la denuncia perchè è stato firmato un contratto(leggerlo bene).
    Poi io sono scettica oltre che sugli "editori" speculatori anche sui sedicenti scrittori: credo sia facilissimo parlare male solo perchè non hai ottenuto quello che volevi. E cmq non credo che gli editori "seri" siano tanto diversi..si, seguono l'autore molto di più, ma se è esordiente credo che le condizioni non cambino molto, si fanno pagare anche loro. LA differenza sta nel fatto che nel secondo caso hai fatto un investimento sicuro, non stai buttando i tuoi soldi. Puoi sperare di vivere scrivendo, di avere anticipi solo quando sei Fabio Volo.
    Un intervento interessante: http://laveraeditoria.blogspot.com/2011/12/piccolo-esperimento-letterario.html

    Ultima cosa: non ho guardato il video -non posso ora- ma ho fatto brevi ricerche su albatros, fuffa ai miei occhi. Ma perchè io conosco un po' l'editoria, e come me dovrebbero saperlo di più gli scrittori.

    Per me se proprio vuoi pubblicare un libro devi andare o per conoscenze, qualcuno che ti raccomanda come bravo scrittore, o investire sulle piccole serie , o approfittare dei rari concorsi seri, o investire sui nuovi media (esempi interessanti: yabooks italiano, pubslush americano).
    Una nota sugli editori locali: ti pubblicano pagando sempre un anticipo, che recuperi vendendo sul territorio locale, quindi se sei proprio sconosciuto devi farti un po' di pubblicità prima.
    Questo per dire che pubblicare costa sempre se sei esordiente, perchè la casa editrice -seria- fa un consistente investimento su di te.

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  13. @Clau: effettivamente xD

    @Silvia: per l'invio tramite mail, a ben vedere ci sono anche molte case editrici abbastanza famose che lo accettano, specie se si tratta delle prime tot pagine. Immagino dipenda dalle case editrici, lì bisognerebbe controllare le disposizioni sul sito. Sono d'accordo sul fatto che un aspirante scrittore dovrebbe informarsi e scegliere meglio a chi inviare il proprio manoscritto. Tuttavia, che certe case editrici a pagamento non aprano neanche gli allegati delle mail è provato dal fatto che Linda del Writer's Dream ha mandato un testo fatto di voci di Wikipedia e le hanno risposto dopo pochissimo tempo con una mail entusiasta (era appunto nel video u_u). Una casa editrice, per quanto piccola, riceve una miriade di manoscritti tale che è impossibile riuscire a leggerle prima di qualche mesi, in certi casi anche 7-8.
    Ora vado a leggere l'intervento, intanto aggiungo che non la vedo così tremendamente grigia per gli aspiranti scrittori.
    Per le cifre e simili ti rimando alla discussione su Writer's Dream, lì c'è gente competente e preparata in materia che può riportare trascorsi e cifre con cognizione di causa, a me i numeri scivolano fuori dalle orecchie xD

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  14. Tra l'altro consiglio di vedere gli ultimi due minuti della quarta parte, dove Giorgia (il direttore editoriale di albatros - il filo) cerca di spiegare che vendendo all'autore metà delle copie in realtà lui (o lei) non sta comprando quelle copie.

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  15. Le case editrici a pagamento sono una vera piaga e se sono infinite e si estendono a macchia d'olio significa che coloro i quali pubblicano a pagamento sono molto di più di quelli che pensiamo. Il W.D. lavora su diversi fronti da molti anni e prova ad aprire gli occhi a chi è disinformato e soprattutto a chi ancora non conosce il campo. Perché il mondo dell'Editoria, è inutile nasconderlo, ha le sue regole e non è che sia così facile rimanere a galla o farsi pubblicare. Ci sono case editrici, anche piccole e con una distribuzione misera, che snobbano gli esordienti e pubblicano solo emergenti. Ed è un po' triste perché chi ha stoffa ha diritto alla sua opportunità ... tutti devono pur cominciare da qualche parte (tranne le case editrici a pagamento).Onestamente preferisco più le on demand è un metodo più onesto, sia per se stessi che per i lettori. Comunque ci sono molti blogs e siti che snobbano i romanzi e le varie opere pubblicate a pagamento e non recensiscono tali titoli, non è un gesto contro l'autore ma contro la "casa editrice", se così si può chiamare. Se l'unione fa la forza prima o poi qualcuno capirà e allora ci sarà sicuramente spazio per chi ha talento, per chi è tenace e per chi desidera fare di un hobby un mestiere.

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