venerdì 2 dicembre 2011

Triste lamento del Cimitero dei Libri

È veramente da tanto che non aggiorno il blog. Da un lato mi viene da pensare che, dopotutto, è un blog piccolo e umile che non ha molto da offrire e che il suo prolungato silenzio sarà passato inosservato. D'altro canto, vedo il numero di 'follower' cresciuto oltre ogni previsione e leggo commenti davvero carini sotto i vecchi post, il che mi fa pensare che, forse, siano d'uopo un 'Chiedo venia per la lunga assenza' e un piccolo 'Grazie'.
Il fatto è che sono tornata a vivere a casa con mia madre, dopo tre anni da fuori sede alla Statale di Milano. Non che io mi sia laureata, quello è un miraggio ancora lontano, ma è il mio primo anno fuori corso e ho abbandonato la casa a Milano – compresa, con immensa gioia, la coinquilina pazza – e son tornata qui, a bearmi di lunghi sonni, morbidi gatti e della rassicurante presenza di mamma. E la sensazione è strana, è come se il tempo si fosse deformato e non lo sento più scorrere. Mi alzo, faccio colazione e... hop, è tardi! Mi vesto e di colpo è già mezzogiorno e basta che io guardi l'orologio e mi volti per un secondo e puff, ecco che è già pomeriggio inoltrato. Non mi sembra vero che sia già dicembre, io sono rimasta ferma a ottobre. Dicono che dopo i vent'anni la percezione del tempo cambi e le giornate si accorcino. Non so se è vero, ma avrei dovuto accorgermene già da un po', no?
Beh, bando alle ciance.
Oggi, niente recensione. In realtà ne ho un paio già cominciate, ma adesso non ho voglia di finirle. Piuttosto, un urlo di dolore. Un grido di denuncia. L'annuncio di un lutto terribile.
I libri. Non quelli rovinati, con le pagine staccate, macchiate o la cui sovra-copertina è ormai dispersa per sempre. I libri che non tornano. Quelli che li presti e non tornano più. E quelli che, non tuoi, continuano a languire su uno scaffale in attesa del loro legittimo proprietario.
Sullo scaffale più alto della libreria che ho accanto al letto, a destra, ho un piccolo cimitero, quello dei libri che non mi appartengono ma che non posso restituire. Sono finiti lì perché quello che mi legava ai loro legittimi proprietari è sepolto in un altro tipo di cimitero. Libri degli amici che non vedi più o con cui hai litigato. Voi non ne avete? La cosa curiosa è che quei libri non li ho mai letti. Quando ancora ero amica dei loro proprietari mi sarà capitato, qualche volta, di prenderli in mano e sfogliarli, per trovarli del tutto insipidi e inadatti. Non mi facevano voglia, nessuno stimolo per sfogliare oltre la prima pagina. Forse questo doveva farmi riflettere sull'amicizia che mi legava ai loro proprietari. O forse il libro, con largo anticipo, aveva già iniziato a detestarmi e faceva in modo di spingermi via.
Molto più numerosi sono i vari corpi cartacei che ho sparso in decine di librerie lontane. Mi mancano all'appello così tanti libri che potrei riempirne almeno due scaffali. Certi mancano da così tanto che ormai ho perso la speranza di vederli. Altri sono finiti in mani tali che preferisco lasciarli dove sono.
Ma il vero motivo per questo post è l'indignazione e il nervoso che mi hanno colpito quando ho realizzato che alcuni dei miei pargoli dispersi mi attendono, senza speranza alcuna, in uno stesso luogo, nelle mani di una stessa persona.
I ladri di libri. Quelli che prendono in prestito e poi nascondono, negano e mentono. Con tutta me stessa, aborro queste persone. Prestare un libro che ami è un atto di fiducia, sputare su questa fiducia è un atto ignobile. La cosa più vile è poi la menzogna di cui sono intrise le loro parole. Capita che uno si scordi di avere un libro prestato da tanto tempo. Capita anche a me, io attendo solo che qualcuno si palesi per chiedermeli indietro e a quel punto li restituirò senza attendere un attimo. Ma questa gentaglia, dall'animo putrido e viscido, mente. Con semplicità, senza alcun imbarazzo. Il libro non ce l'hanno loro, l'hanno certamente dato a un amico comune. Il quale, tristemente, lamenta la stessa disavventura. Queste gazze ladre devono avere nelle loro stanze cumuli e cumuli di libri, vestiti, oggetti di ogni genere che hanno strappato via dai loro proprietari. Mi chiedo che cosa pensino del loro comportamento e cosa si raccontino per mettere a tacere un'eventuale coscienza.
Ovviamente, continuerò a prestare a destra e a manca.
Però, davvero, che nervoso.
Spero che il prossimo post avrà un po' più di senso. Credo mi stia venendo voglia di finire le recensioni :) a presto.

8 commenti:

  1. io ogni tanto passavo per vedere che fine avevi fatto... bentornata :-)
    sto aspettando da mesi la restituzione di una graphic novel prestata alla mia migliore amica, che dice "è in casa ma non so dove di preciso..." e ogni tanto mi vengono in mente dei libri che sapevo di avere ma di cui ho perso le tracce :-( bruttissima cosa.

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  2. ne sono sbalordita *O* grazie!
    eh, come ti capisco T_T tra le mie perdite più dolorose ci sono La figlia della Luna, non so quanti della serie di Anita Blake, Fight Club.. uh, non ci voglio manco pensare ;___; per non parlare dei fumetti. avrò sì e no una o due serie complete, con tutti i numeri che ho prestato chissà a chi...

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  3. Visto che mi fai sentire in colpa, i tuoi due libri delle streghe di Anne Rice li ho io. Uno circa a metà e quello dopo ovviamente non iniziato. Un giorno li finirò, loggiuro.
    Stranamente (?) io ho avuto pochi caduti, un paio di numeri di Sei il mio cucciolo che credo una mia amica abbia perso, rimpiazzati però da quelli di Laz, e Ancora dalla parte delle bambine, però della persona che ce l'ha ho Considera l'aragosta, quindi un libro per un libro, è pari.

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  4. ahahahahahaa ti giuro che neanche mi ricordavo di averli prestati xD se è per questo io ho ancora il tuo 1984 ù_ù' e da un pò. Per non parlare dei libri di Laz che giacciono intonsi sul mio comodino, in attesa d'ispirazione... ma quelli non sono morti, sono solo in viaggio.

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  5. "Cent'anni di solitudine", la versione che comprai, dei miti mondadori, la prestai ad una compagna di università...che non me l'ha più restituito ed io l'ho persa completamente di vista. Ci tengo troppo ai libri e questo mi ha insegnato anche che prestarli, che è una cosa bellissima, è anche un gesto da fare con accortezza.
    Il libro l'ho ricomprato, amo quel libro, amo il suo meraviglioso incipit che considero il più bello abbia mai letto finora.

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  6. Ciao, sono nuova su blogspot reduce di Splinder sono incappata nel tuo blog attraverso blogs amici e devo dire che il tuo blog mi è subito piaciuto: trasuda personalità! Inserisco il tuo link tra i miei blogs amici se non ti dispiace!
    A proposito di libri prestati ... piango ancora per "L'età dell'innocenza" il primo libro che comperai con i miei risparmi all'età di dodici anni ... la ladra negò prepotentemente la questione del prestito ... mi son dovuta arrendere ... i libri di chi ormai ho perduto lungo il percorso della vita li ho dati in beneficenza un mesetto fa ... tanto nessuno li avrebbe mai più reclamati ...

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  7. figurati se mi dispiace :) passo presto a dare un'occhiata!
    Ecco, la cosa più odiosa non è quando negano? Voglio dire, capita di dimenticarsi... ma negare?? Mah...

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  8. Una madre può dimenticare a chi ha affidato il proprio figlio? Neanche una appassionata di letteratura a doc può dimenticare a chi ha prestato i propri libri ...

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