venerdì 29 aprile 2016

Romanzi d'amore che non sono romanzi d'amore

Dunque, invero mi piacerebbe chiacchierare del programma del Salone del Libro, degli eventi che mi interessano e di quelli cui non mancherei neanche dovessi subire l'amputazione chirurgica della gambe nella mezzora precedente. Tipo questo.
Solo che mi è morto il mouse, e un post del genere prevede e necessita di una quantità di link tale da farmi distruggere il touchpad dall'astio, quindi rimando. E chiacchiero invece di un tema che mi vagola in testa da diverso tempo, e che mi è tornato alla mente con più forza un paio di sere fa, quando qualcuno ha nominato in mia presenza Lolita di Nabokov.
Cosa intendo con “Romanzi d'amore che non sono romanzi d'amore”? Intendo romanzi le cui tematiche complesse vengono tralasciate in favore dell'interesse romantico dei protagonisti, che talvolta non è nemmeno tale. Non è un caso che la questione mi sia sorta in testa ripensando a Il grande Gatsby.
Ora, io ho adorato Gatsby. Ho preferito Belli e Dannati e ancora non ho letto Tenera è la notte, quindi non lo definirò il “capolavoro” di Fitzgerald, ma sicuramente mi è piaciuto un sacco. E leggendo dell'ossessione che Gatsby prova per Daisy, non potevo fare a meno di ripensare ad alcune frasi lette qua e là. Una in particolare non mi si scolla dalla testa, e recita più o meno: “Vorrei qualcuno che mi amasse come Gatsby ama Daisy”. Il che per me è abbastanza inconcepibile, ancorché inquietante. Secondo il mio modestissimo parere, Gatsby non ama Daisy. Daisy è stata il suo feticcio durante la guerra, è stata la sua spinta motivazionale, un traguardo privo di corpo. E quel corpo, una volta ritrovatoselo davanti, è stato riempito di tutti i sogni e le aspettative che Gatsby ha maturato nel corso degli anni. Daisy è una creatura quasi stilnovista, è la donna angelo che ho sempre aborrito. Fitzgerald non ha scritto una storia d'amore, ha raccontato le storia di un disperato che si aggrappa a un idolo.
Potrei fare lo stesso discorso con innumerevoli titoli. È davvero definibile “storia d'amore” quella tra Catherine e Heatcliff, in Cime tempestose? È una storia d'amore quella tra Romeo e Giulietta, una scia di cadaveri per una chiacchierata dal balcone? Non ricordo dove, ma poche settimane fa avevo letto una curiosa interpretazione secondo cui la tragedia più amata di Shakespeare sarebbe in realtà una commedia travestita. E può anche starci, dopotutto. Al giorno d'oggi, molti d'istinto la leggerebbero così.
Uno dei romanzi che più mi perplime sapere essere interpretati come storie d'amore è Lolita di Nabokov, di cui ho interrotto la lettura più o meno a metà perché mi disturbava troppo. Ed è giusto così, Nabokov voleva disturbarmi. Mi chiedo cosa penserebbe di coloro che oggi inneggiano al suo Lolita come fosse un manifesto per l'amore libero e senza barriere tralasciabili quali l'età degli interessati.
Il caso che però trovo mi tocchi più da vicino, perché la storia d'amore qui è tra me e l'autrice, è Orgoglio e Pregiudizio. Ci sono altri titoli firmati da zia Jane che sarebbero ben più adatti come esempio – Emma, Ragione e Sentimento, Mansfield Park – ma Orgoglio e Pregiudizio è la sua opera più famosa, e dunque la più colpita dal fenomeno “storia d'amore”.
Ovviamente non sto negando che Orgoglio e Pregiudizio racconti della storia d'amore tra Lizzie e Mr. Darcy, rasenterebbe l'idiozia da parte mia. Il punto è che non racconta solo della storia d'amore. I romanzi di Jane Austen sono complessi e attuali proprio in quanto, pur col loro stile semplice e diretto, raccontano sempre qualcosa oltre ciò che è scritto nero su bianco. Orgoglio e Pregiudizio racconta la crescita dei suoi personaggi nonché il peso della famiglia, e critica piuttosto esplicitamente l'alta società inglese. La differenza sta nei gradi di lettura. È abbastanza fermarsi all'esplicito? Si è davvero letto un libro se si eludono le doppie letture?
La mia risposta è nì. La mia personalissima risposta è che un libro viene scritto dall'autore ma è poi completato dal lettore, dunque ogni lettura, se si basa su quanto è effettivamente scritto, è valida. Pure la più disturbante, vedasi il professor Humbert e Lolita, o la più irritante, vedasi Gatsby e Daisy.
Ordunque, questo è il momento in cui interrompo la favella e chiedo le altrui opinioni sull'argomento. Trattasi questo post di una lunga sfilza di cavolate?

21 commenti:

  1. La Daisy del Grande Gatsby non è altro che braccia sottratte ad Auschwitz. La odio poco poco. E manco Heathcliff e la sua lei scherzano: che angoscia. Il fatto che, tra una trasposizione e l'altra, i personaggi di Orgoglio e pregiudizio siano stati troppo "sciupati", forse, me li rende meno cari... Lolita l'ho sempre voluto leggere, io e la gente un po' disturbata siamo culo e camicia. Però temo una certa pesantezza. E, se non mi piace, che brutta figura ci faccio, dimmi?

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    1. >> La Daisy del Grande Gatsby non è altro che braccia sottratte ad Auschwitz.

      Te la rubo. Te la rubo tantissimo.

      Penso che la trasposizione di O&P più plausibile sia la miniserie BBC del 1995 proprio perché dava spazio al contesto e alle sue sfumature, così come alle imperfezioni dei personaggi. Fortunatamente zia Jane l'ho conosciuta dai libri e alle trasposizioni sono arrivata dopo, quindi riesco a voler bene ai personaggi come li aveva descritti lei.
      Lolita non mi stava dispiacendo, come libro, ma il punto di vista malato sull'argomento mi ha fatta desistere. Non lo sconsiglio affatto. Se poi non ti piace, farai la stessa figura che faccio io quando dico che non leggo Hemingway :P

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    2. Io, però, ho un debole per Wright e la colonna sonora bellissima di Marianelli. E la Austen l'ho incontrata con Emma, e non era proprio un mostro di simpatia...
      Ruba, ruba. :P

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  2. Lolita disturbava anche me, infatti l'ho mollato al secondo capitolo. Condivido il tuo punto di vista su Cime Tempestose e Il grande Gatsby, su come la Austen contenga un mondo in sé oltre le misere definizioni scolastiche di storie di pettegolezzi e matrimoni, tuttavia spezzo una lancia a favore di chi ci vede dell'amore perché penso, come Keats, che ci siano tante forme d'amore quante sono le stelle nel cielo, quindi va dalla sensibilità di ognuno interpretarle in un modo piuttosto che in un altro; quella che per me può essere una forma d'amore distorta magari può soddisfare in pieno le idee sul tema dei più inclini al dramma, vediamola così. Il relativismo non è una cosa da poco.

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    1. Oddio, con Orgoglio e Pregiudizio avrei dovuto specificare meglio che è un discorso a parte proprio visto che, contrariamente a Gatsby e a Lolita, la storia d'amore effettivamente c'è ed era così interpretata pure dall'autrice. Quello che intendevo nel caso specifico è che è sbagliato vederci soltanto quella, ecco.

      >> quella che per me può essere una forma d'amore distorta magari può soddisfare in pieno le idee sul tema dei più inclini al dramma, vediamola così. Il relativismo non è una cosa da poco.

      Posizione interessante. Mi darò alla riflessione selvaggia.

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    2. Mi fa piacere. La Austen sì, è un discorso a parte :)

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  3. Condivido in pieno il pensiero dalla Leggivendola. Troppo spesso grandi capolavori della letteratura vengono considerati solo per le loro trame!
    Molti lettori tendono a semplificare e a sminuire il senso di un testo lettarario, purtroppo. Un altro romanzo che spesso è sminuito a semplice storia sentimentale è Anna Karenina, che da essere un'epopea sociale viene superficialmente considerato come un "quasi-Harmony" dai lettori che danno importanza solo alla storia d'amore e non tengono conto dell'analisi approfondita della società fatta dal buon Tolstoj.
    Miao =^-^=

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    1. Oddio il gatto nel tuo avatar ODDIO IL GATTO NEL TUO AVATAR.
      Niente, mi ha fritto i neuroni.

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  4. Ho letto Cime tempestose lo scorso anno, più o meno in questo periodo, e ricordo che il primo pensiero, una volta terminato il libro, è stato proprio: "Ma dove sarebbe questa grande storia d'amore?"; anzi, Heatcliff mi aveva più volte fatto salire il nervoso! Quanto a Romeo e Giulietta, sono contraria per principio alla celebrazione di questo mito, che di amoroso sembra avere ben poco, anche per la breve durata della vicenda...

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    1. Sarebbe bello poter sapere cosa ci vedesse effettivamente Shakespeare, che comunque ha dimostrato altrove un certo cinismo per quanto riguarda i rapporti amorosi. Son quelle teorie destinate a rimanere sempre teorie.
      Heatcliff io l'avrei lanciato da una scogliera.

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  5. Se sono cavolate ho un problema, perché condivido in toto (e non mi viene neppure un commento più sensato).

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  6. Anche io sono dalla parte dell'analisi un po' più approfondita di suddette "storie d'amore": se si vuol leggere un libro in un certo modo, senza andare oltre, capita che Anna Karenina diventi un "polpettone rosa" (ma gli altri personaggi? il contesto storico-sociale? le riflessioni sulla guerra dell'autore?) e che Guerra e Pace sia da leggere soltanto per la figura di Natasha e della sua storia d'amore (veramente, cose che mi son state dette, ohibò). Cime tempestose è una storia che vira al gotico, per me (e non solo per me, non è che scopro l'acqua calda eh :D).
    Tenera è la notte (ehhhhhhh *__*) è sicuramente la storia di un Amore: io, però, lo vorrei vivere un po' più serenamente XD
    Pregiudizi, ovunque, in definitiva, anche ricollegandoci alla questione delle "donne" che scrivono rosa, troppo rosa -_- Anche la Austen è spesso interpretata troppo "letteralmente", però nel suo caso la critica sociale è veramente sottile e velata, forse non si coglie immediatamente.
    Gran bel post! ^_^

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    1. Grazie :)
      E' vero che i libri della Austen sono leggibilissimi pure come semplici storie d'amore, a meno che non si decida di fare più caso al contesto e al non detto. Invece Cime Tempestose proprio boh °___°

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  7. Naturalmente il discorso è più che valido quando la "storia d'amore" è solo il pretesto per raccontare altro :-)

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    1. E pure quando la storia d'amore c'è di per sé, ma non divora tutto quello che c'è dietro.

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  8. Le storie d'amore non sono altro che per rappresentare un mondo, un'epoca e tutte quelle che hai descritto sono bellissime perché raffigurano i diversi momenti della storia della letteratura e della nostra civiltà.

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    1. Oddio, io veramente tolto Orgoglio e Pregiudizio non le definirei neanche tali, men che meno Lolita xD

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  9. Quanto ti ha fatto male after da 1 a 10000?

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    1. Incalcolabile.
      Ma incalcolabili sono pure gli spunti comici, quindi bene così, dai.

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  10. Oddei, essere amata da qualcuno come Gatsby ama Daisy mi inquieterebbe moltissimo (credo che in certi momenti si chiami anche stalking e che sia considerato reato...)! XD

    Diciamo che - non so se a causa delle recensioni, di quello che dicono le librerie o effettivamente di come la storia sia intesa dai lettori - se in qualsiasi romanzo c'è una coppia sufficientemente in vista che si incontra, si prende, si lascia e si riprende, allora necessariamente tale volume diventa un romanzo d'amore, più o meno come purtroppo qualsiasi libro scritto da una donna rischia di diventare "letteratura rosa".

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